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La prima prova dell'Esame di Stato propone, accanto all'analisi del testo letterario (tipologia A), due tracce di scrittura strettamente collegate: l'« analisi e produzione di un testo argomentativo » (tipologia B), che muove da un testo di partenza non letterario, e la « riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo » su tematiche di attualità (tipologia C). In entrambi i casi al candidato si chiede di costruire un discorso coeso e coerente, con una tesi chiara, argomenti pertinenti e una lingua scritta corretta e controllata. Questo appunto ne ricostruisce la struttura ufficiale, i criteri di valutazione (indicatori generali e specifici, punteggio in centesimi) e i metodi di lavoro passo per passo.
4 sezioni~21 min di lettura3 competenzeLivello Standard 4Verificato · 07/2026
livello base
Tutti gli indirizzi di liceo affrontano le stesse tipologie con gli stessi indicatori di valutazione: l'obiettivo comune è una tesi chiara, argomenti ordinati e una lingua corretta.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte vocazione umanistica e linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane) si valorizza la ricchezza dei riferimenti culturali e la finezza retorica, mentre negli indirizzi scientifici si apprezza il rigore logico e la padronanza degli ambiti tecnico-scientifici proposti dalla tipologia B.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
L'ossatura logica di un testo argomentativo
Leggi il seguente passo e svolgi i quesiti. « Si dice spesso che leggere libri di carta sia ormai superato. Eppure la lettura su pagina favorisce la concentrazione: gli studi sull'attenzione mostrano che lo schermo invita a saltare da un contenuto all'altro. Inoltre il libro non si scarica e non distrae con le notifiche. Certo, l'e-book è più comodo da trasportare; ma la comodità non coincide con la qualità della lettura. Per questo la carta resta insostituibile per uno studio serio. » Individua la tesi dell'autore, gli argomenti a sostegno e l'obiezione confutata.
Il tema è il confronto tra lettura su carta e lettura digitale: di questo parla il brano.
La tesi è l'idea che l'autore vuole far accettare: « la carta resta insostituibile per uno studio serio ». Si trova, come spesso accade, in posizione conclusiva (« Per questo… »).
Primo argomento (di causa-effetto, con appoggio all'autorità degli studi): la carta favorisce la concentrazione perché lo schermo invita a dispersarsi. Secondo argomento (per esempio concreto): il libro non si scarica e non distrae con le notifiche.
L'autore ammette un'obiezione (« l'e-book è più comodo da trasportare ») introdotta da « Certo », e subito la confuta con « ma la comodità non coincide con la qualità della lettura ».
Risultato: Tesi: la carta è insostituibile per lo studio serio. Argomenti: (1) favorisce la concentrazione; (2) non distrae con le notifiche. Antitesi confutata: la maggiore comodità dell'e-book, ridimensionata perché la comodità non equivale alla qualità.
Errori frequenti
Approfondimento
Analizzare un testo argomentativo significa ricostruirne l'impianto logico-retorico, e conviene disporre di qualche strumento tecnico. La retorica classica descriveva la «dispositio» del discorso persuasivo in parti fisse — «exordium» (che cattura l'attenzione), «narratio» (che espone i fatti), «argumentatio» (che porta le prove), «refutatio» (che confuta le obiezioni) e «peroratio» (la conclusione che rilancia): ritrovare queste funzioni in un articolo moderno aiuta a coglierne la struttura. Va poi riconosciuto il TIPO di argomento usato: per autorità (si cita un esperto), per esempio (un caso concreto), per analogia (un confronto), di causa-effetto (si mostra un legame causale). Ma la vera competenza critica è saper individuare le «fallacie», gli argomenti solo apparentemente validi: la generalizzazione indebita (da pochi casi a una legge universale), la falsa causa (scambiare una successione temporale per un nesso di causa), l'attacco alla persona invece che alla tesi. Distinguere infine la «tesi» dal «tema» è dirimente: il tema è l'argomento di cui si parla (per esempio gli smartphone a scuola), la tesi è la posizione che l'autore sostiene su quel tema (per esempio che andrebbero vietati). Chi confonde i due piani ha già sbagliato la comprensione, e con essa tutta l'analisi.
Ripasso attivo
Dato un breve articolo d'opinione (circa 25-30 righe) sull'uso degli smartphone a scuola, individua e scrivi in non più di tre righe la tesi dell'autore; poi elenca, riformulandoli con parole tue, i due argomenti principali con cui la sostiene e l'eventuale obiezione che egli confuta.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'anatomia di un paragrafo argomentativo
Devi sostenere la tesi: « La lettura su carta favorisce uno studio più efficace di quella su schermo. » Scrivi UN paragrafo argomentativo completo, rispettando i quattro passi (enuncia, spiega, prova, collega).
« Un primo motivo a favore della carta riguarda la concentrazione. » Questa frase-guida apre il paragrafo e annuncia di che cosa si parlerà.
« Quando leggiamo su uno schermo, l'apparecchio è anche il luogo delle notifiche e dei collegamenti, e ci invita continuamente a interrompere la lettura. » Si chiarisce perché l'argomento conta.
« Diverse ricerche sull'attenzione, ad esempio, segnalano che la lettura frammentata su dispositivi digitali riduce la comprensione profonda dei testi lunghi. » Si porta una prova/esempio a sostegno.
« Per questo motivo, quando lo scopo è uno studio serio e prolungato, la pagina di carta si rivela più efficace dello schermo. » Un connettivo conclusivo riannoda l'argomento alla tesi.
Risultato: Un primo motivo a favore della carta riguarda la concentrazione. Quando leggiamo su uno schermo, l'apparecchio è anche il luogo delle notifiche e dei collegamenti, e ci invita continuamente a interrompere la lettura. Diverse ricerche sull'attenzione, ad esempio, segnalano che la lettura frammentata su dispositivi digitali riduce la comprensione profonda dei testi lunghi. Per questo motivo, quando lo scopo è uno studio serio e prolungato, la pagina di carta si rivela più efficace dello schermo.
Errori frequenti
Approfondimento
Produrre un buon testo argomentativo è anzitutto un problema di «dispositio», cioè di ordine: la qualità di un tema non dipende solo dalle idee, ma da come sono disposte. L'unità di costruzione è il capoverso, che va pensato come un piccolo organismo compiuto: una «frase-guida» (l'equivalente del «topic sentence» della tradizione anglosassone) enuncia l'argomento del paragrafo, il quale viene poi spiegato, provato con un dato o un esempio e ricollegato alla tesi. Fra i capoversi la coesione si assicura con i connettivi, ma la coerenza profonda dipende dalla «progressione tematica»: ogni frase riprende qualcosa di noto («il dato») e vi aggiunge un'informazione nuova («il rema»), così che il discorso avanzi senza salti né ripetizioni. Un elemento spesso trascurato è la confutazione: anticipare e smontare l'obiezione più forte (la «concessio» dei retori antichi, «è vero che…, tuttavia…») non indebolisce la tesi, la rafforza, perché mostra che l'autore ha considerato il punto di vista avverso. Va infine ricordato il vincolo proprio della Tipologia B: il testo prodotto deve «dialogare» con il documento di partenza, riprendendone o contestandone le posizioni, non ignorarlo. E la revisione finale — controllo dei connettivi, dei tempi verbali, della punteggiatura — non è un lusso, ma l'ultima e decisiva fase della scrittura.
Ripasso attivo
Partendo dal brano sulla lettura su carta dell'esempio precedente, scrivi un testo argomentativo di circa 4 paragrafi in cui esprimi e sostieni la tua posizione (a favore o contro l'idea dell'autore), con almeno due argomenti, un esempio o riferimento culturale e la confutazione di un'obiezione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Tipologia B e Tipologia C a confronto
Traccia: rifletti sull'affermazione « Saper attendere è una forma di intelligenza ». Imposta una riflessione critica espositivo-argomentativa: proponi un titolo e una scaletta in introduzione, due paragrafi di sviluppo e conclusione.
Un titolo pertinente e non generico, ad esempio: « L'arte dell'attesa nell'epoca dell'istantaneo ». Risponde a un vincolo esplicito della consegna.
Si presenta il tema (l'attesa in una società che pretende tutto subito) e si annuncia la propria posizione: l'attesa non è passività, ma una competenza che richiede autocontrollo e capacità di previsione.
Argomento: attendere consente scelte migliori. Riferimento/esempio: si può richiamare la nozione di « gratificazione differita » studiata in psicologia, o un esempio storico/letterario di pazienza premiata, usato per ragionare e non per esibizione.
Obiezione: oggi la rapidità è un valore e l'attesa appare uno spreco. Confutazione: la fretta produce decisioni superficiali; la rapidità utile è quella consapevole, non l'impazienza.
Si riprende la tesi e la si rilancia: educare all'attesa significa educare al pensiero, perciò « saper attendere » è davvero una forma di intelligenza.
Risultato: Una scaletta completa: titolo « L'arte dell'attesa nell'epoca dell'istantaneo »; introduzione con esposizione del tema e tesi (l'attesa è competenza, non passività); paragrafo 1 (attendere permette scelte migliori, con riferimento alla gratificazione differita); paragrafo 2 (confutazione dell'idea che l'attesa sia uno spreco); conclusione che rilancia la tesi.
Errori frequenti
Approfondimento
La Tipologia C è l'erede, disciplinato, del vecchio «tema di ordine generale», ma la formula «espositivo-argomentativo» ne fissa il duplice compito e va rispettata alla lettera: bisogna insieme «esporre» (presentare con chiarezza il tema, definirne i termini, articolarne gli aspetti) e «argomentare» (prendere una posizione e sostenerla con ragioni). Sbilanciarsi da un lato produce i due errori tipici: la pura esposizione, che descrive senza tesi, e lo sfogo, che afferma un'opinione senza motivarla. La risorsa più preziosa, e la più difficile da gestire, sono i «riferimenti culturali»: la traccia C valuta esplicitamente conoscenze e riferimenti, ma questi vanno usati per ragionare, non esibiti come sfoggio — un rimando letterario, storico, filosofico o scientifico vale solo se serve l'argomentazione. È qui che lo studio di tutta la letteratura torna utile: un candidato che sa richiamare, a proposito, il «male di vivere» di Montale, il progresso visto criticamente da Leopardi o da Pasolini, la libertà di Alfieri, mostra quella «capacità di collegamento» che è il cuore anche del colloquio. Attenzione infine ai due nemici della qualità: la genericità dei luoghi comuni («da sempre l'uomo…», «al giorno d'oggi…») e la confidenza del diario. Meglio pochi riferimenti precisi e ben spesi che molte parole vuote: la Tipologia C premia il pensiero, non il volume.
Ripasso attivo
Data la citazione « Il tempo libero non è tempo vuoto », scrivi una riflessione critica espositivo-argomentativa: proponi un titolo, esponi che cosa intendi per « tempo libero », prendi posizione sull'affermazione e sostienila con almeno due argomenti e un riferimento culturale o un esempio concreto, chiudendo con una conclusione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La griglia di valutazione della prima prova: generali + specifici
Rivedi e migliora questo capoverso, intervenendo su coerenza, coesione e correttezza: « Lo sport fa bene. Molti ragazzi non fanno sport perché studiano. Inoltre lo sport è bello e poi ci si diverte e fa amicizia ed è importante per la salute che è una cosa fondamentale per tutti noi. »
Il capoverso non ha una tesi chiara né un ordine: la frase « molti ragazzi non fanno sport perché studiano » introduce un tema diverso (un ostacolo) senza collegarlo. Manca una frase-guida.
« Inoltre » non aggiunge a nulla di logicamente precedente; l'ultima frase accumula idee con « e poi… ed… ed… » senza gerarchia: è una catena, non un ragionamento.
« è bello », « è una cosa fondamentale » sono espressioni generiche e di registro basso; conviene un lessico più preciso e una sintassi meno paratattica.
Si fissa una frase-guida (la tesi del capoverso), si ordinano gli argomenti con connettivi appropriati e si eleva il registro: vedi il risultato.
Risultato: Praticare uno sport offre benefici che vanno oltre il corpo. Sul piano fisico, l'attività regolare contribuisce alla salute e al benessere; sul piano sociale, inoltre, lo sport favorisce le amicizie e il senso di gruppo. Anche per chi è assorbito dallo studio, dunque, dedicare del tempo al movimento non è una perdita, ma un investimento sull'equilibrio personale.
Errori frequenti
Approfondimento
La distinzione tra «coerenza» e «coesione», centrale nella valutazione, ha un preciso fondamento nella linguistica del testo. La coesione è la trama superficiale che lega le frasi: i «meccanismi coesivi» studiati dai linguisti — la referenza (i pronomi e i deittici che rimandano ad altri elementi), l'ellissi, la congiunzione (i connettivi logici) e la coesione lessicale (ripetizioni controllate, sinonimi, iperonimi) — sono i fili grammaticali del tessuto. La coerenza è invece la tenuta logico-semantica globale: l'unità di senso per cui ogni parte serve alla tesi, l'ordine delle idee è motivato e il testo non si contraddice. Sono indipendenti: si può avere un testo coeso ma incoerente (frasi ben agganciate che però non costruiscono un ragionamento) o coerente ma poco coeso (idee giuste ma giustapposte senza legami espliciti); l'eccellenza richiede entrambe. Sul piano operativo, ciò significa che la revisione va condotta su due livelli: uno «macro» (la coerenza: ogni capoverso serve alla tesi? c'è una progressione?) e uno «micro» (la coesione, la correttezza grammaticale e ortografica, la punteggiatura). La griglia ministeriale, che somma indicatori generali e specifici in centesimi, valuta separatamente questi aspetti: rileggere con quella griglia in mente, riservando gli ultimi minuti alla correzione, è la mossa che distingue un testo pensato da uno solo scritto. È, non a caso, la lezione con cui si chiude l'intero percorso: la lingua non è un accessorio del contenuto, ma la forma stessa del pensiero.
Ripasso attivo
Riprendi un tuo testo argomentativo già scritto e rileggilo con la griglia in mano: verifica separatamente la coerenza (ogni paragrafo serve alla tesi? c'è una contraddizione?) e la coesione (i connettivi sono giusti? i tempi verbali concordano?), poi annota due interventi di revisione per ciascun aspetto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti