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La chimica organica studia i composti del carbonio, l'elemento la cui peculiare capacità di formare quattro legami covalenti stabili — anche con se stesso, in catene, anelli e legami multipli — genera l'enorme varietà delle molecole della vita e dei materiali di sintesi. In questo appunto si parte dall'ibridazione dell'atomo di carbonio per arrivare alla classificazione degli idrocarburi (saturi, insaturi e aromatici), all'isomeria (di struttura, geometrica e ottica) e ai principali gruppi funzionali con la loro nomenclatura e reattività. L'obiettivo è collegare in modo sistematico struttura, nomenclatura e comportamento chimico, una competenza centrale del programma di Scienze naturali del triennio e ricorrente nella seconda prova e nel colloquio dell'Esame di Stato.
5 sezioni~26 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali sono richiesti il riconoscimento dell'ibridazione del carbonio, la classificazione degli idrocarburi, i principali gruppi funzionali e le basi della nomenclatura IUPAC.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore monte ore di scienze (in particolare il Liceo Scientifico — opzione Scienze Applicate) si approfondiscono i meccanismi di reazione (addizione elettrofila, sostituzione, regola di Markovnikov), l'aromaticità e la stereochimica (chiralità ed enantiomeria).
Profondità di lettura: Approfondimento
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Le tre ibridazioni del carbonio
sp3
Nel carbonio sp³ un orbitale 2s e tre orbitali 2p si combinano in quattro orbitali ibridi equivalenti, orientati a circa 109.5° verso i vertici di un tetraedro (quattro legami σ).
lunghezze
All'aumentare del numero di legami tra due atomi di carbonio la lunghezza di legame diminuisce e l'energia di legame aumenta, perché cresce il carattere s degli orbitali ibridati.
Determina l'ibridazione di ciascun atomo di carbonio, la geometria attorno ad esso e il numero totale di legami σ e π in etano (CH₃–CH₃), etene (CH₂=CH₂) ed etino (CH≡CH).
Ogni carbonio forma quattro legami semplici (a un altro carbonio e a tre idrogeni): è sp³, geometria tetraedrica. La molecola ha 7 legami σ (1 C–C + 6 C–H) e 0 legami π.
Ogni carbonio forma un doppio legame con l'altro carbonio e due legami semplici con idrogeni: è sp², geometria trigonale planare. La molecola ha 5 legami σ (1 C–C + 4 C–H) e 1 legame π.
Ogni carbonio forma un triplo legame con l'altro carbonio e un legame semplice con un idrogeno: è sp, geometria lineare. La molecola ha 3 legami σ (1 C–C + 2 C–H) e 2 legami π.
Aumentando la molteplicità del legame C–C la distanza interatomica diminuisce (154 → 134 → 120 pm) e il legame si rafforza.
Risultato: Etano: C sp³, tetraedrico, 7 σ e 0 π. Etene: C sp², trigonale planare, 5 σ e 1 π. Etino: C sp, lineare, 3 σ e 2 π.
Errori frequenti
Approfondimento
Sul piano quantomeccanico l'ibridazione si giustifica in due passaggi: prima la promozione di un elettrone dallo stato fondamentale «2s² 2p²» allo stato eccitato «2s¹ 2p³» (costa energia, ma rende disponibili quattro elettroni spaiati), poi la combinazione lineare degli orbitali atomici in orbitali ibridi isoenergetici — un artificio matematico del modello, non un fenomeno fisico osservabile. Il carattere s cresce da «sp³» (25 % s) a «sp²» (≈ 33 % s) a «sp» (50 % s): più alto è il carattere s, più l'orbitale è vicino e trattenuto dal nucleo, da cui l'accorciamento e il rafforzamento del legame e l'aumento dell'elettronegatività del carbonio. Questa scala spiega un fatto sperimentale rilevante: l'idrogeno legato a un carbonio «sp» di un alchino terminale («R–C≡C–H») è debolmente acido («pKa ≈ 25»), assai più dell'idrogeno di un alcano «sp³» («pKa ≈ 50»), perché la base coniugata — il carbanione acetiluro — è stabilizzata dall'elevato carattere s. Nella teoria degli orbitali molecolari il doppio legame dell'etene si descrive come sovrapposizione frontale (legame σ) più sovrapposizione laterale dei due orbitali «p» non ibridati, che genera un orbitale «π» legante pieno e un «π» antilegante vuoto: la transizione «π → π» nell'ultravioletto è la base della spettroscopia UV degli insaturi coniugati.
