EuraStudy
Appunti/Religione cattolica (IRC)/Storia umana e storia della salvezza
Appunti · Religione cattolica (IRC)IT · Maturità

Storia umana e storia della salvezza

Questo appunto esplora il modo in cui la tradizione cristiana legge il tempo e la storia: non come un susseguirsi cieco di eventi, ma come lo spazio in cui Dio si rivela e opera la salvezza, dalla creazione al compimento finale. Si confronta la visione lineare e finalizzata della storia biblico-cristiana con altre concezioni (in particolare quella ciclica), si ripercorre l'arco della «storia della salvezza» (creazione, alleanza, redenzione, attesa del Regno) e si introduce la prospettiva escatologica. È un approfondimento fuori dall'Esame di Stato: l'IRC non concorre con prova propria all'Esame di Stato del secondo ciclo, dunque qui non si tratta di un obiettivo valutabile in sede d'esame, bensì di un nucleo formativo del secondo biennio orientato alla maturazione di un senso critico e di una lettura culturalmente consapevole della storia.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0888 / 16
Profilo d’esame
Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: cogliere la presenza e l'incidenza del cristianesimo nella storia e nella culturaApprofondimento — fuori dall'Esame di Stato: interpretare gli eventi storici alla luce della prospettiva cristiana della storia della salvezza, in dialogo aperto con altre visioniApprofondimento — fuori dall'Esame di Stato: confrontare in modo critico la concezione lineare e finalizzata del tempo con le concezioni cicliche e immanentistiche
Operatori:spiegaconfrontaanalizzaillustrainterpretagiustificadescrivi

livello base

A tutti gli indirizzi di Liceo si chiede di comprendere il senso cristiano del tempo e della storia e di distinguere con chiarezza la visione lineare-finalizzata da quella ciclica.

livello avanzato

Negli indirizzi a forte vocazione storico-filosofica (Classico, Scienze Umane, LES) si può approfondire il confronto con Sant'Agostino (La Città di Dio) e con le filosofie della storia moderne (provvidenza, progresso, immanentismo).

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

Dimensione del testo: Standard

Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Storia umana e storia della salvezza
    • 01Tempo e storia nella visione cristiana○
    • 02Storia della salvezza: creazione, redenzione, compimento◐
    • 03Visioni della storia a confronto: lineare, ciclica, immanentistica●
    • 04Escatologia: il senso del fine e del Regno◐
§ 01

Tempo e storia nella visione cristiana#

●○○BaseLPOSA-religione-secondo-biennio-storia-della-salvezza — concezione biblica e cristiana del tempo e della storia

Chronos e kairòs: due modi di intendere il tempo

Chronos e kairòsTabella con 2 colonne e 2 righe, Dati: Tempo · Significato; Chronos · scorre uniforme; Kairòs · istante decisivoTEMPOSIGNIFICATOChronosscorre uniformeKairòsistante decisivo
Fig. 1Il greco distingue il chronos, il tempo che scorre in modo uniforme, dal kairòs, il momento significativo in cui accade qualcosa di decisivo.

Punti chiave

La domanda di fondo di questa sezione è semplice ma decisiva: il tempo che viviamo ha una direzione e un senso, oppure è una ripetizione senza scopo? La tradizione biblico-cristiana risponde che il tempo è il luogo reale in cui Dio agisce e si fa conoscere, e perciò la storia non è una cornice neutra degli eventi umani, ma lo spazio di un dialogo tra Dio e l'uomo. (Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato.)
Nella mentalità biblica il tempo è lineare e orientato: ha un inizio (la creazione), un centro (l'evento di Cristo) e un fine (il compimento). Questa struttura «inizio → centro → fine» distingue la concezione cristiana da una pura misura cronologica e la qualifica come storia dotata di un significato, perché cammina verso una meta e non torna ciclicamente al punto di partenza.
Il greco antico distingueva il «chronos», il tempo che semplicemente scorre e si misura, dal «kairòs», il «momento opportuno», l'istante carico di significato in cui qualcosa di decisivo accade. La lettura cristiana valorizza il kairòs: ci sono momenti in cui la storia umana viene attraversata da un'iniziativa di Dio, e l'evento di Gesù Cristo è letto come il kairòs per eccellenza, la «pienezza del tempo».
Da qui nasce la distinzione, fondamentale per tutto l'appunto, tra «storia umana» e «storia della salvezza» (in tedesco «Heilsgeschichte»). La storia umana è l'insieme degli eventi politici, sociali e culturali studiati dallo storico; la storia della salvezza è la lettura credente di quegli stessi eventi come luogo dell'azione salvifica di Dio. Non sono due storie separate: è la stessa storia letta a due livelli, quello dei fatti e quello del loro senso ultimo (vedi Fig. 2).

Storia umana e storia della salvezza: due livelli di lettura

Due livelli di letturaTabella con 2 colonne e 2 righe, Dati: Livello · Lettura degli eventi; Storia umana · fatti, politica, cultura; Storia salvezza · lettura di fedeLIVELLOLETTURA DEGLI EVENTIStoria umanafatti, politica, culturaStoria salvezzalettura di fede
Fig. 2Gli stessi eventi reali possono essere letti su due livelli: la storia umana e la storia della salvezza, che ne coglie l’azione di Dio.
Esempio svolto

Distinguere chronos e kairòs in un testo

Leggi la frase di San Paolo: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio» (Galàti 4,4). Spiega quale concezione del tempo vi è implicata e perché.

  1. 01Individuare l'espressione-chiave

    L'espressione «pienezza del tempo» non indica una semplice data del calendario, ma un momento maturo e significativo: è il linguaggio del kairòs, non del semplice chronos.

  2. 02Collocare nella concezione lineare

    Parlare di «pienezza» presuppone un tempo orientato a una meta: c'è un prima (l'attesa) e un poi (il compimento). È una visione lineare e finalizzata, non ciclica.

  3. 03Collegare storia umana e storia della salvezza

    L'invio del Figlio avviene dentro la storia umana (un tempo, un luogo, un popolo), ma viene letto come iniziativa salvifica di Dio: è esattamente il punto in cui i due livelli si incontrano.

Risultato: La frase implica una concezione lineare e finalizzata del tempo, in cui un istante storico (kairòs) diventa il centro della storia della salvezza.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: trattandosi di un approfondimento fuori dall'Esame di Stato, l'obiettivo non è una valutazione d'esame, ma saper spiegare con parole proprie la differenza tra una concezione del tempo come semplice scorrere (chronos) e come momento significativo (kairòs).
  • Focus formativo: distinguere nettamente «storia umana» e «storia della salvezza» senza contrapporle, mostrando che si riferiscono agli stessi eventi letti su piani diversi.

Errori frequenti

  • Confondere «storia della salvezza» con una storia «parallela» o «sovrannaturale» separata dai fatti reali: è invece la lettura di fede degli stessi eventi storici.
  • Ridurre il tempo cristiano alla sola misura cronologica (chronos), dimenticando la categoria di kairòs che ne qualifica il senso.

Approfondimento

Approfondimento — La concezione lineare del tempo è uno dei contributi più originali della tradizione biblica alla cultura occidentale, e va compresa per contrasto. Lo storico delle religioni Mircea Eliade, ne «Il mito dell'eterno ritorno», ha descritto la mentalità arcaica come dominata dal tempo «ciclico»: attraverso i riti l'uomo religioso «aboliva» il tempo storico rigenerando periodicamente il cosmo, sfuggendo così a quello che Eliade chiama il «terrore della storia». La Bibbia rompe questo schema: il tempo ha un inizio (la creazione), una direzione e una meta, e ogni evento è irripetibile. Il teologo Oscar Cullmann, in «Cristo e il tempo» (1946), ha proposto un'immagine efficace: l'evento di Cristo è il «centro» della linea del tempo, come il giorno decisivo di una guerra già vinta anche se non ancora conclusa — la battaglia risolutiva è alle spalle, la vittoria finale è certa ma attesa. È da questa impostazione che nasce la categoria teologica di «storia della salvezza» (Heilsgeschichte). Va però precisato con onestà il suo statuto: essa non è una cronaca alternativa a quella dello storico, né pretende di sostituire l'analisi dei fatti; è una lettura di fede che riconosce, negli stessi eventi studiati dalla storiografia, un significato ulteriore. Distinguere i due livelli — i fatti e il loro senso — evita sia di confondere la fede con la storia, sia di ridurre la storia a puro accadere senza direzione.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentato la differenza tra chronos e kairòs e mostra, con un esempio a tua scelta, perché la tradizione cristiana legge l'evento di Cristo come kairòs.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 02

Storia della salvezza: creazione, redenzione, compimento#

●●○StandardLPOSA-religione-secondo-biennio-storia-della-salvezza — creazione, redenzione, compimento

Punti chiave

La categoria di «storia della salvezza» designa la trama unitaria che la tradizione cristiana riconosce nella Bibbia: non una raccolta di episodi slegati, ma un unico disegno coerente che va dalla creazione al compimento finale, passando per l'alleanza e la redenzione operata in Cristo. Già i Padri, come Ireneo di Lione, la chiamavano «economia» (in greco oikonomìa, «amministrazione») della salvezza: l'ordinato progetto con cui Dio conduce l'umanità verso la comunione con sé, adattandosi con pedagogia paziente alle diverse tappe della sua maturazione. (Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato.)
Il primo arco è la creazione: il mondo e l'uomo non sono frutto del caso ma di un atto libero e buono di Dio. La creazione è l'«inizio» che inaugura il tempo e che fonda la dignità della persona umana, fatta «a immagine di Dio»; con la creazione la storia ha un punto di partenza assoluto.
Il secondo arco è l'alleanza, il filo che lega tutto l'Antico Testamento: Dio sceglie un popolo e stringe con esso un patto (Noè, Abramo, Mosè al Sinai), promettendo la salvezza e chiedendo fedeltà. L'alleanza è la chiave di lettura del rapporto Dio-uomo e prepara, attraverso le promesse e i profeti, il compimento futuro.
Il terzo arco è la redenzione: nella fede cristiana il centro della storia è il mistero pasquale di Gesù Cristo — passione, morte e risurrezione — con cui Dio offre la salvezza a tutti. Da qui si apre il quarto arco, il tempo della Chiesa, che vive «già e non ancora»: la salvezza è già donata, ma attende il compimento finale, quando Dio sarà «tutto in tutti» (vedi Fig. 3).

L'arco della storia della salvezza: creazione, alleanza, redenzione, compimento

L'arco della storia della salvezzaGrafo, Creazione · inizio → Alleanza · promessa, Alleanza · promessa → Redenzione · Cristo, Redenzione · Cristo → Regno · fineCreazione ·inizioAlleanza ·promessaRedenzione ·CristoRegno · fine
Esempio svolto

Ordinare e collegare le tappe della storia della salvezza

Disponi nell'ordine corretto le seguenti tappe e spiega il legame che le unisce: redenzione, creazione, compimento nel Regno, alleanza.

  1. 01Stabilire l'ordine

    L'ordine corretto è: 1) creazione, 2) alleanza, 3) redenzione, 4) compimento nel Regno. Segue la struttura inizio → centro → fine.

  2. 02Spiegare il legame creazione-alleanza

    La creazione fonda la dignità dell'uomo; l'alleanza è il patto con cui Dio, dentro la storia, promette la salvezza a un popolo e prepara il futuro.

  3. 03Spiegare il legame redenzione-compimento

    La redenzione in Cristo è il centro che realizza la promessa; il compimento nel Regno è la meta verso cui tutto cammina, nel «già e non ancora» del tempo presente.

Risultato: Le quattro tappe formano un unico arco orientato: dalla creazione (inizio), attraverso l'alleanza (promessa) e la redenzione (centro), fino al compimento nel Regno (fine).

Obiettivo Maturità

  • Focus formativo: saper ordinare e collegare le grandi tappe (creazione → alleanza → redenzione → compimento) mostrandone la coerenza interna, non come elenco ma come unico cammino.
  • Focus formativo: riconoscere il mistero pasquale come «centro» che dà unità e direzione all'intera storia della salvezza. Approfondimento fuori dall'Esame di Stato.

Errori frequenti

  • Presentare le tappe come eventi slegati o come una semplice cronologia, perdendo l'idea di un unico disegno orientato a una meta.
  • Identificare la «salvezza» solo con un fatto del passato (la croce) dimenticando la dimensione del compimento futuro (l'attesa del Regno).

Approfondimento

Approfondimento — Il primo arco, la creazione, va compreso nel suo statuto propriamente teologico e non scientifico. La formula «creazione dal nulla» (creatio ex nihilo) non descrive un meccanismo fisico in concorrenza con la cosmologia, ma afferma che il mondo non è né eterno né necessario: dipende interamente e liberamente da Dio. È utile il confronto con le alternative del pensiero antico: nel «Timeo» di Platone un «demiurgo» si limita a ordinare una materia caotica preesistente, mentre le concezioni panteistiche o emanazioniste fanno «sgorgare» il mondo da Dio come parte della sua stessa sostanza. La fede biblica dice invece qualcosa di diverso: Dio crea liberamente, per amore, e ciò che crea è «altro» da lui e insieme buono («Dio vide che era cosa buona», Genesi 1). Da questa affermazione discendono conseguenze decisive: la dignità della persona umana, fatta «a immagine di Dio» (imago Dei), e la bontà originaria del mondo materiale, contro ogni disprezzo del corpo e della storia. I quattro archi — creazione, alleanza, redenzione, compimento — non sono dunque quattro capitoli separati, ma un unico movimento: l'«inizio» che fonda il tempo, il «centro» che lo redime in Cristo, e il «fine» verso cui tutto tende, quando Dio sarà «tutto in tutti» (1Corinzi 15,28). Questa lettura, coerente e non fabbricata, ha offerto per secoli alla cultura europea una vera e propria grammatica dell'esistenza.

Ripasso attivo

Illustra in uno schema commentato le quattro grandi tappe della storia della salvezza, spiegando in una frase il significato di ciascuna e il loro legame.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 03

Visioni della storia a confronto: lineare, ciclica, immanentistica#

●●●ApprofondimentoLPOSA-religione-secondo-biennio-storia-della-salvezza — confronto tra concezione lineare cristiana e altre visioni; Sant'Agostino, La Città di Dio

Punti chiave

Questa sezione mette a confronto la concezione cristiana della storia con le altre grandi visioni elaborate dalle culture, per coglierne l'originalità senza svalutare il dialogo. Il confronto è anche un esercizio di pensiero storico-filosofico, particolarmente fecondo negli indirizzi a vocazione umanistica. (Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato.)
La concezione ciclica, diffusa in molte culture antiche (e ripresa dal mito dell'«eterno ritorno»), intende il tempo come un eterno ripetersi di cicli, come il ritmo delle stagioni: ciò che è stato tornerà, e la storia non ha una meta finale. In questa prospettiva l'evento singolo perde valore, perché destinato a ripetersi.
La concezione lineare biblico-cristiana, al contrario, intende la storia come un cammino unico e irripetibile verso un compimento: ogni evento ha un valore proprio, perché non torna. La salvezza accade una volta per tutte (l'evento di Cristo è «efapàx», «una volta per sempre»), e questo fonda il senso della responsabilità e della novità storica.
Sant'Agostino, nella «Città di Dio» (scritta dopo il sacco di Roma del 410), elabora la prima grande filosofia cristiana della storia: due «città» — quella terrena e quella di Dio — si intrecciano nel tempo, e la storia procede verso un giudizio e un compimento. In età moderna le concezioni immanentistiche (come certe idee di progresso) hanno talvolta «secolarizzato» questo schema, conservando l'idea di un fine ma collocandolo dentro la sola storia umana, senza riferimento a Dio (vedi Fig. 4).

Concezione ciclica e concezione lineare della storia a confronto

Storia: ciclica o lineareTabella con 2 colonne e 2 righe, Dati: Concezione · Visione della storia; Ciclica · eterno ritorno; Lineare · cammino verso una metaCONCEZIONEVISIONE DELLA STORIACiclicaeterno ritornoLinearecammino verso una meta
Fig. 4La concezione ciclica (eterno ritorno) non prevede una meta finale; quella lineare, propria della visione ebraico-cristiana, orienta la storia verso un compimento.
Esempio svolto

Costruire un confronto ragionato tra visioni della storia

Un compagno afferma: «La storia è un eterno ritorno: tutto si ripete, nulla è davvero nuovo». Rispondi argomentando dal punto di vista della concezione lineare cristiana.

  1. 01Riconoscere la tesi

    La tesi del compagno è la concezione ciclica: il tempo come ripetizione, senza meta. La sua conseguenza è che l'evento singolo perde valore.

  2. 02Opporre la tesi lineare

    La concezione lineare cristiana sostiene che la storia è un cammino unico verso un compimento: ogni evento è irripetibile e perciò carico di valore e di responsabilità.

  3. 03Portare un argomento

    Se nulla fosse nuovo, non avrebbe senso parlare di scelte, di progresso morale o di novità: l'esperienza dell'irreversibilità (ciò che è fatto resta fatto) sostiene la visione lineare.

  4. 04Chiudere con apertura al dialogo

    Si riconosce che la visione ciclica coglie un dato reale (i ritmi della natura), ma la storia umana, fatta di scelte libere, chiede una lettura orientata a una meta.

Risultato: Un paragrafo argomentativo che oppone alla visione ciclica la concezione lineare, motivando il valore dell'evento irripetibile e mantenendo un atteggiamento di dialogo.

Obiettivo Maturità

  • Focus formativo: saper confrontare con precisione la visione lineare e quella ciclica, individuando la conseguenza decisiva (il valore o meno dell'evento singolo e irripetibile).
  • Focus formativo (indirizzi storico-filosofici): collocare Sant'Agostino come autore della prima grande filosofia cristiana della storia. Approfondimento fuori dall'Esame di Stato.

Errori frequenti

  • Presentare la visione ciclica come «primitiva» o «sbagliata»: il confronto va condotto con rispetto, mostrando le diverse logiche, non giudicando le culture.
  • Confondere la concezione lineare cristiana con la pura idea moderna di «progresso»: quest'ultima è spesso immanentistica e non implica un compimento donato da Dio.

Approfondimento

Approfondimento — Il rapporto fra la visione cristiana della storia e la modernità è oggetto di un dibattito filosofico affascinante. Sant'Agostino, nella «Città di Dio» (dopo il sacco di Roma del 410), aveva fondato la prima grande filosofia cristiana della storia: due «città», intrecciate nel tempo, camminano verso un giudizio e un compimento. In età moderna, il filosofo Karl Löwith, in «Significato e fine della storia» (1949), ha sostenuto una tesi celebre: le grandi filosofie moderne del progresso — da Hegel a Marx — sarebbero «escatologia secolarizzata», cioè la speranza cristiana in un compimento tradotta in termini puramente immanenti, con il Regno di Dio sostituito dalla società perfetta collocata dentro la sola storia. A questa lettura si oppone Hans Blumenberg, ne «La legittimità dell'età moderna», secondo cui il progresso moderno non è un residuo travestito della teologia, ma una conquista autonoma della ragione. Va ricordato inoltre che la concezione ciclica non appartiene solo al mondo antico: rivive in Giambattista Vico con i «corsi e ricorsi» storici e, in modo radicale, nell'«eterno ritorno» di Friedrich Nietzsche. Presentare lealmente queste posizioni mostra che la posta in gioco non è confessionale ma culturale: se la storia abbia una direzione e una meta, o sia ripetizione, o ancora un progresso senza fine ultimo. La visione cristiana propone la sua risposta — un tempo orientato e responsabile — nel confronto aperto con le altre, senza pretendere di chiuderlo.

Ripasso attivo

Confronta in una tabella ragionata la concezione ciclica e quella lineare della storia, indicando per ciascuna l'idea di tempo, il valore dell'evento singolo e la presenza o assenza di una meta finale.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 04

Escatologia: il senso del fine e del Regno#

●●○StandardLPOSA-religione-secondo-biennio-storia-della-salvezza — escatologia: fine e compimento; la Chiesa come comunità che vive nella storia in attesa del Regno

Punti chiave

L'«escatologia» è il «discorso sulle realtà ultime» (dal greco «eschaton», «ciò che è ultimo»): la riflessione cristiana sul fine e sul compimento della storia, che dà senso a tutto il cammino. La tradizione distingue un'escatologia «individuale», che riguarda il destino della singola persona dopo la morte — i cosiddetti «novissimi», cioè morte, giudizio, inferno e paradiso —, e un'escatologia «universale» o collettiva, che riguarda il compimento dell'intera storia nella pienezza del Regno di Dio. Le due dimensioni sono connesse: la speranza personale nella vita eterna e l'attesa di un mondo finalmente riconciliato si illuminano a vicenda. (Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato.)
Il «fine» della storia non è inteso come pura distruzione, ma come compimento: la storia è orientata verso il pieno realizzarsi del Regno di Dio, dove il bene e la giustizia avranno l'ultima parola. È importante distinguere «fine» come termine cronologico e «fine» come scopo: la prospettiva cristiana sottolinea soprattutto il secondo significato.
La categoria-chiave per comprendere il tempo presente è il «già e non ancora»: con Cristo il Regno è «già» iniziato e presente, ma «non ancora» pienamente compiuto. La Chiesa è la comunità che vive in questo «tempo intermedio», testimoniando la salvezza e attendendo il compimento, impegnata nella storia e non estranea ad essa.
Questa prospettiva ha una conseguenza etica: poiché la storia ha un senso e un fine, l'azione dell'uomo nel presente non è vana. L'attesa del Regno non è fuga dal mondo, ma motiva l'impegno per la giustizia e la pace; la speranza cristiana, lungi dal disinteressare alla storia, sostiene la responsabilità verso di essa (vedi Fig. 5).

Il «già e non ancora»: il tempo della Chiesa tra Cristo e il compimento

Il «già e non ancora»Grafo, Cristo · Regno già iniziato → Tempo della Chiesa, Tempo della Chiesa → Compimento · non ancoraCristo · Regnogià iniziatoTempo dellaChiesaCompimento · nonancora
Fig. 5Il tempo della Chiesa sta fra l’evento di Cristo (il Regno è «già» iniziato) e il compimento finale («non ancora» pieno): un’attesa operosa, fatta di impegno e speranza.
Esempio svolto

Spiegare il «già e non ancora» e la sua conseguenza etica

Un testo afferma che il cristiano vive «già» la salvezza ma la attende «non ancora» pienamente. Spiega la formula e ricavane una conseguenza per la vita nella storia.

  1. 01Definire il «già»

    Con l'evento pasquale di Cristo la salvezza è già donata e il Regno è già presente e operante nella storia: non è solo un fatto futuro.

  2. 02Definire il «non ancora»

    Il Regno non è ancora pienamente compiuto: il male e la sofferenza permangono, e la pienezza è attesa come compimento finale.

  3. 03Ricavare la conseguenza etica

    Poiché il Regno è già iniziato, l'attesa non è passività: è «attesa operosa» che spinge all'impegno per la giustizia, la pace e il bene comune, sostenuta dalla speranza.

Risultato: La formula «già e non ancora» esprime la condizione del tempo presente della Chiesa e fonda un impegno responsabile nella storia, animato dalla speranza nel compimento.

Obiettivo Maturità

  • Focus formativo: saper spiegare la categoria «già e non ancora» come chiave per comprendere il tempo della Chiesa.
  • Focus formativo: mostrare che la prospettiva escatologica non è fuga dal mondo ma fondamento dell'impegno e della speranza nella storia. Approfondimento fuori dall'Esame di Stato.

Errori frequenti

  • Intendere il «fine della storia» solo come catastrofe o distruzione, trascurando il significato di compimento e di pienezza.
  • Leggere l'attesa del Regno come disimpegno o fuga dal mondo, mentre nella visione cristiana essa fonda la responsabilità storica.

Approfondimento

Approfondimento — La formula «già e non ancora» è il punto d'arrivo di un intenso dibattito novecentesco sull'escatologia, che vale la pena ricostruire. All'inizio del secolo Johannes Weiss e Albert Schweitzer sostennero l'«escatologia conseguente»: Gesù avrebbe annunciato la fine imminente del mondo e l'irruzione immediata del Regno, e questa attesa apocalittica sarebbe il cuore del suo messaggio. All'estremo opposto, il biblista Charles H. Dodd propose l'«escatologia realizzata»: il Regno sarebbe «già» pienamente presente nella persona di Gesù, senza un futuro decisivo. La sintesi, oggi condivisa dalla maggioranza, è l'«escatologia inaugurata» di Oscar Cullmann e Joachim Jeremias: con Cristo il Regno è «già» iniziato ma «non ancora» compiuto. Nel 1964 Jürgen Moltmann, con la «Teologia della speranza», ha fatto dell'escatologia la chiave dell'intera teologia, in dialogo con il filosofo marxista Ernst Bloch e il suo «Il principio speranza». Proprio questo confronto illumina un punto essenziale: la speranza cristiana non coincide con l'utopia politica che pretende di costruire da sé, magari con la forza, la società perfetta. Il Regno è dono di Dio, non conquista umana; ma proprio perché «già» presente, esso mobilita — non anestetizza — l'impegno per la giustizia e la pace. Così l'attesa del compimento evita due derive opposte: la fuga disincarnata dal mondo e l'ideologia immanentista che assolutizza il futuro terreno.

Ripasso attivo

Spiega che cosa significa l'espressione «già e non ancora» riferita al Regno di Dio e mostra quale conseguenza ha sull'impegno del cristiano nella storia.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Tempo e storia nella visione cristiana○
    • 02Storia della salvezza: creazione, redenzione, compimento◐
    • 03Visioni della storia a confronto: lineare, ciclica, immanentistica●
    • 04Escatologia: il senso del fine e del Regno◐

0/4 Letti

Dagli appunti all'allenamento

Storia umana e storia della salvezza

Consolida questo argomento con domande dalla banca dati.

~19
min
3
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012

  • Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

Argomento precedente

Gesù Cristo e la centralità del mistero pasquale

Argomento successivo

Lo sviluppo storico della Chiesa nell'età medievale e moderna

EuraStudy·Appunti T·08·MMXXVI

Continua con l'argomento successivo: il percorso viene conservato.