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Le biomolecole: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici

Le biomolecole sono le macromolecole organiche su cui si fonda la chimica della vita: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici. Studiarle significa cogliere il principio unificante della biochimica, ossia il rapporto strettissimo tra struttura molecolare e funzione biologica, e comprendere come la cellula costruisce e demolisce i suoi polimeri per condensazione e idrolisi. Questo argomento, pienamente compreso nelle Indicazioni Nazionali del triennio liceale, è valutabile all'Esame di Stato sia nella seconda prova (per il Liceo Scientifico) sia nel colloquio.

4 sezioni·~20 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0222 / 13
Profilo d’esame
Comprendere il rapporto tra struttura e funzione a livello molecolare nei sistemi viventiEffettuare connessioni tra chimica organica e biologia (la chimica della vita)Utilizzare correttamente modelli e rappresentazioni delle macromolecole biologiche
Operatori:descriviclassificaspiegaconfrontaillustracollegagiustificainterpreta

livello base

A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere struttura, classificazione e funzioni delle quattro classi di biomolecole e di collegare la struttura alla funzione (per esempio l'amido come riserva e la cellulosa come sostegno).

livello avanzato

Negli indirizzi a maggiore peso scientifico (Liceo Scientifico, opzione Scienze Applicate) si approfondiscono i meccanismi: la mutarotazione e i legami glicosidici, la cinetica enzimatica qualitativa (modello dell'adattamento indotto), l'effetto della temperatura e del pH sulla denaturazione e la complementarità antiparallela del DNA.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Le biomolecole: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici
    • 01I carboidrati: struttura e funzioni energetiche e strutturali◐
    • 02I lipidi: riserva energetica, membrane e ormoni◐
    • 03Le proteine e gli enzimi: struttura e catalisi●
    • 04Gli acidi nucleici: i nucleotidi e l'informazione genetica●
§ 01

I carboidrati: struttura e funzioni energetiche e strutturali#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-biochimica-biomolecole

Condensazione e idrolisi del legame glicosidico

Grafo, 2 nodi, 2 archiGrafo, glucosio + glucosio → maltosio + H₂O, maltosio + H₂O → glucosio + glucosioglucosio +glucosiomaltosio + H₂Ocondensazioneidrolisi
Fig. 1La condensazione unisce due monosaccaridi con un legame glicosidico liberando una molecola d’acqua; l’idrolisi è la reazione inversa, che consuma acqua per separarli.

Punti chiave

I carboidrati (o glùcidi) sono composti ternari formati da carbonio, idrogeno e ossigeno e rispondono in larga parte alla formula generale Cn(H2O)n, da cui l'antico nome di « idrati di carbonio »; dal punto di vista chimico sono poliidrossialdeidi o poliidrossichetoni, cioè molecole che recano più gruppi ossidrilici (—OH) accanto a un gruppo carbonilico aldeidico o chetonico. Sono la fonte energetica più immediata della cellula e, nelle piante, anche un fondamentale materiale di sostegno.
I monosaccaridi sono i carboidrati più semplici e si classificano secondo il numero di atomi di carbonio (triosi, pentosi, esosi) e secondo il gruppo carbonilico (aldosi se aldeidico, chetosi se chetonico). Il glucosio è un aldoesoso (C6H12O6), il fruttosio un chetoesoso isomero; in soluzione acquosa gli esosi e i pentosi non restano in catena aperta ma ciclizzano in forme ad anello (piranosico o furanosico) mediante reazione intramolecolare tra il carbonile e un ossidrile, generando un nuovo centro chirale, il carbonio anomerico, che dà origine agli anomeri alfa e beta.
I disaccaridi nascono dall'unione di due monosaccaridi mediante un legame glicosidico, un legame covalente che si forma per condensazione (o sintesi per disidratazione) con eliminazione di una molecola d'acqua. Esempi fondamentali sono il maltosio (glucosio + glucosio), il lattosio (glucosio + galattosio, lo zucchero del latte) e il saccarosio (glucosio + fruttosio, lo zucchero da tavola). La reazione inversa, l'idrolisi, scinde il legame glicosidico riaggiungendo acqua ed è quella che avviene nella digestione.
I polisaccaridi sono polimeri di centinaia o migliaia di monosaccaridi e svolgono due ruoli opposti a seconda della geometria del legame. Con legami alfa-glicosidici si ottengono polimeri di riserva, digeribili dagli animali: l'amido (riserva vegetale, formato da amilosio lineare e amilopectina ramificata) e il glicogeno (riserva animale, molto ramificato, immagazzinato in fegato e muscoli). Con legami beta-glicosidici si ottiene la cellulosa, polimero lineare a funzione strutturale che costituisce la parete delle cellule vegetali: la diversa orientazione del legame la rende rigida e indigeribile per l'uomo, che non possiede l'enzima cellulasi. È un esempio perfetto del principio « stessa unità, funzione diversa secondo la struttura del legame ».
C6H12O6+C6H12O6→C12H22O11+H2OC_6H_{12}O_6 + C_6H_{12}O_6 \rightarrow C_{12}H_{22}O_{11} + H_2OC6​H12​O6​+C6​H12​O6​→C12​H22​O11​+H2​O

Condensazione

Due monosaccaridi si uniscono in un disaccaride formando un legame glicosidico ed eliminando una molecola d'acqua; si osservi che il disaccaride ha un atomo di ossigeno in meno della somma dei due monomeri proprio per via dell'acqua persa.

Esempio svolto

Idrolisi del saccarosio

Una soluzione contiene 0.50 mol di saccarosio (C12H22O11). Per idrolisi completa il saccarosio si scinde nei suoi due monosaccaridi. Scrivi la reazione bilanciata e calcola quante moli di monosaccaridi totali si ottengono.

  1. 01Riconoscere la reazione

    L'idrolisi del legame glicosidico aggiunge una molecola d'acqua e scinde il saccarosio in glucosio e fruttosio.

  2. 02Applicare la stechiometria

    Da una mole di saccarosio si ottengono una mole di glucosio e una mole di fruttosio, cioè 2 moli di monosaccaridi.

  3. 03Calcolare

    Si moltiplica per ottenere il totale di moli di monosaccaridi prodotte.

Risultato: L'idrolisi completa di 0.50 mol di saccarosio produce 0.50 mol di glucosio e 0.50 mol di fruttosio, per un totale di 1.0 mol di monosaccaridi.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper distinguere mono-, di- e polisaccaridi e collegare amido, glicogeno e cellulosa alle rispettive funzioni (riserva vegetale, riserva animale, sostegno) spiegando perché la cellulosa non è digeribile dall'uomo (legame beta).
  • Focus Esame di Stato: descrivere la reazione di condensazione che forma il legame glicosidico e la corrispondente idrolisi, riconoscendo che la cellula usa la stessa logica per tutti i biopolimeri.

Errori frequenti

  • Confondere amido e glicogeno con la cellulosa attribuendo loro la stessa funzione: tutti e tre sono polimeri del glucosio, ma solo l'amido e il glicogeno sono di riserva, mentre la cellulosa è strutturale per via del legame beta.
  • Scrivere che il glucosio e il fruttosio hanno formule molecolari diverse: entrambi sono C6H12O6, sono isomeri (un aldoso e un chetoso); cambia la struttura, non la formula bruta.

Approfondimento

La ciclizzazione degli esosi merita un approfondimento perché genera un nuovo stereocentro. Quando il gruppo carbonilico del glucosio reagisce con l'ossidrile sul «C₅» si forma un emiacetale ciclico (anello piranosico) e il «C₁» diventa il carbonio anomerico: se il nuovo —OH sta sotto il piano dell'anello si ha l'anomero «α», se sta sopra l'anomero «β». In soluzione le tre forme (α, catena aperta, β) sono in equilibrio dinamico: il passaggio per la catena aperta fa variare nel tempo il potere rotatorio della soluzione, fenomeno detto mutarotazione. Il carbonio anomerico decide anche il potere riducente: se è libero (come nel glucosio e nel maltosio) lo zucchero è riducente e positivo al saggio di Fehling o di Tollens; nel saccarosio, invece, i due carboni anomerici di glucosio e fruttosio sono impegnati nel legame glicosidico, perciò lo zucchero è NON riducente. La geometria del legame determina infine la funzione dei polisaccaridi: l'amilosio dell'amido è una catena «α(1→4)», l'amilopectina e il glicogeno aggiungono ramificazioni «α(1→6)», mentre la cellulosa è «β(1→4)» con unità di glucosio ruotate alternativamente di 180°, disposizione che permette fitti legami a idrogeno tra catene parallele e conferisce rigidità e resistenza alla fibra.

Ripasso attivo

Spiega perché l'amido è digeribile dall'uomo mentre la cellulosa, pur essendo anch'essa un polimero del glucosio, non lo è. Fai riferimento al tipo di legame glicosidico e alla funzione biologica di ciascun polisaccaride.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

I lipidi: riserva energetica, membrane e ormoni#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-biochimica-biomolecole

Il doppio strato fosfolipidico della membrana

Doppio strato fosfolipidicoSchema con 26 elementi, H₂O, H₂OH₂OH₂O
Fig. 2Ogni fosfolipide ha una testa polare idrofila (i cerchi) e due code apolari idrofobe (le linee). Nel doppio strato le teste sono rivolte verso l’acqua e le code verso l’interno: è la base della membrana cellulare.

Punti chiave

I lipidi sono un gruppo eterogeneo di biomolecole accomunate non dalla struttura ma da una proprietà fisica: l'insolubilità in acqua e la solubilità nei solventi apolari, dovuta alla netta prevalenza di legami C—H e C—C apolari. A differenza degli altri biopolimeri non formano lunghe catene per condensazione ripetuta della stessa unità: si riuniscono in classi distinte, ciascuna con una funzione propria (riserva di energia, costituzione delle membrane, segnalazione ormonale).
I trigliceridi (o triacilgliceroli) sono la principale forma di riserva energetica e si formano per condensazione (esterificazione) di una molecola di glicerolo con tre acidi grassi, eliminando tre molecole d'acqua. Gli acidi grassi sono lunghe catene idrocarburiche terminanti in un gruppo carbossilico: se non presentano doppi legami sono saturi (impacchettabili, solidi a temperatura ambiente, i grassi animali), se ne presentano uno o più sono insaturi (con « pieghe » che impediscono l'impacchettamento, liquidi, gli oli vegetali). A parità di massa i lipidi liberano più del doppio dell'energia dei carboidrati, perché i loro atomi di carbonio sono più ridotti.
I fosfolipidi sono i mattoni delle membrane biologiche. La loro molecola è anfipatica: una « testa » polare (un gruppo fosfato legato al glicerolo) idrofila e due « code » di acidi grassi idrofobe. In ambiente acquoso i fosfolipidi si dispongono spontaneamente in un doppio strato (bilayer) con le teste rivolte verso l'acqua e le code affacciate all'interno, costituendo la struttura portante della membrana cellulare descritta dal modello a mosaico fluido.
Gli steroidi hanno una struttura completamente diversa: quattro anelli carboniosi condensati. Il capostipite è il colesterolo, componente delle membrane animali e precursore degli ormoni steroidei (come gli ormoni sessuali testosterone ed estrogeni) e dei sali biliari. Pur essendo lipidi, gli steroidi non sono riserve di energia: svolgono ruoli strutturali e di segnalazione, a riprova che la categoria « lipidi » raccoglie funzioni assai diverse sotto la stessa etichetta di solubilità.
glicerolo+3 acidi grassi→trigliceride+3 H2O\text{glicerolo} + 3\,\text{acidi grassi} \rightarrow \text{trigliceride} + 3\,H_2Oglicerolo+3acidi grassi→trigliceride+3H2​O

Esterificazione

La formazione di un trigliceride è una tripla condensazione: ogni legame estere tra un gruppo —OH del glicerolo e il gruppo —COOH di un acido grasso libera una molecola d'acqua, per un totale di tre.

Esempio svolto

Resa energetica a confronto

Sapendo che l'ossidazione completa dei carboidrati libera circa 17 kJ per grammo e quella dei lipidi circa 38 kJ per grammo, calcola di quante volte (con una sola cifra decimale) un grammo di lipidi è più energetico di un grammo di carboidrati, e spiega brevemente la causa chimica.

  1. 01Impostare il rapporto

    Si confronta l'energia liberata per grammo dalle due classi di biomolecole.

  2. 02Calcolare

    Si esegue la divisione e si arrotonda a una cifra decimale.

  3. 03Interpretare

    I carboni dei lipidi sono molto più ridotti (più legami C—H) di quelli dei carboidrati, già parzialmente ossidati: per questo la loro ossidazione completa rilascia più energia.

Risultato: Un grammo di lipidi libera circa 2.2 volte l'energia di un grammo di carboidrati, perché i suoi atomi di carbonio sono più ridotti e quindi più ossidabili.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: distinguere acidi grassi saturi e insaturi e collegarne lo stato fisico (solido/liquido) alla presenza o assenza di doppi legami, motivando la differenza con l'impacchettamento delle catene.
  • Focus Esame di Stato: spiegare la natura anfipatica dei fosfolipidi come causa dell'autoassemblaggio nel doppio strato lipidico delle membrane.

Errori frequenti

  • Affermare che i lipidi sono polimeri come amido e proteine: i lipidi non sono macromolecole formate dalla ripetizione di un monomero, ma molecole accomunate solo dalla loro insolubilità in acqua.
  • Confondere « saturo » con « insaturo »: gli acidi grassi saturi NON hanno doppi legami carbonio-carbonio (catene diritte, solidi); gli insaturi ne hanno (catene piegate, liquidi).

Approfondimento

La distinzione saturi/insaturi ha basi geometriche precise e conseguenze pratiche. Nei doppi legami naturali degli acidi grassi la configurazione è quasi sempre «cis»: essa introduce una piega di circa 30° nella catena, che impedisce l'impacchettamento ordinato e abbassa il punto di fusione (di qui lo stato liquido degli oli). L'idrogenazione industriale satura questi doppi legami per solidificare gli oli (margarine), ma può generare acidi grassi «trans» a catena diritta, associati a rischio cardiovascolare. Il grado di insaturazione si misura sperimentalmente con il numero di iodio (grammi di «I₂» addizionati per 100 g di grasso): più alto è il numero, più doppi legami sono presenti. Gli acidi grassi «ω-3» e «ω-6» (con l'ultimo doppio legame rispettivamente al terzo o al sesto carbonio dal metile terminale) sono essenziali perché l'organismo umano non sa sintetizzarli. La reazione inversa dell'esterificazione, l'idrolisi alcalina dei trigliceridi (saponificazione), libera glicerolo e sali di acidi grassi — i saponi — le cui molecole anfipatiche formano micelle che inglobano lo sporco apolare. Nelle membrane, infine, la fluidità è regolata proprio dal rapporto tra code sature e insature e dal colesterolo, che si intercala tra i fosfolipidi tamponando le variazioni di fluidità al variare della temperatura.

Ripasso attivo

Descrivi la struttura di un fosfolipide e spiega, facendo riferimento alla sua natura anfipatica, perché in ambiente acquoso questi composti si organizzano spontaneamente in un doppio strato. Collega questa proprietà alla funzione della membrana cellulare.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Le proteine e gli enzimi: struttura e catalisi#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-naturali-biochimica-biomolecole

I quattro livelli di organizzazione delle proteine

Grafo, 4 nodi, 3 archiGrafo, Primaria → Secondaria, Secondaria → Terziaria, Terziaria → QuaternariaPrimariaSecondariaTerziariaQuaternaria
Fig. 3Primaria: sequenza di amminoacidi. Secondaria: α-elica e foglietto β (legami idrogeno). Terziaria: ripiegamento tridimensionale della catena. Quaternaria: associazione di più subunità.

Punti chiave

Le proteine sono i polimeri più versatili della cellula e svolgono funzioni di ogni tipo: strutturale (collagene), di trasporto (emoglobina), di difesa (anticorpi), di movimento (actina e miosina), di regolazione (ormoni proteici) e, soprattutto, catalitica (enzimi). I loro monomeri sono i venti amminoacidi, ciascuno costituito da un atomo di carbonio centrale (carbonio alfa) legato a un gruppo amminico (—NH2), un gruppo carbossilico (—COOH), un atomo di idrogeno e una catena laterale variabile, il gruppo R, che determina le proprietà chimiche del singolo amminoacido.
Gli amminoacidi si uniscono mediante il legame peptidico, un legame ammidico che si forma per condensazione tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo amminico del successivo, con eliminazione di una molecola d'acqua. Una catena di molti amminoacidi è un polipeptide; essa ha un verso, dall'estremità amminica (N-terminale) all'estremità carbossilica (C-terminale), e la sua sequenza è l'informazione che, in ultima analisi, deriva dal gene.
La funzione di una proteina dipende dalla sua forma tridimensionale, descritta su quattro livelli di organizzazione. La struttura primaria è la sequenza lineare degli amminoacidi. La struttura secondaria è il ripiegamento locale stabilizzato da legami a idrogeno tra atomi dello scheletro: l'alfa-elica e il foglietto beta. La struttura terziaria è il ripiegamento tridimensionale complessivo di una catena, stabilizzato dalle interazioni tra i gruppi R (legami idrogeno, ponti disolfuro, interazioni idrofobiche e ioniche). La struttura quaternaria, presente solo in alcune proteine, è l'associazione di più catene polipeptidiche (per esempio le quattro subunità dell'emoglobina). Un eccessivo aumento di temperatura o una variazione di pH possono provocare la denaturazione, cioè la perdita della struttura e quindi della funzione.
Gli enzimi sono proteine (o, in alcuni casi, molecole di RNA) che agiscono da catalizzatori biologici: aumentano enormemente la velocità delle reazioni abbassando l'energia di attivazione, senza essere consumati e senza modificare l'equilibrio della reazione. Ogni enzima è specifico per il proprio substrato, che si lega al sito attivo. La specificità è descritta dal modello chiave-serratura, perfezionato dal modello dell'adattamento indotto, secondo cui il sito attivo modifica leggermente la propria forma per accogliere il substrato. L'attività enzimatica dipende da temperatura e pH e ha un optimum, oltre il quale la denaturazione fa crollare la velocità.
NH2-CHR-COOH+NH2-CHR’-COOH→dipeptide+H2O\text{NH}_2\text{-CHR-COOH} + \text{NH}_2\text{-CHR'-COOH} \rightarrow \text{dipeptide} + H_2ONH2​-CHR-COOH+NH2​-CHR’-COOH→dipeptide+H2​O

Legame peptidico

Il legame peptidico si forma per condensazione tra il gruppo carbossilico di un amminoacido e il gruppo amminico dell'altro, con eliminazione di una molecola d'acqua; il prodotto conserva una estremità amminica libera e una carbossilica libera.

Energia di attivazione con e senza enzima

Energia di attivazioneGrafico di senza enzima, minimo in (3.021, 4.931), massimo in (4.898, 7.801), intercetta sull’asse y in y = 4.999, nell’intervallo x da 0 a 10, Grafico di con enzima, minimo in (3.339, 4.896), massimo in (4.768, 5.664), intercetta sull’asse y in y = 4.999, nell’intervallo x da 0 a 10246810246810senza enzimacon enzimaenergiaavanzamento della reazione
Esempio svolto

Acqua liberata nella sintesi di un peptide

Una catena polipeptidica è formata da 150 amminoacidi. Quante molecole d'acqua sono state liberate durante la sua sintesi per condensazione? Giustifica la risposta in termini di numero di legami peptidici.

  1. 01Contare i legami

    In una catena lineare di n amminoacidi il numero di legami peptidici è n meno uno, perché ogni legame unisce due monomeri consecutivi.

  2. 02Associare acqua e legami

    Ogni legame peptidico si forma per condensazione liberando esattamente una molecola d'acqua.

  3. 03Calcolare

    Si ottiene il numero totale di molecole d'acqua liberate.

Risultato: Si liberano 149 molecole d'acqua, una per ciascuno dei 149 legami peptidici che uniscono i 150 amminoacidi.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: descrivere ordinatamente i quattro livelli di organizzazione delle proteine e indicare per ciascuno i legami che lo stabilizzano, collegando la struttura tridimensionale alla funzione.
  • Focus Esame di Stato: spiegare come un enzima accelera una reazione (abbassamento dell'energia di attivazione) e che cosa significano specificità e denaturazione, distinguendo il modello chiave-serratura dall'adattamento indotto.

Errori frequenti

  • Dire che un enzima « rende possibile » una reazione altrimenti impossibile o che « sposta l'equilibrio »: l'enzima accelera solo una reazione termodinamicamente già favorita, abbassando l'energia di attivazione, e lascia l'equilibrio invariato.
  • Affermare che la denaturazione spezza i legami peptidici: la denaturazione altera la struttura tridimensionale (secondaria, terziaria, quaternaria) ma la struttura primaria, cioè la sequenza, di norma resta intatta.

Approfondimento

La cinetica enzimatica si formalizza con l'equazione di Michaelis-Menten, «v = v_max·[S] / (K_m + [S])», che descrive come la velocità di reazione dipende dalla concentrazione di substrato «[S]». A basse concentrazioni la velocità cresce quasi linearmente; ad alte concentrazioni tende asintoticamente alla velocità massima «v_max», quando tutti i siti attivi sono saturi. La costante di Michaelis «K_m» è la concentrazione di substrato alla quale «v = v_max/2» e misura inversamente l'affinità dell'enzima per il substrato: un «K_m» basso significa alta affinità. Gli inibitori si distinguono in base all'effetto su questi parametri: l'inibitore competitivo compete con il substrato per il sito attivo e aumenta il «K_m» apparente (superabile con più substrato) lasciando «v_max» invariata; l'inibitore non competitivo si lega altrove e abbassa «v_max». Molti enzimi regolatori sono allosterici: presentano più subunità e siti diversi da quello catalitico, mostrano una curva sigmoide (cooperatività, come nel legame dell'ossigeno all'emoglobina) e sono spesso controllati per inibizione a feedback dal prodotto finale della via metabolica. Sul piano molecolare, infine, ogni amminoacido in soluzione esiste come zwitterione (con «—NH₃⁺» e «—COO⁻» simultanei) e possiede un punto isoelettrico, il pH al quale la carica netta è nulla.

Ripasso attivo

Un campione di enzima viene mantenuto a temperature crescenti e se ne misura la velocità di reazione. La velocità aumenta fino a circa 37 gradi Celsius, poi crolla rapidamente. Spiega l'andamento osservato facendo riferimento al concetto di temperatura ottimale e di denaturazione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Gli acidi nucleici: i nucleotidi e l'informazione genetica#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-naturali-biochimica-biomolecole

Appaiamento complementare delle basi nella doppia elica

Tabella con 3 colonne e 4 righeTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Base · Complementare · Legami H; A · T · 2; T · A · 2; G · C · 3; C · G · 3BASECOMPLEMENTARELEGAMI HAT2TA2GC3CG3
Fig. 5I due filamenti del DNA sono antiparalleli (5′→3′ e 3′→5′); l’adenina si appaia con la timina (2 legami idrogeno) e la guanina con la citosina (3 legami idrogeno).

Punti chiave

Gli acidi nucleici, DNA e RNA, sono i polimeri che custodiscono e trasmettono l'informazione genetica. Il loro monomero è il nucleotide, costituito da tre parti unite da legami covalenti: uno zucchero pentoso (desossiribosio nel DNA, ribosio nell'RNA), un gruppo fosfato e una base azotata. La sequenza dei nucleotidi è il « testo » in cui è scritta l'informazione che, tramite la sintesi proteica, determina i caratteri dell'organismo.
Le basi azotate si dividono in purine, a due anelli (adenina A e guanina G), e pirimidine, a un anello (citosina C, timina T e, solo nell'RNA, uracile U). I nucleotidi si legano tra loro mediante legami fosfodiesterici tra il fosfato di un nucleotide e lo zucchero del successivo, formando uno scheletro zucchero-fosfato dotato di un verso, dall'estremità 5' all'estremità 3'.
Il DNA ha la celebre struttura a doppia elica, proposta da Watson e Crick nel 1953 sulla base anche dei dati cristallografici di Rosalind Franklin. Due filamenti si avvolgono uno attorno all'altro, antiparalleli (uno in direzione 5'-3', l'altro 3'-5'), tenuti insieme da legami a idrogeno tra le basi che si fronteggiano. L'appaiamento è specifico e complementare: l'adenina si appaia con la timina mediante due legami idrogeno, la guanina con la citosina mediante tre. Da questa complementarità derivano la regola di Chargaff (quantità di A uguale a quella di T, quantità di G uguale a quella di C) e la possibilità stessa di duplicare fedelmente l'informazione.
L'RNA differisce dal DNA per tre aspetti: contiene ribosio al posto del desossiribosio, presenta l'uracile al posto della timina ed è generalmente a singolo filamento. Esistono diversi tipi di RNA con ruoli distinti nell'espressione genica: l'RNA messaggero (mRNA) porta l'informazione dal DNA ai ribosomi, l'RNA di trasporto (tRNA) traduce i codoni portando gli amminoacidi, l'RNA ribosomiale (rRNA) costituisce i ribosomi. La struttura del nucleotide è inoltre alla base di molecole non genetiche fondamentali, come l'ATP, la « moneta energetica » della cellula.
[A]=[T][G]=[C][A] = [T] \qquad [G] = [C][A]=[T][G]=[C]

Regola di Chargaff

In un DNA a doppia elica la quantità di adenina eguaglia quella di timina e la quantità di guanina eguaglia quella di citosina, conseguenza diretta dell'appaiamento complementare delle basi.

Esempio svolto

Composizione delle basi con la regola di Chargaff

In un campione di DNA a doppia elica si misura che l'adenina costituisce il 30 percento delle basi azotate totali. Determina la percentuale delle altre tre basi (timina, guanina e citosina).

  1. 01Applicare la complementarità A-T

    Poiché l'adenina si appaia con la timina, le loro percentuali sono uguali.

  2. 02Calcolare la quota di G + C

    Il totale delle quattro basi è 100 percento; sottraendo adenina e timina si ottiene la somma di guanina e citosina.

  3. 03Ripartire G e C

    Poiché la guanina si appaia con la citosina, le loro percentuali sono uguali, quindi ciascuna vale la metà del 40 percento.

Risultato: Timina 30 percento, guanina 20 percento, citosina 20 percento; la verifica è 30 + 30 + 20 + 20 = 100 percento.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: descrivere la struttura di un nucleotide (pentoso, fosfato, base azotata) e l'appaiamento complementare delle basi (A-T con due legami idrogeno, G-C con tre), collegandolo alla regola di Chargaff.
  • Focus Esame di Stato: confrontare DNA e RNA evidenziando le tre differenze fondamentali (zucchero, basi, numero di filamenti) e riconoscere la complementarità antiparallela come base della duplicazione.

Errori frequenti

  • Scambiare le coppie di basi: nel DNA l'adenina si appaia SOLO con la timina (A-T) e la guanina SOLO con la citosina (G-C); A-G o C-T sono appaiamenti scorretti.
  • Attribuire la timina all'RNA: nell'RNA la timina è sostituita dall'uracile, mentre il desossiribosio è sostituito dal ribosio.

Approfondimento

L'antiparallelismo dei due filamenti non è un dettaglio ma una necessità geometrica: lo scheletro zucchero-fosfato ha un verso intrinseco («5' → 3'») fissato dai legami fosfodiesterici, e solo disponendo i filamenti in senso opposto le basi si affacciano con la geometria giusta per appaiarsi. La doppia elica destrorsa in forma B ha un diametro di circa «2 nm», un passo di circa «3.4 nm» con «≈ 10.5» coppie di basi per giro e un innalzamento di «≈ 0.34 nm» per coppia; l'avvolgimento lascia due scanalature diverse, il solco maggiore e il solco minore, in corrispondenza delle quali le proteine regolatrici leggono la sequenza senza aprire l'elica. La differenza tra i due tipi di coppia (due legami idrogeno per «A—T», tre per «G—C») ha una conseguenza termodinamica misurabile: scaldando una soluzione di DNA i filamenti si separano (denaturazione o «melting») a una temperatura «T_m» tanto più alta quanto maggiore è il contenuto in «G—C», più saldamente legate; la separazione si segue spettrofotometricamente perché l'assorbimento nell'UV a 260 nm aumenta (effetto ipercromico). È utile infine distinguere il nucleoside (zucchero + base) dal nucleotide (nucleoside + uno o più fosfati): l'aggiunta di fosfati ad alta energia trasforma lo stesso scheletro nucleotidico nell'ATP e nei coenzimi «NAD⁺» e «FAD».

Ripasso attivo

Un tratto di un filamento di DNA ha la sequenza 5'-A T G C C T A G-3'. Scrivi la sequenza del filamento complementare indicandone il corretto orientamento e spiega quale regola di appaiamento hai applicato.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01I carboidrati: struttura e funzioni energetiche e strutturali◐
    • 02I lipidi: riserva energetica, membrane e ormoni◐
    • 03Le proteine e gli enzimi: struttura e catalisi●
    • 04Gli acidi nucleici: i nucleotidi e l'informazione genetica●

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Dagli appunti all'allenamento

Le biomolecole: carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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