Ripasso attivo
Per ciascuno dei seguenti composti, indica l'ibridazione di ogni atomo di carbonio, la geometria e il numero di legami σ e π presenti nella molecola: etano (CH₃–CH₃), etene (CH₂=CH₂) ed etino (CH≡CH).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Reattività a confronto: saturi, insaturi e aromatici
serie
Formule generali delle principali serie omologhe degli idrocarburi alifatici. Ogni doppio legame o anello sottrae due atomi di idrogeno rispetto all'alcano corrispondente.
insaturazione
Il grado di insaturazione (GdI) per un idrocarburo CₙHₕ conta il numero complessivo di anelli e legami π. Per C₅H₁₀: GdI = (2·5 + 2 − 10)/2 = 1, cioè un doppio legame oppure un anello.
Un idrocarburo a catena aperta ha formula C₅H₁₀. Stabilisci la classe a cui appartiene, calcola il grado di insaturazione e scrivi un possibile isomero, indicandone la classe e il nome IUPAC.
Un alcano C₅ avrebbe formula C₅H₁₂; il composto ha due idrogeni in meno, quindi non è saturo.
GdI = (2·5 + 2 − 10)/2 = 2/2 = 1: c'è un anello oppure un doppio legame.
Poiché il testo specifica «a catena aperta», l'unità di insaturazione è un doppio legame: si tratta di un alchene (gli alchini C₅ sarebbero C₅H₈).
Per esempio CH₂=CH–CH₂–CH₂–CH₃, cioè il pent-1-ene; un altro isomero di posizione è il pent-2-ene (CH₃–CH=CH–CH₂–CH₃).
Risultato: C₅H₁₀ a catena aperta è un alchene (GdI = 1); un esempio è il pent-1-ene, CH₂=CH–CH₂–CH₂–CH₃.
Errori frequenti
Approfondimento
L'aromaticità del benzene si formalizza con la regola di Hückel: un anello planare, ciclico e completamente coniugato è aromatico se contiene «4n + 2» elettroni π (per il benzene «n = 1», cioè 6 elettroni). La stabilità supplementare si misura sperimentalmente dai calori di idrogenazione: idrogenare il cicloesene libera circa «−120 kJ/mol»; un ipotetico «cicloesatriene» con tre doppi legami isolati dovrebbe liberarne il triplo («≈ −360 kJ/mol»), ma il benzene reale ne libera solo «≈ −208 kJ/mol». La differenza, «≈ 150 kJ/mol», è l'energia di risonanza (o di delocalizzazione), che rende conto della riluttanza del benzene all'addizione. La sostituzione elettrofila aromatica procede in due stadi: l'elettrofilo attacca la nube π formando un intermedio carico positivamente — il complesso σ (ione arenio o di Wheland), in cui l'aromaticità è temporaneamente perduta —; la successiva perdita di un protone ripristina il sestetto aromatico, passaggio fortemente favorevole. Negli idrocarburi aliciclici, invece, il fattore chiave è la tensione d'anello: il cicloesano elimina ogni tensione assumendo la conformazione «a sedia» (angoli ≈ 111°, vicini al valore tetraedrico), mentre il ciclopropano, con angoli di legame forzati a 60°, è fortemente tensionato (tensione angolare di Baeyer) e perciò insolitamente reattivo per un composto formalmente saturo.
Ripasso attivo
Un idrocarburo a catena aperta ha formula molecolare C₅H₁₀. Stabilisci se può essere un alcano, un alchene o un alchino, determina il suo grado di insaturazione e scrivi un possibile isomero scheletrico indicandone la classe.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Isomeria geometrica ed ottica
stereoisomeri
Numero massimo di stereoisomeri dovuti alla chiralità per una molecola con n stereocentri distinti; per n = 1 si hanno 2 enantiomeri.
Nella molecola dell'acido lattico, CH₃–CHOH–COOH, individua l'eventuale carbonio asimmetrico e stabilisci quante forme enantiomere sono possibili.
Il carbonio del CH₃ porta tre idrogeni uguali; il carbonio del COOH è impegnato nel gruppo carbossilico. Resta da esaminare il carbonio centrale (–CHOH–).
Il carbonio centrale è legato a quattro gruppi diversi: –H, –OH, –CH₃ e –COOH. È quindi un carbonio asimmetrico (stereocentro).
Con un solo stereocentro il numero di stereoisomeri è 2¹ = 2.
Le due forme sono immagini speculari non sovrapponibili: gli enantiomeri dell'acido lattico (indicati come D e L, o (R) e (S)).
Risultato: Il carbonio centrale è asimmetrico: l'acido lattico è chirale ed esiste in 2 enantiomeri.
Errori frequenti
Approfondimento
La classificazione rigorosa sostituisce «cis/trans» con il sistema «E/Z», valido anche quando i quattro sostituenti del doppio legame sono tutti diversi: si applicano le regole di priorità di Cahn-Ingold-Prelog (CIP), basate sul numero atomico, a ciascun carbonio del doppio legame; se i due gruppi a priorità maggiore stanno dallo stesso lato si ha l'isomero «Z» (dal tedesco zusammen, «insieme»), da lati opposti l'isomero «E» (entgegen, «opposti»). Le stesse regole CIP assegnano la configurazione assoluta «R/S» di uno stereocentro: ordinati i quattro gruppi per priorità e guardando la molecola con il gruppo a priorità minima rivolto all'indietro, una sequenza oraria dei primi tre dà «R» (rectus), antioraria «S» (sinister). Con più stereocentri occorre distinguere gli enantiomeri (immagini speculari, tutte le configurazioni invertite) dai diastereoisomeri (stereoisomeri non speculari, con alcune configurazioni uguali), che hanno proprietà fisiche diverse. La regola «2ⁿ» ammette un'eccezione importante, i composti meso: l'acido tartarico ha due stereocentri (attesi 4 stereoisomeri) ma ne esistono solo 3, perché la forma «(R,S)» possiede un piano di simmetria interno che ne annulla la chiralità (composto meso, otticamente inattivo). Anche una miscela equimolare dei due enantiomeri (racemo) è otticamente inattiva, ma per compensazione esterna anziché interna.
Ripasso attivo
Considera la molecola dell'acido lattico, CH₃–CHOH–COOH. Individua l'eventuale carbonio asimmetrico, motiva la risposta e indica quante forme stereoisomere (enantiomeri) sono possibili.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Tabella dei principali gruppi funzionali
esterificazione
L'esterificazione di Fischer è una reazione di equilibrio, catalizzata da acidi, tra un acido carbossilico e un alcol; produce un estere e acqua. La reazione inversa è l'idrolisi dell'estere.
acidita
Gli acidi carbossilici cedono il protone del gruppo –OH; l'anione carbossilato è stabilizzato per risonanza, il che li rende più acidi di alcoli e fenoli.
Per i composti CH₃CH₂OH, CH₃CHO, CH₃COOH, CH₃COOCH₃ e CH₃NH₂, individua il gruppo funzionale, assegna la famiglia e indica quale è acido e quale è basico in acqua, motivando.
Gruppo –OH su carbonio sp³: è un alcol (etanolo); neutro, debolmente acido solo in misura trascurabile.
Gruppo –CHO terminale: è un'aldeide (etanale); si ossida facilmente ad acido acetico, ma non è di per sé acido né basico.
Gruppo –COOH: è un acido carbossilico (acido acetico); è ACIDO, perché cede H⁺ formando l'anione acetato stabilizzato per risonanza.
Gruppo –COO–: è un estere (acetato di metile); sostanzialmente neutro.
Gruppo –NH₂: è un'ammina (metilammina); è BASICA, perché l'azoto lega un H⁺ tramite il suo doppietto libero.
Risultato: Acido: CH₃COOH (acido carbossilico). Basica: CH₃NH₂ (ammina). Gli altri tre (alcol, aldeide, estere) sono praticamente neutri.
Errori frequenti
Approfondimento
La forza acido-base delle famiglie organiche si quantifica con il «pKa» (più basso significa più acido). Gli acidi carbossilici hanno «pKa ≈ 4–5» (acido acetico «pKa = 4.76»), i fenoli «≈ 10», gli alcoli «≈ 16–18»: la scala riflette la stabilità della base coniugata. Nel carbossilato la carica negativa è delocalizzata su due ossigeni equivalenti (risonanza piena), nel fenato solo parzialmente sull'anello, nell'alcossido per nulla. Gli effetti induttivi modulano finemente l'acidità: l'acido cloroacetico («pKa = 2.87») è più forte dell'acido acetico perché il cloro elettronegativo, per effetto «−I», stabilizza il carbossilato sottraendo densità elettronica; l'effetto si attenua rapidamente con la distanza. Per le basi azotate si confronta il «pKa» dell'acido coniugato: le ammine alifatiche (ione ammonio «pKa ≈ 10–11») sono più basiche dell'ammoniaca per l'effetto «+I» dei gruppi alchilici, mentre l'anilina è molto meno basica («pKa ≈ 4.6») perché il doppietto dell'azoto è delocalizzato nell'anello aromatico e quindi poco disponibile a legare il protone. Il carbonile «C=O» è il centro reattivo comune ad aldeidi, chetoni, acidi ed esteri: il carbonio, reso «δ⁺» dall'ossigeno elettronegativo, subisce l'attacco dei nucleofili. Negli esteri ciò avviene con un meccanismo di addizione-eliminazione (sostituzione nucleofila acilica), che sta alla base sia dell'esterificazione sia dell'idrolisi e della saponificazione dei trigliceridi.
Ripasso attivo
Sono dati i composti: CH₃CH₂OH, CH₃CHO, CH₃COOH, CH₃COOCH₃ e CH₃NH₂. Per ciascuno individua il gruppo funzionale, assegna la famiglia e prevedi, motivando, quale tra essi è acido e quale è basico in acqua.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I principali tipi di reazione organica
Markovnikov
Nell'addizione di HCl al propene l'idrogeno si lega al carbonio terminale (più ricco di H) e il cloro al carbonio centrale: si ottiene prevalentemente il 2-cloropropano.
ossidazione
L'ossidazione di un alcol primario procede ad aldeide e poi ad acido carbossilico; un alcol secondario si ossida invece a chetone, che non procede oltre.
Scrivi il prodotto principale dell'addizione di HCl al propene (CH₂=CH–CH₃), giustifica la scelta con la regola di Markovnikov e dai il nome IUPAC al prodotto.
Il propene ha il doppio legame tra C1 (=CH₂, terminale, con due H) e C2 (=CH–, con un solo H).
L'idrogeno dell'HCl si addiziona al carbonio già più ricco di idrogeni (C1), il cloro al carbonio meno idrogenato (C2).
Si ottiene CH₃–CHCl–CH₃, con il cloro sul carbonio centrale.
Catena di tre carboni con un cloro sul C2: si tratta del 2-cloropropano.
Risultato: Il prodotto principale è il 2-cloropropano, CH₃–CHCl–CH₃, in accordo con la regola di Markovnikov.
Errori frequenti
Approfondimento
La regola di Markovnikov ha una spiegazione meccanicistica precisa: l'addizione elettrofila di «HX» a un alchene procede attraverso un carbocatione intermedio, e la reazione imbocca il cammino che passa per il carbocatione più stabile. La stabilità dei carbocationi cresce nell'ordine metile < primario < secondario < terziario, perché i gruppi alchilici adiacenti cedono densità elettronica (effetto «+I» e, soprattutto, iperconiugazione). Nell'addizione di «HCl» al propene il protone si lega al «CH₂=» terminale, generando il carbocatione secondario «CH₃–CH⁺–CH₃» anziché quello primario; lo ione cloruro attacca poi il carbonio positivo, dando il 2-cloropropano. In presenza di perossidi l'addizione di «HBr» si inverte (orientamento anti-Markovnikov, effetto Kharasch), perché il meccanismo diventa radicalico e passa per il radicale più stabile. Le sostituzioni degli alogenuri alchilici seguono due meccanismi limite: la «SN2» è concertata e bimolecolare («v = k[substrato][nucleofilo]»), con inversione di configurazione (inversione di Walden), favorita sui substrati primari e dai nucleofili forti; la «SN1» avviene in due stadi, è monomolecolare («v = k[substrato]») e passa per un carbocatione (favorita sui substrati terziari), che essendo planare viene attaccato dalle due facce e dà una miscela racemica. La natura del substrato, del nucleofilo e del solvente decide quale via prevale.
Ripasso attivo
Scrivi il prodotto principale dell'addizione di acido cloridrico (HCl) al propene (CH₂=CH–CH₃), giustificando la scelta con la regola di Markovnikov, e attribuisci il nome IUPAC al prodotto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti