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La storiografia greca nasce nel V secolo a.C. con Erodoto come « indagine » (historie) sulle gesta degli uomini e si fa scienza con Tucidide, che ricerca le cause profonde degli eventi e fonda un metodo critico rigoroso. Senofonte ne continua l'opera unendo storia, memoria e trattatistica, mentre Polibio, nell'età ellenistica, elabora una storiografia « pragmatica » e universale per spiegare l'ascesa di Roma. Questo percorso copre i quattro autori-cardine del genere, i loro metodi e le loro opere, in vista dell'analisi e dell'interpretazione dei testi storiografici richieste dall'Esame di Stato.
4sezionica. 16min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 1 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
È richiesta la conoscenza degli autori, delle opere principali e dei concetti-chiave (historie, aitia/prophasis, autopsia, anaciclosi), con la capacità di leggere e contestualizzare un brano in traduzione.
livello avanzato
L'indirizzo del Liceo Classico richiede l'analisi linguistico-stilistica del testo greco, il riconoscimento del metodo storiografico nei luoghi teorici (proemi e discorsi) e il confronto critico tra i modelli dei quattro autori.
Lesetiefe: Approfondimento
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Il metodo dell'indagine erodotea
Spiega come il proemio delle Storie (I, 1) definisca il programma storiografico di Erodoto, mostrando il legame tra il termine historie, lo scopo dell'opera e il tema delle guerre persiane.
Il proemio si apre con « historie apodexis » (« esposizione dell'indagine »): la parola historie programma l'intera opera come ricerca personale e verificata, non come semplice cronaca.
Erodoto dichiara due fini: conservare la memoria delle « grandi e mirabili imprese » (erga megala te kai thomasta) e ricercare la causa (aitie) del conflitto tra Greci e barbari.
Il binomio Greci/barbari individua nelle guerre persiane il punto di approdo dell'opera: le digressioni etnografiche preparano e contestualizzano lo scontro finale.
La menzione di entrambi gli schieramenti (« sia dei Greci sia dei barbari ») rivela l'apertura interculturale di Erodoto, che non riduce i Persiani a nemici senza voce.
Risultato: Il proemio fonda la storiografia come historie: un'indagine motivata (salvare la memoria, cercare la causa) e orientata da una visione ampia e non etnocentrica dello scontro tra Greci e barbari.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Leggi in traduzione il proemio delle Storie di Erodoto (I, 1: « Questa è l'esposizione dell'indagine di Erodoto di Alicarnasso… »). Individua e commenta: a) il significato del termine historie; b) lo scopo dichiarato dell'opera; c) il binomio Greci/barbari come chiave interpretativa. Argomenta in un paragrafo di circa 15 righe.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Prophasis e aitia: lo schema delle cause in Tucidide
Spiega, con riferimento al primo libro della Guerra del Peloponneso, come Tucidide distingua la causa profonda del conflitto dai suoi pretesti, e quale valore metodologico abbia questa distinzione.
Tucidide indica come causa vera (alethestate prophasis) la crescita della potenza ateniese e la paura (phobos) che essa suscitò negli Spartani, costringendoli alla guerra.
I motivi addotti apertamente (le aitiai) sono gli episodi di Corcira e di Potidea: incidenti reali ma occasionali, che funzionano da pretesto.
Tucidide sottolinea che la prophasis era « la meno dichiarata a parole »: la verità storica sta sotto la superficie degli eventi apparenti.
Scavare sotto i pretesti per trovare la causa strutturale (l'equilibrio di potenza) fonda un'analisi storica razionale, modello per la storiografia successiva.
Risultato: La distinzione prophasis/aitia mostra che per Tucidide la storia si comprende ricercando le cause profonde (la dinamica del potere) e non fermandosi ai pretesti immediati: è il fondamento del suo metodo critico.
Errori frequenti
Ripasso attivo
A partire dal capitolo del metodo (I, 22), analizza i criteri storiografici di Tucidide: a) il significato di akribeia e di ktema es aiei; b) la polemica contro l'agonisma es to parachrema; c) la funzione dichiarata dei discorsi. Redigi un commento argomentato di circa 15-20 righe.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I generi nell'opera di Senofonte
Analizza l'episodio del « Thalatta! Thalatta! » nell'Anabasi (IV, 7) come esempio del modo in cui Senofonte unisce racconto storico, memoria personale e tensione narrativa.
I Diecimila, mercenari greci rimasti senza capi dopo la morte di Ciro, risalgono dall'interno della Persia verso il mare attraverso terre ostili: il mare è la salvezza e il ritorno.
Senofonte narra in terza persona ma è personaggio dell'azione: l'effetto è quello di una memoria filtrata da chi ha vissuto gli eventi, garante di autenticità.
Il grido collettivo « Thalatta! Thalatta! » concentra l'emozione in un climax: la commozione dei soldati, l'abbraccio, le lacrime trasformano un dato geografico in scena epica.
L'episodio mostra l'ibridazione tipica di Senofonte: il rigore del dato (l'itinerario) si fonde con l'enfasi emotiva del memoriale e con l'esemplarità etica del comandante.
Risultato: L'episodio del mare esemplifica la cifra di Senofonte: una storiografia narrativa e personale, in cui il fatto documentato si carica di valore emotivo ed etico, tra cronaca, memoria e racconto d'avventura.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta brevemente il modo in cui Senofonte e Platone presentano la figura di Socrate, prendendo come riferimento i Memorabili. Indica almeno due differenze di prospettiva e spiega come esse riflettano i diversi intenti dei due autori. (circa 12-15 righe)
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il ciclo dell'anaciclosi polibiana
Illustra la teoria dell'anaciclosi di Polibio (libro VI), spiegando la successione delle costituzioni e il ruolo della costituzione mista romana.
Polibio classifica sei forme di governo: tre rette (monarchia, aristocrazia, democrazia) e tre corrispondenti corruzioni (tirannide, oligarchia, oclocrazia).
Ogni forma retta degenera per sua natura nella forma corrotta corrispondente; la corruzione provoca la reazione che instaura la forma retta successiva, in un ciclo (anakyklosis).
Monarchia → tirannide → aristocrazia → oligarchia → democrazia → oclocrazia → (dal caos) di nuovo monarchia: il ciclo è ineluttabile per le costituzioni semplici.
Roma combina i tre principi (consoli = monarchico, senato = aristocratico, comizi = democratico): l'equilibrio reciproco impedisce la degenerazione e spezza il ciclo, dando stabilità.
Risultato: L'anaciclosi spiega l'instabilità delle costituzioni semplici attraverso un ciclo di degenerazioni; la costituzione mista di Roma, bilanciando i tre poteri, sfugge al ciclo ed è per Polibio la chiave della potenza romana.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Esponi e commenta la teoria dell'anaciclosi del libro VI delle Storie di Polibio. Spiega: a) la successione delle sei forme di governo; b) il principio della degenerazione; c) come la costituzione mista romana spezzi il ciclo. Redigi un testo argomentato di circa 18-20 righe.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti