Loading
Loading
La riflessione sulla lingua consolida le strutture morfosintattiche della seconda lingua straniera (sistema verbale, subordinazione, periodo ipotetico, discorso indiretto, forma passiva) e le eleva da regole apprese a consapevolezza metalinguistica attiva. Nel triennio del Liceo non si studia la grammatica per se stessa, ma come strumento al servizio della correttezza nella comprensione e nella produzione: la stessa accuratezza morfosintattica e' un criterio esplicito delle griglie di valutazione della seconda prova e del colloquio dell'Esame di Stato. L'approccio e' contrastivo e induttivo: si osserva la lingua, se ne ricavano le regolarita', si confronta con l'italiano e con le altre lingue studiate, e si impara a riconoscere e correggere l'errore.
4sezionica. 15min di lettura4competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
Si richiede a tutti il controllo sicuro delle strutture morfosintattiche fondamentali (tempi e modi verbali, subordinazione, periodo ipotetico, discorso indiretto, forma passiva) e la capacita' di autocorreggersi sugli errori piu' frequenti.
livello avanzato
Nell'indirizzo Linguistico si chiede in piu' una riflessione metalinguistica esplicita e contrastiva tra le lingue studiate; nel Liceo delle Scienze Umane (LES) la stessa accuratezza si applica soprattutto a testi e tematiche di carattere socio-economico.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Le tre coordinate del verbo: tempo, modo, aspetto
Dato il periodo: 'Mentre leggeva, squillo' il telefono; quando rispose, la voce era gia' scomparsa', individua tempo, modo e aspetto di ciascun verbo e spiega la coerenza temporale del passaggio.
I verbi sono quattro: 'leggeva', 'squillo'', 'rispose', 'era scomparsa'.
'leggeva' = passato, indicativo, aspetto imperfettivo (azione in corso, sfondo); 'squillo'' e 'rispose' = passato, indicativo, aspetto perfettivo (eventi puntuali in primo piano); 'era scomparsa' = trapassato, indicativo, aspetto perfettivo (anteriore rispetto a 'rispose').
Lo sfondo durativo ('leggeva') incornicia due eventi puntuali; il trapassato segnala che la scomparsa della voce e' anteriore al momento della risposta. La consecutio e' rispettata: nessun tempo e' fuori posto sull'asse cronologico.
Risultato: Lo schema sfondo imperfettivo / eventi perfettivi / anteriorita' al trapassato e' corretto e coerente; ogni forma e' giustificata dal suo ruolo temporale e aspettuale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Leggi un breve testo narrativo al passato nella lingua di studio, sottolinea tutte le forme verbali e classificale per tempo, modo e aspetto in una tabella; poi riscrivi il primo paragrafo trasformando la narrazione al presente storico, mantenendo coerente la concordanza dei tempi, e spiega quali forme hai dovuto cambiare e perche'.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I tre tipi di periodo ipotetico e le loro correlazioni
Trasforma in discorso indiretto, introducendo con un verbo dichiarativo al passato (per esempio 'Disse che...'), l'enunciato diretto: 'Domani verro' qui con i miei appunti e ti spieghero' tutto'.
Si introduce con 'Disse che...': essendo al passato, attiva il backshift dei tempi della subordinata.
Il futuro 'verro'' diventa un futuro nel passato (condizionale/futuro-nel-passato secondo la lingua: 'sarebbe venuto'); 'spieghero'' diventa parimenti 'avrebbe spiegato'.
La prima persona 'verro'/spieghero'' passa alla terza ('sarebbe venuto/avrebbe spiegato'); il possessivo 'i miei' diventa 'i suoi'; il 'ti' diventa il pronome che rappresenta l'interlocutore nel nuovo contesto ('le/gli avrebbe spiegato').
'domani' diventa 'il giorno dopo / l'indomani'; 'qui' diventa 'la''.
Risultato: Discorso indiretto coerente: 'Disse che il giorno dopo sarebbe venuto la' con i suoi appunti e gli/le avrebbe spiegato tutto.' Tutte le coordinate (tempo, persona, luogo) sono allineate al nuovo punto di vista.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Trasforma in discorso indiretto, con verbo introduttore al passato, il seguente enunciato diretto: 'Domani verro' qui con i miei appunti e ti spieghero' tutto', operando il backshift completo dei tempi, dei pronomi e degli indicatori di tempo e luogo; poi giustifica ogni singola modifica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le tappe dell'analisi dell'errore
Uno studente scrive ripetutamente, nella lingua di studio, una frase con l'ordine 'soggetto - oggetto - verbo' ricalcando una costruzione che nella lingua di arrivo richiede invece 'soggetto - verbo - oggetto'. Analizza l'errore secondo le tappe e proponi la correzione.
La forma scorretta riguarda l'ordine delle parole: e' un errore di livello sintattico, non lessicale, perche' le parole sono giuste ma disposte in modo non grammaticale.
Si tratta di un'interferenza: lo studente trasferisce un ordine ammesso (o enfatico) nella sua lingua madre dentro una lingua che fissa rigidamente la sequenza soggetto-verbo-oggetto.
Nella lingua di arrivo, in una frase dichiarativa principale, il verbo finito occupa la posizione canonica subito dopo il soggetto; l'oggetto segue il verbo.
Si riscrive la frase nell'ordine soggetto-verbo-oggetto e si annota la regola nel repertorio come errore di interferenza tipico, da controllare in fase di rilettura.
Risultato: L'errore e' sistematico (di interferenza sintattica), non occasionale: classificarlo e annotarlo come regola consente di prevenirlo nelle produzioni successive.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Prendi un tuo testo gia' corretto dal docente: per ciascuna correzione, compila una scheda di analisi dell'errore con quattro colonne (forma scorretta / livello dell'errore / regola violata / forma corretta) e, in una breve nota finale, individua il tuo errore piu' ricorrente e la strategia per evitarlo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto contrastivo: convergenze e divergenze
Confronta la posizione dell'aggettivo qualificativo rispetto al nome in italiano e in una lingua di studio che lo antepone, individuando convergenze, divergenze e una regola operativa.
In italiano l'aggettivo qualificativo segue di norma il nome ('una casa grande'); in una lingua come l'inglese o il tedesco l'aggettivo attributivo precede il nome ('a big house' / 'ein grosses Haus').
In tutte e tre le lingue l'aggettivo concorda nel significato con il nome e ne specifica una qualita': la funzione e' la stessa.
Diverge la posizione: posposizione di norma in italiano, anteposizione obbligatoria nell'uso attributivo nelle altre due lingue; in italiano l'anteposizione esiste ma cambia spesso la sfumatura stilistica.
Quando si scrive nella lingua straniera, non trasferire la posposizione italiana: anteporre l'aggettivo attributivo al nome. Annotare il fenomeno come falso amico di posizione.
Risultato: La tabella mostra funzione identica ma posizione divergente; la regola operativa (anteporre l'aggettivo) previene un'interferenza sintattica tipica nel passaggio dall'italiano.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scegli un fenomeno grammaticale (a tua scelta: la posizione dell'aggettivo, l'uso dell'articolo con i nomi astratti, oppure la costruzione del passivo) e costruisci una tabella contrastiva su tre colonne (italiano / prima lingua straniera / seconda lingua straniera) con un esempio per lingua; evidenzia il punto di convergenza e il punto di divergenza e ricava una regola operativa per evitare l'interferenza.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)