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L'atmosfera è l'involucro gassoso che avvolge la Terra: ne studiamo la composizione, la stratificazione termica, il bilancio energetico (con l'effetto serra) e le grandezze fisiche — temperatura, pressione, umidità — che governano i venti e la circolazione generale. Su questa base si spiegano i fenomeni meteorologici (nubi, precipitazioni, masse d'aria, fronti, cicloni e anticicloni) e si distingue il tempo atmosferico dal clima, fino a inquadrare i cambiamenti climatici in atto e il ruolo dell'attività umana. È un argomento centrale delle Scienze della Terra nel triennio, pienamente compreso nell'orizzonte dell'Esame di Stato.
4 sezioni~23 min di lettura3 competenzeLivello Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere struttura e bilancio energetico dell'atmosfera, le grandezze meteorologiche fondamentali e i principali fenomeni (fronti, cicloni, precipitazioni), oltre alla distinzione tempo/clima e ai termini del riscaldamento globale.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si chiede una trattazione più quantitativa (bilancio radiativo, gradiente termico verticale, legge di stato dei gas applicata alla pressione, equazione di Clausius-Clapeyron a livello qualitativo) e l'interpretazione critica di serie storiche e modelli climatici.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Profilo termico e stratificazione dell'atmosfera
Schema dell'effetto serra e del bilancio radiativo
Temperatura di equilibrio radiativo
Bilancio fra energia solare assorbita ed energia infrarossa riemessa. Con costante solare S \approx 1361\ \mathrm{W/m^2}, albedo A \approx 0.30 e costante di Stefan-Boltzmann \sigma \approx 5.67\times10^{-8}\ \mathrm{W\,m^{-2}\,K^{-4}} si ottiene T_{eq} \approx 255\ \mathrm{K} \approx -18\,^{\circ}\mathrm{C}.
Effetto serra naturale
Differenza tra la temperatura media osservata della superficie (\approx +15\,^{\circ}\mathrm{C}) e quella di puro equilibrio radiativo: è il riscaldamento dovuto ai gas serra naturali.
In una giornata in cui al suolo la temperatura è di +15 °C, stima la temperatura dell'aria alla tropopausa, posta a 11 km di quota, assumendo un gradiente termico verticale medio di 6,5 °C/km. Commenta il risultato.
Nella troposfera la temperatura decresce linearmente con la quota secondo T(h) = T_0 - \gamma\,h, con gradiente \gamma = 6{,}5\ ^{\circ}\mathrm{C/km}.
Su 11 km la caduta di temperatura è \Delta T = 6{,}5 \times 11 = 71{,}5\ ^{\circ}\mathrm{C}.
T(11) = 15 - 71{,}5 = -56{,}5\ ^{\circ}\mathrm{C}.
Il valore è coerente con la temperatura osservata alla tropopausa (circa -55/-60 °C); oltre la tropopausa, in stratosfera, la temperatura smette di scendere e comincia a risalire per l'assorbimento UV da parte dell'ozono.
Risultato: Alla tropopausa la temperatura stimata è di circa -56,5 °C.
Errori frequenti
Approfondimento
La temperatura di equilibrio «senza atmosfera» si ricava eguagliando l'energia solare assorbita a quella riemessa. La Terra intercetta la radiazione con la sua sezione «πR²» e ne riflette la frazione «A» (albedo «≈ 0.30»), quindi assorbe «(1 − A)·S·πR²», dove «S ≈ 1361 W/m²» è la costante solare; emette invece come corpo nero da tutta la superficie «4πR²» secondo la legge di Stefan-Boltzmann, «σT⁴». Uguagliando le due espressioni si ottiene «T = [(1 − A)·S / (4σ)]^(1/4) ≈ 255 K», cioè «≈ −18 °C»: proprio il valore citato. La differenza con i «+15 °C» reali è l'effetto serra. Il fattore «4» nasce dal rapporto fra la superficie sferica emittente e il disco che intercetta la luce. Merita un approfondimento anche l'inversione termica della stratosfera, dovuta all'ozono. L'ozono si forma e si distrugge nel ciclo di Chapman: la radiazione ultravioletta scinde «O₂» in atomi di ossigeno, che si legano ad altre molecole di «O₂» formando «O₃»; l'ozono, a sua volta, assorbe altri UV e si dissocia. In questo continuo ciclo l'energia degli UV viene convertita in calore, che riscalda la stratosfera (da qui l'aumento di temperatura con la quota) e, soprattutto, filtra le radiazioni ultraviolette più dannose prima che raggiungano la superficie, proteggendo la biosfera.
Ripasso attivo
Descrivi la struttura verticale dell'atmosfera tracciando un grafico qualitativo temperatura-quota dei primi 100 km; per ciascuno strato indica l'intervallo di quota, l'andamento della temperatura e la causa fisica che lo determina. Spiega infine perché senza effetto serra la temperatura media terrestre sarebbe di circa −18 °C anziché di +15 °C.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Circolazione generale dell'atmosfera e celle convettive
Pressione atmosferica standard al livello del mare
Valore di riferimento della pressione media al livello del mare, usato per definire le anomalie barometriche; 1 hPa = 1 mbar.
Equazione di stato dei gas (ripasso)
Lega pressione, volume e temperatura dell'aria: a parità di pressione, scaldando l'aria essa si dilata e diminuisce la sua densità, perciò tende a salire — principio alla base della formazione delle basse pressioni termiche.
Su una carta del tempo dell'Europa centrale compare un minimo barico (B) con isobare di 1000, 996 e 992 hPa molto ravvicinate. Indica da dove verso dove soffia il vento, con che verso ruota attorno al minimo e che tempo è ragionevole attendersi.
L'aria si muove dalle alte verso le basse pressioni, quindi converge verso il centro del minimo B.
La forza di Coriolis devia il vento verso destra (emisfero boreale): la convergenza diventa una rotazione antioraria attorno alla bassa pressione.
Isobare molto ravvicinate indicano un forte gradiente di pressione, quindi venti intensi.
Al centro di un ciclone l'aria converge e sale (moto ascendente): salendo si raffredda, il vapore condensa e si formano nubi e precipitazioni — tempo instabile e piovoso.
Risultato: Venti intensi che ruotano in senso antiorario convergendo verso B, con tempo instabile e piovoso.
Errori frequenti
Approfondimento
Perché il vento gira attorno ai centri di pressione invece di puntare dritto verso il minimo? In quota, dove l'attrito è trascurabile, si instaura un equilibrio fra la forza del gradiente di pressione (che spinge dall'alta verso la bassa) e la forza di Coriolis (che devia il moto): il risultato è il vento geostrofico, che soffia parallelo alle isobare. Vicino al suolo l'attrito rallenta l'aria, indebolisce Coriolis e fa sì che il vento tagli le isobare con un certo angolo, spiraleggiando verso il centro di bassa pressione (dove l'aria converge e sale, generando nubi e maltempo) e verso l'esterno da un'alta pressione (dove l'aria scende, cielo sereno). La forza di Coriolis non è costante: è nulla all'equatore e massima ai poli, perché dipende dal seno della latitudine — ecco perché i cicloni tropicali non si formano a ridosso dell'equatore. La stessa circolazione generale, con le sue celle, spiega fenomeni su grande scala: la zona di convergenza intertropicale (ITCZ), dove convergono gli alisei dei due emisferi, migra stagionalmente e governa i monsoni; alle medie latitudini, al confine fra masse d'aria di diversa temperatura, scorre in alta quota la corrente a getto, un fiume d'aria veloce che guida le perturbazioni e ne modula la traiettoria.
Ripasso attivo
Su una carta del tempo sono disegnate isobare molto ravvicinate attorno a un centro di bassa pressione (B) situato nell'emisfero boreale. Spiega che intensità e che verso avranno i venti e perché, citando il gradiente di pressione e la forza di Coriolis; indica inoltre il tipo di tempo atteso al centro del sistema.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Curva di saturazione del vapore acqueo in funzione della temperatura
Fronte caldo e fronte freddo a confronto
Umidità relativa
Rapporto percentuale tra il vapore acqueo realmente presente nell'aria e quello massimo (di saturazione) sostenibile a quella temperatura. Raffreddando l'aria, la saturazione cala e U_r aumenta fino al 100 % (punto di rugiada).
Una massa d'aria a 30 °C contiene 15 g/m³ di vapore acqueo; il valore di saturazione a 30 °C è 30 g/m³. Determina l'umidità relativa e spiega che cosa succede raffreddando l'aria fino a una temperatura in cui la saturazione vale 15 g/m³.
U_r = (vapore presente / vapore di saturazione) × 100.
U_r = 0{,}5 \times 100 = 50\%. L'aria è dunque al 50 % della sua capacità.
Abbassando la temperatura, la quantità di vapore resta 15 g/m³ ma la saturazione cala. Quando la saturazione scende a 15 g/m³, l'umidità relativa raggiunge 15/15 × 100 = 100 %: è il punto di rugiada.
Raffreddando ulteriormente, il vapore in eccesso condensa: si formano rugiada, nebbia o nubi a seconda di dove avviene il raffreddamento.
Risultato: Umidità relativa = 50 %; raffreddando fino a saturazione = 15 g/m³ si raggiunge il 100 % (punto di rugiada) e inizia la condensazione.
Errori frequenti
Approfondimento
Il raffreddamento che porta l'aria alla saturazione, quando essa sale, è di tipo adiabatico: l'aria in quota trova pressioni minori, si espande e si raffredda senza scambiare calore con l'esterno. Finché non è satura si raffredda secondo il gradiente adiabatico secco («≈ 9.8 °C/km»); una volta raggiunto il punto di rugiada e iniziata la condensazione, il calore latente liberato dal vapore che condensa rallenta il raffreddamento, che procede secondo il gradiente adiabatico saturo («≈ 5-6 °C/km»). Il confronto fra il gradiente della bolla d'aria che sale e il gradiente termico reale dell'ambiente decide la stabilità dell'atmosfera: se la bolla resta più calda e leggera dell'aria circostante continua a salire (atmosfera instabile, che favorisce cumulonembi e temporali); in caso contrario ridiscende (atmosfera stabile). Lo stesso meccanismo spiega l'effetto föhn (o favonio): un'aria che scavalca un rilievo si raffredda salendo, scarica l'umidità come pioggia sul versante sopravento e ridiscende sul versante sottovento riscaldandosi in modo secco, dando un vento caldo e asciutto. Nelle perturbazioni delle medie latitudini, infine, il fronte freddo, più veloce, raggiunge quello caldo e ne solleva completamente l'aria calda: si forma un'occlusione, stadio che segna la fase matura e il progressivo esaurimento del ciclone extratropicale.
Ripasso attivo
Una massa d'aria a 30 °C contiene 15 g di vapore per metro cubo; alla temperatura di 30 °C il valore di saturazione è 30 g/m³. Calcola l'umidità relativa. Spiega poi qualitativamente che cosa accade all'umidità relativa, e quando si raggiunge la condensazione, se la stessa aria viene raffreddata mantenendo costante la quantità di vapore.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa concettuale: tempo, clima e cambiamento climatico
Riscaldamento globale osservato
Aumento misurato della temperatura media superficiale del pianeta rispetto al livello preindustriale, attribuito dalla comunità scientifica all'aumento antropico dei gas serra.
Concentrazione media globale di CO2 in atmosfera
Sono date due affermazioni: (a) «Oggi a Roma ci sono 12 °C, cielo coperto e vento da ovest»; (b) «A Roma la temperatura media di gennaio è di circa 8 °C, con circa 80 mm di pioggia mensile». Stabilisci quale descrive il tempo e quale il clima, motivando, e spiega perché un singolo inverno freddo non smentisce il riscaldamento globale.
Descrive lo stato dell'atmosfera in un istante e in un luogo precisi: è un dato di TEMPO atmosferico.
Riporta valori medi (temperatura e pioggia tipiche di gennaio): è una statistica su molti anni, dunque un dato di CLIMA.
Il clima è la media su almeno 30 anni: la variabilità del tempo da un anno all'altro non coincide con il trend climatico.
Il riscaldamento globale è un trend pluridecennale della temperatura media planetaria; un singolo inverno freddo locale è un episodio di tempo e non contraddice l'aumento documentato della media globale.
Risultato: (a) è tempo atmosferico, (b) è clima; un inverno freddo isolato è un dato di tempo e non smentisce il trend climatico globale.
Errori frequenti
Approfondimento
Il clima varia anche per cause naturali, e conoscerle serve proprio a riconoscere ciò che è anomalo. Su scale di decine e centinaia di migliaia di anni le variazioni dell'orbita e dell'asse terrestre — i cicli di Milanković (eccentricità dell'orbita, «≈ 100 000 anni»; inclinazione dell'asse od obliquità, «≈ 41 000 anni»; precessione, «≈ 23 000 anni») — modulano la distribuzione della radiazione solare e scandiscono l'alternanza di ere glaciali e interglaciali. La forza di una perturbazione climatica si misura con il forzante radiativo (in «W/m²»), lo squilibrio che essa impone al bilancio energetico. La risposta del sistema è amplificata dalle retroazioni positive: il riscaldamento fonde ghiacci e neve, riducendo l'albedo, così la superficie assorbe più energia e si scalda ancora (retroazione ghiaccio-albedo); l'aria più calda trattiene più vapore acqueo, a sua volta un potente gas serra (retroazione del vapore). Le prove del passato vengono dai «proxy» climatici, in particolare dalle carote di ghiaccio antartiche, che intrappolano bolle d'aria fossile: mostrano che «CO₂» e temperatura sono andate di pari passo per oltre «800 000 anni» e che l'attuale concentrazione di «CO₂» (oltre «420 ppm») è la più alta di tutto quel periodo, e con un tasso di crescita senza precedenti. È proprio perché i forzanti naturali (Sole, vulcani, cicli orbitali) non bastano a spiegare il rapido riscaldamento recente che la comunità scientifica lo attribuisce alle emissioni umane.
Ripasso attivo
Spiega in un testo argomentato la differenza tra tempo atmosferico e clima e illustra il meccanismo per cui l'aumento dei gas serra di origine antropica provoca il riscaldamento globale. Cita almeno tre conseguenze documentate e distingui le strategie di mitigazione da quelle di adattamento.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti