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L'allenamento è un processo pedagogico e biologico, sistematico e a lungo termine, che attraverso l'applicazione di carichi opportunamente dosati induce nell'organismo adattamenti stabili e un miglioramento della prestazione. Questo appunto ricostruisce i princìpi scientifici dell'allenamento (carico, adattamento, supercompensazione, progressività, continuità, individualizzazione), le componenti del carico (volume, intensità, densità, recupero), il modello della sindrome generale di adattamento di Selye e, infine, la programmazione e la periodizzazione in macro-, meso- e microcicli. L'argomento rientra a pieno titolo nel profilo dell'Esame di Stato: è materia tipica del colloquio, in cui lo studente deve saper collegare carico di lavoro e risposte dell'organismo con linguaggio scientifico corretto.
4sezionica. 16min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali è richiesto di conoscere i princìpi dell'allenamento e le componenti del carico e di saper spiegare il meccanismo della supercompensazione con linguaggio corretto.
livello avanzato
Negli indirizzi a vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si valorizza la lettura quantitativa del carico — calcolo dell'intensità relativa, delle zone di frequenza cardiaca e dell'andamento del recupero — e il collegamento esplicito con la fisiologia studiata in Scienze naturali.
Lesetiefe: Approfondimento
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Le tre fasi della sindrome generale di adattamento (Selye)
Uno studente, dopo aver svolto per la prima volta una seduta di corsa intensa, il giorno seguente avverte gambe affaticate e prestazione ridotta; nelle settimane successive, allenandosi con regolarità e recuperando bene, corre la stessa distanza con minore fatica. Analizza la situazione richiamando la sindrome generale di adattamento e i princìpi dell'allenamento.
La seduta di corsa intensa è il carico, cioè lo stress che rompe l'omeostasi e supera la soglia dello stimolo allenante.
L'affaticamento e il calo di prestazione del giorno dopo corrispondono alla fase di allarme della SGA: le capacità sono momentaneamente ridotte.
Con allenamenti regolari e recuperi adeguati l'organismo reagisce e si rafforza: è la fase di resistenza, sostenuta dai princìpi di continuità e progressività.
Per non scivolare nella fase di esaurimento (sovrallenamento) occorre rispettare il recupero e individualizzare il carico.
Risultato: Il miglioramento osservato è l'esito dell'adattamento descritto da Selye: il carico, ripetuto in modo progressivo e continuo con recuperi sufficienti, ha portato l'organismo dalla fase di allarme alla fase di resistenza, innalzando stabilmente le capacità.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega che cos'è la sindrome generale di adattamento di Selye, descrivendone le tre fasi, e mostra in che modo essa fornisce il fondamento teorico dei princìpi dell'allenamento (in particolare stimolo allenante, progressività e continuità).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Relazione qualitativa volume-intensità al variare dell'obiettivo
Intensità relativa
L'intensità relativa di un esercizio di forza è il rapporto percentuale tra il carico utilizzato C e il carico massimale (1RM, cioè il peso sollevabile una sola volta).
FC massima (stima)
Formula empirica «220 meno l'età» (nota anche come formula di Fox-Haskell) per la stima della frequenza cardiaca massima a partire dall'età; è una stima statistica, non un valore misurato individualmente.
FC di una zona di lavoro
La frequenza cardiaca obiettivo di una zona di allenamento si ottiene applicando alla FC massima la percentuale P che definisce la zona (ad esempio 70 % per il limite inferiore della zona aerobica).
Per lo studente descritto (1RM = 60 kg sull'esercizio, età 17 anni) calcola l'intensità relativa di una serie eseguita con 45 kg e la frequenza cardiaca corrispondente al 70 % della frequenza cardiaca massima stimata.
Si applica la formula dell'intensità relativa con C = 45 kg e 1RM = 60 kg.
Con la formula empirica «220 meno l'età» per un'età di 17 anni.
Si applica la percentuale alla FC massima.
Risultato: La serie a 45 kg corrisponde a un'intensità relativa del 75 % del massimale (zona di forza submassimale/ipertrofia); per il lavoro aerobico al 70 % la frequenza cardiaca obiettivo è di circa 142 bpm su una FC massima stimata di 203 bpm.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Uno studente esegue una seduta di forza con un esercizio in cui il suo massimale (1RM) è 60 kg; lavora con un carico di 45 kg. Calcola l'intensità relativa dell'esercizio. Calcola poi, per lo stesso studente di 17 anni, la frequenza cardiaca massima stimata con la formula empirica «220 meno l'età» e l'estremo inferiore della zona aerobica al 70 %.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La curva della supercompensazione
Errori frequenti
Ripasso attivo
Disegna e descrivi la curva della supercompensazione, indicandone tutte le fasi. Spiega poi, con riferimento alla curva, perché il momento in cui si colloca la seduta successiva determina il progresso, il sovrallenamento o la stagnazione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Gerarchia dei cicli di allenamento: macro-, meso-, microciclo
Uno studente vuole prepararsi per una gara scolastica di corsa che si svolgerà tra circa cinque mesi. Imposta la cornice della sua preparazione individuando macrociclo, periodi, mesocicli, microcicli e la struttura di una seduta-tipo, giustificando le scelte con i princìpi dell'allenamento.
I cinque mesi che portano alla gara costituiscono il macrociclo, con obiettivo finale il picco di forma in concomitanza con la gara.
Si suddivide in periodo preparatorio (primi mesi: volume alto, intensità crescente), periodo agonistico (vicino alla gara: intensità alta, volume ridotto) e una breve transizione dopo la gara (recupero attivo).
Ogni periodo si organizza in mesocicli di alcune settimane (es. un mesociclo dedicato alla resistenza di base, uno alla resistenza specifica), ciascuno composto da microcicli settimanali che alternano carico e recupero, rispettando la supercompensazione.
Ogni seduta segue lo schema riscaldamento → fase centrale (il lavoro di corsa adeguato al mesociclo) → defaticamento, applicando progressività e individualizzazione.
Risultato: La preparazione è strutturata in un macrociclo di cinque mesi suddiviso in periodi preparatorio, agonistico e di transizione, articolati in mesocicli a obiettivo specifico e in microcicli settimanali con sedute riscaldamento-lavoro-defaticamento: una cornice coerente con i princìpi di progressività, continuità, individualizzazione e con il modello della supercompensazione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Definisci e ordina per durata microciclo, mesociclo e macrociclo, e descrivi i tre periodi in cui si articola un macrociclo. Illustra poi la struttura tipica di una seduta di allenamento, spiegando la funzione di ciascuna delle sue tre parti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti