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Il Futurismo è la prima avanguardia storica nata in Italia: proclamato da Filippo Tommaso Marinetti con il «Manifesto del Futurismo» pubblicato su «Le Figaro» il 20 febbraio 1909, esalta la velocità, la macchina, il dinamismo e la modernità della città industriale, rifiutando con violenza polemica il culto del passato. Più che uno stile, è un movimento totale che investe pittura, scultura, architettura, letteratura, musica, teatro e vita quotidiana, e che traduce in immagine il movimento attraverso le linee-forza, la simultaneità e la compenetrazione di piani. Studiare il Futurismo significa leggere un'opera riconoscendone i mezzi formali del dinamismo, collegarla ai manifesti programmatici e collocarla — anche in modo critico — nel contesto storico-politico dell'Italia del primo Novecento.
4sezionica. 18min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi di liceo si richiede di conoscere i manifesti e i protagonisti principali (Marinetti, Boccioni, Balla, Carrà, Severini, Sant'Elia) e di analizzare un'opera-chiave riconoscendone i mezzi del dinamismo e il legame con la poetica della velocità.
livello avanzato
Gli indirizzi con maggiore spazio storico-filosofico (Liceo Classico, Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale) possono approfondire i rapporti con il Cubismo, con la cultura della modernità e con il contesto storico-politico, valutando criticamente le ambiguità ideologiche del movimento.
Lesetiefe: Approfondimento
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Asse cronologico dei manifesti futuristi
In riferimento al «Manifesto del Futurismo» (1909), spiega perché nel Futurismo la teoria precede la pratica artistica e quali conseguenze ciò ha sul linguaggio della pittura.
Premetti il dato esatto: Marinetti pubblica il manifesto su «Le Figaro» il 20 febbraio 1909, prima che esista una pittura propriamente futurista. La parola d'ordine apre il movimento.
Afferma che nel Futurismo l'idea programmatica (velocità, macchina, dinamismo, rifiuto del passatismo) viene prima e orienta la ricerca formale, che deve poi tradurre quei principi in immagine.
Mostra la conseguenza: i manifesti della pittura (1910) traducono i principi in mezzi precisi — linee-forza, simultaneità, compenetrazione di piani — che impongono di abolire il contorno e di porre lo spettatore al centro del quadro.
Richiama un'opera coerente (per esempio «Dinamismo di un cane al guinzaglio» di Balla), in cui la ripetizione delle zampe e del guinzaglio realizza visivamente la simultaneità annunciata dal manifesto.
Chiudi osservando che proprio questo primato del programma spiega la forza propagandistica del movimento, ma anche le sue ambiguità ideologiche, da valutare con misura storica.
Risultato: Un paragrafo coeso che dimostra il primato del manifesto e ne deduce le scelte formali della pittura futurista, con un esempio pertinente e una chiusura criticamente avvertita.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentativo di circa dieci righe perché il Futurismo può essere definito «avanguardia programmatica», individuando il ruolo del manifesto e citando almeno due dei mezzi formali con cui i pittori futuristi rendono il dinamismo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema dei mezzi della resa del movimento
Conduci l'analisi di «La città che sale» di Umberto Boccioni, mettendo in evidenza soggetto, mezzi formali e rapporto con la poetica futurista.
Identifica l'opera: Umberto Boccioni, «La città che sale», 1910-1911. Il soggetto è un cantiere ai margini della metropoli, con grandi cavalli da traino e operai immersi nella costruzione della città nuova.
Descrivi le linee-forza diagonali che attraversano la tela, la pennellata divisa e i colori accesi e accostati, l'abolizione dei contorni netti che fonde corpi e ambiente in un unico vortice di energia.
Spiega come la ripetizione e lo sfrangiamento delle forme, insieme alla composizione ascensionale, traducano visivamente lo sforzo, la velocità e la spinta del progresso, secondo il principio del dinamismo universale.
Collega l'opera ai manifesti: il quadro celebra il lavoro, la macchina e la città industriale, temi centrali del programma futurista, e realizza in immagine le linee-forza e la compenetrazione di piani.
Concludi osservando che Boccioni è il pittore che con maggiore coerenza teorica salda principio e immagine, e che l'opera è considerata uno dei vertici della pittura futurista.
Risultato: Un'analisi completa che dai dati dell'opera arriva al giudizio critico, mostrando come «La città che sale» realizzi pittoricamente la poetica del dinamismo e della modernità.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza «Dinamismo di un cane al guinzaglio» di Balla (1912) in circa dodici righe, spiegando con quale procedimento l'artista rende il movimento e collegando il risultato al concetto di simultaneità enunciato nei manifesti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto: scultura classica e scultura futurista
Spiega come «Forme uniche della continuità nello spazio» realizzi i principi del «Manifesto tecnico della scultura futurista» di Boccioni.
Richiama il «Manifesto tecnico della scultura futurista» (1912): Boccioni chiede di abolire la linea di contorno e il blocco chiuso e di aprire la figura allo spazio circostante.
Descrivi il bronzo del 1913: una figura umana in cammino la cui superficie si dilata in protuberanze e scie, come se l'aria e la velocità la modellassero deformandone i contorni.
Mostra la corrispondenza puntuale: l'apertura della massa verso lo spazio e l'assenza di un contorno netto traducono in volume l'idea di compenetrazione tra corpo e ambiente.
Spiega che la figura non rappresenta una posa ma una continuità di movimento: di qui il titolo, che fa del moto, e non della forma ferma, il vero soggetto.
Concludi sottolineando che l'opera è il punto in cui teoria e pratica del dinamismo coincidono pienamente, e che essa rovescia i principi della statuaria classica.
Risultato: Una trattazione che lega il manifesto del 1912 all'opera del 1913 e dimostra come la scultura realizzi in tre dimensioni il principio del dinamismo e della compenetrazione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Descrivi «Forme uniche della continuità nello spazio» di Boccioni (1913) in circa dieci righe, spiegando perché la figura sembra prolungarsi nello spazio e collegando questa scelta al principio di compenetrazione tra corpo e ambiente.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema dei principi della «Città Nuova»
Analizza la concezione architettonica di Antonio Sant'Elia a partire dal «Manifesto dell'architettura futurista» (1914) e dai disegni della «Città Nuova».
Colloca l'opera: nel 1914 Sant'Elia pubblica il manifesto ed espone i disegni della «Città Nuova», visione della metropoli futura rimasta sulla carta.
Esponi i principi: rifiuto dell'imitazione degli stili e dell'ornamento, architettura come espressione del proprio tempo, accettazione della transitorietà e del continuo rinnovamento degli edifici.
Descrivi i caratteri dei disegni: grattacieli scalettati, ascensori esterni, sistemi di trasporto integrati su più livelli, la città come organismo dinamico in movimento.
Indica i materiali immaginati — cemento armato, ferro, vetro — che consentono linee oblique, masse aggettanti e l'eliminazione del decoro storicista.
Concludi mostrando che, pur restando progetto, la «Città Nuova» anticipa il Movimento Moderno e l'immaginario della metropoli verticale; ricorda la morte di Sant'Elia nel 1916.
Risultato: Un'analisi che dai principi del manifesto arriva all'eredità del progetto, dimostrando come Sant'Elia traduca in architettura la poetica futurista della velocità e della macchina.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra i caratteri principali della «Città Nuova» di Sant'Elia in circa dieci righe, spiegando come essi traducano la poetica futurista della modernità e in che senso anticipino l'architettura del Novecento.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti