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Atmosfera e fenomeni meteorologici

L'atmosfera è l'involucro gassoso che avvolge la Terra: ne studiamo la composizione, la stratificazione termica, il bilancio energetico (con l'effetto serra) e le grandezze fisiche — temperatura, pressione, umidità — che governano i venti e la circolazione generale. Su questa base si spiegano i fenomeni meteorologici (nubi, precipitazioni, masse d'aria, fronti, cicloni e anticicloni) e si distingue il tempo atmosferico dal clima, fino a inquadrare i cambiamenti climatici in atto e il ruolo dell'attività umana. È un argomento centrale delle Scienze della Terra nel triennio, pienamente compreso nell'orizzonte dell'Esame di Stato.

4 sezioni·~23 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·131313 / 13
Profilo d’esame
Comprendere l'atmosfera come sistema dinamico e le sue interazioni con idrosfera, litosfera e biosferaEffettuare connessioni tra fenomeni meteorologici, clima e attività umane, leggendo dati e carteValutare criticamente i temi dei cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale con linguaggio scientifico
Operatori:descrivispiegaanalizzaconfrontaclassificainterpretacalcolagiustificaillustra

livello base

A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere struttura e bilancio energetico dell'atmosfera, le grandezze meteorologiche fondamentali e i principali fenomeni (fronti, cicloni, precipitazioni), oltre alla distinzione tempo/clima e ai termini del riscaldamento globale.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si chiede una trattazione più quantitativa (bilancio radiativo, gradiente termico verticale, legge di stato dei gas applicata alla pressione, equazione di Clausius-Clapeyron a livello qualitativo) e l'interpretazione critica di serie storiche e modelli climatici.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Atmosfera e fenomeni meteorologici
    • 01Composizione e struttura dell'atmosfera; il bilancio energetico◐
    • 02Temperatura, pressione, umidità e venti◐
    • 03I fenomeni meteorologici: umidità, nubi, precipitazioni e fronti◐
    • 04Tempo e clima; cambiamenti climatici e attività umana●
§ 01

Composizione e struttura dell'atmosfera; il bilancio energetico#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-scienze-della-terra-atmosfera — struttura dell'atmosfera e bilancio radiativo terrestre

Punti chiave

L'atmosfera è la sottile pellicola gassosa trattenuta dalla gravità terrestre: pur estendendosi per centinaia di chilometri, circa il 99 % della sua massa è concentrato entro i primi 30 km, perché la pressione e la densità diminuiscono in modo quasi esponenziale con la quota. La sua aria secca è una miscela quasi costante di azoto (N₂, ≈ 78 %) e ossigeno (O₂, ≈ 21 %), con argon (≈ 0,9 %) e quantità minori ma climaticamente decisive di anidride carbonica (CO₂) e altri gas; a parte va considerato il vapore acqueo, molto variabile (da quasi 0 fino al 4 %), responsabile di nubi e precipitazioni.
L'atmosfera è suddivisa in strati definiti dall'andamento della temperatura con la quota (Fig. 1). Nella troposfera (0–≈ 12 km) la temperatura cala mediamente di circa 6,5 °C per chilometro (gradiente termico verticale): qui avviene quasi tutta la meteorologia. Segue la stratosfera (≈ 12–50 km), dove la temperatura risale grazie all'assorbimento dei raggi ultravioletti da parte dell'ozono (lo «strato di ozono»); poi la mesosfera (≈ 50–80 km), dove la temperatura torna a scendere fino ai valori più bassi dell'intera atmosfera, e infine la termosfera, dove risale per l'assorbimento delle radiazioni più energetiche del Sole.

Profilo termico e stratificazione dell'atmosfera

Gradiente termico in troposferaGrafico, zeri in x = 15, intercetta sull’asse y in y = 2.308, decrescente, nell’intervallo x da -56.5 a 15−60−50−40−30−20−10102024681012suolo +15 Ctropopausa −56.5 CQuota (km)Temperatura (C)
Il motore dell'atmosfera è l'energia solare. Il bilancio radiativo terrestre confronta l'energia entrante (radiazione solare, a onde corte) con quella uscente (radiazione infrarossa emessa dalla superficie e dall'atmosfera, a onde lunghe). Una frazione della radiazione solare, espressa dall'albedo (il potere riflettente, in media ≈ 0,30 per il sistema Terra), viene rinviata nello spazio; il resto viene assorbito e riscalda superficie e aria. All'equilibrio l'energia assorbita uguaglia quella riemessa: è questo pareggio a fissare la temperatura media del pianeta.
Un calcolo di equilibrio radiativo «senza atmosfera» fornirebbe per la Terra una temperatura media di circa −18 °C, incompatibile con la vita come la conosciamo. La temperatura media reale è invece di circa +15 °C: la differenza di circa +33 °C è dovuta all'effetto serra naturale (Fig. 2). I gas serra (vapore acqueo, CO₂, metano CH₄, protossido di azoto N₂O, ozono) sono quasi trasparenti alla luce solare ma assorbono la radiazione infrarossa emessa dal suolo e ne riemettono una parte verso il basso, trattenendo calore nei bassi strati. L'effetto serra naturale è dunque indispensabile; il problema attuale è il suo potenziamento per cause umane (vedi ultima sezione).

Schema dell'effetto serra e del bilancio radiativo

Effetto serra e bilancio radiativoSchema con 6 elementi, superficie, gas serra, Sole (onde corte), albedo, IR terrestre (onde lunghe), riemessasuperficiegas serraSole (ondecorte)albedoIR terrestre(onde lunghe)riemessa
Fig. 2La radiazione solare a onde corte raggiunge il suolo (una parte è riflessa dall’albedo). La superficie riscaldata emette radiazione infrarossa a onde lunghe: i gas serra la assorbono e la riemettono anche verso il basso, trattenendo calore.
Teq=S (1−A)4 σ4T_{eq} = \sqrt[4]{\dfrac{S\,(1-A)}{4\,\sigma}}Teq​=44σS(1−A)​​

Temperatura di equilibrio radiativo

Bilancio fra energia solare assorbita ed energia infrarossa riemessa. Con costante solare S \approx 1361\ \mathrm{W/m^2}, albedo A \approx 0.30 e costante di Stefan-Boltzmann \sigma \approx 5.67\times10^{-8}\ \mathrm{W\,m^{-2}\,K^{-4}} si ottiene T_{eq} \approx 255\ \mathrm{K} \approx -18\,^{\circ}\mathrm{C}.

ΔTserra=Tsup−Teq≈15 ∘C−(−18 ∘C)≈33 ∘C\Delta T_{serra} = T_{sup} - T_{eq} \approx 15\,^{\circ}\mathrm{C} - (-18\,^{\circ}\mathrm{C}) \approx 33\,^{\circ}\mathrm{C}ΔTserra​=Tsup​−Teq​≈15∘C−(−18∘C)≈33∘C

Effetto serra naturale

Differenza tra la temperatura media osservata della superficie (\approx +15\,^{\circ}\mathrm{C}) e quella di puro equilibrio radiativo: è il riscaldamento dovuto ai gas serra naturali.

Esempio svolto

Temperatura alla tropopausa con il gradiente termico verticale

In una giornata in cui al suolo la temperatura è di +15 °C, stima la temperatura dell'aria alla tropopausa, posta a 11 km di quota, assumendo un gradiente termico verticale medio di 6,5 °C/km. Commenta il risultato.

  1. 01Imposto il modello lineare

    Nella troposfera la temperatura decresce linearmente con la quota secondo T(h) = T_0 - \gamma\,h, con gradiente \gamma = 6{,}5\ ^{\circ}\mathrm{C/km}.

  2. 02Calcolo la diminuzione totale

    Su 11 km la caduta di temperatura è \Delta T = 6{,}5 \times 11 = 71{,}5\ ^{\circ}\mathrm{C}.

  3. 03Ricavo la temperatura finale

    T(11) = 15 - 71{,}5 = -56{,}5\ ^{\circ}\mathrm{C}.

  4. 04Commento

    Il valore è coerente con la temperatura osservata alla tropopausa (circa -55/-60 °C); oltre la tropopausa, in stratosfera, la temperatura smette di scendere e comincia a risalire per l'assorbimento UV da parte dell'ozono.

Risultato: Alla tropopausa la temperatura stimata è di circa -56,5 °C.

Obiettivo Maturità

  • Saper disegnare e leggere il profilo termico verticale dell'atmosfera, nominando i quattro strati principali e spiegando perché in troposfera e mesosfera la temperatura scende mentre in stratosfera e termosfera sale.
  • Spiegare il meccanismo dell'effetto serra distinguendo radiazione solare a onde corte e radiazione terrestre infrarossa a onde lunghe, e quantificare l'ordine di grandezza dell'effetto (circa +33 °C).

Errori frequenti

  • Confondere lo strato di ozono (stratosferico, che ci protegge dagli UV) con l'effetto serra o con il «buco dell'ozono»: sono fenomeni distinti, l'uno legato agli UV in stratosfera, l'altro alla radiazione infrarossa nella troposfera (radiazione IR emessa dal suolo e dall'atmosfera).
  • Affermare che i gas serra «bloccano» la radiazione solare in arrivo: i gas serra sono in gran parte trasparenti alla luce solare e agiscono invece sulla radiazione infrarossa che la Terra emette.

Approfondimento

La temperatura di equilibrio «senza atmosfera» si ricava eguagliando l'energia solare assorbita a quella riemessa. La Terra intercetta la radiazione con la sua sezione «πR²» e ne riflette la frazione «A» (albedo «≈ 0.30»), quindi assorbe «(1 − A)·S·πR²», dove «S ≈ 1361 W/m²» è la costante solare; emette invece come corpo nero da tutta la superficie «4πR²» secondo la legge di Stefan-Boltzmann, «σT⁴». Uguagliando le due espressioni si ottiene «T = [(1 − A)·S / (4σ)]^(1/4) ≈ 255 K», cioè «≈ −18 °C»: proprio il valore citato. La differenza con i «+15 °C» reali è l'effetto serra. Il fattore «4» nasce dal rapporto fra la superficie sferica emittente e il disco che intercetta la luce. Merita un approfondimento anche l'inversione termica della stratosfera, dovuta all'ozono. L'ozono si forma e si distrugge nel ciclo di Chapman: la radiazione ultravioletta scinde «O₂» in atomi di ossigeno, che si legano ad altre molecole di «O₂» formando «O₃»; l'ozono, a sua volta, assorbe altri UV e si dissocia. In questo continuo ciclo l'energia degli UV viene convertita in calore, che riscalda la stratosfera (da qui l'aumento di temperatura con la quota) e, soprattutto, filtra le radiazioni ultraviolette più dannose prima che raggiungano la superficie, proteggendo la biosfera.

Ripasso attivo

Descrivi la struttura verticale dell'atmosfera tracciando un grafico qualitativo temperatura-quota dei primi 100 km; per ciascuno strato indica l'intervallo di quota, l'andamento della temperatura e la causa fisica che lo determina. Spiega infine perché senza effetto serra la temperatura media terrestre sarebbe di circa −18 °C anziché di +15 °C.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Temperatura, pressione, umidità e venti#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-scienze-della-terra-atmosfera — circolazione generale dell'atmosfera e celle di Hadley

Punti chiave

Quattro grandezze fisiche descrivono lo stato dell'aria: la temperatura (energia cinetica media delle molecole), la pressione atmosferica (peso della colonna d'aria sovrastante, in media 1013 hPa al livello del mare, misurata col barometro), l'umidità (contenuto di vapore acqueo) e il vento (aria in movimento). Queste grandezze sono legate fra loro e variano nel tempo e nello spazio: le loro differenze sono ciò che mette in moto l'atmosfera.
La pressione diminuisce con la quota e dipende dalla temperatura: l'aria calda è meno densa, sale e genera bassa pressione al suolo; l'aria fredda è più densa, scende e genera alta pressione. Si parla così di aree cicloniche (bassa pressione, B) e anticicloniche (alta pressione, A). Il vento nasce proprio dalla differenza di pressione: l'aria si muove dalle alte verso le basse pressioni; più è ravvicinato il gradiente di pressione (isobare fitte sulle carte), più il vento è intenso.
Su scala planetaria, il vento non scorre però in linea retta dall'alta alla bassa pressione: la rotazione terrestre lo devia per effetto della forza di Coriolis (verso destra nell'emisfero boreale, verso sinistra in quello australe). Ne risulta che attorno a un ciclone i venti girano in senso antiorario nell'emisfero Nord, attorno a un anticiclone in senso orario. È la combinazione di gradiente di pressione e forza di Coriolis a dare ai sistemi meteorologici la loro forma rotatoria.
Le differenze di riscaldamento tra equatore e poli generano la circolazione generale dell'atmosfera, organizzata in fasce e celle convettive (Fig. 3). All'equatore l'aria calda sale (basse pressioni equatoriali, fascia delle calme), si sposta in quota verso i tropici dove ridiscende (alte pressioni subtropicali, i deserti), chiudendo le celle di Hadley; più a nord operano la cella di Ferrel e la cella polare. Da questa struttura derivano i venti costanti — gli alisei, che soffiano verso l'equatore, e i venti occidentali alle medie latitudini — e la distribuzione di piogge e deserti sul pianeta.

Circolazione generale dell'atmosfera e celle convettive

Tabella con 3 colonne e 3 righeTabella con 3 colonne e 3 righe, Dati: Cella · Latitudini · Venti al suolo; Hadley · 0°–30° · alisei; Ferrel · 30°–60° · occidentali; Polare · 60°–90° · orientali polariCELLALATITUDINIVENTI AL SUOLOHadley0°–30°aliseiFerrel30°–60°occidentaliPolare60°–90°orientali polari
Fig. 3Fra equatore e poli si alternano fasce di bassa pressione (equatore, ~60°) e di alta pressione (~30°, poli). In ciascun emisfero tre celle convettive — di Hadley, di Ferrel e polare — generano i venti costanti al suolo.
p0≈1013 hPa(=1 atm≈760 mmHg)p_0 \approx 1013\ \mathrm{hPa} \quad (=1\ \mathrm{atm} \approx 760\ \mathrm{mmHg})p0​≈1013 hPa(=1 atm≈760 mmHg)

Pressione atmosferica standard al livello del mare

Valore di riferimento della pressione media al livello del mare, usato per definire le anomalie barometriche; 1 hPa = 1 mbar.

p V=n R Tp\,V = n\,R\,TpV=nRT

Equazione di stato dei gas (ripasso)

Lega pressione, volume e temperatura dell'aria: a parità di pressione, scaldando l'aria essa si dilata e diminuisce la sua densità, perciò tende a salire — principio alla base della formazione delle basse pressioni termiche.

Esempio svolto

Lettura di una carta barica: vento e tempo attesi

Su una carta del tempo dell'Europa centrale compare un minimo barico (B) con isobare di 1000, 996 e 992 hPa molto ravvicinate. Indica da dove verso dove soffia il vento, con che verso ruota attorno al minimo e che tempo è ragionevole attendersi.

  1. 01Direzione di fondo

    L'aria si muove dalle alte verso le basse pressioni, quindi converge verso il centro del minimo B.

  2. 02Effetto della rotazione terrestre

    La forza di Coriolis devia il vento verso destra (emisfero boreale): la convergenza diventa una rotazione antioraria attorno alla bassa pressione.

  3. 03Intensità

    Isobare molto ravvicinate indicano un forte gradiente di pressione, quindi venti intensi.

  4. 04Tempo associato

    Al centro di un ciclone l'aria converge e sale (moto ascendente): salendo si raffredda, il vapore condensa e si formano nubi e precipitazioni — tempo instabile e piovoso.

Risultato: Venti intensi che ruotano in senso antiorario convergendo verso B, con tempo instabile e piovoso.

Obiettivo Maturità

  • Distinguere ciclone (bassa pressione) e anticiclone (alta pressione), associandoli al tempo che producono (instabile/piovoso vs stabile/sereno) e al verso di rotazione dei venti per effetto della forza di Coriolis.
  • Descrivere la circolazione generale dell'atmosfera con le celle di Hadley, Ferrel e polare e collegarla alla posizione dei principali venti costanti e delle fasce aride subtropicali.

Errori frequenti

  • Dire che «il vento soffia dalle basse verso le alte pressioni»: è esattamente il contrario, l'aria si sposta dall'alta (A) verso la bassa pressione (B).
  • Invertire il verso di rotazione: nell'emisfero settentrionale i venti girano in senso antiorario attorno alle basse pressioni e orario attorno alle alte; nell'emisfero australe è il contrario.

Approfondimento

Perché il vento gira attorno ai centri di pressione invece di puntare dritto verso il minimo? In quota, dove l'attrito è trascurabile, si instaura un equilibrio fra la forza del gradiente di pressione (che spinge dall'alta verso la bassa) e la forza di Coriolis (che devia il moto): il risultato è il vento geostrofico, che soffia parallelo alle isobare. Vicino al suolo l'attrito rallenta l'aria, indebolisce Coriolis e fa sì che il vento tagli le isobare con un certo angolo, spiraleggiando verso il centro di bassa pressione (dove l'aria converge e sale, generando nubi e maltempo) e verso l'esterno da un'alta pressione (dove l'aria scende, cielo sereno). La forza di Coriolis non è costante: è nulla all'equatore e massima ai poli, perché dipende dal seno della latitudine — ecco perché i cicloni tropicali non si formano a ridosso dell'equatore. La stessa circolazione generale, con le sue celle, spiega fenomeni su grande scala: la zona di convergenza intertropicale (ITCZ), dove convergono gli alisei dei due emisferi, migra stagionalmente e governa i monsoni; alle medie latitudini, al confine fra masse d'aria di diversa temperatura, scorre in alta quota la corrente a getto, un fiume d'aria veloce che guida le perturbazioni e ne modula la traiettoria.

Ripasso attivo

Su una carta del tempo sono disegnate isobare molto ravvicinate attorno a un centro di bassa pressione (B) situato nell'emisfero boreale. Spiega che intensità e che verso avranno i venti e perché, citando il gradiente di pressione e la forza di Coriolis; indica inoltre il tipo di tempo atteso al centro del sistema.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

I fenomeni meteorologici: umidità, nubi, precipitazioni e fronti#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-scienze-della-terra-atmosfera — nubi, precipitazioni, masse d'aria, fronti, cicloni e anticicloni

Punti chiave

Il vapore acqueo è la chiave dei fenomeni meteorologici. L'aria può contenere vapore fino a un valore massimo (saturazione) che cresce rapidamente con la temperatura: aria calda «trattiene» molto più vapore di aria fredda (Fig. 4). L'umidità relativa è il rapporto percentuale tra il vapore effettivamente presente e quello massimo possibile a quella temperatura. Quando l'aria si raffredda fino a raggiungere il 100 % di umidità relativa si arriva al punto di rugiada (dew point): il vapore in eccesso condensa in minutissime goccioline.

Curva di saturazione del vapore acqueo in funzione della temperatura

Capacita dell'aria di trattenere vaporeGrafico di saturazione, intercetta sull’asse y in y = 4.85, crescente, nell’intervallo x da 0 a 405101520253035401020304050~30 g/m3 a 30 CsaturazioneVapore max (g/m3)Temperatura (C)
Le nubi si formano quando l'aria umida sale, si espande e si raffredda fino a superare il punto di rugiada: il vapore condensa attorno a particelle sospese (nuclei di condensazione) formando goccioline o cristalli di ghiaccio. La risalita dell'aria può avvenire per riscaldamento del suolo (moti convettivi, tipici dei temporali estivi), per scavalcamento di rilievi (sollevamento orografico) o lungo la superficie di contatto tra due masse d'aria diverse (sollevamento frontale). Le nubi si classificano per quota e forma: cirri (alte, di ghiaccio), strati (a strati, grigi), cumuli (a sviluppo verticale); il cumulonembo è la nube dei temporali.
Le precipitazioni (pioggia, neve, grandine) si producono quando le goccioline o i cristalli crescono fino a un peso che la corrente ascendente non riesce più a sostenere e cadono al suolo: per coalescenza (le gocce si fondono urtandosi) o per il processo di Bergeron, in cui i cristalli di ghiaccio crescono a spese delle goccioline d'acqua soprafusa. Il tipo di precipitazione che arriva al suolo dipende dal profilo di temperatura attraversato durante la caduta.
Una massa d'aria è un grande volume di aria omogeneo per temperatura e umidità (per esempio polare o tropicale, marittima o continentale). La superficie di contatto tra due masse d'aria diverse è un fronte (Fig. 5). Nel fronte caldo l'aria calda, leggera, scivola dolcemente sopra quella fredda, dando nubi stratificate estese e piogge deboli ma prolungate; nel fronte freddo l'aria fredda, pesante, si incunea sotto quella calda sollevandola bruscamente, generando cumulonembi, rovesci intensi e temporali. L'incontro dei due tipi nelle perturbazioni delle medie latitudini dà origine ai cicloni extratropicali, le tipiche perturbazioni che attraversano l'Europa.

Fronte caldo e fronte freddo a confronto

Tabella con 3 colonne e 3 righeTabella con 3 colonne e 3 righe, Dati: Fronte caldo · Fronte freddo; Aria calda · risale piano · sollevata di colpo; Nubi · stratificate · cumulonembi; Piogge · deboli, estese · rovesci intensiFRONTE CALDOFRONTE FREDDOAria caldarisale pianosollevata di colpoNubistratificatecumulonembiPioggedeboli, esteserovesci intensi
Fig. 5Nel fronte caldo l’aria calda scivola dolcemente sopra quella fredda, formando nubi stratificate e piogge deboli ma estese. Nel fronte freddo l’aria fredda si incunea sotto quella calda e la solleva bruscamente, generando cumulonembi e rovesci intensi.
Ur=umiditaˋ assolutaumiditaˋ di saturazione×100 %U_r = \dfrac{\text{umidità assoluta}}{\text{umidità di saturazione}} \times 100\,\%Ur​=umiditaˋ di saturazioneumiditaˋ assoluta​×100%

Umidità relativa

Rapporto percentuale tra il vapore acqueo realmente presente nell'aria e quello massimo (di saturazione) sostenibile a quella temperatura. Raffreddando l'aria, la saturazione cala e U_r aumenta fino al 100 % (punto di rugiada).

Esempio svolto

Calcolo dell'umidità relativa e raffreddamento dell'aria

Una massa d'aria a 30 °C contiene 15 g/m³ di vapore acqueo; il valore di saturazione a 30 °C è 30 g/m³. Determina l'umidità relativa e spiega che cosa succede raffreddando l'aria fino a una temperatura in cui la saturazione vale 15 g/m³.

  1. 01Applico la definizione di umidità relativa

    U_r = (vapore presente / vapore di saturazione) × 100.

  2. 02Calcolo

    U_r = 0{,}5 \times 100 = 50\%. L'aria è dunque al 50 % della sua capacità.

  3. 03Raffreddo l'aria

    Abbassando la temperatura, la quantità di vapore resta 15 g/m³ ma la saturazione cala. Quando la saturazione scende a 15 g/m³, l'umidità relativa raggiunge 15/15 × 100 = 100 %: è il punto di rugiada.

  4. 04Conclusione

    Raffreddando ulteriormente, il vapore in eccesso condensa: si formano rugiada, nebbia o nubi a seconda di dove avviene il raffreddamento.

Risultato: Umidità relativa = 50 %; raffreddando fino a saturazione = 15 g/m³ si raggiunge il 100 % (punto di rugiada) e inizia la condensazione.

Obiettivo Maturità

  • Spiegare la formazione delle nubi e delle precipitazioni a partire dal raffreddamento dell'aria umida fino al punto di rugiada, distinguendo i meccanismi di sollevamento (convettivo, orografico, frontale).
  • Confrontare fronte caldo e fronte freddo per pendenza della superficie frontale, tipo di nubi, intensità e durata delle precipitazioni.

Errori frequenti

  • Confondere umidità assoluta (quantità di vapore) e umidità relativa (percentuale rispetto al massimo): un'aria fredda al 100 % può contenere meno vapore di un'aria calda al 50 %.
  • Pensare che l'aria fredda «contenga più umidità» perché è più spesso satura: in realtà l'aria fredda satura contiene poco vapore in valore assoluto, proprio perché la capacità di trattenere vapore cresce con la temperatura.

Approfondimento

Il raffreddamento che porta l'aria alla saturazione, quando essa sale, è di tipo adiabatico: l'aria in quota trova pressioni minori, si espande e si raffredda senza scambiare calore con l'esterno. Finché non è satura si raffredda secondo il gradiente adiabatico secco («≈ 9.8 °C/km»); una volta raggiunto il punto di rugiada e iniziata la condensazione, il calore latente liberato dal vapore che condensa rallenta il raffreddamento, che procede secondo il gradiente adiabatico saturo («≈ 5-6 °C/km»). Il confronto fra il gradiente della bolla d'aria che sale e il gradiente termico reale dell'ambiente decide la stabilità dell'atmosfera: se la bolla resta più calda e leggera dell'aria circostante continua a salire (atmosfera instabile, che favorisce cumulonembi e temporali); in caso contrario ridiscende (atmosfera stabile). Lo stesso meccanismo spiega l'effetto föhn (o favonio): un'aria che scavalca un rilievo si raffredda salendo, scarica l'umidità come pioggia sul versante sopravento e ridiscende sul versante sottovento riscaldandosi in modo secco, dando un vento caldo e asciutto. Nelle perturbazioni delle medie latitudini, infine, il fronte freddo, più veloce, raggiunge quello caldo e ne solleva completamente l'aria calda: si forma un'occlusione, stadio che segna la fase matura e il progressivo esaurimento del ciclone extratropicale.

Ripasso attivo

Una massa d'aria a 30 °C contiene 15 g di vapore per metro cubo; alla temperatura di 30 °C il valore di saturazione è 30 g/m³. Calcola l'umidità relativa. Spiega poi qualitativamente che cosa accade all'umidità relativa, e quando si raggiunge la condensazione, se la stessa aria viene raffreddata mantenendo costante la quantità di vapore.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Tempo e clima; cambiamenti climatici e attività umana#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-naturali-scienze-della-terra-atmosfera — effetto serra e cambiamenti climatici

Mappa concettuale: tempo, clima e cambiamento climatico

Grafo, 6 nodi, 5 archiGrafo, Tempo atmosferico → Clima (media ~30 anni), Clima (media ~30 anni) → Effetto serra naturale, Effetto serra naturale → Serra potenziato (antropico), Serra potenziato (antropico) → Mitigazione, Serra potenziato (antropico) → AdattamentoTempoatmosfericoClima (media ~30anni)Effetto serranaturaleSerra potenziato(antropico)MitigazioneAdattamentomedia neltempo+ CO₂, CH₄
Fig. 6Il clima è la media del tempo atmosferico su circa 30 anni. L’effetto serra naturale, potenziato dalle emissioni antropiche (CO₂, CH₄), spinge il cambiamento climatico, cui si risponde con strategie di mitigazione (ridurre le emissioni) e di adattamento.

Punti chiave

Tempo atmosferico e clima sono concetti distinti per scala temporale. Il tempo (o tempo meteorologico) è lo stato dell'atmosfera in un dato luogo e in un dato istante (temperatura, pressione, umidità, venti, nubi di oggi); il clima è l'insieme delle condizioni atmosferiche medie di una regione su un periodo lungo, convenzionalmente almeno 30 anni. In sintesi: il tempo è ciò che vedi guardando fuori dalla finestra, il clima è ciò che statisticamente ti aspetti in quella regione in quel periodo dell'anno.
Il clima di una località è determinato dai fattori del clima — grandezze geografiche stabili come la latitudine, l'altitudine, la distanza dal mare (continentalità), la presenza di correnti marine, l'esposizione dei versanti — che agiscono sugli elementi del clima, cioè le grandezze misurate (temperatura, precipitazioni, pressione, venti, umidità). La combinazione di questi fattori dà luogo alle fasce climatiche del pianeta (clima caldo equatoriale e tropicale, climi temperati alle medie latitudini, climi freddi polari e di alta montagna).
All'effetto serra naturale, indispensabile alla vita, si sovrappone oggi un effetto serra potenziato di origine antropica: dalla rivoluzione industriale la combustione di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas), la deforestazione e gli allevamenti hanno aumentato la concentrazione atmosferica di gas serra — soprattutto CO₂, ma anche metano e protossido di azoto. L'aumento dei gas serra trattiene più radiazione infrarossa e provoca il riscaldamento globale, con un incremento misurato della temperatura media superficiale di oltre 1 °C rispetto all'era preindustriale.
Le conseguenze del riscaldamento globale sono molteplici e interconnesse: fusione dei ghiacciai e della calotta polare, innalzamento del livello dei mari, aumento della frequenza e dell'intensità di eventi estremi (ondate di calore, siccità, precipitazioni violente), acidificazione degli oceani per assorbimento di CO₂, spostamento delle fasce climatiche e perdita di biodiversità. La comunità scientifica internazionale (IPCC) collega questi mutamenti alle emissioni umane e indica come risposte la mitigazione (ridurre le emissioni, transizione alle fonti rinnovabili, efficienza energetica) e l'adattamento, nell'orizzonte della sostenibilità ambientale.
ΔTglobale≈+1.1 ∘C  (2011–2020 vs 1850–1900)\Delta T_{globale} \approx +1.1\,^{\circ}\mathrm{C} \;(\text{2011–2020 vs 1850–1900})ΔTglobale​≈+1.1∘C(2011–2020 vs 1850–1900)

Riscaldamento globale osservato

Aumento misurato della temperatura media superficiale del pianeta rispetto al livello preindustriale, attribuito dalla comunità scientifica all'aumento antropico dei gas serra.

Concentrazione media globale di CO2 in atmosfera

Esempio svolto

Distinguere un dato di tempo da un dato di clima

Sono date due affermazioni: (a) «Oggi a Roma ci sono 12 °C, cielo coperto e vento da ovest»; (b) «A Roma la temperatura media di gennaio è di circa 8 °C, con circa 80 mm di pioggia mensile». Stabilisci quale descrive il tempo e quale il clima, motivando, e spiega perché un singolo inverno freddo non smentisce il riscaldamento globale.

  1. 01Analizzo l'affermazione (a)

    Descrive lo stato dell'atmosfera in un istante e in un luogo precisi: è un dato di TEMPO atmosferico.

  2. 02Analizzo l'affermazione (b)

    Riporta valori medi (temperatura e pioggia tipiche di gennaio): è una statistica su molti anni, dunque un dato di CLIMA.

  3. 03Applico la distinzione di scala

    Il clima è la media su almeno 30 anni: la variabilità del tempo da un anno all'altro non coincide con il trend climatico.

  4. 04Concludo sul riscaldamento globale

    Il riscaldamento globale è un trend pluridecennale della temperatura media planetaria; un singolo inverno freddo locale è un episodio di tempo e non contraddice l'aumento documentato della media globale.

Risultato: (a) è tempo atmosferico, (b) è clima; un inverno freddo isolato è un dato di tempo e non smentisce il trend climatico globale.

Obiettivo Maturità

  • Distinguere con precisione tempo atmosferico e clima (scala temporale, almeno 30 anni per il clima) e saper elencare fattori ed elementi del clima collegandoli alle fasce climatiche.
  • Argomentare il legame tra attività umane, aumento dei gas serra e riscaldamento globale, descrivendone le principali conseguenze e distinguendo mitigazione e adattamento — tema tipico di una trattazione interdisciplinare al colloquio.

Errori frequenti

  • Confondere tempo e clima — ad esempio concludere che «non esiste il riscaldamento globale perché quest'inverno fa molto freddo»: un singolo evento meteorologico riguarda il tempo, non l'andamento climatico medio pluridecennale.
  • Confondere il riscaldamento globale (legato ai gas serra in troposfera) con il «buco dell'ozono» (assottigliamento dell'ozono stratosferico per i clorofluorocarburi): sono problemi ambientali distinti, con cause e localizzazioni diverse.

Approfondimento

Il clima varia anche per cause naturali, e conoscerle serve proprio a riconoscere ciò che è anomalo. Su scale di decine e centinaia di migliaia di anni le variazioni dell'orbita e dell'asse terrestre — i cicli di Milanković (eccentricità dell'orbita, «≈ 100 000 anni»; inclinazione dell'asse od obliquità, «≈ 41 000 anni»; precessione, «≈ 23 000 anni») — modulano la distribuzione della radiazione solare e scandiscono l'alternanza di ere glaciali e interglaciali. La forza di una perturbazione climatica si misura con il forzante radiativo (in «W/m²»), lo squilibrio che essa impone al bilancio energetico. La risposta del sistema è amplificata dalle retroazioni positive: il riscaldamento fonde ghiacci e neve, riducendo l'albedo, così la superficie assorbe più energia e si scalda ancora (retroazione ghiaccio-albedo); l'aria più calda trattiene più vapore acqueo, a sua volta un potente gas serra (retroazione del vapore). Le prove del passato vengono dai «proxy» climatici, in particolare dalle carote di ghiaccio antartiche, che intrappolano bolle d'aria fossile: mostrano che «CO₂» e temperatura sono andate di pari passo per oltre «800 000 anni» e che l'attuale concentrazione di «CO₂» (oltre «420 ppm») è la più alta di tutto quel periodo, e con un tasso di crescita senza precedenti. È proprio perché i forzanti naturali (Sole, vulcani, cicli orbitali) non bastano a spiegare il rapido riscaldamento recente che la comunità scientifica lo attribuisce alle emissioni umane.

Ripasso attivo

Spiega in un testo argomentato la differenza tra tempo atmosferico e clima e illustra il meccanismo per cui l'aumento dei gas serra di origine antropica provoca il riscaldamento globale. Cita almeno tre conseguenze documentate e distingui le strategie di mitigazione da quelle di adattamento.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Composizione e struttura dell'atmosfera; il bilancio energetico◐
    • 02Temperatura, pressione, umidità e venti◐
    • 03I fenomeni meteorologici: umidità, nubi, precipitazioni e fronti◐
    • 04Tempo e clima; cambiamenti climatici e attività umana●

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Atmosfera e fenomeni meteorologici

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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