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All'inizio del Novecento la fisica classica entra in crisi: l'elettromagnetismo di Maxwell e l'esperimento di Michelson-Morley non si conciliano con la cinematica galileiana. Nel 1905 Albert Einstein ridefinisce spazio e tempo a partire da due soli postulati, ricavando la relatività della simultaneità, la dilatazione dei tempi, la contrazione delle lunghezze e l'equivalenza massa-energia. Questo appunto ricostruisce il percorso concettuale e quantitativo dalla crisi della fisica classica fino a «E = mc^2», restando entro le Indicazioni Nazionali per i Licei e il profilo della seconda prova dell'Esame di Stato.
4sezionica. 19min di lettura3competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
È richiesto a tutti l'uso consapevole dei due postulati e l'applicazione quantitativa di dilatazione dei tempi, contrazione delle lunghezze ed «E = mc^2» in casi semplici a una dimensione.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (anche opzione Scienze Applicate) si richiedono in più le trasformazioni di Lorentz complete, la composizione relativistica delle velocità e la dinamica relativistica (quantità di moto ed energia totale), con discussione critica delle conferme sperimentali.
Lesetiefe: Approfondimento
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Crisi della fisica classica e nascita della relatività
Secondo postulato
La velocità della luce nel vuoto è una costante universale, identica per tutti gli osservatori inerziali, indipendentemente dal moto della sorgente.
Un'astronave si allontana dalla Terra a velocità v = 0,5c e accende un faro che emette luce in avanti. Secondo la legge galileiana, a quale velocità un osservatore terrestre dovrebbe misurare la luce del faro? Qual è invece il valore previsto dalla relatività e perché?
Sommando le velocità classicamente, la luce dovrebbe viaggiare a v + c = 0,5c + c = 1,5c rispetto alla Terra.
Il secondo postulato impone che la luce abbia velocità c in OGNI riferimento inerziale: il valore 1,5c è quindi impossibile.
Applicando la formula relativistica con u' = c si ottiene proprio c, qualunque sia v: la legge è autoconsistente con il postulato.
Risultato: L'osservatore terrestre misura la luce a velocità c (e non 1,5c): la composizione galileiana fallisce per la luce, mentre la formula relativistica restituisce sempre c, in accordo con il secondo postulato.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega, senza usare formule, perché il risultato nullo dell'esperimento di Michelson-Morley è incompatibile sia con l'ipotesi dell'etere sia con la legge galileiana di composizione delle velocità, e in che modo i due postulati di Einstein risolvono il problema.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Fattore di Lorentz gamma in funzione di beta = v/c
Fattore di Lorentz
Quantità adimensionale maggiore o uguale a 1; misura l'entità degli effetti relativistici. Vale 1 a velocità nulla e tende a infinito quando v tende a c.
Dilatazione dei tempi
L'intervallo Delta t misurato in un riferimento in moto rispetto all'orologio è maggiore del tempo proprio Delta t_0 (misurato dove i due eventi accadono nello stesso punto).
Contrazione delle lunghezze
La lunghezza L misurata per un oggetto in moto è minore della lunghezza propria L_0; la contrazione avviene solo lungo la direzione del moto.
L'orologio a luce e la traiettoria a zig-zag
Un muone viaggia verso il suolo a v = 0,98c. La sua vita media a riposo è Delta t_0 = 2,2 microsecondi. Determina la vita media misurata da un osservatore terrestre e la distanza media percorsa nel riferimento terrestre.
Con beta = 0,98 si ha beta^2 = 0,9604, quindi 1 - beta^2 = 0,0396 e gamma = 1/sqrt(0,0396).
La vita media misurata da Terra è gamma volte il tempo proprio.
Con v = 0,98c circa 2,94 x 10^8 m/s e Delta t circa 11,1 microsecondi.
Risultato: Da Terra il muone vive circa 11,1 microsecondi (contro i 2,2 a riposo) e percorre in media circa 3,3 km: senza la dilatazione dei tempi percorrerebbe solo circa 0,65 km e non raggiungerebbe il suolo. L'esperimento conferma la previsione relativistica.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un muone viaggia verso il suolo a v = 0,98c. La sua vita media a riposo è Delta t_0 = 2,2 microsecondi. Determina la vita media misurata da un osservatore terrestre e la distanza media percorsa nel riferimento terrestre.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Diagramma spazio-tempo e cono di luce
Trasformazioni di Lorentz
Collegano le coordinate (x, t) in S a (x', t') in S' (moto relativo v lungo x). Il termine vx/c^2 nella seconda equazione è la sorgente della relatività della simultaneità.
Composizione relativistica delle velocità
Sostituisce la somma galileiana u = u' + v. Garantisce che la somma di velocità minori di c resti minore di c e che la velocità della luce sia invariante.
In un riferimento S' (in moto a v = 0,6c rispetto a S lungo x) un'astronave viaggia in avanti a u' = 0,6c. Determina la velocità u dell'astronave misurata in S, sia con la composizione galileiana sia con quella relativistica, e commenta la differenza.
La somma classica darebbe u = u' + v = 0,6c + 0,6c = 1,2c, valore superiore a c e quindi fisicamente inaccettabile.
Il termine correttivo vale 1 + (u' v)/c^2 = 1 + (0,6)(0,6) = 1,36.
Si divide la somma 1,2c per 1,36.
Risultato: La velocità reale è circa 0,88c, minore di c come deve essere: la formula relativistica corregge il risultato impossibile 1,2c della somma galileiana, mostrando che c è un limite invalicabile.
Errori frequenti
Ripasso attivo
In un riferimento S' (in moto a v = 0,6c rispetto a S lungo x) un'astronave viaggia in avanti a u' = 0,6c. Determina la velocità u dell'astronave misurata in S, sia con la composizione galileiana sia con quella relativistica, e commenta la differenza.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Energia totale relativistica in funzione di beta = v/c
Quantità di moto relativistica
La quantità di moto cresce con gamma e diverge quando v tende a c: nessun corpo massivo può raggiungere la velocità della luce.
Energia totale, di riposo, cinetica
Anche da fermo il corpo ha energia E_0 = mc^2 (equivalenza massa-energia); K e' la differenza tra energia totale ed energia di riposo e si riduce a (1/2)mv^2 per v molto minore di c.
Relazione energia-quantità di moto
Lega E, p e m; per i fotoni (m = 0) diventa E = pc. La combinazione E^2 - (pc)^2 e' un invariante relativistico proporzionale alla massa propria.
Un elettrone (energia di riposo m·c^2 = 0,511 MeV) viaggia a v = 0,866c. Determina il fattore di Lorentz, l'energia totale e l'energia cinetica relativistica dell'elettrone, esprimendo i risultati in MeV.
Con beta = 0,866 si ha beta^2 = 0,75, quindi 1 - beta^2 = 0,25 e gamma = 1/sqrt(0,25) = 2.
E = gamma·m·c^2 = 2 x 0,511 MeV.
K = (gamma - 1)·m·c^2 = (2 - 1) x 0,511 MeV.
Risultato: Per l'elettrone a 0,866c: gamma = 2, energia totale E = 1,022 MeV ed energia cinetica K = 0,511 MeV (esattamente pari all'energia di riposo). Si noti che il calcolo classico (1/2)mv^2 darebbe circa 0,19 MeV, molto diverso: a queste velocità l'approssimazione classica non è più valida.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un elettrone (energia di riposo m·c^2 = 0,511 MeV) viaggia a v = 0,866c. Determina il fattore di Lorentz, l'energia totale e l'energia cinetica relativistica dell'elettrone, esprimendo i risultati in MeV.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti