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Negli sport individuali la prestazione dipende dal singolo atleta, che si confronta con se stesso, con l'avversario o con una misura oggettiva (tempo, distanza, punteggio tecnico). Questo appunto studia le caratteristiche degli sport individuali, l'apprendimento e l'esecuzione dei fondamentali tecnici, la dimensione tattica e strategica della gara e i criteri di valutazione della prestazione, con particolare riferimento all'atletica leggera, alla ginnastica e al nuoto. L'argomento rientra a pieno titolo nel programma dell'Esame di Stato, sia come conoscenza teorico-pratica sia come oggetto del colloquio orale e dei percorsi interdisciplinari.
4sezionica. 14min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali e richiesto conoscere le caratteristiche generali degli sport individuali, i fondamentali tecnici di almeno una disciplina praticata (tipicamente atletica leggera) e i principi tattici di base, sapendoli descrivere con il lessico specifico.
livello avanzato
Negli indirizzi a vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si valorizza l'analisi biomeccanica del gesto e il calcolo di parametri di prestazione (velocita media, traiettoria del corpo libero), mentre negli indirizzi umanistico-linguistici e nel LES si privilegia la lettura tattica, comunicativa e culturale della disciplina.
Lesetiefe: Approfondimento
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Classificazione degli sport individuali
Spiega a quale dei tre gruppi fondamentali dell'atletica leggera appartengono il salto in lungo, i 110 metri ostacoli e il lancio del peso, indicando per ciascuno se il gesto e ciclico o aciclico e quale capacita motoria e prevalente.
Appartiene al gruppo dei salti; il gesto e aciclico (rincorsa ciclica, ma il momento decisivo, lo stacco, e un atto singolo e irripetibile); capacita prevalente: forza esplosiva (potenza) degli arti inferiori.
Appartengono al gruppo delle corse; il gesto e prevalentemente ciclico (sequenza ritmica di passi e superamento degli ostacoli) con forte componente coordinativa di ritmo; capacita prevalente: velocita e coordinazione.
Appartiene al gruppo dei lanci; il gesto e aciclico (un solo lancio massimale); capacita prevalente: forza esplosiva del cingolo scapolo-omerale e di tutta la catena cinetica.
Risultato: Salto in lungo = salti, aciclico, forza esplosiva; 110hs = corse, ciclico, velocita/coordinazione; lancio del peso = lanci, aciclico, forza esplosiva.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Classifica le seguenti discipline secondo i due criteri studiati (confronto diretto/indiretto e gesto ciclico/aciclico) e motiva ogni scelta: 100 metri piani, salto in alto, judo, nuoto 200 stile libero, lancio del giavellotto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le fasi funzionali del gesto tecnico e l'apprendimento motorio
Descrivi le fasi del salto in lungo e indica, per ciascuna, l'obiettivo tecnico principale e un errore frequente da correggere.
Obiettivo: raggiungere la massima velocita controllabile mantenendo una falcata regolare per arrivare allo stacco senza adattamenti dell'ultimo passo. Errore frequente: accorciare o allungare gli ultimi appoggi per timore di non centrare l'asse di battuta.
Obiettivo: trasformare la velocita orizzontale in spinta verso l'alto con un appoggio attivo e una rapida estensione di anca, ginocchio e caviglia. Errore frequente: appoggio del piede troppo avanti che frena la corsa anziche generare spinta.
Obiettivo: mantenere l'equilibrio e preparare la ricaduta (tecnica a passo, raccolta o veleggiata). Errore frequente: chiudersi troppo presto perdendo distanza.
Obiettivo: portare gli arti inferiori il piu avanti possibile e ammortizzare senza cadere all'indietro. Errore frequente: sedersi indietro, perdendo centimetri di misura.
Risultato: Il salto in lungo si scompone in rincorsa, stacco, volo e ricaduta; il momento tecnico decisivo e lo stacco, che trasforma velocita orizzontale in traiettoria di volo.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scegli un fondamentale tecnico di una disciplina individuale che hai praticato (es. la bracciata a stile libero, la partenza dai blocchi, lo stacco nel salto in lungo) e scomponilo nelle sue fasi funzionali (preparatoria, principale, finale), indicando per ciascuna l'obiettivo e un errore tipico.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Distribuzione del ritmo (pacing) nei 1500 m: confronto fra tre strategie
Velocita media
La velocita media e il rapporto fra lo spazio percorso s e il tempo impiegato t. Per ottenere un risultato in metri al secondo, lo spazio va espresso in metri e il tempo in secondi.
Tempo da spazio e velocita
Invertendo la relazione si ricava il tempo necessario a percorrere uno spazio dato a una velocita media assegnata: utile per pianificare i tempi di passaggio (split) di una gara.
Un mezzofondista vuole correre i 1500 metri in 4 minuti e 10 secondi. Calcola la velocita media necessaria e il tempo di passaggio teorico a meta gara (750 m) se mantenesse un ritmo perfettamente costante.
4 minuti e 10 secondi corrispondono a 4 x 60 + 10 = 250 secondi.
Applico v = s / t con s = 1500 m e t = 250 s.
A ritmo costante il tempo per meta distanza e la meta del tempo totale.
125 s = 2 minuti e 5 secondi: e il tempo di passaggio teorico a meta gara.
Risultato: Servono una velocita media di 6 m/s e un passaggio ai 750 m intorno a 2 min 05 s; nella pratica si pianifica un ritmo regolare o lievemente progressivo per riservare energie al finale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un mezzofondista corre i 1500 metri puntando al tempo di 4 minuti e 10 secondi. Descrivi una strategia di gara coerente (distribuzione del ritmo sui quattro giri da 375 m) e calcola la velocita media che deve mantenere.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I criteri di valutazione della prestazione negli sport individuali
Punteggio di esecuzione (E-score)
Il punteggio di esecuzione parte da una base di 10 punti da cui si sottrae la somma di tutte le penalita p_i assegnate dai giudici per gli errori di esecuzione. Il punteggio finale e poi dato dalla somma di esecuzione e difficolta.
Un esercizio di ginnastica artistica ha una nota di difficolta (D-score) di 4.8 punti. La giuria di esecuzione parte da 10 punti e applica penalita complessive per 1.7 punti. Calcola il punteggio di esecuzione e il punteggio finale dell'esercizio.
Sottraggo dalla base di 10 la somma delle penalita.
Il punteggio finale e la somma di D-score ed E-score.
Il punteggio finale di 13.1 combina la complessita dell'esercizio (4.8) e la sua pulizia esecutiva (8.3): per migliorarlo l'atleta puo aumentare la difficolta o ridurre le penalita di esecuzione.
Risultato: Punteggio di esecuzione E = 8.3; punteggio finale dell'esercizio P = 13.1 punti.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta i criteri di valutazione di una corsa dei 100 metri e di un esercizio di ginnastica artistica, evidenziando in cosa la misura oggettiva differisce dal punteggio di giuria; poi calcola il punteggio di esecuzione di un esercizio con base 10 e penalita complessive di 1.7 punti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti