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Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato. Questo appunto presenta il Servizio nazionale della protezione civile (d.lgs. 1/2018) come sistema integrato di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze, i comportamenti corretti di fronte ai rischi del territorio e i principi dell'educazione stradale e della sicurezza nella mobilità (Codice della strada, d.lgs. 285/1992). Il tema appartiene al nucleo «Sviluppo sostenibile, cittadinanza e sicurezza» dell'educazione civica (L. 92/2019): si studia per costruire una cultura della prevenzione e della responsabilità personale, non come obiettivo valutabile in sede di Esame di Stato.
4sezionica. 15min di lettura3competenzeLivelloBase 2 · Standard 2Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi di liceo si richiede di conoscere le funzioni della protezione civile, i comportamenti corretti in emergenza e le regole fondamentali della sicurezza stradale.
livello avanzato
Negli indirizzi a vocazione sociale ed economica (in particolare il Liceo delle Scienze Umane — opzione Economico-Sociale) si può approfondire l'analisi dei rischi e dei costi sociali degli incidenti e il rapporto tra prevenzione, governo del territorio e politiche pubbliche.
Lesetiefe: Approfondimento
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Le quattro attività e i livelli del Servizio nazionale
Per ciascuna delle seguenti azioni indica a quale attività della protezione civile appartiene (previsione, prevenzione, soccorso, superamento dell'emergenza) e motiva la scelta: (a) un Comune approva la mappa delle aree a rischio frana; (b) si organizza una esercitazione di evacuazione della scuola; (c) i soccorritori estraggono le persone da un edificio crollato; (d) si ricostruiscono le abitazioni e si riaprono le scuole.
La redazione della mappa delle aree a rischio è studio e valutazione degli scenari: appartiene alla previsione.
L'esercitazione di evacuazione riduce le conseguenze di un futuro evento preparando le persone: è prevenzione (di tipo non strutturale).
L'estrazione delle persone dall'edificio crollato è intervento immediato di salvataggio: è soccorso.
Ricostruzione e riapertura delle scuole riportano alla normalità: è superamento dell'emergenza.
Risultato: (a) previsione; (b) prevenzione; (c) soccorso; (d) superamento dell'emergenza. La sequenza mostra il ciclo completo della gestione del rischio, dalla conoscenza alla ripresa.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un breve testo argomentativo le quattro attività della protezione civile previste dal d.lgs. 1/2018, illustrando ciascuna con un esempio concreto tratto dalla gestione di un terremoto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I tre fattori del rischio e l'azione della prevenzione
Schema del rischio
Schema concettuale (non legge fisica): il rischio R dipende dal prodotto di pericolosità P, vulnerabilità V ed esposizione E. Ridurre anche un solo fattore (per esempio V con edifici antisismici) riduce R. Se uno dei fattori è nullo, il rischio è nullo.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza il rischio sismico di una città scomponendolo nei tre fattori di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, e proponi per ciascun fattore una misura di prevenzione che lo riduca.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Spazio di frenata in funzione della velocità
Spazio di frenata
Lo spazio di frenata d_f dipende dal quadrato della velocità v e dalla decelerazione a (in unità coerenti, con v in m/s). Raddoppiando v lo spazio di frenata diventa quattro volte più grande.
Spazio di arresto
Lo spazio di arresto d_a è la somma dello spazio di reazione d_r = v t_r (proporzionale alla velocità, con t_r tempo di reazione) e dello spazio di frenata d_f (proporzionale al quadrato della velocità).
Su asfalto asciutto si assume una decelerazione costante in frenata a = 7 m/s^2. Calcola lo spazio di frenata di un veicolo che viaggia a 50 km/h e a 100 km/h, e confronta i due risultati.
Si passa da km/h a m/s dividendo per 3.6: 50 km/h = 13.9 m/s; 100 km/h = 27.8 m/s.
Si applica la formula con v = 13.9 m/s e a = 7 m/s^2.
Si applica la stessa formula con v = 27.8 m/s.
Raddoppiando la velocità (da 50 a 100 km/h), lo spazio di frenata passa da circa 13.8 m a circa 55.2 m: diventa circa quattro volte più grande, perché dipende dal quadrato della velocità.
Risultato: A 50 km/h lo spazio di frenata è circa 13.8 m; a 100 km/h è circa 55.2 m, cioè circa quattro volte tanto. Il rapporto 4 corrisponde a 2^2: è la dipendenza quadratica dalla velocità che giustifica limiti e distanza di sicurezza.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega, anche con un calcolo di esempio, perché passare da 50 km/h a 100 km/h fa più che raddoppiare lo spazio di frenata, e quali regole del Codice della strada tengono conto di questo fatto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La sicurezza come bene comune: diritto e dovere
Scrivi un paragrafo argomentativo (tesi, argomento, esempio, conclusione) per sostenere che la sicurezza è un bene comune che chiama in causa la responsabilità di tutti, non solo delle istituzioni.
Si enuncia la posizione: la sicurezza è un bene comune, perché le scelte di ciascuno producono effetti sugli altri e quindi richiedono responsabilità individuale oltre che pubblica.
Si motiva: la prevenzione è più efficace della riparazione del danno, e dipende dai comportamenti quotidiani delle persone tanto quanto dalle politiche pubbliche.
Si concretizza con due casi: chi rispetta i limiti di velocità protegge anche pedoni e altri automobilisti; chi conosce e segue il piano di emergenza comunale facilita i soccorsi in caso di terremoto, riducendo i danni per l'intera comunità.
Si collega al principio di solidarietà (art. 2 Cost., ripasso): la sicurezza è insieme diritto a essere protetti e dovere di non mettere in pericolo gli altri.
Risultato: Il paragrafo dimostra che la sicurezza, in quanto bene comune, integra responsabilità istituzionale e responsabilità personale, in coerenza con il dovere costituzionale di solidarietà.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Costruisci un paragrafo argomentativo che sostenga la tesi «la sicurezza è un bene comune e non solo una responsabilità delle istituzioni», usando almeno un esempio di rischio naturale e uno di sicurezza stradale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)