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Grammatica e strutture della lingua

La riflessione sulle strutture morfosintattiche e la capacita di usarle con correttezza costituiscono la base che rende affidabile ogni altra competenza linguistica della terza lingua del Liceo Linguistico: un messaggio resta comprensibile solo se le forme verbali, la concordanza, la subordinazione e i connettivi sono controllati al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento (QCER). Questo appunto consolida in modo organico il sistema verbale (tempi, modi, aspetto), il periodo ipotetico e il discorso indiretto, la subordinazione e i connettivi, e infine il metodo per riconoscere e correggere gli errori ricorrenti. La correttezza grammaticale e valutata nell'Esame di Stato del secondo ciclo, in particolare nella produzione scritta della seconda prova e nel colloquio.

4 sezioni·~23 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0333 / 14
Profilo d’esame
Consolidare le strutture morfosintattiche fondamentali della lingua (tempi e modi verbali, periodo ipotetico, discorso indiretto, subordinazione), usandole con un controllo adeguato al livello B1 del QCER.Utilizzare le strutture grammaticali con un controllo adeguato al livello B1, garantendo la comprensibilita del messaggio anche in presenza di errori che non ostacolano la comunicazione.Applicare le regole morfosintattiche nella produzione orale e scritta, scegliendo la struttura adeguata allo scopo, al contesto e al destinatario.Riconoscere e correggere gli errori ricorrenti, sviluppando una consapevolezza metalinguistica a sostegno dell'autocorrezione.
Operatori:coniugatrasformacompletacorreggiriconosciclassificaspiegagiustificaapplicaconfronta

livello base

Si richiede l'uso corretto delle strutture fondamentali (tempi e modi piu frequenti, concordanze, principali subordinate) con un controllo sufficiente a garantire la comprensibilita del messaggio su argomenti noti.

livello avanzato

Nell'indirizzo linguistico si consolidano anche le strutture piu complesse (tutti i tipi di periodo ipotetico, discorso indiretto con concordanza dei tempi, gamma ampia di subordinate e connettivi), in prospettiva anche contrastiva con l'italiano e le altre lingue studiate.

Profondità

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Grammatica e strutture della lingua
    • 01Il sistema verbale: tempi, modi e aspetto◐
    • 02Periodo ipotetico e discorso indiretto●
    • 03Subordinazione e connettivi◐
    • 04Errori ricorrenti e autocorrezione◐
§ 01

Il sistema verbale: tempi, modi e aspetto#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-3-grammatica-e-struttureLPQCER livello B1 - correttezza grammaticale

Tempo, modo e aspetto: le tre dimensioni del verbo

Tempo, modo e aspetto del verboTabella con 2 colonne e 3 righe, Dati: Dimensione · Che cosa indica; tempo · quando? passato, presente, futuro; modo · come lo presento: reale o ipotesi; aspetto · come si svolge: compiuto o in corso, cella evidenziata: tempoDIMENSIONECHE COSA INDICAtempoquando? passato, presente,futuromodocome lo presento: reale oipotesiaspettocome si svolge: compiuto oin corso
Fig. 1Il verbo porta tre informazioni insieme: il tempo (quando: passato/presente/futuro), il modo (come presento il fatto: indicativo = reale, condizionale = ipotesi, congiuntivo/imperativo) e l'aspetto (come si svolge: compiuto vs in corso/abituale). Livello atteso: B1.

Punti chiave

Il sistema verbale e il cuore della grammatica di una lingua: scegliere il tempo e il modo giusto significa collocare correttamente un'azione nel tempo, indicarne il grado di realta e segnalarne il modo di svolgimento. A livello B1 il QCER chiede un controllo ragionevole delle strutture piu frequenti, sufficiente a rendere il messaggio comprensibile; le Indicazioni Nazionali per la terza lingua del Liceo Linguistico parlano di riflessione e uso delle strutture linguistiche, da consolidare in modo progressivo lungo il triennio. Tre nozioni governano il sistema: il tempo (quando avviene l'azione), il modo (come il parlante presenta l'azione: reale, possibile, desiderata, ordinata) e l'aspetto (come si guarda allo svolgimento dell'azione: compiuta o in corso, puntuale o abituale).
Il tempo verbale colloca l'azione lungo l'asse passato - presente - futuro, ma quasi tutte le lingue europee distinguono piu tempi all'interno di ciascuna zona. Nel passato, in particolare, e cruciale l'opposizione tra un tempo che descrive azioni concluse e puntuali e un tempo che descrive situazioni in corso, abituali o di sfondo: e questa la distinzione che in inglese oppone il past simple al past continuous, in francese il passe compose all'imparfait, in spagnolo il preterito indefinido all'imperfecto (in tedesco, invece, questa opposizione non è grammaticalizzata: Perfekt e Präteritum sono entrambi tempi del passato, distinti per registro e non per aspetto). Padroneggiare questa opposizione e uno degli obiettivi centrali del triennio, perche da essa dipende la corretta narrazione di eventi passati, frequentissima nelle prove di produzione.
Il modo esprime l'atteggiamento del parlante verso cio che dice. L'indicativo presenta i fatti come reali; l'imperativo da ordini, istruzioni o consigli; il condizionale esprime cio che e ipotetico, desiderato o cortese; il congiuntivo (presente in spagnolo, francese, tedesco, sia pure con usi diversi) segnala la soggettivita, il dubbio, l'emozione, la volonta o la dipendenza da certe congiunzioni. Riconoscere quale modo richiede una data situazione - per esempio un'opinione, un desiderio, un dubbio, una richiesta cortese - e parte essenziale della competenza grammaticale al livello richiesto.
L'aspetto, infine, riguarda il modo in cui l'azione e vista nel suo svolgimento, indipendentemente dal tempo. L'aspetto perfettivo presenta l'azione come un tutto compiuto ('ho letto il libro'), l'aspetto imperfettivo la presenta in corso, ripetuta o abituale ('leggevo, mentre...'). Le forme progressive (be + -ing in inglese, estar + gerundio in spagnolo) insistono sulla durata e sul presente svolgimento. Poiche queste categorie non si sovrappongono perfettamente all'italiano, l'analisi contrastiva e un valido aiuto: confrontare come la lingua straniera e l'italiano esprimono lo stesso valore aspettuale rende piu consapevole e piu corretta la scelta della forma.
Esempio svolto

Sfondo ed evento in una narrazione al passato

Trasforma al passato questa sequenza in lingua straniera, distinguendo lo sfondo dall'evento: "E sera. Leggo un libro. Suona il telefono." Indica per ciascun verbo se descrive lo sfondo/azione in corso o l'evento puntuale e quale tempo del passato e adeguato.

  1. 01Analisi del primo verbo (sfondo)

    'E sera' e una descrizione di sfondo, una situazione in corso: richiede il tempo dell'imperfetto/durativo (past continuous, imparfait, imperfecto).

  2. 02Analisi del secondo verbo (azione in corso)

    'Leggo un libro' descrive un'azione gia in svolgimento quando accade qualcos'altro: anch'essa va al tempo durativo/in corso, eventualmente progressivo (was reading / je lisais / estaba leyendo).

  3. 03Analisi del terzo verbo (evento puntuale)

    'Suona il telefono' e un evento improvviso e concluso che interrompe lo sfondo: richiede il tempo dell'evento puntuale/concluso (past simple, passe compose, preterito indefinido).

Risultato: Due verbi di sfondo/azione in corso (tempo durativo) e un evento puntuale (tempo concluso): la corretta alternanza dei due tempi del passato e cio che rende la narrazione grammaticalmente accurata.

Obiettivo Maturità

  • Nella narrazione al passato e valutata la corretta opposizione tra tempo della situazione/sfondo (in corso, abituale) e tempo dell'evento puntuale/concluso: sceglierla in modo coerente e cio che rende la produzione accurata.
  • La scelta del modo (indicativo / condizionale / congiuntivo / imperativo) deve corrispondere alla funzione comunicativa: opinione, desiderio, dubbio, cortesia, ordine - una scelta incoerente viene penalizzata nella correttezza grammaticale.

Errori frequenti

  • Usare un solo tempo del passato per tutta la narrazione, appiattendo l'opposizione tra sfondo (azione in corso/abituale) ed evento (azione conclusa/puntuale) e producendo un racconto grammaticalmente impreciso.
  • Confondere l'aspetto puntuale con quello durativo, per esempio impiegando una forma semplice dove la lingua richiede una forma progressiva (azione in corso) o viceversa.

Approfondimento

Il sistema verbale si comprende meglio distinguendo con nettezza le tre dimensioni che vi si intrecciano. Il «tempo» è deittico: colloca l'evento rispetto al momento dell'enunciazione o a un altro punto di riferimento. Il «modo» esprime l'atteggiamento del parlante verso la realtà di ciò che dice. L'«aspetto» invece non riguarda quando avviene l'azione, ma come la si guarda nel suo svolgersi, ed è la dimensione che più spesso sfugge a chi parte dall'italiano. Qui è utile una distinzione fine: accanto all'aspetto «grammaticale» (perfettivo contro imperfettivo, marcato dalla forma verbale) opera l'«Aktionsart», cioè l'aspetto lessicale insito nel significato del verbo, che descrive azioni puntuali, durative, teliche (con un punto finale intrinseco) o ateliche. La ricerca sull'acquisizione ha osservato un'«ipotesi dell'aspetto»: gli apprendenti tendono dapprima ad associare il passato perfettivo ai verbi che indicano un risultato e l'imperfettivo ai verbi di stato, prima di generalizzarne l'uso pieno. Sapere questo aiuta a capire perché la narrazione al passato sia tanto difficile: non è un problema di forme, ma di prospettiva. Sul modo, va ricordato che i sistemi divergono profondamente — il congiuntivo, per esempio, ha estensioni d'uso diverse da lingua a lingua — sicché l'analisi contrastiva è qui lo strumento più efficace: confrontare come la terza lingua e l'italiano rendono lo stesso valore aspettuale o modale rende consapevole, e quindi più corretta, la scelta della forma.

Ripasso attivo

Scrivi un breve racconto al passato (5-6 frasi) in lingua straniera, su un episodio della tua giornata. Sottolinea i verbi e accanto a ciascuno indica se descrive lo sfondo/una situazione in corso oppure un evento puntuale/concluso, motivando la scelta del tempo verbale.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Periodo ipotetico e discorso indiretto#

●●●ApprofondimentoLPOSA-lingua-straniera-3-grammatica-e-struttureLPQCER livello B1 - correttezza grammaticale (strutture complesse)

I tre tipi di periodo ipotetico

I tre tipi di periodo ipoteticoTabella con 3 colonne e 3 righe, Dati: Tipo · Condizione · Conseguenza; 1 reale · presente · futuro/presente; 2 possibile · cong. imperf. · condizionale; 3 irreale · cong. trapass. · condiz. composto, cella evidenziata: condizionaleTIPOCONDIZIONECONSEGUENZA1 realepresentefuturo/presente2 possibilecong. imperf.condizionale3 irrealecong. trapass.condiz. composto
Fig. 2Esempi: (1) Se studio, supererò l'esame; (2) Se studiassi, supererei l'esame; (3) Se avessi studiato, avrei superato. Regola: il condizionale sta sempre nella conseguenza, mai nel «se». Ogni lingua realizza i tre schemi con i propri tempi e modi.

Punti chiave

Periodo ipotetico e discorso indiretto sono due strutture complesse che mettono alla prova il controllo della morfosintassi al livello B1+ e nell'indirizzo linguistico: entrambe richiedono di coordinare correttamente i tempi e i modi tra due parti di frase. Le Indicazioni Nazionali le collocano tra le strutture da consolidare nel triennio, perche compaiono regolarmente nella produzione scritta argomentativa e nel riferire opinioni altrui, attivita centrali della seconda prova e del colloquio.
Il periodo ipotetico mette in relazione una condizione (la frase introdotta da 'se') e una conseguenza. Si distinguono tre tipi fondamentali, comuni alle principali lingue europee. Il primo tipo esprime una condizione reale o molto probabile ('Se studio, supero l'esame'): la condizione e all'indicativo presente e la conseguenza al futuro o al presente. Il secondo tipo esprime un'ipotesi possibile ma improbabile, o irreale nel presente ('Se studiassi, supererei l'esame'): la condizione e a un tempo passato/congiuntivo e la conseguenza al condizionale. Il terzo tipo esprime un'ipotesi impossibile perche riferita al passato ('Se avessi studiato, avrei superato l'esame'): la condizione e al trapassato e la conseguenza al condizionale composto.
La regola d'oro del periodo ipotetico e la corrispondenza dei tempi tra le due parti: a ciascun tipo corrisponde una precisa coppia di forme verbali, e mescolarle e l'errore piu frequente (per esempio usare il condizionale anche nella frase con 'se', che invece non lo ammette). E utile memorizzare i tre tipi come tre schemi fissi - reale, possibile/irreale-presente, irreale-passato - e poi verificare, in ogni lingua studiata, quali tempi e modi concreti realizzano ciascuno schema, dato che le etichette grammaticali variano ma la logica e la stessa.
Il discorso indiretto serve a riferire le parole di qualcuno senza citarle alla lettera. Passando dal discorso diretto ('Ho finito i compiti', disse) all'indiretto (Disse che aveva finito i compiti) intervengono tre tipi di trasformazione: lo spostamento dei tempi verbali all'indietro (la concordanza dei tempi, quando il verbo introduttivo e al passato: presente -> passato, passato -> trapassato, futuro -> condizionale); il cambiamento dei pronomi e degli aggettivi possessivi (io -> lui/lei, mio -> suo); e l'adattamento degli indicatori di tempo e luogo (oggi -> quel giorno, qui -> li, ora -> allora). Riferire domande, ordini e richieste comporta inoltre cambiamenti di struttura propri (l'interrogativa indiretta perde l'inversione; l'ordine diventa una proposizione con verbo all'infinito o al congiuntivo, secondo la lingua).

Discorso indiretto: le trasformazioni

Dal discorso diretto all'indirettoGrafo, Discorso diretto → Tempi, Discorso diretto → Pronomi, Discorso diretto → Tempo e luogo, Tempi → Discorso indiretto, Pronomi → Discorso indiretto, Tempo e luogo → Discorso indirettoDiscorso direttoTempiPronomiTempo e luogoDiscorsoindiretto
Fig. 3Dal diretto all'indiretto cambiano tre cose: i tempi (presente → passato, futuro → condizionale), i pronomi (io → lui/lei, mio → suo) e i deittici di tempo/luogo (oggi → quel giorno, qui → lì). Es.: «Ho finito oggi» → Disse che aveva finito quel giorno.
Esempio svolto

Trasformare una frase in discorso indiretto

Trasforma in discorso indiretto, con verbo introduttivo al passato, la frase: "Domani finiro il progetto qui in classe", detta da Marta. Elenca tutte le trasformazioni necessarie.

  1. 01Verbo introduttivo e concordanza dei tempi

    Il verbo introduttivo e al passato (Marta disse che...): il futuro 'finiro' arretra al condizionale ('avrebbe finito'), secondo la concordanza dei tempi.

  2. 02Cambio dei pronomi e dei possessivi

    La prima persona di Marta diventa terza persona: 'io finiro' -> 'lei avrebbe finito'; eventuali possessivi 'mio' diventerebbero 'suo'.

  3. 03Adattamento degli indicatori di tempo e luogo

    'Domani' -> 'il giorno seguente'; 'qui' -> 'li'; 'in classe' resta, ma 'qui in classe' diventa 'li in classe' o 'in quella classe'.

Risultato: Marta disse che il giorno seguente avrebbe finito il progetto li in classe. Trasformazioni: futuro -> condizionale (tempi), io -> lei (pronomi), domani -> il giorno seguente e qui -> li (tempo/luogo).

Obiettivo Maturità

  • Nel periodo ipotetico e valutata la coerenza della coppia condizione-conseguenza: a ogni tipo (reale, possibile/irreale-presente, irreale-passato) deve corrispondere la combinazione esatta di tempi e modi, senza mescolanze.
  • Nel discorso indiretto e valutata la concordanza dei tempi quando il verbo introduttivo e al passato, insieme al corretto adattamento di pronomi e indicatori di tempo e luogo.

Errori frequenti

  • Inserire il condizionale nella frase con 'se' del periodo ipotetico (tipo 2 e 3): la condizione non ammette il condizionale, che va riservato alla conseguenza.
  • Nel discorso indiretto con verbo introduttivo al passato, dimenticare di arretrare i tempi (concordanza) oppure trasformare i tempi ma non adattare pronomi e indicatori di tempo/luogo (oggi, qui, ora).

Approfondimento

Dietro le tre «etichette» del periodo ipotetico si nasconde un'unica logica, che conviene rendere esplicita: quella della «distanza». Molte lingue usano l'arretramento del tempo verbale (il «backshift») come una metafora grammaticale della distanza dalla realtà: un tempo passato non indica soltanto un momento anteriore, ma anche una minore probabilità o l'irrealtà di un'ipotesi. È lo stesso meccanismo che rende cortese una richiesta formulata con un tempo «più lontano». Capire che il passo indietro nei tempi segnala «meno reale», non «prima nel tempo», chiarisce di colpo perché la condizione irreale usi forme del passato e perché mescolare le coppie sia un errore di logica, non solo di memoria; permette inoltre di gestire i «periodi ipotetici misti», in cui una condizione riferita al passato ha conseguenze nel presente. Il discorso indiretto obbedisce alla stessa logica di distanza — la concordanza dei tempi arretra le forme quando la principale è al passato — ma vi aggiunge una dimensione pragmatica spesso trascurata: chi riferisce non è un registratore neutro, e la scelta del verbo introduttivo codifica un atteggiamento, poiché «sostenere», «ammettere», «insinuare» e «promettere» dicono cose diverse sullo statuto di ciò che si riporta. A ciò si somma il riancoraggio deittico: pronomi, dimostrativi e indicatori di tempo e luogo vanno ricalcolati rispetto alla nuova situazione di enunciazione, perché «qui», «ora» e «domani» del parlante originario non coincidono più con quelli di chi riferisce. Coordinare distanza temporale, atteggiamento del verbo introduttivo e deissi è ciò che rende davvero padroneggiata la struttura.

Ripasso attivo

Trasforma in discorso indiretto, con verbo introduttivo al passato ('Disse che...'), questa frase in lingua straniera: "Domani finiro il progetto qui in classe". Poi scrivi un periodo ipotetico di secondo tipo (ipotesi possibile/irreale al presente) sullo stesso tema. Indica le trasformazioni operate.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Subordinazione e connettivi#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-3-grammatica-e-struttureLPQCER livello B1 - coesione e correttezza grammaticale

Tipi di subordinata e connettivi per funzione

Subordinate e connettiviTabella con 2 colonne e 7 righe, Dati: Subordinata · Connettivi tipici; causale · perché, poiché; temporale · quando, mentre; finale · affinché, perché + congiuntivo; concessiva · sebbene, benché + congiuntivo; consecutiva · così… che, tanto che; condizionale · se, qualora, purché; relativa · che, cui, il qualeSUBORDINATACONNETTIVI TIPICIcausaleperché, poichétemporalequando, mentrefinaleaffinché, perché +congiuntivoconcessivasebbene, benché +congiuntivoconsecutivacosì… che, tanto checondizionalese, qualora, purchérelativache, cui, il quale
Fig. 4La subordinata precisa il rapporto logico con la principale (reggente). Attenzione: alcuni connettivi — le finali e le concessive — reggono il congiuntivo.

Punti chiave

Saper subordinare e usare i connettivi e cio che distingue un testo maturo da una sequenza di frasi giustapposte: collegare le idee in rapporti di causa, tempo, scopo, contrasto e condizione rende il discorso coeso, articolato e argomentativo. Le Indicazioni Nazionali pongono la coesione tra gli obiettivi del triennio, e il QCER associa al livello B1 la capacita di costruire periodi articolati e di collegare una serie di elementi in un discorso lineare. Questa competenza e direttamente valutata nella produzione scritta e orale dell'Esame di Stato.
Il periodo si articola in proposizioni: la principale (o reggente) regge il senso, le subordinate dipendono da essa e ne specificano un aspetto. Le subordinate si classificano per funzione. Le sostantive (oggettive e soggettive: 'penso che...', 'e importante che...') equivalgono a un nome; le relative ('il libro che ho letto') determinano un nome tramite un pronome relativo; le avverbiali esprimono circostanze: causali (perche, poiche), temporali (quando, mentre, prima che), finali (affinche, per), consecutive (cosi... che), concessive (sebbene, benche), condizionali (se). Riconoscere il tipo di subordinata e scegliere il connettore giusto e il passo decisivo per costruire periodi corretti.
I connettivi (o connettori testuali) sono le parole e locuzioni che esplicitano i rapporti logici tra frasi e tra parti del testo. Si raggruppano per funzione: aggiunta (inoltre, anche), causa (perche, poiche, dato che), conseguenza (quindi, percio, di conseguenza), contrasto (ma, tuttavia, anche se), scopo (per, affinche), tempo (poi, mentre, finche), esemplificazione (per esempio, cioe) e conclusione (infine, in conclusione). Disporre di un repertorio vario di connettivi, e non solo di 'e', 'ma', 'perche', e una delle vie piu rapide per innalzare la qualita di un testo argomentativo al livello B1+.
Alcune subordinate, in diverse lingue, richiedono un modo verbale specifico nella loro proposizione: le finali e le concessive spesso reggono il congiuntivo (in spagnolo, francese, tedesco), le sostantive che esprimono volonta o opinione soggettiva pure. La scelta del connettore e quella del modo verbale sono quindi collegate: usare 'affinche' o 'sebbene' senza il modo richiesto e un errore frequente. Anche qui l'analisi contrastiva con l'italiano aiuta: spesso l'italiano e la lingua straniera concordano sul tipo di rapporto logico ma divergono sul modo verbale richiesto, ed e su queste divergenze che conviene concentrare lo studio.
Esempio svolto

Da frasi giustapposte a un periodo coeso

Unisci in un unico periodo coeso, con almeno una causale, una finale e una concessiva, le frasi: "Studio molto. Voglio superare l'esame. L'esame e difficile. Non mi scoraggio." Indica i rapporti logici espressi.

  1. 01Individuare i rapporti logici

    'Studio molto' / 'Voglio superare l'esame' = rapporto di scopo (finale); 'L'esame e difficile' / 'Non mi scoraggio' = rapporto di contrasto (concessiva); si puo aggiungere una causale che motivi lo studio.

  2. 02Scegliere i connettivi adeguati

    Finale: 'affinche/per' (in molte lingue + congiuntivo); concessiva: 'sebbene/benche/anche se'; causale: 'poiche/dato che'.

  3. 03Costruire il periodo e verificare i modi

    Si subordina ciascuna frase alla principale, controllando che i connettivi che richiedono il congiuntivo (finale, concessiva) siano seguiti dal modo corretto nella lingua studiata.

Risultato: Un possibile esito (in italiano): 'Poiche voglio superare l'esame, studio molto affinche il risultato sia buono e, sebbene l'esame sia difficile, non mi scoraggio.' Rapporti: causa, scopo, contrasto.

Obiettivo Maturità

  • La coesione del testo (uso vario e corretto dei connettivi) e uno dei criteri della produzione scritta: un repertorio ricco e appropriato di connettori (causa, conseguenza, contrasto, scopo) innalza la valutazione.
  • Quando il connettore o il tipo di subordinata richiedono un modo verbale particolare (per esempio congiuntivo dopo connettivi finali o concessivi), la coerenza tra connettore e modo e oggetto di valutazione.

Errori frequenti

  • Giustapporre le frasi con pochi connettivi ripetuti (sempre 'e', 'ma', 'perche'), producendo un testo monotono e poco coeso, povero di rapporti logici espliciti.
  • Usare un connettore che richiede un modo verbale specifico (finale, concessivo) senza rispettare quel modo, oppure scegliere un connettore di rapporto logico errato (per esempio una causa al posto di una conseguenza).

Approfondimento

La capacità di subordinare segna un confine evolutivo nell'apprendimento: si passa dalla «paratassi» (frasi giustapposte e coordinate, tipiche del parlato spontaneo e dei livelli iniziali) all'«ipotassi» (frasi gerarchicamente incassate una nell'altra), e la densità di subordinazione è uno degli indicatori con cui si misura il passaggio dal B1 al B2. Ma «più subordinate» non significa automaticamente «meglio»: un periodo troppo incassato diventa illeggibile, e al livello B1 la priorità resta la chiarezza del rapporto logico, non la complessità sintattica. I connettivi vanno intesi come vere e proprie «istruzioni» per il lettore o l'ascoltatore: ciascuno segnala in anticipo il tipo di relazione in arrivo (causa, conseguenza, contrasto, concessione) e guida la costruzione del significato, tanto che un connettivo sbagliato disorienta più di una parola sbagliata. Padroneggiare un ventaglio ampio e vario — non solo «e», «ma», «perché» — è una delle vie più rapide per innalzare la qualità di un testo. Sul piano contrastivo va tenuto presente un nodo tipico: in diverse lingue alcune subordinate reggono un modo verbale specifico (le finali e le concessive spesso il congiuntivo, come pure le completive che esprimono volontà o giudizio soggettivo), e la scelta del connettivo e quella del modo sono perciò collegate. Spesso l'italiano e la terza lingua concordano sul rapporto logico ma divergono sul modo richiesto: è su queste divergenze, più che sulle somiglianze, che conviene concentrare lo studio, perché è lì che si annidano gli errori sistematici da interferenza.

Ripasso attivo

Riscrivi questo testo in lingua straniera unendo le frasi con connettivi appropriati e introducendo almeno una subordinata di ciascun tipo richiesto (causale, finale, concessiva): "Studio molto. Voglio superare l'esame. L'esame e difficile. Non mi scoraggio." Indica per ogni connettore il rapporto logico espresso.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Errori ricorrenti e autocorrezione#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-3-grammatica-e-struttureLPQCER livello B1 - monitoraggio e correzione

Lista di controllo per la revisione del testo

Revisione: quattro rilettureGrafo, Tempi e modi → Concordanze, Concordanze → Reggenze e articoli, Reggenze e articoli → ConnettiviTempi e modiConcordanzeReggenze earticoliConnettivi
Fig. 5Rivedere per obiettivi mirati è più efficace di una sola rilettura: verifica i verbi (tempi/modi), le concordanze (soggetto-verbo, genere/numero), le reggenze e gli articoli, infine i connettivi e la coesione. Annota errore + forma corretta + causa nel quaderno errori.

Punti chiave

Saper riconoscere e correggere i propri errori e una competenza grammaticale a pieno titolo, e non un semplice 'rimedio': il QCER colloca al livello B1 la capacita di correggersi quando si compie un errore evidente e di monitorare la propria produzione. Le Indicazioni Nazionali chiedono esplicitamente di riconoscere e correggere gli errori ricorrenti. Sviluppare questa consapevolezza metalinguistica trasforma l'errore da insuccesso in strumento di apprendimento e migliora stabilmente l'accuratezza nelle prove d'esame.
Non tutti gli errori sono uguali. Una distinzione utile e quella tra l'errore sistematico (un'ipotesi sbagliata sul funzionamento della lingua, che si ripete con regolarita: per esempio coniugare male un'intera classe di verbi) e lo sbaglio occasionale (una distrazione che il parlante sa correggere da solo). Un'altra distinzione fondamentale e tra errori che compromettono la comunicazione (rendono il messaggio incomprensibile o ambiguo) ed errori che non la compromettono (restano visibili ma il senso passa). A livello B1 si tollerano errori che non ostacolano la comunicazione, ma si lavora per ridurre gli errori sistematici, perche sono quelli che, ripetendosi, abbassano la qualita complessiva.
Molti errori ricorrenti nascono dall'interferenza con l'italiano o con un'altra lingua studiata: si trasferisce una struttura della lingua di partenza dove la lingua di arrivo richiede un'altra soluzione (i cosiddetti 'falsi amici', l'ordine delle parole, la reggenza delle preposizioni, l'uso degli articoli, la posizione dell'aggettivo). Riconoscere l'origine dell'errore - interferenza, ipergeneralizzazione di una regola, lacuna lessicale - permette di prevenirlo. Tenere un quaderno degli errori, in cui si annota l'errore, la forma corretta e la causa, e una delle tecniche piu efficaci di autocorrezione, perche rende visibile il proprio profilo di difficolta.
La revisione e la fase in cui l'autocorrezione si applica in modo sistematico, soprattutto nello scritto. Conviene rileggere il testo piu volte, ogni volta con un obiettivo diverso: una rilettura per i tempi e i modi verbali, una per le concordanze (soggetto-verbo, genere e numero), una per le preposizioni e gli articoli, una per i connettivi e la coesione. Usare una lista di controllo personale, costruita a partire dai propri errori ricorrenti, rende la revisione mirata ed efficace. Questa abitudine, sostenuta anche dall'uso ragionato del dizionario e degli strumenti digitali, e cio che permette di passare da un controllo grammaticale 'casuale' a un controllo consapevole, in linea con l'autonomia richiesta dalle Indicazioni Nazionali.

Tipi di errore in una revisione di un testo scritto

Esempio svolto

Correggere e classificare gli errori di una frase

La frase scritta da uno studente contiene tre errori tipici (interferenza dall'italiano): "Se avrei tempo, telefonerei a mio amico ogni giorni". Individua, correggi e classifica ciascun errore.

  1. 01Errore 1 - periodo ipotetico

    'Se avrei tempo' usa il condizionale nella frase con 'se': errore sistematico. Forma corretta (tipo 2): 'Se avessi tempo'. Il condizionale resta solo nella conseguenza ('telefonerei').

  2. 02Errore 2 - articolo/possessivo

    'a mio amico': in molte lingue il possessivo con nome singolo richiede l'articolo o una costruzione diversa. Causa: interferenza con l'italiano. Forma corretta: la struttura prevista dalla lingua studiata (per es. 'al mio amico' / 'a un mio amico').

  3. 03Errore 3 - concordanza di numero

    'ogni giorni': 'ogni' richiede il singolare. Causa: distrazione/ipergeneralizzazione. Forma corretta: 'ogni giorno'.

Risultato: Frase corretta: 'Se avessi tempo, telefonerei al mio amico ogni giorno.' Errori classificati: periodo ipotetico (sistematico), articolo/possessivo (interferenza), concordanza di numero (distrazione).

Obiettivo Maturità

  • Nella produzione scritta e premiata la capacita di autocorreggersi: una rilettura mirata che elimina gli errori sistematici (tempi, concordanze, preposizioni) innalza la valutazione della correttezza grammaticale.
  • Si valuta soprattutto la riduzione degli errori che ostacolano la comunicazione: distinguere gli errori gravi (che compromettono il senso) da quelli lievi aiuta a dare priorita alla revisione.

Errori frequenti

  • Consegnare un testo senza rileggerlo, lasciando errori di distrazione (concordanze, tempi) che lo studente saprebbe correggere da solo con una revisione mirata.
  • Trascurare gli errori sistematici dovuti all'interferenza con l'italiano (falsi amici, reggenza delle preposizioni, ordine delle parole), ripetendoli perche non se ne riconosce l'origine.

Approfondimento

La gestione dell'errore acquista senso alla luce di due nozioni fondamentali della linguistica dell'apprendimento. La prima è quella di «interlingua»: la lingua dell'apprendente non è un italiano malfatto, ma un sistema autonomo, coerente e in evoluzione, con regole proprie che si avvicinano progressivamente alla lingua d'arrivo. In questa luce l'errore non è un difetto da nascondere, bensì una finestra sulle ipotesi che lo studente sta formulando sul funzionamento della lingua. La seconda è la distinzione, cara all'«analisi degli errori», tra «errore» e «sbaglio»: l'errore riguarda la competenza, nasce da una regola interiorizzata scorretta e si ripete con regolarità; lo sbaglio riguarda l'esecuzione, è un lapsus occasionale che il parlante sa correggere da sé. Solo il primo richiede un intervento sulla regola; il secondo si riduce con l'attenzione e la revisione. Utile è anche distinguere gli errori «interlinguistici», dovuti al transfer dall'italiano o da un'altra lingua nota, dagli errori «intralinguistici», dovuti all'ipergeneralizzazione di una regola della lingua d'arrivo (per esempio applicare la desinenza regolare a un verbo irregolare): i primi si prevengono con l'analisi contrastiva, i secondi si superano con l'esposizione e la pratica. Sullo sfondo opera un compromesso costante tra accuratezza e fluenza: monitorare tutto rallenta e blocca, non monitorare nulla fossilizza gli errori. Il quaderno degli errori — che annota forma sbagliata, forma corretta e causa — è lo strumento che rende visibile il proprio profilo di interlingua e concentra la revisione dove serve davvero.

Ripasso attivo

Scrivi un breve testo (8-10 righe) in lingua straniera su un tema noto, poi rivedilo applicando una lista di controllo in quattro passaggi: (1) tempi e modi; (2) concordanze; (3) preposizioni e articoli; (4) connettivi e coesione. Annota in un quaderno degli errori almeno due errori trovati, con la forma corretta e la causa (interferenza, ipergeneralizzazione, distrazione).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il sistema verbale: tempi, modi e aspetto◐
    • 02Periodo ipotetico e discorso indiretto●
    • 03Subordinazione e connettivi◐
    • 04Errori ricorrenti e autocorrezione◐

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Grammatica e strutture della lingua

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione

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