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Il Settecento italiano è il «secolo dei lumi»: la ragione critica diventa strumento di riforma civile, e la letteratura si fa impegno. Dall'Illuminismo lombardo e napoletano (Beccaria, i fratelli Verri, «Il Caffè») si irradia un nuovo ideale di utilità sociale, che attraversa la satira di Parini, la riforma teatrale di Goldoni e la tragedia libertaria di Alfieri. Questo appunto ricostruisce idee, autori e generi del secolo collocandoli nel contesto storico-civile europeo e italiano.
4sezionica. 14min di lettura3competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Conosci le idee-cardine dell'Illuminismo e sai riconoscere e contestualizzare un testo di Parini, Goldoni o Alfieri individuandone genere, temi e finalità civile.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte vocazione umanistica e linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane) approfondisci i rapporti con l'Illuminismo europeo (Voltaire, Montesquieu, Rousseau) e l'analisi stilistico-metrica dei testi, mentre allo Scientifico si valorizza il nesso fra ragione illuministica e metodo razionale.
Lesetiefe: Approfondimento
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Mappa dell'Illuminismo italiano
Leggi questa proposizione, ispirata a Beccaria: «Affinché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, deve essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili, proporzionata ai delitti, dettata dalle leggi». Spiega quali principi illuministici vi si riconoscono.
La pena è legittima solo se rispetta criteri razionali fissati dalla legge, non se è arbitrio del potere: emerge l'idea del diritto come patto razionale tra cittadini.
«Pubblica» e «dettata dalle leggi» = certezza e legalità; «pronta» = prontezza che rende efficace la prevenzione; «necessaria» e «la minima delle possibili» = proporzione e mitezza; «proporzionata ai delitti» = giusta misura.
Tutti questi criteri traducono l'ideale illuministico: sostituire la ragione e l'utilità sociale alla tradizione, alla crudeltà e all'arbitrio del vecchio diritto penale.
Risultato: Il passo condensa la rivoluzione di Beccaria: la pena non come vendetta ma come strumento razionale, certo, proporzionato e preventivo, espressione perfetta dell'Illuminismo come riforma della società alla luce della ragione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentativo perché «Dei delitti e delle pene» di Beccaria può essere considerato l'opera emblematica dell'Illuminismo italiano, individuando almeno due principi-cardine del trattato e collegandoli all'ideale illuministico di utilità e ragione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema della satira nel Giorno di Parini
Nel «Mattino» del «Giorno» il precettore esorta solennemente il giovin signore a non alzarsi troppo presto, descrivendo con tono epico il suo lento risveglio dopo una notte di feste. Analizza l'effetto satirico di questo passaggio.
Il precettore usa un registro alto, reverente, da poema epico: sembra celebrare la nobile abitudine del tardo risveglio.
L'esaltazione di un gesto futile e ozioso (dormire a lungo perché si è vegliato per il divertimento) rovescia il senso: ciò che è lodato è in realtà condannato come segno di vuotaggine.
Lo scarto fra lo stile alto e il contenuto minimo crea l'effetto comico-satirico: la solennità epica applicata al nulla mette a nudo l'inconsistenza della classe ritratta.
Risultato: Il passaggio mostra il cuore della tecnica pariniana: con l'apparente elogio e il contrasto tra forma sublime e contenuto futile, Parini trasforma la celebrazione in feroce critica civile dell'aristocrazia oziosa.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza il meccanismo dell'ironia nel «Giorno» di Parini: spiega come la finzione del «precettore» che istruisce il «giovin signore» si trasformi in satira della nobiltà, illustrando con un esempio l'uso dell'antifrasi e del sublime abbassato.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La riforma goldoniana: prima e dopo
In «La locandiera», Mirandolina dichiara di voler conquistare il Cavaliere di Ripafratta, che si vanta di disprezzare le donne, non per amore ma per il gusto di vincere la sua superbia. Spiega in che modo questo personaggio rappresenta la modernità della riforma goldoniana.
Mirandolina non è una maschera fissa: è una donna borghese individuata, intelligente, autonoma, mossa da motivazioni psicologiche precise (l'orgoglio, il piacere della sfida).
La sua complessità interiore segna il passaggio dalla maschera al carattere: il personaggio non ripete un tipo, ma agisce secondo una propria coerenza psicologica e sociale.
Mirandolina incarna l'intelligenza pratica e la concretezza della borghesia laboriosa, opposta all'ozio e alla vanità dei nobili che la corteggiano: emerge la sensibilità razionale e civile del secolo.
Risultato: Mirandolina è l'emblema del teatro di caratteri: un personaggio reale, psicologicamente coerente e socialmente connotato, in cui la riforma di Goldoni mostra tutta la sua novità e la sua adesione ai valori illuministici.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta la Commedia dell'Arte e la commedia riformata di Goldoni in un breve testo argomentativo, individuando almeno tre differenze sostanziali (maschere/caratteri, improvvisazione/copione scritto, canovaccio/intreccio realistico) e collegandole all'ideale illuministico di osservazione razionale della realtà.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il titanismo alfieriano: posizione storica
Nel «Saul», il vecchio re d'Israele, abbandonato da Dio e roso dalla gelosia per il giovane Davide, oscilla tra slanci di grandezza e disperazione, fino a darsi la morte sul campo di battaglia. Interpreta la figura di Saul alla luce del titanismo alfieriano.
Saul vive un duplice conflitto: contro un destino avverso (la perdita del favore divino) e dentro di sé (orgoglio, gelosia, lucidità e follia si alternano).
Saul è l'eroe titanico: un individuo eccezionale che, pur travolto, non si arrende passivamente, ma affronta la propria rovina con grandezza tragica, scegliendo infine la morte come atto estremo di volontà.
Lo stile aspro e concentrato e la riduzione drammatica esaltano la tensione interiore; la statura dell'eroe in lotta col destino preannuncia l'individualismo romantico.
Risultato: Saul incarna il titanismo alfieriano: un eroe grandioso e sconfitto, in cui il conflitto tra l'io eccezionale e il destino, reso da uno stile teso ed essenziale, segna il passaggio dalla ragione illuministica alla passione preromantica.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega il concetto di «titanismo» nella tragedia di Alfieri e giustifica perché l'autore può essere considerato una figura di transizione tra Illuminismo e Romanticismo, facendo riferimento a «Della tirannide» e a una delle sue tragedie.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti