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Anatomia e fisiologia dei sistemi del corpo umano

Il corpo umano è un sistema integrato e gerarchicamente organizzato, in cui cellule, tessuti, organi, apparati e sistemi collaborano al mantenimento dell'omeostasi, cioè di un ambiente interno stabile entro limiti fisiologici. Questo appunto percorre l'organizzazione strutturale dell'organismo, gli apparati di nutrizione e scambio (digerente, respiratorio, circolatorio, escretore), i sistemi di controllo nervoso ed endocrino, i sistemi di difesa e di riproduzione e l'apparato muscolo-scheletrico, sempre legando la struttura alla funzione e a una corretta educazione alla salute.

5 sezioni·~25 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0888 / 13
Profilo d’esame
Comprendere il funzionamento integrato dell'organismo umano e i meccanismi che mantengono l'omeostasiEffettuare connessioni tra anatomia, fisiologia e salute, riconoscendo il rapporto struttura-funzione a tutti i livelli di organizzazioneUtilizzare il linguaggio scientifico specifico per descrivere strutture, funzioni e meccanismi di regolazione del corpo umano
Operatori:descrivispiegaanalizzaconfrontaclassificaillustrainterpretagiustificacalcola

livello base

A tutti gli indirizzi liceali si richiede la conoscenza dell'organizzazione gerarchica del corpo, della struttura e funzione dei principali apparati e dei concetti di omeostasi e di feedback negativo, con linguaggio corretto e collegamenti struttura-funzione.

livello avanzato

Nei Licei Scientifico e Scientifico opzione Scienze Applicate si approfondiscono i meccanismi fisiologici a livello molecolare e cellulare (potenziale d'azione, scambi gassosi, filtrazione glomerulare, regolazione neuro-endocrina) e l'integrazione quantitativa tra i sistemi.

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Contenuti · 5 sezioni▾
  1. Anatomia e fisiologia dei sistemi del corpo umano
    • 01Organizzazione del corpo umano, tessuti e omeostasi○
    • 02Apparati di nutrizione e scambio: digerente, respiratorio, circolatorio, escretore◐
    • 03Sistemi di controllo: nervoso ed endocrino●
    • 04Sistemi di difesa e riproduzione◐
    • 05Apparato muscolo-scheletrico ed educazione alla salute◐
§ 01

Organizzazione del corpo umano, tessuti e omeostasi#

●○○BaseLPOSA-scienze-naturali-anatomia-fisiologia

I livelli di organizzazione del corpo umano

Grafo, 5 nodi, 4 archiGrafo, Cellula → Tessuto, Tessuto → Organo, Organo → Apparato / sistema, Apparato / sistema → OrganismoCellulaTessutoOrganoApparato /sistemaOrganismo
Fig. 1Il corpo umano è organizzato in livelli crescenti di complessità: le cellule formano i tessuti, che compongono gli organi, riuniti in apparati e sistemi che costituiscono l’organismo.

Punti chiave

Il corpo umano è organizzato secondo una gerarchia di livelli di complessità crescente: gli atomi formano le molecole, le molecole costituiscono gli organuli e le cellule, le cellule simili si associano in tessuti, più tessuti compongono un organo, più organi che cooperano formano un apparato (o un sistema) e l'insieme degli apparati costituisce l'organismo. A ogni livello compaiono proprietà emergenti che non sono presenti nei livelli inferiori: la funzione di un organo, per esempio, non è la semplice somma delle funzioni delle sue cellule.
I tessuti animali si classificano in quattro tipi fondamentali. Il tessuto epiteliale riveste superfici e cavità e forma le ghiandole (funzione di rivestimento, protezione, secrezione e assorbimento); il tessuto connettivo, caratterizzato da abbondante matrice extracellulare, connette, sostiene e nutre (comprende tessuto connettivo propriamente detto, adiposo, cartilagineo, osseo e il sangue); il tessuto muscolare, formato da cellule contrattili, genera movimento (striato scheletrico, striato cardiaco e liscio); il tessuto nervoso, costituito da neuroni e cellule gliali, riceve, elabora e trasmette segnali.
L'omeostasi è la capacità dell'organismo di mantenere costanti, entro intervalli ristretti, le condizioni dell'ambiente interno (temperatura, pH, glicemia, concentrazione degli ioni, volume e pressione dei liquidi corporei) nonostante le variazioni dell'ambiente esterno. È resa possibile dalla coordinazione tra il sistema nervoso e il sistema endocrino e dalla cooperazione di tutti gli apparati.
Il meccanismo omeostatico tipico è il feedback negativo (retroazione negativa): un recettore rileva lo scostamento di una grandezza dal suo valore di riferimento (set point), un centro di controllo elabora l'informazione e un effettore produce una risposta che riduce lo scostamento, riportando la grandezza verso il valore normale. Più raro è il feedback positivo, in cui la risposta amplifica lo stimolo (per esempio le contrazioni uterine durante il parto o la coagulazione del sangue), processi che si concludono con un evento risolutivo.

Schema generale del feedback negativo (omeostasi)

Grafo, 4 nodi, 4 archiGrafo, Recettore → Centro di controllo, Centro di controllo → Effettore, Effettore → Risposta, Risposta → RecettoreRecettoreCentro dicontrolloEffettoreRispostacorregge loscostamento
Fig. 2Nel feedback negativo il recettore rileva uno scostamento dal valore di riferimento (set point); il centro di controllo attiva l’effettore, la cui risposta riporta la grandezza al valore di riferimento, spegnendo lo stimolo.
Esempio svolto

La termoregolazione come anello a feedback negativo

In una giornata fredda la temperatura corporea di una persona tende a scendere sotto i 37 gradi. Descrivi, individuando i tre componenti dell'anello omeostatico, in che modo l'organismo riporta la temperatura al valore di riferimento.

  1. 01Recettore

    I termorecettori cutanei e l'ipotalamo rilevano l'abbassamento della temperatura rispetto al set point (circa 37 gradi).

  2. 02Centro di controllo

    L'ipotalamo confronta il valore rilevato con il set point e, constatato lo scostamento negativo, attiva le risposte di conservazione e produzione di calore.

  3. 03Effettori

    I vasi sanguigni cutanei si restringono (vasocostrizione) per ridurre la dispersione di calore e i muscoli scheletrici producono brivido (contrazioni involontarie) che genera calore metabolico.

  4. 04Risposta e ritorno al set point

    L'aumento di calore prodotto e trattenuto riporta la temperatura verso i 37 gradi; quando il valore è ripristinato, i recettori non segnalano più lo scostamento e la risposta cessa.

Risultato: La temperatura corporea viene riportata al valore di riferimento: l'esempio mostra un feedback negativo, perché la risposta si oppone alla variazione iniziale e tende ad annullarla.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper ordinare correttamente i livelli di organizzazione (cellula → tessuto → organo → apparato/sistema → organismo) e riconoscere a quale livello compaiono le proprietà emergenti.
  • Focus Esame di Stato: descrivere il meccanismo di feedback negativo con i suoi tre componenti (recettore, centro di controllo, effettore) e applicarlo a un esempio concreto, come la termoregolazione o la regolazione della glicemia.

Errori frequenti

  • Confondere apparato e sistema, oppure invertire l'ordine dei livelli di organizzazione collocando l'organo prima del tessuto.
  • Scambiare il feedback negativo con quello positivo: nel feedback negativo la risposta SI OPPONE alla variazione (la annulla), non la rinforza.

Approfondimento

L'idea di ambiente interno costante risale a Claude Bernard («milieu intérieur») e fu formalizzata come omeostasi da Walter Cannon. Il caso quantitativamente più chiaro è la regolazione della glicemia, mantenuta intorno a «≈ 90 mg/dL» da due ormoni antagonisti prodotti dalle isole di Langerhans del pancreas: dopo un pasto la glicemia sale, le cellule «β» secernono insulina, che promuove l'ingresso del glucosio nelle cellule e la sua conversione in glicogeno, e la glicemia scende; a digiuno la glicemia cala, le cellule «α» secernono glucagone, che stimola il fegato a demolire il glicogeno e a rilasciare glucosio. È un doppio anello a feedback negativo che stringe la variabile attorno al valore di riferimento. La termoregolazione funziona con la stessa logica ma effettori diversi: se la temperatura sale, vasodilatazione cutanea e sudorazione disperdono calore; se scende, vasocostrizione, brividi (contrazioni involontarie che producono calore) e piloerezione lo trattengono, con l'ipotalamo come centro di controllo. Il feedback negativo introduce sempre un lieve ritardo, per cui la grandezza oscilla di poco attorno al set point; alcuni sistemi affiancano un controllo anticipatorio (feedforward), che corregge lo scostamento prima che si manifesti — per esempio la secrezione di insulina stimolata dalla sola vista del cibo.

Ripasso attivo

Descrivi i quattro tipi fondamentali di tessuto, indicando per ciascuno la struttura caratteristica e la funzione principale, e spiega con un esempio come il sistema nervoso ed endocrino realizzino l'omeostasi mediante un meccanismo di feedback negativo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Apparati di nutrizione e scambio: digerente, respiratorio, circolatorio, escretore#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-anatomia-fisiologia

Schema della doppia circolazione sanguigna

Grafo, 4 nodi, 4 archiGrafo, Cuore destro → Polmoni, Polmoni → Cuore sinistro, Cuore sinistro → Tessuti, Tessuti → Cuore destroCuore destroPolmoniCuore sinistroTessutiarteriapolmonarevene polmonariaortavene cave
Fig. 3La circolazione è doppia: nella piccola circolazione il cuore destro invia il sangue ai polmoni (ossigenazione) e torna al cuore sinistro; nella grande circolazione il cuore sinistro lo spinge ai tessuti attraverso l’aorta e lo riceve dalle vene cave.

Punti chiave

Gli apparati digerente, respiratorio, circolatorio ed escretore garantiscono il rifornimento di nutrienti e ossigeno alle cellule e l'allontanamento delle sostanze di rifiuto, mantenendo costante la composizione dell'ambiente interno. Sono funzionalmente connessi: l'apparato circolatorio fa da trasporto comune che collega digerente, respiratorio ed escretore alle cellule di tutto il corpo.
L'apparato digerente trasforma gli alimenti in molecole assorbibili attraverso processi meccanici (masticazione, peristalsi) e chimici (enzimi digestivi). Il percorso comprende bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue (duodeno, digiuno, ileo) e intestino crasso; le ghiandole annesse — ghiandole salivari, fegato (che produce la bile) e pancreas (che produce enzimi e bicarbonato) — riversano i loro secreti nel canale. L'assorbimento avviene soprattutto nell'intestino tenue, la cui superficie è enormemente ampliata da pieghe, villi e microvilli.
L'apparato respiratorio assicura lo scambio di gas (ossigeno e anidride carbonica) tra l'aria e il sangue. L'aria percorre vie respiratorie (cavità nasali, faringe, laringe, trachea, bronchi, bronchioli) fino agli alveoli polmonari, dove avviene la respirazione esterna: l'ossigeno diffonde dall'alveolo al sangue e l'anidride carbonica in senso opposto, secondo il gradiente di pressione parziale. La ventilazione (inspirazione ed espirazione) è prodotta dalla contrazione del diaframma e dei muscoli intercostali.
L'apparato circolatorio è formato dal cuore, una pompa muscolare a quattro cavità (due atri e due ventricoli), e dai vasi sanguigni (arterie, capillari, vene). La circolazione è doppia e completa: la piccola circolazione (polmonare) porta il sangue dal ventricolo destro ai polmoni e di ritorno all'atrio sinistro; la grande circolazione (sistemica) porta il sangue ossigenato dal ventricolo sinistro a tutti i tessuti e lo riconduce all'atrio destro. Negli adulti la rete capillare è la sede degli scambi tra sangue e cellule. L'apparato escretore, infine, attraverso i reni filtra il sangue e forma l'urina, eliminando i prodotti di rifiuto azotati (urea) e regolando il volume, la pressione e la composizione ionica dei liquidi corporei.
V˙E=f×VC\dot{V}_E = f \times V_CV˙E​=f×VC​

Ventilazione/min

La ventilazione polmonare al minuto è il prodotto della frequenza respiratoria f (atti al minuto) per il volume corrente V_C (volume mosso a ogni atto).

V˙A=f×(VC−VD)\dot{V}_A = f \times (V_C - V_D)V˙A​=f×(VC​−VD​)

Ventil. alveolare

La ventilazione alveolare considera solo l'aria che raggiunge gli alveoli, sottraendo al volume corrente lo spazio morto anatomico V_D (le vie aeree che non partecipano allo scambio).

Lo scambio gassoso a livello alveolare

Grafo, 2 nodi, 2 archiGrafo, Alveolo (aria) → Capillare (sangue), Capillare (sangue) → Alveolo (aria)Alveolo (aria)Capillare(sangue)O₂CO₂
Fig. 4Lo scambio gassoso segue i gradienti di pressione parziale: l’ossigeno diffonde dall’alveolo al sangue del capillare, l’anidride carbonica dal sangue all’alveolo.
Esempio svolto

Calcolo della ventilazione polmonare al minuto

Un ragazzo a riposo respira 12 volte al minuto con un volume corrente (volume di aria mossa a ogni atto respiratorio) di 0,5 L. Calcola la ventilazione polmonare al minuto. Sapendo che circa 150 mL per ogni atto restano nello spazio morto anatomico (vie aeree non coinvolte nello scambio), determina la ventilazione alveolare al minuto.

  1. 01Ventilazione al minuto

    Si moltiplica la frequenza respiratoria per il volume corrente.

  2. 02Volume alveolare per atto

    Si sottrae lo spazio morto (0,150 L) al volume corrente: 0,5 L meno 0,150 L uguale 0,350 L.

  3. 03Ventilazione alveolare

    Si moltiplica il volume alveolare utile per la frequenza.

Risultato: La ventilazione polmonare al minuto è 6 L/min, mentre la ventilazione alveolare effettiva (quella che partecipa allo scambio gassoso) è 4,2 L/min: lo spazio morto riduce il volume d'aria realmente utile per la respirazione esterna.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: collegare la struttura all'efficienza funzionale, per esempio spiegando perché villi e microvilli intestinali e gli alveoli polmonari massimizzano la superficie disponibile per l'assorbimento e per lo scambio gassoso.
  • Focus Esame di Stato: descrivere correttamente il percorso del sangue nella doppia circolazione, distinguendo piccola e grande circolazione e indicando dove il sangue si ossigena e dove cede ossigeno.

Errori frequenti

  • Affermare che nelle arterie scorre sempre sangue ossigenato: l'arteria polmonare trasporta sangue povero di ossigeno verso i polmoni (le vene polmonari, viceversa, portano sangue ossigenato al cuore).
  • Confondere la respirazione esterna (scambio gassoso negli alveoli) con la respirazione cellulare (processo biochimico nei mitocondri che produce ATP).

Approfondimento

Lo scambio e il trasporto dei gas hanno una raffinata base chimica. L'ossigeno viaggia legato all'emoglobina, la cui curva di dissociazione è sigmoide per la cooperatività fra le quattro subunità: satura quasi completamente nei polmoni (alta pressione parziale di «O₂») e cede facilmente ossigeno nei tessuti (bassa pressione). La cessione è favorita dall'effetto Bohr: dove il metabolismo è intenso, l'aumento di «CO₂» e la diminuzione del pH spostano la curva verso destra, così l'emoglobina rilascia più ossigeno proprio dove serve. L'anidride carbonica, a sua volta, è trasportata per circa il «70 %» come ione bicarbonato «HCO₃⁻», formato nei globuli rossi grazie all'enzima anidrasi carbonica; questo tampone collega respirazione ed equilibrio acido-base del sangue. Il rene, infine, lavora con numeri impressionanti: i glomeruli filtrano circa «180 L» di plasma al giorno, ma i tubuli ne riassorbono oltre il «99 %», restituendo acqua, glucosio e ioni utili, così che si formano solo «≈ 1.5 L» di urina. Filtrazione glomerulare, riassorbimento e secrezione tubulari permettono di eliminare l'urea regolando con precisione volume, pressione e composizione ionica dei liquidi corporei. In ogni scambio vale la legge di Fick: il flusso è tanto maggiore quanto più ampia è la superficie e più sottile la barriera — ecco perché alveoli, villi e capillari massimizzano l'area.

Ripasso attivo

Spiega come collaborano l'apparato digerente, quello respiratorio, quello circolatorio e quello escretore per rifornire una cellula muscolare di glucosio e ossigeno e per allontanarne i prodotti di rifiuto (anidride carbonica e urea), indicando per ciascun apparato il contributo specifico.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Sistemi di controllo: nervoso ed endocrino#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-naturali-anatomia-fisiologia

Il neurone e la struttura dell'arco riflesso

Grafo, 3 nodi, 2 archiGrafo, Recettore (cute) → Midollo spinale, Midollo spinale → Effettore (muscolo)Recettore (cute)Midollo spinaleEffettore(muscolo)neuronesensitivoneurone motore
Fig. 5Nell’arco riflesso lo stimolo passa dal recettore al midollo spinale tramite il neurone sensitivo e ritorna all’effettore tramite il neurone motore, senza attendere il cervello. Il neurone conduce l’impulso lungo dendriti, corpo cellulare e assone fino al terminale.

Punti chiave

Il sistema nervoso e il sistema endocrino sono i due grandi sistemi di regolazione e integrazione dell'organismo. Differiscono per modalità e tempi: il sistema nervoso usa segnali elettrici e chimici rapidi e mirati (impulsi nervosi e neurotrasmettitori), con effetti immediati e di breve durata; il sistema endocrino usa messaggeri chimici, gli ormoni, trasportati dal sangue, con effetti più lenti ma più estesi e duraturi. I due sistemi sono integrati soprattutto a livello dell'ipotalamo, che collega il cervello all'ipofisi.
L'unità funzionale del sistema nervoso è il neurone, formato da corpo cellulare, dendriti (che ricevono i segnali) e assone (che conduce l'impulso verso altre cellule). A riposo la membrana del neurone è polarizzata (potenziale di riposo di circa meno 70 mV); uno stimolo sufficiente a raggiungere la soglia genera il potenziale d'azione, una rapida e transitoria inversione di polarità (depolarizzazione e ripolarizzazione) dovuta all'apertura sequenziale dei canali del sodio e del potassio. L'impulso si propaga lungo l'assone secondo la legge del tutto-o-nulla e, nelle fibre mielinizzate, salta tra i nodi di Ranvier (conduzione saltatoria), aumentando la velocità.
La comunicazione tra neuroni avviene nella sinapsi: l'arrivo del potenziale d'azione provoca il rilascio di neurotrasmettitori nello spazio sinaptico; questi si legano ai recettori del neurone postsinaptico, generando un nuovo segnale. Un'organizzazione di base della risposta nervosa è l'arco riflesso: recettore sensoriale, neurone sensitivo (afferente), centro di integrazione nel midollo spinale, neurone motore (efferente) ed effettore (muscolo o ghiandola); il riflesso è una risposta rapida, automatica e involontaria.
Gli ormoni agiscono solo sulle cellule bersaglio, dotate di recettori specifici: gli ormoni idrosolubili (per esempio peptidici) si legano a recettori di membrana e attivano secondi messaggeri; gli ormoni liposolubili (per esempio steroidei) attraversano la membrana e agiscono sull'espressione genica. La maggior parte delle ghiandole endocrine (ipofisi, tiroide, paratiroidi, surrene, pancreas endocrino, gonadi) è regolata da meccanismi a feedback negativo lungo assi gerarchici, come l'asse ipotalamo-ipofisi-ghiandola bersaglio.
v=ΔsΔtv = \frac{\Delta s}{\Delta t}v=ΔtΔs​

Veloc. impulso

La velocità di conduzione di un impulso nervoso si stima come rapporto tra la distanza percorsa lungo la fibra e il tempo impiegato; è molto maggiore nelle fibre mielinizzate per la conduzione saltatoria.

Andamento del potenziale d'azione del neurone

Potenziale d'azioneGrafico di V membrana, zeri in x = 1.798, 2.182, minimo in (0.799, -70.001), massimo in (1.993, 27.064), minimo in (3.004, -91.977), intercetta sull’asse y in y = -70, nell’intervallo x da 0 a 6123456−80−60−40−202040riposo −70 mVpicco +30 mVsoglia −55 mVriposoV membranapotenziale (mV)tempo (ms)
Esempio svolto

Stima della velocità di conduzione di un impulso nervoso

Uno stimolo applicato al piede provoca una risposta che richiede, per la sola conduzione lungo una fibra nervosa lunga 0,90 m, un tempo di 0,015 s. Calcola la velocità di conduzione dell'impulso lungo la fibra e classifica qualitativamente la fibra (mielinizzata o amielinica).

  1. 01Dati

    Lunghezza della fibra L uguale 0,90 m; tempo di conduzione t uguale 0,015 s.

  2. 02Formula della velocità

    La velocità è il rapporto tra spazio percorso e tempo impiegato.

  3. 03Calcolo

    Si sostituiscono i valori: 0,90 m diviso 0,015 s.

  4. 04Interpretazione

    Una velocità di 60 m/s è tipica delle fibre mielinizzate di medio-grande diametro, in cui la conduzione saltatoria tra i nodi di Ranvier accelera molto la propagazione rispetto alle fibre amieliniche (pochi m/s).

Risultato: La velocità di conduzione è 60 m/s, valore compatibile con una fibra mielinizzata: la guaina mielinica e i nodi di Ranvier rendono la conduzione saltatoria molto più rapida.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: confrontare in modo ordinato sistema nervoso ed endocrino per natura del segnale, velocità, durata e specificità della risposta.
  • Focus Esame di Stato: descrivere le fasi del potenziale d'azione collegandole al movimento degli ioni sodio e potassio, e illustrare la sequenza dell'arco riflesso.

Errori frequenti

  • Sostenere che il potenziale d'azione abbia intensità variabile in funzione dello stimolo: per la legge del tutto-o-nulla, una volta raggiunta la soglia, il potenziale d'azione ha sempre la stessa ampiezza; è la frequenza, non l'ampiezza, a codificare l'intensità.
  • Confondere ormone e neurotrasmettitore, oppure ritenere che un ormone agisca su tutte le cellule: agisce solo sulle cellule bersaglio dotate del recettore specifico.

Approfondimento

Il potenziale di riposo di «≈ −70 mV» nasce dai gradienti ionici mantenuti dalla pompa sodio-potassio (che espelle «3 Na⁺» e importa «2 K⁺» consumando ATP) e dalla permeabilità della membrana, molto maggiore al potassio: il valore è perciò vicino al potenziale di equilibrio del «K⁺» calcolabile con l'equazione di Nernst (a «37 °C», con «[K⁺]» interno «≈ 140 mM» ed esterno «≈ 5 mM», si ottiene «≈ −90 mV»). Il potenziale d'azione è una sequenza precisa: uno stimolo che raggiunge la soglia apre i canali del «Na⁺» voltaggio-dipendenti (depolarizzazione rapida, fino a «≈ +30 mV»), che poi si inattivano mentre si aprono i canali del «K⁺» (ripolarizzazione). Segue un periodo refrattario in cui i canali del sodio inattivati non possono riaprirsi: è questo a garantire che l'impulso si propaghi in una sola direzione e a fissare la frequenza massima di scarica. Nelle fibre mielinizzate la conduzione saltatoria fra i nodi di Ranvier moltiplica la velocità (fino a «≈ 120 m/s»). Gli ormoni idrosolubili, che non attraversano la membrana, agiscono invece tramite secondi messaggeri: il legame al recettore attiva una cascata (per esempio la via dell'AMP ciclico) che amplifica enormemente il segnale — poche molecole di ormone modificano l'attività di migliaia di enzimi — spiegando la potenza del controllo endocrino nonostante concentrazioni ormonali bassissime.

Ripasso attivo

Descrivi la struttura del neurone e le fasi del potenziale d'azione (riposo, depolarizzazione, ripolarizzazione) in termini di movimenti ionici, poi confronta il sistema nervoso e il sistema endocrino indicando almeno tre differenze funzionali.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Sistemi di difesa e riproduzione#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-anatomia-fisiologia

Le due linee di difesa: immunità innata e adattativa

Tabella con 3 colonne e 4 righeTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Aspetto · Innata · Adattativa; Specificità · aspecifica · specifica; Memoria · assente · presente; Velocità · rapida · lenta; Effettori · fagociti · linfociti B e TASPETTOINNATAADATTATIVASpecificitàaspecificaspecificaMemoriaassentepresenteVelocitàrapidalentaEffettorifagocitilinfociti B e T
Fig. 7L’immunità innata è la prima linea aspecifica e rapida (barriere come cute e mucose, fagociti, infiammazione, complemento) e non ha memoria. L’immunità adattativa è specifica, più lenta e dotata di memoria: agisce con i linfociti B (risposta umorale, anticorpi) e T (cellulo-mediata).

Punti chiave

Il sistema immunitario protegge l'organismo da agenti patogeni (batteri, virus, funghi, parassiti) e da cellule alterate, distinguendo il self (proprio) dal non-self (estraneo). La difesa si articola in due grandi livelli integrati: l'immunità innata (aspecifica) e l'immunità adattativa (specifica). La prima è presente fin dalla nascita e risponde subito; la seconda si costruisce nel tempo, è mirata e dotata di memoria.
L'immunità innata comprende barriere fisiche e chimiche (cute, mucose, secrezioni acide, lisozima), cellule fagocitarie (granulociti neutrofili, macrofagi), la risposta infiammatoria e proteine come il sistema del complemento. È una risposta rapida ma non specifica, uguale verso patogeni diversi, e priva di memoria: la sua intensità non aumenta con esposizioni ripetute.
L'immunità adattativa è mediata dai linfociti. I linfociti B sono responsabili dell'immunità umorale: riconoscono l'antigene e si differenziano in plasmacellule che producono anticorpi specifici. I linfociti T sono responsabili dell'immunità cellulo-mediata: i T citotossici distruggono le cellule infettate, i T helper coordinano la risposta. Dopo il primo incontro con l'antigene si formano cellule della memoria che rendono la risposta secondaria più rapida e intensa: su questo principio si basa la vaccinazione, che induce memoria immunitaria senza causare la malattia.
L'apparato riproduttore assicura la perpetuazione della specie tramite la produzione dei gameti (spermatozoi e cellule uovo) per meiosi (ripasso) e la fecondazione. Nel maschio i testicoli producono spermatozoi e testosterone; nella femmina le ovaie producono cellule uovo ed estrogeni e progesterone. Il ciclo ovarico e il ciclo uterino (mestruale) sono regolati a feedback dall'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi attraverso gli ormoni FSH e LH; la fecondazione e il successivo sviluppo dell'embrione avvengono nelle tube e nell'utero.

Risposta immunitaria primaria e secondaria

Memoria immunitariaGrafico di risposta primaria, massimo in (3, 30), intercetta sull’asse y in y = 0.074, nell’intervallo x da 0 a 10, Grafico di risposta secondaria, massimo in (7, 90), intercetta sull’asse y in y = 0, nell’intervallo x da 0 a 10246810204060801001o contatto2o contattorispostaprimariarispostasecondariaconcentrazione di anticorpitempo
Esempio svolto

Interpretare una curva di risposta anticorpale

Dopo una prima somministrazione di un vaccino, la concentrazione di anticorpi nel sangue di un paziente raggiunge un valore massimo relativamente basso dopo circa due settimane. A distanza di mesi viene somministrata una dose di richiamo e la concentrazione di anticorpi sale a un valore molto più alto in pochi giorni. Spiega il fenomeno in termini immunologici.

  1. 01Risposta primaria

    Al primo contatto con l'antigene i linfociti B specifici devono essere selezionati, attivati e proliferare: la risposta è lenta (giorni-settimane) e produce una quantità modesta di anticorpi (curva primaria, Fig. 5).

  2. 02Formazione della memoria

    Durante la risposta primaria, oltre alle plasmacellule, si generano cellule B della memoria a lunga vita, specifiche per quell'antigene.

  3. 03Risposta secondaria

    Al richiamo, le cellule della memoria già presenti riconoscono subito l'antigene e si differenziano rapidamente in plasmacellule: la risposta è più rapida, più intensa e più duratura (curva secondaria, Fig. 5).

  4. 04Conclusione

    Il vaccino sfrutta proprio questo meccanismo: induce la memoria immunitaria senza causare la malattia, così che a un'eventuale infezione reale l'organismo risponda come a un secondo contatto.

Risultato: L'aumento più rapido e marcato degli anticorpi dopo il richiamo si spiega con l'azione delle cellule della memoria, che rendono la risposta secondaria molto più efficiente: è il fondamento dell'immunizzazione attiva mediante vaccinazione.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: distinguere con precisione immunità innata e adattativa per specificità, velocità e presenza di memoria, e spiegare il fondamento immunologico della vaccinazione.
  • Focus Esame di Stato: distinguere immunità umorale (linfociti B, anticorpi) e cellulo-mediata (linfociti T) e collegare la risposta secondaria alle cellule della memoria.

Errori frequenti

  • Ritenere che l'immunità innata abbia memoria o sia specifica: la memoria e la specificità sono caratteristiche esclusive dell'immunità adattativa.
  • Confondere i linfociti B con i linfociti T, oppure attribuire la produzione di anticorpi ai linfociti T (sono le plasmacellule derivate dai linfociti B a produrli).

Approfondimento

La specificità dell'immunità adattativa si spiega con la teoria della selezione clonale di Burnet: esistono a priori milioni di linfociti, ciascuno con un recettore diverso; l'antigene non «istruisce» il linfocita, ma seleziona quei pochi cloni già capaci di riconoscerlo, che si moltiplicano (espansione clonale) generando cellule effettrici e cellule della memoria. Ma come si genera tanta diversità partendo da un genoma limitato? Attraverso la ricombinazione «V(D)J»: durante la maturazione dei linfociti, segmenti genici variabili vengono riassortiti a caso, producendo miliardi di specificità anticorpali diverse — un raro caso di riarrangiamento programmato del DNA nelle cellule somatiche. I linfociti T, però, non riconoscono l'antigene libero: lo «vedono» solo se esposto sulla superficie cellulare dal complesso maggiore di istocompatibilità (MHC), il sistema che marca il self e presenta frammenti di non-self. Nella risposta primaria le plasmacellule producono dapprima anticorpi «IgM», poi «IgG», con giorni di ritardo; nella risposta secondaria le cellule della memoria fanno partire una produzione di «IgG» molto più rapida, abbondante e affine. Anche il sistema riproduttivo usa un raro feedback positivo: a metà ciclo l'aumento degli estrogeni, anziché frenare, stimola un picco improvviso di «LH» che scatena l'ovulazione, prima che il corpo luteo e il progesterone ripristinino il controllo negativo.

Ripasso attivo

Spiega che cosa accade nel sistema immunitario al primo e al secondo incontro con uno stesso antigene (risposta primaria e secondaria), evidenziando il ruolo delle cellule della memoria, e chiarisci su quale principio si fonda la vaccinazione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 05

Apparato muscolo-scheletrico ed educazione alla salute#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-anatomia-fisiologia

Muscoli antagonisti: flessione ed estensione dell'avambraccio

Tabella con 3 colonne e 2 righeTabella con 3 colonne e 2 righe, Dati: Muscolo · Azione · Effetto; Bicipite · si contrae · flessione; Tricipite · si contrae · estensioneMUSCOLOAZIONEEFFETTOBicipitesi contraeflessioneTricipitesi contraeestensione
Fig. 9I muscoli antagonisti agiscono in coppia sull’articolazione del gomito, che funziona da leva: quando il bicipite si contrae l’avambraccio si flette, quando si contrae il tricipite l’avambraccio si estende.

Punti chiave

L'apparato muscolo-scheletrico, formato dal sistema scheletrico e dal sistema muscolare, dà sostegno e forma al corpo, lo protegge e ne permette il movimento. Lo scheletro funge da impalcatura e da sistema di leve; i muscoli, contraendosi, esercitano le forze che mettono in moto le leve ossee. È un esempio chiaro del rapporto struttura-funzione: la forma di ossa e articolazioni è adattata al tipo di movimento che consentono.
Le ossa sono organi viventi formati da tessuto osseo (matrice mineralizzata ricca di sali di calcio e fosfato, che conferisce rigidità, e fibre collagene, che danno resistenza alla trazione). Lo scheletro svolge anche funzioni metaboliche: è la riserva principale di calcio e fosfato dell'organismo e, nel midollo osseo rosso, è sede dell'emopoiesi (produzione delle cellule del sangue). Le ossa si articolano fra loro mediante le articolazioni, mobili (per esempio ginocchio, spalla), semimobili o fisse.
Il movimento volontario è prodotto dal muscolo scheletrico (striato), le cui fibre contengono i miofilamenti di actina e miosina. Secondo il modello dello scorrimento dei filamenti, la contrazione avviene perché i filamenti di miosina, idrolizzando ATP, fanno scorrere i filamenti di actina, accorciando il sarcomero; il calcio liberato dal reticolo sarcoplasmatico, in seguito allo stimolo nervoso, innesca il processo. I muscoli scheletrici agiscono in modo antagonista (per esempio bicipite e tricipite): quando uno si contrae l'altro si rilassa, perché il muscolo può solo tirare, non spingere.
L'educazione alla salute applica le conoscenze di anatomia e fisiologia alla prevenzione. Un'alimentazione equilibrata, l'attività fisica regolare, l'astensione dal fumo e dall'abuso di alcol e sostanze, una corretta postura e un sonno adeguato sostengono il funzionamento integrato degli apparati e il mantenimento dell'omeostasi. La conoscenza dei meccanismi fisiologici permette di comprendere il razionale di scelte preventive — per esempio l'apporto di calcio e l'esercizio per la salute ossea, o la vaccinazione per la difesa immunitaria — e di interpretare correttamente le informazioni sanitarie.
Fm⋅bm=P⋅bPF_m \cdot b_m = P \cdot b_PFm​⋅bm​=P⋅bP​

Equilibrio leva

All'equilibrio di una leva (come l'avambraccio) il prodotto della forza muscolare per il suo braccio eguaglia il prodotto del carico per il suo braccio; da qui si ricava la forza muscolare necessaria.

Esempio svolto

L'avambraccio come leva: equilibrio dei momenti

L'avambraccio può essere schematizzato come una leva imperniata nel gomito. Il bicipite si inserisce a 4 cm dal gomito (fulcro) ed esercita una forza diretta verso l'alto; nella mano, a 32 cm dal gomito, viene sostenuto un peso di 20 N. Calcola la forza che il bicipite deve sviluppare per mantenere l'avambraccio in equilibrio orizzontale (trascurando il peso dell'avambraccio).

  1. 01Condizione di equilibrio

    All'equilibrio il momento della forza muscolare attorno al fulcro eguaglia il momento del peso.

  2. 02Dati

    Braccio del muscolo b_m uguale 4 cm uguale 0,04 m; braccio del peso b_P uguale 32 cm uguale 0,32 m; peso P uguale 20 N.

  3. 03Isolamento dell'incognita

    Si ricava la forza muscolare dividendo il momento del peso per il braccio del muscolo.

  4. 04Calcolo

    Si esegue il calcolo: 20 per 0,32 uguale 6,4; 6,4 diviso 0,04 uguale 160.

Risultato: Il bicipite deve sviluppare una forza di 160 N, cioè otto volte il peso sostenuto: essendo il braccio del muscolo molto più corto di quello del carico, questa leva privilegia l'ampiezza e la rapidità del movimento a scapito della forza, una caratteristica tipica delle leve dell'apparato locomotore.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: descrivere il modello dello scorrimento dei filamenti collegando actina, miosina, ATP e ruolo del calcio nella contrazione muscolare.
  • Focus Esame di Stato: spiegare la duplice funzione delle ossa (meccanica e metabolica) e il principio del lavoro antagonista dei muscoli, collegando struttura e funzione.

Errori frequenti

  • Affermare che i muscoli possano spingere: un muscolo può solo accorciarsi tirando; per questo lavora in coppie antagoniste che producono movimenti opposti.
  • Considerare l'osso un tessuto inerte: l'osso è un tessuto vivo, vascolarizzato, in continuo rimodellamento, riserva di calcio e sede dell'emopoiesi.

Approfondimento

Lo scorrimento dei filamenti si realizza nel dettaglio attraverso il ciclo dei ponti trasversali. A riposo il sito di legame sull'actina è coperto dal complesso troponina-tropomiosina. Lo stimolo nervoso — l'acetilcolina liberata alla giunzione neuromuscolare — genera un potenziale d'azione che, propagandosi lungo i tubuli T, fa liberare «Ca²⁺» dal reticolo sarcoplasmatico; il calcio si lega alla troponina, che sposta la tropomiosina e scopre i siti di legame (accoppiamento eccitazione-contrazione). A questo punto la testa della miosina, carica di «ADP + Pᵢ», si lega all'actina e compie il «colpo di forza», facendo scorrere il filamento; il legame di una nuova molecola di ATP stacca la testa, e la sua idrolisi la «ricarica» per un nuovo ciclo. L'ATP serve dunque sia alla contrazione sia al distacco: la sua assenza dopo la morte spiega il rigor mortis, in cui le teste restano bloccate sull'actina. I muscoli, potendo solo tirare, lavorano in coppie antagoniste; sul piano meccanico l'avambraccio è una leva di terzo genere in cui il bicipite applica la forza vicino al fulcro (il gomito): guadagna in velocità e ampiezza di movimento ciò che perde in vantaggio meccanico, dovendo esercitare una forza maggiore del carico sollevato. Le fibre lente (ossidative, resistenti alla fatica) e rapide (glicolitiche, potenti ma affaticabili) adattano infine il muscolo a compiti diversi.

Ripasso attivo

Descrivi il meccanismo della contrazione muscolare secondo il modello dello scorrimento dei filamenti, indicando il ruolo dello stimolo nervoso, del calcio e dell'ATP, e spiega perché bicipite e tricipite sono detti muscoli antagonisti.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 05

    • 01Organizzazione del corpo umano, tessuti e omeostasi○
    • 02Apparati di nutrizione e scambio: digerente, respiratorio, circolatorio, escretore◐
    • 03Sistemi di controllo: nervoso ed endocrino●
    • 04Sistemi di difesa e riproduzione◐
    • 05Apparato muscolo-scheletrico ed educazione alla salute◐

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Dagli appunti all'allenamento

Anatomia e fisiologia dei sistemi del corpo umano

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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