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L'Illuminismo è il movimento culturale che, fra Sei e Settecento, fa della ragione lo strumento critico per emancipare l'uomo da ogni autorità non giustificata, secondo il motto kantiano «sapere aude». In ambito politico questa fiducia nella ragione si traduce nel giusnaturalismo e nelle teorie del contratto sociale: Hobbes, Locke e Rousseau spiegano la nascita dello Stato come patto che esce dallo stato di natura, mentre Kant ne offre il sigillo filosofico definendo l'Illuminismo come «uscita dell'uomo dallo stato di minorità». Questo argomento fonda i concetti moderni di diritto naturale, sovranità, libertà e uguaglianza, ed è pienamente oggetto dell'Esame di Stato.
5sezionica. 20min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi è richiesto di ricostruire e confrontare i tre modelli contrattualistici e di comprendere il senso dell'Illuminismo come emancipazione razionale, con il lessico politico fondamentale.
livello avanzato
Negli indirizzi con maggiore monte ore (in particolare il Liceo Classico e il Liceo delle Scienze Umane / opzione Economico-Sociale) si approfondiscono i nessi con il diritto, l'economia e le scienze sociali — separazione dei poteri, sovranità popolare, fondazione razionale dello Stato di diritto — e l'analisi diretta di brani d'autore.
Lesetiefe: Approfondimento
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Lo schema dell'Illuminismo kantiano
Commenta la frase di Kant: «Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza: questo è il motto dell'Illuminismo». Spiega perché Kant attribuisce la minorità a una mancanza di coraggio più che di intelligenza.
La frase pone al centro non il sapere come contenuto, ma il coraggio di usare autonomamente la ragione: l'Illuminismo è un atto di volontà e di autonomia, non solo di conoscenza.
Kant distingue una minorità incolpevole (chi davvero non ha le facoltà) da quella colpevole: la maggior parte degli uomini resta minorenne per pigrizia e viltà, perché è comodo lasciarsi guidare da tutori (libri, direttori spirituali, medici).
L'uscita dalla minorità è possibile solo se è garantita la libertà di fare pubblico uso della propria ragione: la libertà di critica è la condizione sociale dell'emancipazione individuale.
Il brano fa dell'Illuminismo un compito mai del tutto compiuto («non viviamo in un'epoca illuminata, ma in un'epoca di illuminismo»): un processo, non uno stato raggiunto.
Risultato: Il commento mostra che, per Kant, l'emancipazione razionale dipende da una scelta morale (il coraggio dell'autonomia) resa possibile dalla libertà pubblica di pensiero: questa è l'essenza dell'Illuminismo.
Errori frequenti
Ripasso attivo
A partire dalla definizione kantiana di Illuminismo, spiega che cosa significhi «stato di minorità di cui l'uomo è colpevole» e chiarisci la distinzione fra uso pubblico e uso privato della ragione, mostrando perché per Kant solo l'uso pubblico può produrre l'illuminismo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Hobbes: dallo stato di guerra al Leviatano
Spiega perché, secondo Hobbes, gli uomini accettano razionalmente di rinunciare al proprio diritto naturale illimitato, e perché il potere che ne deriva deve essere assoluto.
Gli uomini sono uguali e mossi dall'autoconservazione; uguaglianza + scarsità + diffidenza generano la guerra perpetua, in cui nessuno è davvero sicuro né può godere di nulla.
La ragione, spinta dalla paura della morte, mostra che mantenere il diritto su tutto significa perdere tutto: conviene rinunciarvi a condizione di reciprocità (seconda legge di natura).
Senza un potere comune i patti sono «vuote parole»: occorre un sovrano con forza sufficiente a far rispettare gli accordi, cui tutti trasferiscono i diritti simultaneamente.
Se il potere fosse diviso o limitato, riemergerebbe il conflitto: solo un potere indivisibile e assoluto garantisce la pace, vero fine del patto.
Risultato: Per Hobbes l'assolutismo non è arbitrio ma esito razionale: gli individui, per uscire dalla guerra, costituiscono un sovrano dal potere illimitato, conservando solo il diritto a difendere la propria vita.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Ricostruisci il passaggio dallo stato di natura allo Stato in Hobbes, spiegando il ruolo del diritto naturale, delle leggi di natura e del patto, e giustifica perché ne derivi un potere sovrano assoluto e indivisibile.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto Hobbes / Locke / Rousseau
Costruisci un paragrafo che spieghi perché, pur partendo entrambi dal contratto, Hobbes giunge all'assolutismo e Locke allo Stato liberale.
L'esito politico opposto dipende dalla diversa valutazione dello stato di natura e dall'oggetto del patto.
Poiché lo stato di natura è guerra totale, gli individui devono cedere TUTTI i diritti a un sovrano assoluto: solo un potere indivisibile garantisce la pace.
Poiché lo stato di natura è già regolato da diritti naturali (vita, libertà, proprietà), gli individui cedono SOLO il potere di farsi giustizia: lo Stato nasce per tutelare quei diritti, dunque è limitato e revocabile.
La diversa antropologia (pessimismo hobbesiano vs fiducia lockiana nella razionalità) produce due architetture del potere: concentrazione assoluta vs limitazione costituzionale e diritto di resistenza.
Risultato: Il paragrafo mostra che dalla stessa cornice contrattualistica derivano modelli opposti perché cambiano le premesse sullo stato di natura e l'estensione del patto.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta lo stato di natura e il contratto sociale in Hobbes e in Locke, mostrando come dalle medesime premesse giusnaturalistiche derivino esiti politici opposti (assolutismo vs Stato liberale).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Rousseau: dalla natura al contratto
«L'uomo è nato libero, e dovunque è in catene». Spiega come questa frase di apertura del Contratto sociale riassuma il problema di Rousseau e come la volontà generale pretenda di risolverlo.
L'uomo, libero per natura, si trova ovunque sottomesso: la società storica ha prodotto disuguaglianza, dipendenza e oppressione. La libertà naturale è perduta.
Rousseau cerca una forma di associazione che difenda ciascuno e in cui ognuno, unendosi a tutti, obbedisca però soltanto a se stesso, restando libero.
Con l'alienazione totale di ciascuno a tutta la comunità si costituisce un corpo politico la cui volontà è la volontà generale; nessuno si dà a un padrone particolare.
Obbedire alla legge che esprime la volontà generale, cioè a una norma che ci si è dati come parte del sovrano, è ritrovare la libertà a un livello civile e morale superiore.
Risultato: La frase iniziale enuncia il contrasto fra libertà originaria e schiavitù storica; la volontà generale è il dispositivo con cui Rousseau pretende di restituire la libertà entro la vita associata.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega la nozione di volontà generale nel Contratto sociale di Rousseau, distinguila dalla volontà di tutti e mostra come essa permetta, secondo l'autore, di conciliare obbedienza alla legge e libertà.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Montesquieu: la separazione dei poteri
Spiega in che senso la teoria di Montesquieu e i temi illuministici della tolleranza e dei diritti naturali costituiscano il fondamento dello Stato di diritto moderno.
Montesquieu dimostra che la libertà richiede poteri distinti che si controllino: questo principio limita giuridicamente il potere ed entra nelle costituzioni moderne.
Con Voltaire e Locke la libertà di coscienza e religiosa diventa un diritto: lo Stato non impone la fede, garantendo la convivenza pacifica delle diversità.
I diritti naturali (vita, libertà, uguaglianza) vengono codificati nelle Dichiarazioni del 1776 e del 1789, trasformandosi da principi filosofici in diritti garantiti.
Governo limitato dalla legge + garanzia dei diritti + tolleranza + sovranità fondata sul consenso = i pilastri dello Stato di diritto, eredità diretta dell'Illuminismo.
Risultato: Lo Stato di diritto moderno nasce dalla convergenza di separazione dei poteri, tolleranza e diritti naturali positivizzati: l'Illuminismo ne fornisce le fondamenta teoriche.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra la teoria della separazione dei poteri di Montesquieu e spiega perché, secondo lui, essa sia condizione necessaria della libertà politica; collega poi questo principio alle dichiarazioni dei diritti di fine Settecento.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti