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Le biomolecole sono le macromolecole organiche su cui si fonda la chimica della vita: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici. Studiarle significa cogliere il principio unificante della biochimica, ossia il rapporto strettissimo tra struttura molecolare e funzione biologica, e comprendere come la cellula costruisce e demolisce i suoi polimeri per condensazione e idrolisi. Questo argomento, pienamente compreso nelle Indicazioni Nazionali del triennio liceale, è valutabile all'Esame di Stato sia nella seconda prova (per il Liceo Scientifico) sia nel colloquio.
4 sezioni~20 min di lettura3 competenzeLivello Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere struttura, classificazione e funzioni delle quattro classi di biomolecole e di collegare la struttura alla funzione (per esempio l'amido come riserva e la cellulosa come sostegno).
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore peso scientifico (Liceo Scientifico, opzione Scienze Applicate) si approfondiscono i meccanismi: la mutarotazione e i legami glicosidici, la cinetica enzimatica qualitativa (modello dell'adattamento indotto), l'effetto della temperatura e del pH sulla denaturazione e la complementarità antiparallela del DNA.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Condensazione e idrolisi del legame glicosidico
Condensazione
Due monosaccaridi si uniscono in un disaccaride formando un legame glicosidico ed eliminando una molecola d'acqua; si osservi che il disaccaride ha un atomo di ossigeno in meno della somma dei due monomeri proprio per via dell'acqua persa.
Una soluzione contiene 0.50 mol di saccarosio (C12H22O11). Per idrolisi completa il saccarosio si scinde nei suoi due monosaccaridi. Scrivi la reazione bilanciata e calcola quante moli di monosaccaridi totali si ottengono.
L'idrolisi del legame glicosidico aggiunge una molecola d'acqua e scinde il saccarosio in glucosio e fruttosio.
Da una mole di saccarosio si ottengono una mole di glucosio e una mole di fruttosio, cioè 2 moli di monosaccaridi.
Si moltiplica per ottenere il totale di moli di monosaccaridi prodotte.
Risultato: L'idrolisi completa di 0.50 mol di saccarosio produce 0.50 mol di glucosio e 0.50 mol di fruttosio, per un totale di 1.0 mol di monosaccaridi.
Errori frequenti
Approfondimento
La ciclizzazione degli esosi merita un approfondimento perché genera un nuovo stereocentro. Quando il gruppo carbonilico del glucosio reagisce con l'ossidrile sul «C₅» si forma un emiacetale ciclico (anello piranosico) e il «C₁» diventa il carbonio anomerico: se il nuovo —OH sta sotto il piano dell'anello si ha l'anomero «α», se sta sopra l'anomero «β». In soluzione le tre forme (α, catena aperta, β) sono in equilibrio dinamico: il passaggio per la catena aperta fa variare nel tempo il potere rotatorio della soluzione, fenomeno detto mutarotazione. Il carbonio anomerico decide anche il potere riducente: se è libero (come nel glucosio e nel maltosio) lo zucchero è riducente e positivo al saggio di Fehling o di Tollens; nel saccarosio, invece, i due carboni anomerici di glucosio e fruttosio sono impegnati nel legame glicosidico, perciò lo zucchero è NON riducente. La geometria del legame determina infine la funzione dei polisaccaridi: l'amilosio dell'amido è una catena «α(1→4)», l'amilopectina e il glicogeno aggiungono ramificazioni «α(1→6)», mentre la cellulosa è «β(1→4)» con unità di glucosio ruotate alternativamente di 180°, disposizione che permette fitti legami a idrogeno tra catene parallele e conferisce rigidità e resistenza alla fibra.
Ripasso attivo
Spiega perché l'amido è digeribile dall'uomo mentre la cellulosa, pur essendo anch'essa un polimero del glucosio, non lo è. Fai riferimento al tipo di legame glicosidico e alla funzione biologica di ciascun polisaccaride.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il doppio strato fosfolipidico della membrana
Esterificazione
La formazione di un trigliceride è una tripla condensazione: ogni legame estere tra un gruppo —OH del glicerolo e il gruppo —COOH di un acido grasso libera una molecola d'acqua, per un totale di tre.
Sapendo che l'ossidazione completa dei carboidrati libera circa 17 kJ per grammo e quella dei lipidi circa 38 kJ per grammo, calcola di quante volte (con una sola cifra decimale) un grammo di lipidi è più energetico di un grammo di carboidrati, e spiega brevemente la causa chimica.
Si confronta l'energia liberata per grammo dalle due classi di biomolecole.
Si esegue la divisione e si arrotonda a una cifra decimale.
I carboni dei lipidi sono molto più ridotti (più legami C—H) di quelli dei carboidrati, già parzialmente ossidati: per questo la loro ossidazione completa rilascia più energia.
Risultato: Un grammo di lipidi libera circa 2.2 volte l'energia di un grammo di carboidrati, perché i suoi atomi di carbonio sono più ridotti e quindi più ossidabili.
Errori frequenti
Approfondimento
La distinzione saturi/insaturi ha basi geometriche precise e conseguenze pratiche. Nei doppi legami naturali degli acidi grassi la configurazione è quasi sempre «cis»: essa introduce una piega di circa 30° nella catena, che impedisce l'impacchettamento ordinato e abbassa il punto di fusione (di qui lo stato liquido degli oli). L'idrogenazione industriale satura questi doppi legami per solidificare gli oli (margarine), ma può generare acidi grassi «trans» a catena diritta, associati a rischio cardiovascolare. Il grado di insaturazione si misura sperimentalmente con il numero di iodio (grammi di «I₂» addizionati per 100 g di grasso): più alto è il numero, più doppi legami sono presenti. Gli acidi grassi «ω-3» e «ω-6» (con l'ultimo doppio legame rispettivamente al terzo o al sesto carbonio dal metile terminale) sono essenziali perché l'organismo umano non sa sintetizzarli. La reazione inversa dell'esterificazione, l'idrolisi alcalina dei trigliceridi (saponificazione), libera glicerolo e sali di acidi grassi — i saponi — le cui molecole anfipatiche formano micelle che inglobano lo sporco apolare. Nelle membrane, infine, la fluidità è regolata proprio dal rapporto tra code sature e insature e dal colesterolo, che si intercala tra i fosfolipidi tamponando le variazioni di fluidità al variare della temperatura.
Ripasso attivo
Descrivi la struttura di un fosfolipide e spiega, facendo riferimento alla sua natura anfipatica, perché in ambiente acquoso questi composti si organizzano spontaneamente in un doppio strato. Collega questa proprietà alla funzione della membrana cellulare.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I quattro livelli di organizzazione delle proteine
Legame peptidico
Il legame peptidico si forma per condensazione tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo amminico dell'altro, con eliminazione di una molecola d'acqua; il prodotto conserva una estremità amminica libera e una carbossilica libera.
Energia di attivazione con e senza enzima
Una catena polipeptidica è formata da 150 amminoacidi. Quante molecole d'acqua sono state liberate durante la sua sintesi per condensazione? Giustifica la risposta in termini di numero di legami peptidici.
In una catena lineare di n amminoacidi il numero di legami peptidici è n meno uno, perché ogni legame unisce due monomeri consecutivi.
Ogni legame peptidico si forma per condensazione liberando esattamente una molecola d'acqua.
Si ottiene il numero totale di molecole d'acqua liberate.
Risultato: Si liberano 149 molecole d'acqua, una per ciascuno dei 149 legami peptidici che uniscono i 150 amminoacidi.
Errori frequenti
Approfondimento
La cinetica enzimatica si formalizza con l'equazione di Michaelis-Menten, «v = v_max·[S] / (K_m + [S])», che descrive come la velocità di reazione dipende dalla concentrazione di substrato «[S]». A basse concentrazioni la velocità cresce quasi linearmente; ad alte concentrazioni tende asintoticamente alla velocità massima «v_max», quando tutti i siti attivi sono saturi. La costante di Michaelis «K_m» è la concentrazione di substrato alla quale «v = v_max/2» e misura inversamente l'affinità dell'enzima per il substrato: un «K_m» basso significa alta affinità. Gli inibitori si distinguono in base all'effetto su questi parametri: l'inibitore competitivo compete con il substrato per il sito attivo e aumenta il «K_m» apparente (superabile con più substrato) lasciando «v_max» invariata; l'inibitore non competitivo si lega altrove e abbassa «v_max». Molti enzimi regolatori sono allosterici: presentano più subunità e siti diversi da quello catalitico, mostrano una curva sigmoide (cooperatività, come nel legame dell'ossigeno all'emoglobina) e sono spesso controllati per inibizione a feedback dal prodotto finale della via metabolica. Sul piano molecolare, infine, ogni amminoacido in soluzione esiste come zwitterione (con «—NH₃⁺» e «—COO⁻» simultanei) e possiede un punto isoelettrico, il pH al quale la carica netta è nulla.
Ripasso attivo
Un campione di enzima viene mantenuto a temperature crescenti e se ne misura la velocità di reazione. La velocità aumenta fino a circa 37 gradi Celsius, poi crolla rapidamente. Spiega l'andamento osservato facendo riferimento al concetto di temperatura ottimale e di denaturazione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Appaiamento complementare delle basi nella doppia elica
Regola di Chargaff
In un DNA a doppia elica la quantità di adenina eguaglia quella di timina e la quantità di guanina eguaglia quella di citosina, conseguenza diretta dell'appaiamento complementare delle basi.
In un campione di DNA a doppia elica si misura che l'adenina costituisce il 30 percento delle basi azotate totali. Determina la percentuale delle altre tre basi (timina, guanina e citosina).
Poiché l'adenina si appaia con la timina, le loro percentuali sono uguali.
Il totale delle quattro basi è 100 percento; sottraendo adenina e timina si ottiene la somma di guanina e citosina.
Poiché la guanina si appaia con la citosina, le loro percentuali sono uguali, quindi ciascuna vale la metà del 40 percento.
Risultato: Timina 30 percento, guanina 20 percento, citosina 20 percento; la verifica è 30 + 30 + 20 + 20 = 100 percento.
Errori frequenti
Approfondimento
L'antiparallelismo dei due filamenti non è un dettaglio ma una necessità geometrica: lo scheletro zucchero-fosfato ha un verso intrinseco («5' → 3'») fissato dai legami fosfodiesterici, e solo disponendo i filamenti in senso opposto le basi si affacciano con la geometria giusta per appaiarsi. La doppia elica destrorsa in forma B ha un diametro di circa «2 nm», un passo di circa «3.4 nm» con «≈ 10.5» coppie di basi per giro e un innalzamento di «≈ 0.34 nm» per coppia; l'avvolgimento lascia due scanalature diverse, il solco maggiore e il solco minore, in corrispondenza delle quali le proteine regolatrici leggono la sequenza senza aprire l'elica. La differenza tra i due tipi di coppia (due legami idrogeno per «A—T», tre per «G—C») ha una conseguenza termodinamica misurabile: scaldando una soluzione di DNA i filamenti si separano (denaturazione o «melting») a una temperatura «T_m» tanto più alta quanto maggiore è il contenuto in «G—C», più saldamente legate; la separazione si segue spettrofotometricamente perché l'assorbimento nell'UV a 260 nm aumenta (effetto ipercromico). È utile infine distinguere il nucleoside (zucchero + base) dal nucleotide (nucleoside + uno o più fosfati): l'aggiunta di fosfati ad alta energia trasforma lo stesso scheletro nucleotidico nell'ATP e nei coenzimi «NAD⁺» e «FAD».
Ripasso attivo
Un tratto di un filamento di DNA ha la sequenza 5'-A T G C C T A G-3'. Scrivi la sequenza del filamento complementare indicandone il corretto orientamento e spiega quale regola di appaiamento hai applicato.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti