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Il Seicento è il secolo della crisi e della meraviglia: alla poetica barocca della « maraviglia », del concettismo e della metafora (Giambattista Marino) si affianca la rivoluzione scientifica, che con Galileo Galilei fa del volgare italiano lo strumento di una nuova prosa argomentativa e divulgativa. Studiare questo argomento significa riconoscere i caratteri stilistici del Barocco e analizzare il rapporto fra scienza e lingua nel «Saggiatore» e nel «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo», collocando l'opera di Galilei nel quadro culturale della Controriforma.
4sezionica. 13min di lettura3competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi è richiesto saper riconoscere i caratteri del Barocco e analizzare un brano galileiano cogliendone tesi, argomenti e novità linguistica.
livello avanzato
Negli indirizzi a vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si valorizza il nesso fra metodo sperimentale e prosa; nel Liceo Classico e Linguistico si approfondiscono i rapporti con la lirica europea barocca e la dimensione retorica del concettismo.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Mappa concettuale del Barocco
Nel verso barocco la donna amata è chiamata « bella d'Amor nemica e mia », e i suoi occhi sono detti « due stelle in fronte al cielo del bel viso ». Individua e spiega le figure retoriche che producono l'effetto di « meraviglia ».
« due stelle » per « gli occhi » e « cielo del bel viso » per « il volto »: la realtà fisica è trasfigurata in immagine cosmica, secondo il gusto barocco per l'analogia ingegnosa fra termini lontani.
« d'Amor nemica e mia » accosta concetti opposti (nemica / mia), creando una tensione concettuale che sorprende il lettore.
L'accumulo di metafora e antitesi non descrive: stupisce. È il « concetto » barocco, l'arguzia che fa percepire un legame inatteso fra cose distanti e suscita la maraviglia.
Risultato: Le immagini funzionano per metafora (occhi/stelle, viso/cielo) e antitesi (nemica/mia): l'ingegno che unisce termini lontani è il cuore del concettismo e della poetica della meraviglia.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentativo (10-12 righe) che cosa si intende per « poetica della meraviglia » nel Barocco, illustrando la funzione della metafora e del concettismo con almeno due esempi di figure retoriche.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto: poema cavalleresco rinascimentale vs Adone barocco
Spiega perché l'«Adone» di Marino, pur essendo un lungo poema, non può essere definito un poema epico-cavalleresco come la «Gerusalemme liberata».
Il poema cavalleresco-eroico (Ariosto, Tasso) ha per oggetto le armi, le imprese e il conflitto fra eroi, con una struttura narrativa orientata a un fine (la conquista di Gerusalemme nella «Liberata»).
L'«Adone» ha per oggetto gli amori di Venere e Adone: la materia è mitologica e amorosa, l'azione è esile e continuamente interrotta da digressioni, descrizioni e quadri sensoriali.
Lo scopo non è narrare un'impresa né esaltare valori eroici, ma stupire con la ricchezza delle immagini: il principio organizzativo è la meraviglia, non l'intreccio epico.
Risultato: L'«Adone» è un poema mitologico-descrittivo barocco, non un poema epico-cavalleresco: cambia l'oggetto (amore e mito), cambia la struttura (digressiva) e cambia il fine (la meraviglia).
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta in un breve testo (8-10 righe) l'«Orlando furioso» o la «Gerusalemme liberata» (ripasso) con l'«Adone» di Marino, mettendo in luce almeno due differenze di tema e due differenze di struttura/stile.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Galilei: opere e svolta linguistica
Galilei scrive che la filosofia « è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo) », ma non si può intendere « se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica ». Analizza il passo.
La natura (l'universo) è come un grande libro sempre aperto davanti a noi, ma per comprenderlo bisogna prima imparare la lingua in cui è scritto, cioè il linguaggio della matematica e della geometria.
L'universo è paragonato a un « libro »: una metafora che rende concreto e accessibile un concetto astratto, tipico della prosa divulgativa galileiana.
La conoscenza della natura passa per la misura e il rapporto quantitativo (la « lingua matematica »), non per l'autorità dei testi antichi: è il fondamento del metodo scientifico moderno.
Il periodo è ordinato e progressivo (prima il libro, poi la lingua, poi i caratteri): la chiarezza espositiva è essa stessa argomento, perché la verità deve poter essere compresa.
Risultato: Il passo, attraverso la metafora del libro della natura, afferma che la realtà è conoscibile per via matematica: un capolavoro di prosa argomentativa che fonda insieme una nuova scienza e una nuova lingua del sapere.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza il passo del «Saggiatore» sul « libro della natura scritto in lingua matematica »: parafrasalo, individua almeno due figure (la metafora del libro, l'elenco delle figure geometriche) e spiega quale concezione della conoscenza scientifica vi è espressa.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il ciclo del metodo sperimentale galileiano
Nel «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo» Simplicio sostiene una tesi appellandosi all'autorità di Aristotele, mentre Salviati gli risponde proponendo un'osservazione e un ragionamento. Spiega come questa scena rappresenti il metodo scientifico galileiano.
Simplicio fonda la verità sul principio d'autorità (« lo afferma Aristotele »); Salviati la fonda sull'esperienza osservata e sulla dimostrazione razionale.
La replica di Salviati incarna le « sensate esperienze e necessarie dimostrazioni »: il sapere non si accetta perché tramandato, ma si verifica con i sensi e si prova con la ragione.
La forma dialogica permette il confronto vivo fra il vecchio e il nuovo modo di conoscere; l'ironia di Salviati (e il nome stesso di « Simplicio ») orienta il lettore verso la posizione galileiana.
Risultato: La scena è una drammatizzazione del metodo sperimentale: contro l'autorità di Aristotele, Galilei oppone esperienza e dimostrazione, e usa la forma del dialogo per renderle persuasive.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra in un testo argomentativo (12-15 righe) il metodo sperimentale galileiano, spiegando la formula « sensate esperienze e necessarie dimostrazioni » e mostrando come si oppone al principio d'autorità; collega poi il metodo alla scelta del dialogo come forma del «Dialogo sopra i due massimi sistemi».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti