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Lo Stato sociale (welfare state) è l'insieme degli interventi pubblici che garantiscono ai cittadini protezione dai grandi rischi dell'esistenza (malattia, vecchiaia, disoccupazione, povertà) e l'accesso a servizi essenziali come istruzione, sanità e assistenza. Questo appunto ne ricostruisce le origini storiche (dalle assicurazioni di Bismarck al Rapporto Beveridge), i modelli a confronto (la celebre tipologia di Esping-Andersen), il fondamento teorico nella cittadinanza sociale di Marshall e l'organizzazione concreta dei servizi alla persona, fino al ruolo del terzo settore, al principio di sussidiarietà e ai nodi della crisi e del ridisegno del welfare contemporaneo. È un argomento centrale per la sociologia del triennio, particolarmente rilevante per l'indirizzo Economico-Sociale (LES).
4sezionica. 16min di lettura4competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi del Liceo delle Scienze Umane è richiesto conoscere origini e modelli dello Stato sociale, il concetto di cittadinanza sociale e la rete dei servizi alla persona, sapendone valutare funzioni e limiti.
livello avanzato
L'opzione Economico-Sociale (LES) approfondisce la dimensione politico-economica: spesa sociale e sostenibilità finanziaria, redistribuzione, rapporto tra welfare e mercato del lavoro, riforme e processi di ridisegno (welfare mix, sussidiarietà), in dialogo con il Diritto e l'Economia politica.
Lesetiefe: Approfondimento
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La rete dei servizi alla persona
Una signora di 82 anni, parzialmente autosufficiente, vive sola; la figlia lavora a tempo pieno e non può assisterla durante il giorno. Indica quali servizi alla persona potrebbero rispondere a questo bisogno, distinguendo le diverse modalità di erogazione, e spiega come una buona politica di cura allevia il carico sulla famiglia.
Il bisogno è di assistenza e cura a una persona anziana parzialmente non autosufficiente, in assenza di un caregiver familiare disponibile di giorno: è un tipico bisogno di care.
L'assistenza domiciliare (un operatore che raggiunge la persona a casa per igiene, pasti, monitoraggio) consente all'anziana di restare nel proprio ambiente: è la risposta meno sradicante per un bisogno parziale.
Un centro diurno per anziani offre assistenza, socialità e attività durante le ore di lavoro della figlia, restituendo l'anziana alla famiglia la sera: copre proprio la fascia oraria critica.
Questi servizi sostituiscono o integrano la cura familiare, evitando che la figlia debba ridurre o lasciare il lavoro: riducono il carico di cura e l'impatto, spesso sproporzionato, sulle donne.
Risultato: La combinazione di assistenza domiciliare e centro diurno (servizi domiciliare e semiresidenziale) risponde al bisogno mantenendo l'anziana al proprio domicilio e alleggerisce il carico di cura sulla famiglia, favorendo la conciliazione tra lavoro e cura.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Definisci che cosa si intende per «servizi alla persona» e distinguili dai trasferimenti monetari. Spiega poi che cosa si intende per «crisi della cura» e indica due politiche concrete con cui un sistema di welfare può sostenere il lavoro di cura delle famiglie.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il welfare mix e i suoi attori
In un quartiere una cooperativa sociale gestisce, su incarico del Comune, un centro di doposcuola per minori in difficoltà, finanziato in parte con fondi pubblici e in parte con donazioni. Spiega a quale attore del welfare mix appartiene la cooperativa e quale principio di sussidiarietà è in gioco, valutandone un vantaggio e un rischio.
La cooperativa sociale non persegue scopo di lucro e produce un servizio di interesse generale: appartiene al terzo settore (privato sociale), distinto sia dallo Stato sia dal mercato for-profit.
Il Comune affida a un soggetto della società civile lo svolgimento di un'attività di interesse generale: è in gioco la sussidiarietà orizzontale, cioè il rapporto Stato-società civile, non quella verticale tra livelli di governo.
Il terzo settore intercetta bisogni territoriali con flessibilità e radicamento, integra l'offerta pubblica, sperimenta risposte innovative e attiva capitale sociale e partecipazione.
Vi è il rischio che lo Stato deleghi compiti propri scaricandoli sul volontariato, con possibile frammentazione e disparità territoriale dei servizi dove la società civile è più debole.
Risultato: La cooperativa è un soggetto del terzo settore e il caso illustra la sussidiarietà orizzontale: il vantaggio è la capacità di rispondere ai bisogni del territorio integrando il pubblico; il rischio è la delega impropria e la disuguaglianza territoriale dell'offerta.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega che cos'è il terzo settore e qual è il suo ruolo nel welfare mix. Distingui poi sussidiarietà verticale e orizzontale e illustra due cause strutturali della crisi del welfare state contemporaneo, valutandone le possibili risposte.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti