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Un documento digitale è una sequenza di bit organizzata secondo precisi schemi di codifica: testo, immagini, audio e video si riducono tutti a numeri, ma ciascun medium adotta una rappresentazione e una compressione diverse. I linguaggi di markup (anzitutto HTML) descrivono la struttura logica di un documento separandola, grazie ai CSS, dalla sua presentazione, mentre i formati strutturati come XML e JSON ne consentono lo scambio fra applicazioni eterogenee. L'appunto guida lo studente dalla codifica dei media alla produzione di pagine web corrette, strutturate, portabili e accessibili.
5sezionica. 20min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Riconoscere la codifica binaria dei principali media, leggere e scrivere semplice marcatura HTML ben formata e distinguere il ruolo di contenuto (HTML) e presentazione (CSS).
livello avanzato
Strutturare documenti complessi con HTML semantico e CSS, modellare e validare dati con XML/JSON e argomentare le scelte in termini di accessibilità, portabilità e standard aperti.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Dal segnale analogico al documento digitale
Dimensione di un'immagine raster
La dimensione in bit di un'immagine non compressa è il prodotto del numero di pixel in larghezza L per quello in altezza A per la profondità di colore p (bit per pixel).
Multipli binari del byte
In informatica i multipli binari (kibibyte, mebibyte) sono potenze di 2; non vanno confusi con i multipli decimali (kB = 1000 byte) usati nel commercio.
Dimensione di un'immagine raster 800x600 al variare della profondita di colore
Un'immagine raster non compressa è larga 800 pixel e alta 600 pixel, con codifica colore RGB a 24 bit per pixel. Calcola la dimensione del file in byte, in KiB e in MiB, e indica come cambierebbe passando a 8 bit per pixel.
Si moltiplicano larghezza e altezza.
Ogni pixel occupa 24 bit (8 per canale RGB).
Si divide per 8 perché 1 byte = 8 bit.
Si divide per 1024 e poi ancora per 1024.
Con 8 bit/pixel l'immagine occupa un terzo: 480 000 byte, cioè circa 468.75 KiB. La profondità di colore è proporzionale alla dimensione.
Risultato: L'immagine a 24 bit occupa 1 440 000 byte (circa 1406.25 KiB, ovvero circa 1.373 MiB); a 8 bit per pixel scende a 480 000 byte (circa 468.75 KiB), un terzo del precedente.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un'immagine raster non compressa è larga 800 pixel e alta 600 pixel, con codifica colore RGB a 24 bit per pixel. Calcola la dimensione del file in byte, in kibibyte (KiB) e in mebibyte (MiB), e indica come cambierebbe passando a 8 bit per pixel.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'albero DOM di un documento HTML
Scrivi un frammento HTML5 ben formato con un'intestazione contenente un titolo di primo livello, un paragrafo con un collegamento a https://www.miur.gov.it e un'immagine con testo alternativo; poi descrivi l'albero DOM.
Si parte dalla dichiarazione del tipo di documento e dalla radice con head e body: <!DOCTYPE html><html lang="it"><head><meta charset="UTF-8"><title>Esempio</title></head><body> ... </body></html>.
Dentro il body si inserisce un'intestazione semantica con il titolo di primo livello: <header><h1>Documenti digitali</h1></header>. Il tag h1 indica il titolo principale per significato, non per dimensione.
Il collegamento si annida nel paragrafo tramite l'elemento a con attributo href: <p>Visita il <a href="https://www.miur.gov.it">sito del Ministero</a>.</p>. I tag vanno chiusi nell'ordine inverso di apertura.
L'immagine è un elemento vuoto con gli attributi src e alt: <img src="logo.png" alt="Logo della scuola">. L'attributo alt è indispensabile per l'accessibilità.
La radice html ha due figli, head (con meta e title) e body; body contiene header (con h1), un paragrafo p (con dentro a) e img. Ogni elemento è un nodo, il testo e gli attributi sono foglie.
Risultato: Un frammento ben formato annida correttamente i tag e usa elementi semantici; il suo DOM è un albero con radice html, i rami head e body e, sotto body, header/h1, p/a e img.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scrivi un frammento HTML5 ben formato che rappresenti una pagina con un'intestazione contenente un titolo di primo livello, un paragrafo di testo con al suo interno un collegamento a https://www.miur.gov.it e un'immagine con testo alternativo. Poi descrivi a parole l'albero DOM corrispondente.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Separazione tra contenuto (HTML) e presentazione (CSS)
Dato «<p class="avviso">Attenzione</p>», scrivi una regola CSS per un foglio di stile esterno che renda gli elementi di classe «avviso» rossi, in grassetto e con margine superiore di 12 pixel; motiva la scelta del foglio esterno.
L'elemento porta class="avviso", quindi si usa il selettore di classe, che in CSS si scrive con un punto davanti al nome: .avviso.
Dopo il selettore si apre la graffa che racchiude le dichiarazioni proprietà: valore separate da punto e virgola: .avviso { ... }.
color: red; imposta il colore del testo; font-weight: bold; lo rende grassetto; margin-top: 12px; aggiunge il margine superiore richiesto.
La regola va salvata in un file, per esempio stile.css, richiamato nell'head con <link rel="stylesheet" href="stile.css">, così la stessa regola vale per tutte le pagine del sito.
Il foglio esterno separa nettamente contenuto e presentazione: una sola modifica aggiorna tutte le pagine e mantiene l'HTML pulito, a differenza dello stile in linea che andrebbe ripetuto su ogni elemento.
Risultato: .avviso { color: red; font-weight: bold; margin-top: 12px; } in un file .css collegato con <link>: una regola unica, riusabile e manutenibile su tutto il sito.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Dato il paragrafo HTML «<p class="avviso">Attenzione</p>», scrivi una regola CSS, da inserire in un foglio di stile esterno, che renda tutti gli elementi con classe «avviso» di colore rosso, in grassetto e con un margine superiore di 12 pixel; spiega poi perché questa soluzione è preferibile allo stile in linea.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Lo stesso dato in XML e in JSON
Rappresenta i dati di un libro (titolo «Informatica», autore «M. Rossi», anno 2024, disponibile sì) in XML ben formato e in JSON equivalente, e indica dove preferiresti ciascun formato.
I dati sono quattro: titolo (testo), autore (testo), anno (numero) e disponibile (booleano). Servono per entrambe le rappresentazioni.
Si sceglie un elemento radice e si annida un sottoelemento per campo: <libro><titolo>Informatica</titolo><autore>M. Rossi</autore><anno>2024</anno><disponibile>true</disponibile></libro>. I tag sono chiusi e annidati: il documento è ben formato.
Si usa un oggetto con coppie chiave: valore, chiavi fra virgolette e niente virgola finale: { "titolo": "Informatica", "autore": "M. Rossi", "anno": 2024, "disponibile": true }. I numeri e i booleani non vanno fra virgolette.
L'XML usa più caratteri (tag di apertura e chiusura) ed è validabile con uno schema; il JSON è più compatto e direttamente mappabile sulle strutture dati di un linguaggio.
Preferirei JSON per uno scambio rapido di dati fra un'applicazione web e un server (API); preferirei XML per un documento complesso da validare rigorosamente con uno schema o ricco di attributi e namespace.
Risultato: I dati si rappresentano fedelmente sia in XML (verboso ma validabile) sia in JSON (conciso e leggero); JSON è ideale per le API web, XML per documenti complessi e da validare.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Rappresenta i dati di un libro (titolo «Informatica», autore «M. Rossi», anno 2024, disponibile sì) prima in XML ben formato e poi in JSON equivalente; indica infine in quale contesto preferiresti ciascun formato.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I pilastri di un documento accessibile e portabile
Una pagina usa solo <div>, immagini senza alt e segnala i link solo con il colore. Individua almeno tre problemi di accessibilità e proponi una correzione di marcatura per ciascuno.
Costruire tutto con <div> priva i lettori di schermo di punti di riferimento. Correzione: usare elementi semantici (header, nav, main, article, footer) e titoli gerarchici h1, h2, h3 per dare struttura al documento.
Senza l'attributo alt un'immagine è invisibile alle tecnologie assistive. Correzione: aggiungere a ogni immagine un alt descrittivo, per esempio <img src="grafico.png" alt="Grafico delle vendite 2024">; alt="" solo per immagini puramente decorative.
Chi non percepisce i colori non riconosce i collegamenti. Correzione: marcarli con l'elemento <a> (che porta un significato, non un colore) e aggiungere un segnale non cromatico, per esempio la sottolineatura, oltre a un contrasto adeguato.
Si controlla la pagina con un validatore W3C e con le linee guida WCAG, verificando contrasto, navigazione da tastiera e correttezza del markup.
Risultato: I tre interventi (HTML semantico, attributi alt, link marcati con <a> e segnale non solo cromatico) rendono la pagina accessibile e, aderendo agli standard W3C/WCAG, anche più portabile.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Ti viene fornita una pagina web che usa solo elementi «<div>», immagini senza attributo «alt» e indica i link soltanto cambiandone il colore. Individua almeno tre problemi di accessibilità e proponi per ciascuno una correzione concreta a livello di marcatura.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti