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Tra il XV e il XVII secolo il pensiero europeo ridisegna i propri fondamenti: l'Umanesimo restituisce all'uomo una nuova dignità e riscopre il mondo classico, il Rinascimento ripensa il rapporto con la natura e con l'infinito, mentre la rivoluzione scientifica — da Copernico a Galileo, da Bacone a Newton — fonda un metodo capace di leggere il libro della natura «scritto in lingua matematica». Questo argomento ricostruisce il passaggio dal cosmo chiuso e gerarchico all'universo infinito e dalla scienza qualitativa al sapere sperimentale, cogliendo il nesso fra metodo, concezione della natura e autonomia del sapere. È un nucleo pienamente all'interno del programma valutabile all'Esame di Stato.
5sezionica. 18min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi è richiesta la padronanza del passaggio dal cosmo chiuso all'universo infinito e dei tratti essenziali del metodo galileiano e baconiano, con i relativi protagonisti e opere.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si approfondisce la matematizzazione della natura e la struttura logica del metodo sperimentale; al Liceo Classico e al Linguistico si valorizza la dimensione testuale e storico-culturale (Umanesimo, lettura dei classici, processo a Galileo).
Lesetiefe: Approfondimento
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Le tre fasi del pensiero (XV–XVII sec.)
Commenta il nucleo concettuale del passo in cui Dio dice ad Adamo: «Non ti ho dato né un posto determinato né un aspetto proprio... affinché tu, quasi libero e sovrano artefice, ti plasmi nella forma che preferisci». Che cosa fonda la dignità dell'uomo secondo Pico?
Il passo afferma che l'uomo non ha una natura fissa assegnata: è l'unico ente «indeterminato», privo di un posto stabile nella scala degli esseri.
Proprio questa indeterminatezza è il dono massimo: la libertà di scegliere. La dignità non viene da una collocazione data, ma dalla capacità di autodeterminarsi.
L'uomo può «degenerare nelle cose inferiori, che sono i bruti» o «rigenerarsi nelle cose superiori, che sono divine»: la libertà è apertura a entrambe le direzioni.
Rispetto alla visione medievale dell'ordine gerarchico chiuso, Pico introduce un'antropologia dinamica: l'uomo è progetto di se stesso, microcosmo che riassume tutte le possibilità.
Risultato: La dignità dell'uomo, per Pico, si fonda sulla libertà di plasmare la propria natura: l'uomo è «artefice di sé», e questo lo distingue da ogni altro ente del creato.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Partendo dall'Oratio de hominis dignitate di Pico, spiega in che senso la libertà costituisce la dignità dell'uomo e confronta brevemente questa antropologia con la concezione gerarchica medievale dell'ordine degli enti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dal cosmo chiuso all'universo infinito
Costruisci un paragrafo che spieghi perché, secondo Bruno, l'universo deve essere infinito, articolando premessa teologica, conclusione cosmologica e conseguenza.
Dio è causa e potenza infinita; una causa infinita non può che produrre un effetto adeguato alla propria potenza.
Se l'effetto fosse un universo finito, la potenza divina resterebbe limitata o «invidiosa»; dunque l'universo prodotto deve essere infinito e popolato di infiniti mondi.
In un universo infinito non vi è centro né circonferenza: cade la gerarchia aristotelica fra cieli incorruttibili e mondo sublunare, e ogni punto può dirsi «centro».
L'infinito di Bruno è metafisico-religioso: non deriva da misura astronomica, ma dalla deduzione a partire dall'infinità di Dio, e perciò supera l'eliocentrismo limitandone la portata di semplice riassetto del centro.
Risultato: Il paragrafo mostra l'argomento a tre passi (Dio infinito → effetto infinito → universo senza centro) e chiarisce la natura filosofica, non scientifica, della tesi bruniana.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta il passaggio dal cosmo chiuso tolemaico all'universo infinito di Bruno, chiarendo che cosa Bruno conserva e che cosa supera rispetto all'eliocentrismo di Copernico.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Terza legge di Keplero: T² in funzione di a³ (unità del sistema solare)
Terza legge di Keplero
Il rapporto fra il quadrato del periodo di rivoluzione T e il cubo del semiasse maggiore a dell'orbita è una costante k uguale per tutti i pianeti dello stesso sistema. In unità astronomiche e anni, per i pianeti del Sistema Solare k = 1.
Seconda legge (legge delle aree)
Il raggio vettore che unisce il Sole al pianeta descrive aree uguali in tempi uguali: il pianeta è dunque più veloce al perielio (vicino al Sole) e più lento all'afelio.
Un pianeta orbita attorno al Sole con un semiasse maggiore a = 4 UA. Usando la terza legge di Keplero (in unità astronomiche e anni, con k = 1), determina il periodo di rivoluzione T.
Per il Sistema Solare, in UA e anni, vale T² = a³.
Con a = 4 UA: a³ = 4³ = 64, quindi T² = 64.
T = √64 = 8.
Risultato: Il periodo di rivoluzione del pianeta è T = 8 anni.
Errori frequenti
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Illustra le tre leggi di Keplero e spiega in che modo correggono e completano il modello eliocentrico di Copernico, preparando la sintesi newtoniana.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il metodo galileiano: ciclo esperienza–matematica–cimento
Legge della caduta dei gravi (Galileo)
Lo spazio percorso nella caduta libera è proporzionale al quadrato del tempo: è la prima legge fisica formulata matematicamente da Galileo (qui g indica l'accelerazione di gravità), esempio del passaggio dalla descrizione qualitativa alla legge quantitativa.
Galileo afferma che, nella caduta libera, lo spazio percorso è proporzionale al quadrato del tempo (s ∝ t²). Imposta, secondo i passi del metodo, come si potrebbe controllare questa ipotesi con il piano inclinato.
Si osserva che i gravi, lasciati cadere, accelerano; per rallentare e misurare il moto, Galileo usa un piano inclinato (caduta «diluita»).
Si formula l'ipotesi quantitativa: lo spazio è proporzionale al quadrato del tempo.
Se l'ipotesi è vera, agli intervalli di tempo 1, 2, 3, 4 corrispondono spazi proporzionali a 1, 4, 9, 16; gli spazi percorsi in intervalli successivi uguali stanno fra loro come i numeri dispari 1, 3, 5, 7.
Si misurano i tempi (con clessidra ad acqua) per spazi prefissati lungo il piano e si confrontano i dati con le previsioni: l'accordo conferma l'ipotesi.
Risultato: Il controllo conferma s ∝ t²: l'esempio mostra il ciclo completo del metodo — esperienza, ipotesi matematica, deduzione e verifica sperimentale.
Errori frequenti
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Analizza la formula galileiana «sensate esperienze e necessarie dimostrazioni» e spiega come in essa si fondano insieme il momento sperimentale e quello matematico-deduttivo del metodo scientifico.
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I quattro idola di Bacone
Legge di gravitazione universale (Newton)
Due corpi di massa m1 e m2 si attraggono con una forza F direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza r (G è la costante di gravitazione). È la sintesi che unifica la fisica terrestre di Galileo e quella celeste di Keplero.
Classifica i seguenti errori secondo i quattro idola di Bacone: (a) credere che la natura sia più ordinata e simmetrica di quanto i fatti mostrino; (b) giudicare tutto a partire dai propri studi di gioventù; (c) lasciarsi ingannare da parole vaghe come «fortuna» o «destino»; (d) accettare per vero un intero sistema filosofico tramandato.
La tendenza a vedere ovunque ordine e regolarità è propria della mente umana in quanto tale: è un idolum tribus.
Il pregiudizio legato alla formazione e all'esperienza del singolo individuo è un idolum specus (della caverna).
L'errore nasce dall'uso di parole imprecise e prive di referente nei fatti: è un idolum fori (del foro, cioè del linguaggio).
Accettare un sistema filosofico tramandato come uno spettacolo fittizio è un idolum theatri (del teatro).
Risultato: I quattro casi corrispondono ordinatamente a tribus, specus, fori e theatri: l'esercizio mostra come la dottrina degli idola serva a smascherare le fonti dei pregiudizi prima di indagare la natura.
Errori frequenti
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Illustra la teoria baconiana degli idola e spiega perché, secondo Bacone, la purificazione della mente è la condizione preliminare di un'autentica conoscenza induttiva della natura.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)