EuraStudy
Questo appunto raccoglie il nucleo del pensiero statistico del triennio: dalla descrizione di un insieme di dati mediante indici di posizione e di variabilità, alle distribuzioni di probabilità che modellizzano i fenomeni aleatori, fino alla curva normale e alle relazioni tra due variabili. L'obiettivo è imparare a leggere i dati, a riconoscere il modello probabilistico adeguato e a quantificare l'incertezza in modo rigoroso. È un tema pienamente valutabile all'Esame di Stato, sia nella seconda prova sia nel colloquio.
4 sezioni~20 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
In tutti i licei si padroneggiano gli indici di sintesi di una distribuzione, la binomiale e una prima lettura della curva normale e dei legami tra due variabili.
livello avanzato
Nei licei scientifici (anche opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la distribuzione di Poisson, la standardizzazione con uso delle tavole della normale e il metodo dei minimi quadrati per la regressione lineare.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Schema degli indici statistici
Distribuzione dei voti (frequenze assolute)
Media aritmetica
Somma di tutti i valori divisa per il numero n di osservazioni.
Varianza
Media degli scarti dalla media elevati al quadrato; misura la dispersione dei dati.
Deviazione standard
Radice quadrata della varianza; espressa nella stessa unita di misura dei dati.
I voti riportati da dieci studenti sono: 4, 5, 5, 6, 6, 6, 7, 7, 8, 9. Calcola media, mediana e moda; determina varianza e deviazione standard.
Si sommano i dieci valori (totale 63) e si divide per n = 10.
I dati sono gia ordinati e n e pari: la mediana e la semisomma del 5o e 6o valore (6 e 6).
Il valore con frequenza massima e 6, che compare tre volte.
Si sommano gli scarti dalla media al quadrato (totale 20.1) e si divide per n.
Si estrae la radice quadrata della varianza.
Risultato: Media 6.3, mediana 6, moda 6; varianza 2.01 e deviazione standard circa 1.42: i voti sono moderatamente concentrati attorno al 6.
Errori frequenti
Approfondimento
La media aritmetica ha una proprietà di ottimalità che la lega al metodo dei minimi quadrati della regressione: è il valore «c» che rende minima la somma dei quadrati degli scarti «Σ(xᵢ − c)²». Per dimostrarlo si sviluppa «g(c) = Σ(xᵢ − c)² = Σxᵢ² − 2c Σxᵢ + n c²», un trinomio di secondo grado in «c» con coefficiente direttore «n > 0», la cui parabola ha minimo nel vertice «c = (Σxᵢ)/n = x̄», la media. In quel punto la somma dei quadrati degli scarti vale «n» volte la varianza. La stessa scomposizione fornisce la formula operativa della varianza: «σ² = (1/n)Σ(xᵢ − x̄)² = (1/n)Σxᵢ² − x̄²», cioè media dei quadrati meno quadrato della media, più comoda del calcolo diretto degli scarti. Queste proprietà spiegano il ruolo centrale della media negli indici di sintesi, ma anche la sua debolezza: poiché minimizza scarti al quadrato, essa è fortemente influenzata dai valori anomali, che pesano con il quadrato della loro distanza. La mediana, che minimizza invece la somma dei valori assoluti degli scarti «Σ|xᵢ − c|», è per questo più robusta rispetto agli estremi, ed è l'indice da preferire quando la distribuzione è asimmetrica o contiene osservazioni anomale.
Ripasso attivo
I voti riportati da dieci studenti in una verifica sono: 4, 5, 5, 6, 6, 6, 7, 7, 8, 9. Costruisci la distribuzione di frequenza, calcola media, mediana e moda e determina varianza e deviazione standard, commentando il grado di dispersione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DPR 15 marzo 2010 n. 89 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Valore atteso
Media di una variabile aleatoria discreta: ogni valore pesato con la sua probabilita.
Distribuzione binomiale
Probabilita di k successi in n prove indipendenti con probabilita p; E(X)=np, Var(X)=np(1-p).
Distribuzione di Poisson
Probabilita di k eventi rari quando la media e lambda; per la Poisson E(X)=Var(X)=lambda.
Distribuzione binomiale B(5, 0.2): probabilità di k successi
Il 20% dei pezzi di una linea presenta un difetto. Si estraggono 5 pezzi in modo indipendente. Qual è la probabilità che esattamente 2 siano difettosi? Quanti pezzi difettosi sono attesi in media?
Numero fissato di prove (n = 5), probabilita costante p = 0.2: variabile binomiale.
I modi di scegliere 2 pezzi difettosi su 5.
Si applica la formula binomiale con k = 2.
Si esegue il prodotto.
Per la binomiale il numero medio di successi e np.
Risultato: La probabilità di esattamente 2 pezzi difettosi è 0.2048 (circa 20.5%); in media ci si attende 1 pezzo difettoso su 5.
Errori frequenti
Approfondimento
La formula della distribuzione binomiale si costruisce combinando il calcolo combinatorio con l'indipendenza delle prove. In «n» prove di Bernoulli, ciascuna con probabilità di successo «p» e di insuccesso «q = 1 − p», una specifica sequenza con «k» successi e «n − k» insuccessi ha, per l'indipendenza, probabilità «pᵏ q^(n−k)», qualunque sia l'ordine. Ma le sequenze con esattamente «k» successi sono tante quanti i modi di scegliere le «k» posizioni dei successi tra le «n» prove, cioè «C(n, k)». Sommando le probabilità, uguali, di queste sequenze incompatibili si ottiene «P(X = k) = C(n, k) pᵏ q^(n−k)». Da qui il valore atteso «E(X) = np» si ricava elegantemente scrivendo «X = X₁ + … + Xₙ», somma degli indicatori di successo delle singole prove, ciascuno «Xᵢ» pari a 1 con probabilità «p» e 0 altrimenti, con «E(Xᵢ) = p»: per la linearità del valore atteso «E(X) = Σ E(Xᵢ) = np», senza calcoli laboriosi, e analogamente «Var(X) = np(1 − p)». La distribuzione di Poisson emerge poi come limite della binomiale quando «n → ∞» e «p → 0» con «np → λ» costante, e ha la peculiarità che valore atteso e varianza coincidono, entrambi uguali a «λ»: è il modello degli eventi rari in un continuo.
Ripasso attivo
In una linea di produzione il 20% dei pezzi presenta un piccolo difetto. Si estraggono a caso 5 pezzi, in modo indipendente. Determina la probabilità che esattamente 2 di essi siano difettosi e calcola il numero medio di pezzi difettosi atteso.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DPR 15 marzo 2010 n. 89 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Curva normale standard con media e deviazione standard
Standardizzazione
Trasforma un valore x nel suo punteggio z: quanti sigma esso dista dalla media.
Regola empirica (1 sigma)
Circa il 68% dei dati cade entro una deviazione standard dalla media.
Regola empirica (2 sigma)
Circa il 95% dei dati cade entro due deviazioni standard dalla media.
I punteggi di un test sono distribuiti normalmente con μ = 100 e σ = 15. Stima la percentuale di studenti con punteggio fra 85 e 115 e fra 70 e 130.
Si osserva che 85 e 115 distano un sigma dalla media.
Entro un sigma cade circa il 68% dei dati.
70 e 130 distano due sigma dalla media.
Entro due sigma cade circa il 95% dei dati.
Risultato: Circa il 68% degli studenti ottiene un punteggio fra 85 e 115; circa il 95% fra 70 e 130.
Errori frequenti
Approfondimento
La standardizzazione «Z = (X − μ)/σ» si giustifica con le proprietà di valore atteso e varianza, e riconduce ogni normale a un'unica curva tabulata. Applicando la linearità, «E(Z) = (E(X) − μ)/σ = 0», e la regola «Var(aX + b) = a²Var(X)» dà «Var(Z) = Var(X)/σ² = 1»: la variabile standardizzata ha sempre media «0» e deviazione standard «1», indipendentemente da «μ» e «σ». Ciò permette di leggere qualunque probabilità da un'unica tavola, quella della normale standard, misurando quanti «σ» un valore dista dalla media. Due caratteristiche della curva di densità «φ(z) = (1/√(2π)) e^(−z²/2)» meritano una lettura analitica: essendo una densità continua, la probabilità di un singolo valore è nulla — «P(X = a) = 0» — e ha senso solo la probabilità di un intervallo, uguale all'area sottesa; inoltre i punti di flesso della campana cadono esattamente a distanza «σ» dalla media, come si verifica annullando la derivata seconda della densità, il che dà a «σ» il significato geometrico di semilarghezza della curva. La regola empirica 68-95-99.7 quantifica infine, in modo memorizzabile, le aree entro uno, due e tre «σ» dalla media, e discende dall'integrazione numerica della densità gaussiana.
Ripasso attivo
I punteggi di un test sono distribuiti normalmente con media μ = 100 e deviazione standard σ = 15. Stima, usando la regola empirica, la percentuale di studenti con punteggio compreso fra 85 e 115 e fra 70 e 130.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: DPR 15 marzo 2010 n. 89 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Nuvola di punti con retta di regressione
Coefficiente angolare
Pendenza della retta di regressione con il metodo dei minimi quadrati.
Intercetta
Garantisce che la retta passi per il punto medio della distribuzione.
Coefficiente di correlazione
Misura intensita e verso del legame lineare; r vicino a piu o meno 1 indica forte relazione lineare.
Dati i punti (1,2), (2,3), (3,5), (4,4), (5,6), determina la retta di regressione di y su x e stima il voto per x = 6.
Si calcolano le medie delle ascisse e delle ordinate.
Somma dei prodotti degli scarti: 4 + 1 + 0 + 0 + 4.
Somma dei quadrati degli scarti delle x: 4 + 1 + 0 + 1 + 4.
Rapporto fra numeratore e denominatore.
Si impone il passaggio per il punto medio.
Si sostituisce x = 6 nella retta trovata.
Risultato: La retta di regressione è y = 0.9x + 1.3; per 6 ore di studio si stima un voto di circa 6.7 (estrapolazione appena oltre i dati, da prendere con cautela).
Errori frequenti
Approfondimento
La retta di regressione «y = a + bx» si determina rigorosamente con il metodo dei minimi quadrati, cioè minimizzando la somma dei quadrati degli scarti verticali «S(a, b) = Σ(yᵢ − a − b xᵢ)²». Trattando «S» come funzione dei due parametri e annullandone le derivate parziali si ottengono le equazioni normali: da «∂S/∂a = −2Σ(yᵢ − a − b xᵢ) = 0» segue «Σyᵢ = na + bΣxᵢ», che divisa per «n» dà «ȳ = a + b x̄» — la retta passa dunque necessariamente per il baricentro «(x̄, ȳ)» dei dati. Da «∂S/∂b = −2Σ xᵢ(yᵢ − a − b xᵢ) = 0», sostituendo «a = ȳ − b x̄», si ricava il coefficiente angolare «b = Σ(xᵢ − x̄)(yᵢ − ȳ) / Σ(xᵢ − x̄)² = cov(x, y)/var(x)», rapporto tra covarianza e varianza di «x»; l'intercetta è poi «a = ȳ − b x̄». Il coefficiente di correlazione «r» è legato a «b» dalla relazione «r = b·σₓ/σᵧ» ed è normalizzato tra «−1» e «1». Va ricordato che «r» misura solo il legame lineare: una correlazione forte non implica un nesso causale, e la retta è affidabile per previsioni solo entro l'intervallo dei dati osservati, cioè in interpolazione, non in estrapolazioni spinte al di fuori di esso.
Ripasso attivo
Per cinque studenti si rilevano le ore settimanali di studio x e il voto y: (1,2), (2,3), (3,5), (4,4), (5,6). Determina la retta di regressione di y su x con il metodo dei minimi quadrati e stima il voto previsto per x = 6 ore.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)