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Un'equazione differenziale lega una funzione incognita alle sue derivate ed esprime in linguaggio matematico le leggi che governano i fenomeni di variazione: la crescita di una popolazione, il raffreddamento di un corpo, il moto di un punto. In questo argomento si impara che cosa significhi «risolvere» un'equazione differenziale, si studiano i due tipi fondamentali del primo ordine (a variabili separabili e lineari) e si affronta il problema di Cauchy, che individua un'unica curva integrale assegnando una condizione iniziale. Il calcolo integrale, già acquisito, diventa qui lo strumento operativo per ricostruire la funzione a partire dalla legge sulla sua derivata.
4 sezioni~18 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi liceali sono richiesti il concetto di equazione differenziale e di soluzione, la risoluzione di equazioni del primo ordine a variabili separabili e lineari e l'impostazione del problema di Cauchy.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) l'argomento è trattato con maggiore ampiezza, in stretto collegamento con la fisica (legge di Newton del raffreddamento, decadimento radioattivo, moti con resistenza), come tipico nodo interdisciplinare della seconda prova.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Campo delle direzioni e curve integrali
Forma normale
Forma normale di un'equazione differenziale del primo ordine: la derivata prima è espressa in funzione di x e di y.
Caso elementare
Quando la derivata dipende solo da x, l'integrale generale è l'insieme delle primitive di f; la costante C genera la famiglia di curve integrali.
Verifica che y(x) = C·e^(2x) sia soluzione di y' = 2y per ogni C reale, quindi determina la soluzione che soddisfa y(0) = 3.
Si deriva la funzione candidata rispetto a x.
Si confronta y' con 2y: poiché 2y = 2·C·e^(2x) = 2C·e^(2x), l'uguaglianza y' = 2y è verificata identicamente, per ogni valore di C.
Si impone y(0) = 3, ricordando che e^0 = 1.
Risultato: Ogni funzione y = C·e^(2x) è soluzione; l'integrale particolare richiesto è y(x) = 3·e^(2x).
Errori frequenti
Approfondimento
Il fatto che l'integrale generale di un'equazione del primo ordine dipenda da una costante arbitraria — e quello del secondo ordine da due — non è casuale ma una conseguenza dell'integrazione. Risolvere l'equazione più semplice «y' = f(x)» significa cercare le primitive di «f»; per il teorema fondamentale del calcolo esse esistono e, per il corollario di Lagrange, differiscono tutte per una costante additiva: «y = ∫ f(x) dx + C». Ogni integrazione introduce dunque una costante indeterminata, e l'ordine dell'equazione, cioè il numero di derivazioni da annullare, fissa il numero di costanti, ossia i gradi di libertà della famiglia di soluzioni. Verificare che una funzione assegnata sia soluzione è invece un controllo diretto e sempre possibile: la si deriva quante volte serve e si sostituisce nell'equazione, controllando che si riduca a un'identità valida per ogni «x». Questa asimmetria — difficile risolvere, facile verificare — è tipica delle equazioni differenziali e spiega perché il campo delle direzioni, che disegna in ogni punto «(x, y)» la pendenza «y' = f(x, y)» imposta dall'equazione, sia uno strumento prezioso per intuire l'andamento delle curve integrali prima ancora di saperle scrivere in forma esplicita.
Ripasso attivo
Verifica che la funzione y(x) = C·e^(2x) sia soluzione dell'equazione differenziale y' = 2y per ogni valore della costante C, e determina poi l'integrale particolare che soddisfa la condizione y(0) = 3.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Famiglia di curve integrali di y' = ky (k>0 crescita, k<0 decadimento)
Separazione
Si separano le variabili e si integrano i due membri; il risultato è in generale una relazione implicita tra x e y, con un'unica costante.
Crescita / decadimento
Modello esponenziale: con k>0 crescita illimitata, con k<0 decadimento verso zero; la costante C coincide con il valore iniziale y(0).
Risolvi y' = x·y con y(0) = 1 e scrivi l'integrale particolare in forma esplicita.
Poiché y(0) = 1 > 0, lavoriamo dove y > 0 (osservando che y = 0 è soluzione costante, qui esclusa dalla condizione iniziale). Si scrive dy/y = x dx.
Si integra a sinistra in y e a destra in x, con un'unica costante c.
Si applica l'esponenziale e si pone C = e^c > 0.
Si impone y(0) = 1: poiché e^0 = 1, risulta C = 1.
Risultato: L'integrale particolare è y(x) = e^{x²/2}.
Errori frequenti
Approfondimento
La separazione delle variabili è un formalismo comodo che nasconde un'applicazione rigorosa della regola della catena, e vale la pena esplicitarlo insieme all'unicità della soluzione. Data «y' = g(x)h(y)» con «h(y) ≠ 0», si scrive «y'/h(y) = g(x)»; il primo membro è la derivata rispetto a «x» della funzione «H(y(x))», dove «H» è una primitiva di «1/h», perché per la catena «d/dx H(y) = H'(y)·y' = y'/h(y)». Integrando rispetto a «x» entrambi i membri si ottiene «H(y) = ∫ g(x) dx + C», la relazione implicita cercata. Applichiamolo al prototipo «y' = ky»: separando, «∫ dy/y = ∫ k dx», da cui «ln|y| = kx + c» e «y = C e^(kx)». Che questa sia l'unica famiglia di soluzioni, oltre a «y = 0», si prova elegantemente considerando «(y·e^(−kx))' = y'e^(−kx) − k y e^(−kx) = (y' − ky)e^(−kx) = 0»: la funzione «y·e^(−kx)» ha derivata nulla, dunque è costante, cioè «y = C e^(kx)». Le soluzioni costanti che annullano «h(y)», perse dalla divisione, vanno cercate a parte: per «y' = ky» è la soluzione di equilibrio «y = 0», corrispondente a «C = 0».
Ripasso attivo
Risolvi l'equazione differenziale a variabili separabili y' = x·y con la condizione iniziale y(0) = 1, e scrivi l'integrale particolare in forma esplicita.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Problema di Cauchy: una sola curva integrale per il punto iniziale
Forma lineare
Equazione differenziale lineare del primo ordine: omogenea se b(x)=0, completa se b(x)≠0.
Fattore integrante
Moltiplicando per μ(x) il primo membro diventa la derivata di μ(x)·y; integrando si ottiene l'integrale generale.
Risolvi il problema di Cauchy y' + y = x con y(0) = 0.
Qui a(x) = 1 e b(x) = x. Il fattore integrante è μ(x) = e^(∫1 dx) = e^x.
Moltiplicando l'equazione per e^x, il primo membro diventa la derivata del prodotto e^x·y.
Si integra: ∫ x·e^x dx = (x − 1)e^x + C, per parti. Quindi e^x·y = (x − 1)e^x + C.
Dividendo per e^x: y = x − 1 + C·e^(−x). Imponendo y(0) = 0: 0 = −1 + C, da cui C = 1.
Risultato: L'integrale particolare è y(x) = x − 1 + e^(−x).
Errori frequenti
Approfondimento
La formula risolutiva delle equazioni lineari «y' + a(x)y = b(x)» si deriva interamente dal metodo del fattore integrante. L'idea è moltiplicare l'equazione per una funzione «μ(x)» scelta in modo che il primo membro diventi la derivata di un prodotto. Si vuole cioè «μ(y' + a y) = (μ y)' = μ y' + μ' y»; confrontando, ciò accade se «μ' = a μ», equazione a variabili separabili la cui soluzione è il fattore integrante «μ(x) = e^(∫ a(x) dx)». Moltiplicata per «μ», l'equazione diventa «(μ y)' = μ b»; integrando entrambi i membri, «μ y = ∫ μ b dx + C», da cui l'integrale generale «y = (1/μ)[∫ μ(x) b(x) dx + C]». Esso appare come somma di un integrale particolare, la parte con l'integrale, e dell'integrale generale dell'omogenea, «C/μ = C e^(−∫ a)». Il problema di Cauchy seleziona poi, tra queste infinite curve, l'unica passante per «(x₀, y₀)», imponendo la condizione per determinare «C». Il teorema di esistenza e unicità garantisce che, se «a» e «b» sono continue in un intervallo, tale curva esiste, è unica ed è definita su tutto l'intervallo: è questa proprietà a dare solidità ai modelli fisici costruiti con equazioni lineari.
Ripasso attivo
Risolvi il problema di Cauchy y' + y = x con y(0) = 0, usando il fattore integrante, e scrivi l'integrale particolare.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Raffreddamento di Newton: T(t) da 90 °C verso l'ambiente a 20 °C
Crescita / decadimento
Modello esponenziale con valore iniziale y₀; k>0 crescita (Malthus, interesse composto), k<0 decadimento (radioattività).
Raffreddamento di Newton
La temperatura parte da T₀ e tende asintoticamente alla temperatura ambiente T_a per t → +∞.
Un corpo a 90 °C è posto in una stanza a 20 °C, con raffreddamento T' = −k(T − 20). Scrivi T(t) e descrivi il comportamento per t → +∞.
Posto u = T − 20 (con u ≠ 0), l'equazione diventa u' = −k·u, cioè du/u = −k dt.
Integrando i due membri si ottiene il logaritmo della differenza di temperatura.
Applicando l'esponenziale e ponendo A = e^c, risulta T − 20 = A·e^(−kt), cioè T = 20 + A·e^(−kt).
Imponendo T(0) = 90: 90 = 20 + A, da cui A = 70.
Risultato: La legge oraria è T(t) = 20 + 70·e^(−kt); per t → +∞ il termine esponenziale tende a 0, quindi T(t) → 20 °C: la temperatura del corpo tende a quella dell'ambiente (asintoto orizzontale T = 20).
Errori frequenti
Approfondimento
La legge di Newton del raffreddamento «T' = −k(T − Tₐ)» si integra completamente con una sostituzione che la riconduce al modello esponenziale. Posto «u(t) = T(t) − Tₐ», lo scarto dalla temperatura ambiente costante, si ha «u' = T'» e l'equazione diventa «u' = −k u», la crescita o decadimento esponenziale. La sua soluzione è «u(t) = u₀ e^(−kt)» con «u₀ = T₀ − Tₐ»; tornando alla variabile originaria, «T(t) = Tₐ + (T₀ − Tₐ) e^(−kt)». Da questa legge oraria si leggono tutte le informazioni fisiche: all'istante iniziale «T(0) = T₀»; per «t → +∞» il termine esponenziale svanisce e «T → Tₐ», cioè il corpo tende asintoticamente alla temperatura dell'ambiente senza mai raggiungerla in tempo finito; la rapidità del raffreddamento è proporzionale allo scarto «T − Tₐ», massima all'inizio e via via decrescente. La stessa struttura equilibrio più transitorio esponenziale governa lo scarico di un condensatore, il raggiungimento della velocità limite di un corpo in un mezzo viscoso e ogni sistema che rilassa verso uno stato stazionario: è la firma matematica dei fenomeni di rilassamento, e il segno negativo davanti a «k» è ciò che distingue una convergenza all'equilibrio da una divergenza.
Ripasso attivo
Un corpo a 90 °C è posto in una stanza a 20 °C. Sapendo che il suo raffreddamento segue la legge di Newton T' = −k(T − 20), scrivi la legge oraria T(t) in funzione di T₀, T_a e k, e descrivi il comportamento della temperatura per t → +∞.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti