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Il concetto di limite descrive il comportamento di una funzione « in prossimità » di un punto o all'infinito, senza che la funzione debba necessariamente assumere quel valore: è lo strumento con cui l'analisi matematica passa dal discreto al continuo. A partire dalla definizione fondata sugli intorni, si costruiscono l'algebra dei limiti, il riconoscimento e lo scioglimento delle forme indeterminate (con l'aiuto dei limiti notevoli), la nozione di continuità in un punto e su un intervallo e la classificazione dei punti di discontinuità. I grandi teoremi sulle funzioni continue (Weierstrass, valori intermedi, esistenza degli zeri) e lo studio degli asintoti completano il quadro, fornendo le basi indispensabili per il calcolo differenziale e per lo studio di funzione.
4sezionica. 18min di lettura4competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
In tutti i Licei si richiede di interpretare il significato di limite e di continuità, calcolare limiti semplici e riconoscere i casi notevoli di discontinuità e di asintoto su grafici e funzioni elementari.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (anche opzione Scienze Applicate) si richiedono la padronanza della definizione mediante intorni, la dimostrazione dei limiti notevoli e dei teoremi sulle funzioni continue e il loro uso argomentato nei problemi.
Lesetiefe: Approfondimento
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Significato del limite tramite intorni
Definizione di limite finito
Per ogni fascia di semiampiezza ε attorno a L esiste un intorno di c (di raggio δ) in cui la funzione rimane confinata in quella fascia.
Limite ed esistenza dei limiti laterali
Il limite esiste finito se e solo se i due limiti laterali esistono finiti e sono uguali fra loro.
Verifica, applicando la definizione di limite, che « lim_{x→2} (3x − 1) = 5 ».
Devo mostrare che, fissato ε > 0, vale |(3x − 1) − 5| < ε in un opportuno intorno di 2.
La disuguaglianza 3|x − 2| < ε equivale a |x − 2| < ε/3.
Basta porre δ = ε/3: per ogni x con 0 < |x − 2| < δ risulta |(3x − 1) − 5| < ε.
Risultato: Poiché per ogni ε > 0 esiste δ = ε/3 > 0 che soddisfa la definizione, si conclude che « lim_{x→2} (3x − 1) = 5 ».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Verifica, applicando la definizione di limite mediante intorni, che « lim_{x→2} (3x − 1) = 5 », determinando per ogni « ε > 0 » un opportuno « δ > 0 ».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il limite notevole sin(x)/x in prossimità di x = 0
Limiti notevoli goniometrici
Sciolgono forme 0/0 con funzioni goniometriche; il primo si dimostra per confronto di aree sulla circonferenza goniometrica.
Limiti notevoli esponenziali e logaritmici
Il primo definisce il numero e e scioglie la forma 1^∞; gli altri due ne discendono e sciolgono forme 0/0.
Calcola « lim_{x→2} (x² − 4)/(x − 2) ».
Sostituendo x = 2 ottengo (4 − 4)/(2 − 2) = 0/0: forma indeterminata.
Uso la differenza di quadrati x² − 4 = (x − 2)(x + 2).
Per x ≠ 2 posso eliminare il fattore (x − 2), restando con x + 2.
La funzione x + 2 è continua: basta sostituire x = 2.
Risultato: « lim_{x→2} (x² − 4)/(x − 2) = 4 ». In x = 2 la funzione di partenza ha una discontinuità eliminabile.
Calcola « lim_{x→0} sin(5x)/x ».
Per x → 0 sia numeratore sia denominatore tendono a 0: forma 0/0.
Moltiplico e divido per 5 per ottenere sin(5x)/(5x).
Posto t = 5x, per x → 0 anche t → 0 e sin(t)/t → 1.
Risultato: « lim_{x→0} sin(5x)/x = 5 · 1 = 5 ».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Calcola « lim_{x→2} (x² − 4)/(x − 2) » e, separatamente, « lim_{x→0} sin(5x)/x », giustificando la tecnica usata in ciascun caso.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le tre specie di discontinuità
Definizione di continuità in un punto
Servono insieme: l'esistenza di f(c), l'esistenza finita del limite e la loro uguaglianza.
Discontinuità di prima specie (salto)
I due limiti laterali sono finiti ma diversi: la loro differenza misura l'ampiezza del salto.
Data « f(x) = (x² − 1)/(x − 1) » per x ≠ 1 e « f(1) = 3 », studia la continuità in x = 1, classifica la discontinuità e indica la ridefinizione che rende f continua.
Per x ≠ 1 si ha x² − 1 = (x − 1)(x + 1); semplificando resta x + 1, il cui limite per x → 1 è 2.
Il limite vale 2, ma il valore assegnato è f(1) = 3: limite e valore non coincidono.
Il limite esiste finito ma è diverso da f(1): la discontinuità è di terza specie (eliminabile).
Ponendo f(1) = 2 (il valore del limite) la funzione diventa continua in x = 1.
Risultato: In x = 1 la funzione ha una discontinuità eliminabile; ponendo f(1) = 2 essa diventa continua su tutto R.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Data « f(x) = (x² − 1)/(x − 1) » per x ≠ 1 e « f(1) = 3 », stabilisci se f è continua in x = 1, classifica l'eventuale discontinuità e indica come ridefinire f per renderla continua.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il teorema di esistenza degli zeri
Iperbole con asintoto obliquo: g(x) = (x²+1)/x
Teorema di esistenza degli zeri (Bolzano)
Una funzione continua che cambia segno agli estremi di un intervallo chiuso si annulla in almeno un punto interno.
Asintoto obliquo y = mx + q
L'asintoto obliquo esiste se entrambi i limiti sono finiti e m ≠ 0; va cercato solo quando il limite all'infinito di f è infinito.
Dimostra che l'equazione « x³ + x − 1 = 0 » ammette almeno una soluzione nell'intervallo [0, 1].
f(x) = x³ + x − 1 è un polinomio, quindi continua su tutto R e in particolare su [0, 1].
Valuto f in 0 e in 1.
f è continua e f(0)·f(1) = (−1)(1) = −1 < 0: sono soddisfatte le ipotesi del teorema di esistenza degli zeri.
Esiste almeno un punto c interno a (0, 1) in cui f si annulla, cioè una soluzione dell'equazione.
Risultato: L'equazione x³ + x − 1 = 0 ammette almeno una soluzione in (0, 1) (essendo f crescente, la soluzione è in effetti unica).
Determina gli asintoti di « g(x) = (x² + 1)/x ».
Il dominio è x ≠ 0; studio il limite per x → 0, dove il numeratore tende a 1 e il denominatore a 0.
All'infinito il limite è infinito (grado del numeratore maggiore di quello del denominatore): nessun asintoto orizzontale.
Calcolo m come limite di g(x)/x.
Calcolo q come limite di g(x) − mx = (x² + 1)/x − x = 1/x.
Risultato: g ha asintoto verticale x = 0 e asintoto obliquo y = x (m = 1, q = 0); nessun asintoto orizzontale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Dimostra, mediante il teorema di esistenza degli zeri, che l'equazione « x³ + x − 1 = 0 » ammette almeno una soluzione nell'intervallo [0, 1]; quindi determina gli asintoti di « g(x) = (x² + 1)/x ».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti