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Dall'eredità del criticismo kantiano nasce, fra il 1790 e il 1830, la grande stagione dell'idealismo tedesco: il «noumeno» inconoscibile viene rimosso e la realtà è ripensata come prodotto e manifestazione di un'unica attività spirituale e razionale. Da Fichte, che pone l'«Io assoluto» come principio infinito, a Schelling, che cerca l'identità di natura e spirito, fino a Hegel, che costruisce il sistema più imponente della filosofia occidentale fondato sulla dialettica e sulla tesi «ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale». Questo nucleo è centrale e pienamente valutabile all'Esame di Stato, perché fornisce le categorie (dialettica, Aufhebung, alienazione, eticità, Stato) su cui si misureranno Schopenhauer, Kierkegaard, Marx e l'intero pensiero contemporaneo.
5sezionica. 24min di lettura4competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 3Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi si richiede la conoscenza del passaggio dal criticismo all'idealismo, dei caratteri generali di Fichte e Schelling, e soprattutto del sistema hegeliano nei suoi nodi essenziali: dialettica, Fenomenologia dello spirito (in particolare la dialettica servo-signore), spirito oggettivo (diritto, moralità, eticità, Stato) e spirito assoluto (arte, religione, filosofia).
livello avanzato
Negli indirizzi con più ore di filosofia (in particolare il Liceo Classico e il Liceo delle Scienze Umane) si approfondiscono l'analisi diretta di brani della Fenomenologia e dei Lineamenti di filosofia del diritto, la differenza fra logica formale e logica dialettica, e il rapporto fra il sistema hegeliano e le filosofie post-hegeliane (Destra e Sinistra hegeliane).
Lesetiefe: Approfondimento
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Dal criticismo all'idealismo: l'eliminazione della cosa in sé
Componi un paragrafo argomentativo che spieghi la critica idealista alla «cosa in sé» kantiana, organizzandolo in tesi, argomento e conclusione.
La cosa in sé kantiana è una nozione internamente contraddittoria e va eliminata: questa è la mossa che fonda l'idealismo.
Kant afferma che la cosa in sé esiste e «affeziona» la sensibilità, cioè la causa. Ma «esistenza» e «causa» sono categorie dell'intelletto che, per Kant stesso, valgono solo entro il fenomeno. Applicarle alla cosa in sé è quindi illegittimo: o se ne parla con le categorie, e allora è già fenomeno, oppure non se ne può dire nulla, nemmeno che esista.
Senza un noumeno esterno, non resta che ricondurre la realtà intera all'attività del soggetto conoscente, inteso però come Io o Spirito infinito: è la nascita dell'idealismo.
Questa critica, sviluppata già da Fichte, segna il passaggio dal criticismo all'idealismo e si inserisce nel clima romantico dell'aspirazione all'infinito.
Risultato: Il paragrafo mostra che, applicando coerentemente i limiti posti da Kant alle categorie, la cosa in sé risulta inammissibile: la sua eliminazione apre la via all'idealismo, che riconduce ogni realtà all'attività di un principio spirituale infinito.
Errori frequenti
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Spiega per quali ragioni gli idealisti tedeschi giudicano contraddittoria la nozione kantiana di «cosa in sé» e in che modo la sua eliminazione apra la strada all'idealismo. Chiarisci poi il significato tecnico del termine «idealismo», distinguendolo dall'uso comune.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Fichte: i tre principi della Dottrina della scienza
Costruisci un confronto ragionato fra la concezione della natura in Fichte e in Schelling, individuando il punto di partenza comune, la differenza decisiva e l'esito di ciascuna posizione.
Entrambi muovono dall'idealismo post-kantiano: la realtà non è una cosa in sé esterna, ma è ricondotta a un principio spirituale infinito (l'Io, l'Assoluto).
Per Fichte la natura (il non-io) è posta dall'Io come ostacolo necessario alla propria attività morale: ha valore strumentale, è il «materiale del dovere». Il primato è del soggetto pratico.
Per Schelling questa subordinazione è eccessiva: la natura ha una realtà e una dignità proprie, è «spirito visibile», organismo che attraverso le potenze tende a risvegliarsi come coscienza. Natura e spirito sono paritari.
Fichte approda a un idealismo soggettivo ed etico; Schelling all'idealismo dell'identità, in cui l'Assoluto è l'unità originaria di natura e spirito, colta dall'intuizione intellettuale e dall'arte.
Risultato: Il confronto mostra che, partendo dal comune terreno idealista, Fichte subordina la natura all'Io pratico mentre Schelling le restituisce dignità autonoma, fino a porre l'Assoluto come identità di natura e spirito: è il passaggio dall'idealismo etico all'idealismo dell'identità.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra i tre principi della Dottrina della scienza di Fichte e spiega in che senso il non-io (la natura) è posto dall'Io. Confronta poi questa concezione con la filosofia della natura di Schelling, mostrando perché si parla, per quest'ultimo, di idealismo dell'identità.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La dialettica hegeliana e la partizione del sistema
Applica lo schema dialettico hegeliano alla triade iniziale della Logica (essere - nulla - divenire), spiegando perché ciascun momento richiede il successivo.
L'«essere» puro, preso come pura indeterminatezza, senza alcuna qualità o determinazione, è del tutto vuoto: pensare l'essere senza alcun contenuto è non pensare nulla di determinato.
Proprio perché del tutto vuoto e indeterminato, l'«essere» puro coincide con il «nulla»: la tesi, spinta al limite, si rovescia nel proprio opposto. Tesi e antitesi sono entrambe astratte e insostenibili da sole.
La verità dei due momenti non è né l'essere né il nulla, ma il loro passaggio reciproco: il «divenire», cioè il continuo trascorrere dell'essere nel nulla e del nulla nell'essere. Il divenire è la sintesi che li comprende e li supera.
Nel divenire essere e nulla sono tolti come momenti separati, ma conservati come momenti interni del processo ed elevati a una determinazione più ricca: è esattamente la struttura dell'Aufhebung.
Risultato: La triade essere-nulla-divenire esemplifica la dialettica: la tesi astratta si rovescia nell'antitesi e si risolve nella sintesi (il divenire), che toglie, conserva ed eleva i momenti precedenti secondo il movimento dell'Aufhebung.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega che cosa intende Hegel quando afferma che «l'assoluto è soggetto» e «il vero è l'intero». Illustra quindi i tre momenti della dialettica e chiarisci il triplice significato del termine Aufhebung, esemplificandolo.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La dialettica servo-signore
Leggi questa parafrasi di un passo hegeliano: «Il signore gode della cosa, ma il servo, lavorandola, la forma; e formando la cosa, forma se stesso, e nel prodotto duraturo del suo lavoro ritrova la propria coscienza.» Analizza il passo individuando il movimento dialettico.
Il signore appare la figura superiore: comanda e gode senza fatica. Il servo appare inferiore: lavora e obbedisce. È la disposizione apparente dei ruoli, la «tesi» della figura.
Il godimento del signore è effimero e lo rende dipendente: per godere ha bisogno che il servo produca, e consuma senza trasformare. La sua superiorità si rivela vuota.
Il servo, lavorando, imprime la propria forma sulla cosa: nel prodotto duraturo «ritrova la propria coscienza», cioè si riconosce e acquista autonomia. Il lavoro è formativo ed emancipatore.
La gerarchia iniziale si capovolge dialetticamente: la verità della signoria è la servitù, e la verità della servitù è la libertà conquistata attraverso il lavoro. È l'esito speculativo della figura.
Risultato: Il brano mostra il rovesciamento dialettico della figura: attraverso il lavoro il servo trasforma il mondo e forma se stesso, conquistando l'autonomia che il signore, ridotto al puro consumo, perde. Da qui l'enorme influenza della pagina sul pensiero di Marx.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Ricostruisci la dialettica servo-signore nella Fenomenologia dello spirito: spiega la lotta per il riconoscimento, la nascita del rapporto signore-servo e soprattutto il suo rovesciamento attraverso il lavoro. Indica infine perché questa pagina ha avuto tanta influenza su Marx.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Spirito oggettivo e spirito assoluto
Componi un paragrafo argomentativo che chiarisca la concezione hegeliana dello Stato come «realtà dell'idea etica», contrapponendola al modello contrattualistico-liberale.
Per Hegel lo Stato non è uno strumento al servizio degli individui, ma il culmine dello spirito oggettivo: la «realtà dell'idea etica», l'organismo razionale in cui la libertà si fa concreta.
Il contrattualismo liberale (Locke e la tradizione giusnaturalistica) concepisce lo Stato come prodotto di un patto fra individui, finalizzato a tutelare diritti che precedono lo Stato stesso: il tutto (lo Stato) è subordinato alle parti (gli individui).
Hegel rovescia il rapporto: l'individuo non precede la comunità, ma diventa pienamente libero e razionale solo dentro le istituzioni etiche. Lo Stato è la sintesi che concilia diritto astratto e moralità, famiglia e società civile; è il tutto organico da cui le parti traggono il loro senso.
Per questo Hegel può definire lo Stato «l'ingresso di Dio nel mondo»: in esso lo Spirito oggettivo raggiunge la sua forma più alta, e la libertà individuale coincide con la libertà sostanziale realizzata nella comunità razionale.
Risultato: Il paragrafo mostra l'inversione hegeliana rispetto al contrattualismo: mentre per il liberalismo lo Stato è mezzo subordinato agli individui, per Hegel è il fine etico in cui l'individuo realizza la propria libertà sostanziale, culmine dello spirito oggettivo.
Errori frequenti
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Illustra l'articolazione dello spirito oggettivo in diritto astratto, moralità ed eticità, soffermandoti sulla triade dell'eticità (famiglia, società civile, Stato). Spiega quindi perché lo Stato è per Hegel il culmine dello spirito oggettivo e in che cosa consistono i tre gradi dello spirito assoluto.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)