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I grandi testi filosofici greci sono insieme documenti del pensiero e capolavori della letteratura: il dialogo platonico, il trattato aristotelico, la lettera epicurea e la prosa argomentativa stoica plasmano forme letterarie nuove al servizio di nuovi modi di ragionare. Questo appunto ne ripercorre forma, lessico e argomentazione, da Platone alla Stoà antica, leggendo i testi sia per il loro contenuto concettuale sia per il loro valore linguistico-letterario. L'attenzione costante è al rapporto fra filosofia, letteratura e cultura nel mondo greco, secondo gli obiettivi delle Indicazioni Nazionali per il Liceo Classico.
4sezionica. 17min di lettura3competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Conoscere i caratteri fondamentali del dialogo platonico, del trattato aristotelico, della lettera epicurea e della prosa stoica, sapendo riconoscere e contestualizzare i passi più significativi in traduzione.
livello avanzato
Nell'indirizzo classico, leggere e analizzare in lingua passi scelti d'autore, cogliendo lessico tecnico, struttura argomentativa e scelte stilistiche, e istituendo confronti tra scuole, generi e con la tradizione latina e moderna.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
La teoria delle idee: dal sensibile all'intelligibile
Le opere maggiori di Platone per tema
Spiega come Platone, nell'Apologia, sfrutti la forma del discorso giudiziario per costruire il ritratto filosofico di Socrate, individuando le tappe argomentative principali.
L'Apologia adotta la struttura del discorso giudiziario ateniese (esordio, narrazione e confutazione delle accuse, perorazione), ma la piega a fini filosofici: Socrate non cerca l'assoluzione a ogni costo, bensi la difesa del proprio modo di vivere.
Socrate distingue le accuse antiche (deformare il debole in forte, indagare le cose celesti) dalle accuse recenti di Meleto (empieta e corruzione dei giovani) e le smonta con l'elenchos, mostrandone l'incoerenza.
Emerge la missione affidatagli dall'oracolo di Delfi e la celebre coscienza del non sapere: Socrate e sapiente perche sa di non sapere. Il filosofo vale come pungolo (il tafano) della citta.
Invece di suscitare pieta, Socrate rivendica la coerenza fra pensiero e azione, accettando la condanna: la vita non esaminata non e degna di essere vissuta.
Risultato: L'Apologia mostra come la forma letteraria (il discorso giudiziario) diventi veicolo di un messaggio filosofico: il valore della ricerca, la priorita della cura dell'anima e la coerenza morale del sapiente.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Leggi (in traduzione) un breve passo del mito della caverna (Repubblica, libro VII) e, in un paragrafo argomentativo, spiega in che modo l'immagine illustri il rapporto fra mondo sensibile e mondo intelligibile, indicando a quali elementi del mito corrispondono i gradi della conoscenza.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'enciclopedia del sapere aristotelico
La definizione di tragedia (Poetica, cap. 6)
Dato l'inizio di un'orazione in cui l'oratore ricorda la propria integrita, evoca l'indignazione del pubblico per un torto subito e poi espone prove e ragionamenti, individua e classifica i tre mezzi di persuasione secondo la Retorica di Aristotele.
Quando l'oratore richiama la propria onesta e affidabilita per rendersi credibile, agisce sull'ethos: la persuasione poggia sul carattere di chi parla.
Quando suscita l'indignazione e la solidarieta dell'uditorio di fronte al torto, agisce sul pathos: la persuasione poggia sulle emozioni di chi ascolta.
Quando porta prove e costruisce ragionamenti (entimemi ed esempi), agisce sul logos: la persuasione poggia sull'argomentazione.
Si valuta poi a quale genere oratorio appartenga il discorso (giudiziario, se verte su un fatto passato da giudicare), riconoscendo che i tre mezzi cooperano.
Risultato: L'analisi mostra che un discorso efficace combina ethos, pathos e logos: la Retorica aristotelica fornisce la griglia per smontare e valutare l'argomentazione di un testo oratorio.
Errori frequenti
Ripasso attivo
A partire dalla definizione aristotelica di tragedia (Poetica, cap. 6), spiega in un paragrafo argomentato il significato dei termini eleos, phobos e katharsis, e illustra perche Aristotele attribuisca al mythos il primato fra le parti della tragedia.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il tetrapharmakos: il quadruplice rimedio
La classificazione epicurea dei desideri
Commenta l'argomento epicureo per cui la morte non e nulla per noi, ricostruendone i passaggi logici e il fondamento fisico.
Tutto cio che esiste e composto di atomi; anche l'anima e corporea e si dissolve con il corpo al momento della morte. Non sopravvive nulla che possa patire.
Bene e male riguardano la sensazione (aisthesis): cio che e bene o male lo e per chi sente. Senza sensazione non c'e ne bene ne male.
La morte e privazione totale di sensazione. Dunque, finche viviamo la morte non c'e; quando la morte c'e, noi non siamo piu. I due termini non si incontrano mai.
La paura della morte e percio irrazionale e va dissolta: liberata da questa paura, l'anima puo raggiungere l'atarassia e godere serenamente del presente.
Risultato: L'argomento mostra come l'etica epicurea poggi sulla fisica: provata la dissoluzione dell'anima, la paura della morte perde ogni fondamento e si apre la via alla serenita.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Leggi (in traduzione) un passo della Lettera a Meneceo sul tema della morte e, in un breve commento, spiega l'argomentazione di Epicuro (quando ci siamo noi non c'e la morte...) mostrando come la fisica atomistica sostenga la liberazione dalla paura.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le tre parti della filosofia stoica
Epicurei e Stoici a confronto
Confronta in un paragrafo argomentativo il modo in cui epicureismo e stoicismo affrontano cio che non dipende da noi (la morte, gli eventi avversi), individuando fondamento, atteggiamento e fine di ciascuna scuola.
Fondamento atomistico: l'anima si dissolve, la morte e privazione di sensazione e quindi non e nulla per noi. L'atteggiamento e la liberazione dalla paura; il fine e l'atarassia, goduta limitando i desideri.
Fondamento provvidenziale: tutto accade secondo il logos e il destino. L'atteggiamento e l'accettazione razionale di cio che non dipende da noi, distinguendolo da cio che dipende dai nostri giudizi; il fine e l'apatheia e la virtu.
Entrambe mirano alla serenita del saggio, ma per vie opposte: gli Epicurei rimuovono il timore mostrando l'irrilevanza della morte; gli Stoici lo dissolvono integrando l'individuo nell'ordine razionale del cosmo.
Si conclude evidenziando la diversa antropologia: per l'uno la felicita e ritiro e misura del piacere; per l'altro e dovere, ragione e consenso al tutto.
Risultato: Il confronto mostra come due grandi scuole ellenistiche convergano sul fine (la serenita) ma divergano radicalmente sui fondamenti, offrendo modelli alternativi di vita razionale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Costruisci un breve testo argomentativo che confronti epicureismo e stoicismo sul tema della felicita: individua il fine comune (la serenita del saggio) e poi i fondamenti diversi (fisica, ruolo del piacere, atteggiamento verso il destino).
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)