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La luce può essere descritta a due livelli complementari: il modello geometrico dei raggi, che spiega riflessione, rifrazione e formazione delle immagini con specchi e lenti, e il modello ondulatorio, che rende conto di interferenza, diffrazione, dispersione e polarizzazione. Questo appunto collega i due approcci, ne chiarisce gli ambiti di validità e mostra come l'esperimento di Young abbia rivelato la natura ondulatoria della luce. Tutti i contenuti rientrano negli Obiettivi Specifici di Apprendimento di Fisica del triennio e nel profilo della seconda prova dell'Esame di Stato.
4sezionica. 16min di lettura4competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
In tutti gli indirizzi si richiede di padroneggiare le leggi della riflessione e della rifrazione, la formazione delle immagini con specchi e lenti sottili e il riconoscimento qualitativo dei fenomeni ondulatori (interferenza e diffrazione).
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si approfondisce il trattamento quantitativo: angolo limite e riflessione totale, equazione dei punti coniugati con segni, condizioni di interferenza e diffrazione di Young e del reticolo, dispersione e polarizzazione.
Lesetiefe: Approfondimento
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Rifrazione di un raggio all'interfaccia tra due mezzi
Indice di rifrazione
Rapporto tra la velocità della luce nel vuoto c e la velocità v nel mezzo; n ≥ 1 e cresce al diminuire di v.
Legge di Snell
Lega gli angoli di incidenza e rifrazione (misurati dalla normale) agli indici dei due mezzi.
Angolo limite
Angolo di incidenza per cui l'angolo rifratto vale 90°; oltre questo valore si ha riflessione totale.
Un raggio di luce passa dall'aria (n₁ = 1.00) a una lastra di vetro (n₂ = 1.50) con un angolo di incidenza di 30°. Determina l'angolo di rifrazione e la velocità della luce nel vetro (c = 3.00·10⁸ m/s).
Isolo il seno dell'angolo rifratto: sin θ₂ = (n₁/n₂)·sin θ₁ = (1.00/1.50)·sin 30°.
sin θ₂ = (1.00/1.50)·0.500 = 0.333, da cui θ₂ = arcsin(0.333) ≈ 19.5°. Il raggio si avvicina alla normale, coerentemente con il passaggio a un mezzo più rifrangente.
Dalla definizione n = c/v segue v = c/n = (3.00·10⁸ m/s)/1.50.
Risultato: L'angolo di rifrazione è θ₂ ≈ 19.5° e la velocità della luce nel vetro è v = 2.00·10⁸ m/s.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un raggio di luce passa dall'acqua (n₁ = 1.33) all'aria (n₂ = 1.00) con un angolo di incidenza di 40°. Determina l'angolo di rifrazione e stabilisci se si verifica riflessione totale, calcolando l'angolo limite.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Formazione dell'immagine con una lente convergente (oggetto oltre il fuoco)
Punti coniugati
Lega le distanze di oggetto (p) e immagine (q) alla distanza focale f; convenzione: f > 0 lente convergente, q > 0 immagine reale.
Ingrandimento
Rapporto tra altezza dell'immagine e dell'oggetto; G < 0 immagine capovolta, |G| > 1 immagine ingrandita.
Un oggetto alto 2.0 cm è posto a 30 cm da una lente convergente di distanza focale 10 cm. Determina la posizione q dell'immagine, l'ingrandimento G, l'altezza h' e la natura dell'immagine.
1/q = 1/f − 1/p = 1/10 − 1/30 = 3/30 − 1/30 = 2/30, quindi q = 30/2 = 15 cm.
q = +15 cm > 0: l'immagine è reale e si forma dalla parte opposta dell'oggetto rispetto alla lente.
G = −q/p = −15/30 = −0.50. Il segno negativo indica immagine capovolta; |G| < 1 indica immagine rimpicciolita.
h' = G·h = (−0.50)·(2.0 cm) = −1.0 cm; il segno conferma il capovolgimento.
Risultato: L'immagine è reale, capovolta e rimpicciolita: si forma a q = 15 cm dalla lente, con ingrandimento G = −0.50 e altezza |h'| = 1.0 cm.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un oggetto alto 2.0 cm è posto a 30 cm da una lente convergente di distanza focale 10 cm. Determina la posizione dell'immagine, il suo ingrandimento, la sua altezza e stabilisci se è reale o virtuale, diritta o capovolta.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Esperimento di Young: doppia fenditura e frange di interferenza
Massimi di interferenza
Condizione di interferenza costruttiva (frange chiare); m intero è l'ordine; vale anche per i massimi principali del reticolo.
Minimi di interferenza
Condizione di interferenza distruttiva (frange scure) nella doppia fenditura.
Interfrangia
Distanza tra due frange consecutive sullo schermo nell'approssimazione di piccoli angoli; consente di ricavare lambda.
In un esperimento di Young due fenditure distanti d = 0.20 mm sono illuminate da luce monocromatica; su uno schermo posto a L = 2.0 m si misura un'interfrangia Δy = 6.0 mm. Determina la lunghezza d'onda λ della luce.
Nell'approssimazione di piccoli angoli vale Δy = λL/d; ricavo λ isolandola.
d = 0.20 mm = 0.20·10⁻³ m = 2.0·10⁻⁴ m; L = 2.0 m; Δy = 6.0 mm = 6.0·10⁻³ m.
λ = Δy·d/L = (6.0·10⁻³ m · 2.0·10⁻⁴ m)/(2.0 m) = (1.2·10⁻⁶)/(2.0) m = 6.0·10⁻⁷ m.
Risultato: La lunghezza d'onda è λ = 6.0·10⁻⁷ m = 600 nm, corrispondente a luce di colore arancione-rosso.
Errori frequenti
Ripasso attivo
In un esperimento di Young due fenditure distanti d = 0.20 mm sono illuminate da luce monocromatica; su uno schermo posto a L = 2.0 m si misura un'interfrangia Δy = 6.0 mm. Determina la lunghezza d'onda della luce impiegata.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dispersione della luce bianca attraverso un prisma
Legge di Malus
Intensità trasmessa da un analizzatore il cui asse forma un angolo theta con la direzione di polarizzazione della luce incidente.
Luce non polarizzata di intensità I₀ attraversa due polarizzatori i cui assi formano tra loro un angolo di 60°. Determina l'intensità all'uscita del primo polarizzatore e quella all'uscita del secondo.
Un polarizzatore lascia passare metà dell'intensità della luce non polarizzata: I₁ = I₀/2 = 0.50 I₀. La luce uscente è ora polarizzata lungo l'asse del primo filtro.
La luce incide sul secondo filtro già polarizzata; l'angolo tra i due assi è θ = 60°: I₂ = I₁ cos²θ.
cos 60° = 0.500, quindi cos²60° = 0.250; I₂ = (0.50 I₀)·(0.250) = 0.125 I₀.
Risultato: All'uscita del primo polarizzatore l'intensità è I₁ = 0.50 I₀; all'uscita del secondo è I₂ = 0.125 I₀, cioè un ottavo dell'intensità iniziale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Luce non polarizzata di intensità I₀ attraversa due polarizzatori i cui assi formano tra loro un angolo di 60°. Determina, in funzione di I₀, l'intensità della luce all'uscita del primo polarizzatore e quella all'uscita del secondo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti