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Il calcolo numerico studia i metodi con cui un calcolatore risolve in modo approssimato problemi matematici che non ammettono soluzione esatta o pratica: dalla rappresentazione finita dei numeri in virgola mobile, con i suoi errori, alla ricerca degli zeri di una funzione (metodo di bisezione) e all'approssimazione di aree e integrali (metodi dei rettangoli e dei trapezi). L'argomento intreccia informatica e matematica nel triennio del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate: ogni metodo è un algoritmo iterativo da analizzare per correttezza, efficienza e affidabilità del risultato, e da implementare in un linguaggio di programmazione o in un foglio di calcolo. Imparare a stimare e controllare l'errore è il filo conduttore che lega tutte le tecniche.
4 sezioni~22 min di lettura3 competenzeLivello Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
È richiesto di conoscere e applicare i metodi numerici fondamentali (bisezione, rettangoli, trapezi), di tradurli in un semplice algoritmo e di stimare l'ordine di grandezza dell'errore.
livello avanzato
L'indirizzo Scienze Applicate approfondisce l'analisi quantitativa dell'errore (rappresentazione in virgola mobile, propagazione, criteri di arresto), il confronto dell'efficienza tra metodi e l'implementazione completa degli algoritmi in un linguaggio di programmazione.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Anatomia di un numero in virgola mobile
Errore assoluto
Differenza in valore assoluto tra il valore vero x e il valore approssimato x con tilde; ha la stessa unita di misura della grandezza.
Errore relativo
Rapporto tra errore assoluto e modulo del valore vero; e adimensionale e si esprime spesso in percentuale moltiplicando per cento.
Forma in virgola mobile
Un numero in floating point e dato dal segno s, dalla mantissa m (con numero finito di cifre nella base b) e dall'esponente e; la finitezza di m genera l'errore di rappresentazione.
Il valore vero di pi greco e 3.14159265; un programma lo memorizza come 3.14159. Determina l'errore assoluto e l'errore relativo dell'approssimazione, ed esprimi quest'ultimo in percentuale.
Si sottrae l'approssimato dal vero e si prende il valore assoluto.
Si divide l'errore assoluto per il modulo del valore vero.
Si moltiplica l'errore relativo per cento.
Risultato: L'errore assoluto e circa 0.00000265 e l'errore relativo circa 8.4 per dieci alla meno sette, cioe meno di un milionesimo: l'approssimazione e ottima e conserva sei cifre significative corrette.
Errori frequenti
Approfondimento
La finitezza della mantissa si quantifica con l'epsilon di macchina (machine epsilon): il più piccolo numero «ε» tale che «1 + ε» sia ancora distinguibile da «1» nella rappresentazione della macchina. Esso fissa la precisione relativa dell'aritmetica (in doppia precisione IEEE 754 vale circa «2·10⁻¹⁶», cioè circa 16 cifre decimali significative) e ogni operazione introduce un errore relativo dell'ordine di «ε». Conviene poi distinguere due nature diverse di errore: l'errore di arrotondamento, dovuto alla rappresentazione finita dei numeri, e l'errore di troncamento (o di metodo), dovuto al fatto che un procedimento numerico approssima un'operazione ideale — per esempio interrompe una serie infinita o dimezza un intervallo un numero finito di volte. Due concetti governano infine l'affidabilità di un calcolo. Il numero di condizionamento (condition number) misura quanto un problema è sensibile a piccole variazioni dei dati: un problema mal condizionato amplifica gli errori d'ingresso a prescindere dall'algoritmo usato. La stabilità riguarda invece l'algoritmo: un algoritmo stabile non amplifica indebitamente gli errori di arrotondamento durante l'esecuzione. Un buon risultato numerico richiede entrambe le cose, un problema ben condizionato e un algoritmo stabile, ed è per questo che, di fronte alla cancellazione numerica, si riscrivono le formule — come la formula risolutiva dell'equazione di secondo grado, che si può riformulare per evitare la sottrazione di due quantità quasi uguali.
Ripasso attivo
Il valore vero di una costante è 3.14159265 e un programma ne fornisce l'approssimazione 3.14159. Calcola l'errore assoluto e l'errore relativo dell'approssimazione, esprimendo il secondo anche in percentuale, e commenta il significato dei due valori.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Bisezione su f(x) = x² - 2 in [1, 2]
Teorema degli zeri
Se f e continua su [a,b] e assume valori di segno opposto agli estremi, esiste almeno uno zero interno: e la condizione che rende applicabile la bisezione.
Punto medio
Stima corrente della radice a ogni iterazione; sostituisce l'estremo che conserva lo stesso segno di f(m).
Errore dopo n passi
L'ampiezza dell'intervallo, e dunque l'errore massimo sulla stima, si dimezza a ogni iterazione: imponendo questo valore minore della tolleranza si ricava il numero n di passi.
Approssima la soluzione positiva di x^2 - 2 = 0 nell'intervallo [1, 2] con tre passi del metodo di bisezione. Riporta a ogni passo l'intervallo, il punto medio m, il segno di f(m) e l'errore massimo.
f(1) = 1 - 2 = -1 < 0 e f(2) = 4 - 2 = 2 > 0: segni opposti, il teorema garantisce uno zero in (1, 2).
m = 1.5; f(1.5) = 2.25 - 2 = 0.25 > 0, stesso segno di f(2): lo zero e a sinistra, nuovo intervallo [1, 1.5]. Errore massimo 0.5.
m = 1.25; f(1.25) = 1.5625 - 2 = -0.4375 < 0, stesso segno di f(1): lo zero e a destra, nuovo intervallo [1.25, 1.5]. Errore massimo 0.25.
m = 1.375; f(1.375) = 1.890625 - 2 = -0.109375 < 0, lo zero e a destra, nuovo intervallo [1.375, 1.5]. Errore massimo 0.125.
Risultato: Dopo tre passi la radice e localizzata in [1.375, 1.5], con stima centrale 1.4375 ed errore massimo 0.125; il valore vero radice di 2 e circa 1.41421, dentro l'intervallo trovato.
Errori frequenti
Approfondimento
Il pregio della bisezione — la stima dell'errore certa — si traduce in una formula esplicita per il numero di iterazioni. Dopo n dimezzamenti l'ampiezza dell'intervallo è «(b−a)/2ⁿ», che è anche la maggiorazione dell'errore sulla stima; imporre che scenda sotto una tolleranza «tol» dà «(b−a)/2ⁿ < tol», da cui, prendendo il logaritmo, «n > log₂((b−a)/tol)». Per dimezzare l'errore serve dunque una sola iterazione in più: la convergenza è lineare, e per guadagnare una cifra decimale (fattore 10) occorrono circa «log₂ 10 ≈ 3,3» iterazioni. Metodi più rapidi esistono: il metodo di Newton (delle tangenti) approssima la funzione con la sua retta tangente e itera secondo la regola «x_nuovo = x − f(x)/f'(x)», ottenendo una convergenza quadratica — il numero di cifre corrette all'incirca raddoppia a ogni passo — ma richiede la derivata, un buon punto di partenza e può divergere se le ipotesi non sono rispettate; il metodo delle secanti sostituisce la derivata con un rapporto incrementale. La bisezione resta il metodo di riferimento proprio perché baratta la velocità con l'affidabilità assoluta: converge sempre, purché valgano le ipotesi del teorema degli zeri, ed è spesso usata per «avvicinarsi» alla radice prima di passare a un metodo più veloce ma più fragile.
Ripasso attivo
Considera la funzione f(x) = x^2 - 2 sull'intervallo [1, 2]. Verifica le ipotesi del teorema degli zeri ed esegui tre passi del metodo di bisezione, indicando a ogni passo l'intervallo, il punto medio, il segno di f nel punto medio e l'errore massimo sulla stima.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Area sotto f(x) = x² su [0, 1] approssimata con i trapezi
Passo e nodi
L'intervallo [a,b] e diviso in n sottointervalli di ampiezza h; i nodi x_i (con i da 0 a n) sono equidistanti.
Metodo dei rettangoli (sinistri)
Ogni rettangolo ha base h e altezza pari al valore della funzione nell'estremo sinistro del sottointervallo; la somma approssima l'area.
Metodo dei trapezi (composito)
I due estremi entrano con peso 1, i nodi interni con peso 2; il fattore h/2 deriva dall'area del singolo trapezio.
Stima l'integrale di f(x) = x^2 tra 0 e 1 con n = 4 sottointervalli, usando i rettangoli sinistri e i trapezi; confronta con il valore esatto 1/3.
h = (1 - 0)/4 = 0.25; nodi x = 0, 0.25, 0.5, 0.75, 1. Valori: f = 0, 0.0625, 0.25, 0.5625, 1.
Si sommano i valori nei nodi sinistri (0, 0.25, 0.5, 0.75) e si moltiplica per h: (0 + 0.0625 + 0.25 + 0.5625) = 0.875; per 0.25 = 0.21875.
Estremi peso 1 (0 e 1), interni peso 2 (0.0625, 0.25, 0.5625). Somma pesata: 0 + 2(0.0625 + 0.25 + 0.5625) + 1 = 0 + 2(0.875) + 1 = 2.75; per h/2 = 0.125.
Valore esatto 1/3 = 0.3333... I rettangoli sinistri (0.21875) sottostimano di 0.1146; i trapezi (0.34375) sbagliano solo di 0.0104.
Risultato: Il metodo dei trapezi (0.34375) e nettamente piu accurato dei rettangoli sinistri (0.21875): a parita di suddivisione l'errore dei trapezi e circa un decimo di quello dei rettangoli, confermando che approssimare con segmenti segue meglio la curva.
Errori frequenti
Approfondimento
I metodi di integrazione si ordinano per accuratezza guardando a come il loro errore diminuisce al ridursi del passo «h». Il metodo dei rettangoli (estremo sinistro o destro) ha un errore che va a zero come «h», cioè linearmente: dimezzare «h» dimezza l'errore. Il metodo del punto medio e quello dei trapezi hanno errore dell'ordine di «h²»: dimezzare «h» riduce l'errore a un quarto, e ciò spiega perché, a parità di suddivisione, i trapezi sono nettamente più precisi dei rettangoli. Un salto ulteriore lo compie il metodo di Simpson, che su ogni coppia di sottointervalli sostituisce alla funzione non un segmento ma un arco di parabola passante per tre punti: il suo errore va come «h⁴», sicché dimezzare «h» lo riduce di ben sedici volte, ed è addirittura esatto per tutti i polinomi fino al terzo grado. La formula composita di Simpson pesa i nodi con il ritmo «1, 4, 2, 4, ..., 4, 1» e richiede un numero pari di sottointervalli. C'è però un limite: infittire «h» a oltranza non conviene, perché quando l'errore di troncamento (che cala con «h») scende sotto il livello degli errori di arrotondamento accumulati (che al contrario crescono con il numero di operazioni), il risultato smette di migliorare e può perfino peggiorare — una manifestazione concreta del compromesso fra le due nature di errore studiate all'inizio del capitolo.
Ripasso attivo
Stima l'integrale di f(x) = x^2 tra 0 e 1 suddividendo l'intervallo in n = 4 parti, applicando sia il metodo dei rettangoli sinistri sia quello dei trapezi. Confronta le due stime con il valore esatto 1/3 e commenta quale metodo e piu accurato.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Diagramma di flusso del metodo di bisezione
Criterio di arresto
Il ciclo termina quando l'ampiezza dell'intervallo scende sotto la tolleranza voluta, oppure quando si raggiunge il numero massimo di iterazioni di sicurezza.
Scrivi lo pseudocodice di una procedura BISEZIONE(f, a, b, tol, maxIter) che restituisce un'approssimazione della radice di f in [a, b], con inizializzazione, ciclo e criterio di arresto espliciti.
Verificare che f(a) e f(b) abbiano segno opposto; in caso contrario il metodo non e applicabile e si segnala un errore.
Porre k = 0 e calcolare il primo punto medio m = (a + b) / 2.
Finche |b - a| >= tol e k < maxIter: m = (a + b)/2; se f(a)*f(m) < 0 allora b = m altrimenti a = m; incrementare k.
Al termine restituire m come approssimazione della radice, con errore massimo |b - a|/2.
Risultato: PROCEDURA BISEZIONE(f, a, b, tol, maxIter): se f(a)f(b) >= 0 -> errore; k <- 0; FINCHE |b-a| >= tol E k < maxIter: m <- (a+b)/2; SE f(a)f(m) < 0 ALLORA b <- m ALTRIMENTI a <- m; k <- k+1; FINE-FINCHE; RESTITUISCI m. L'algoritmo termina sempre grazie al doppio criterio di arresto (tolleranza e numero massimo di iterazioni).
Errori frequenti
Approfondimento
Implementare un metodo numerico segue sempre lo stesso schema iterativo, che conviene interiorizzare: si inizializza lo stato (per la bisezione, gli estremi «a» e «b» e un contatore); si ripete, dentro un ciclo, l'aggiornamento dello stato (calcolo del punto medio, scelta della metà giusta); si controlla a ogni giro un criterio di arresto composito; si restituisce infine il risultato con una stima dell'errore. Un errore tipico e insidioso in virgola mobile è arrestare un ciclo con un confronto di uguaglianza esatta, come «finché f(m) ≠ 0»: poiché lo zero esatto non viene quasi mai raggiunto nella rappresentazione finita, il ciclo rischia di non terminare mai — per questo si confronta sempre con una tolleranza («|f(m)| < ε») e si aggiunge un tetto al numero di iterazioni come rete di sicurezza. Nella pratica professionale non si reimplementano da zero questi metodi: si usano librerie numeriche mature e ottimizzate (per esempio NumPy e SciPy in Python), che offrono routine collaudate per zeri, integrali e sistemi lineari; scrivere il metodo a mano serve però a capire che cosa quelle librerie fanno e quando possono fallire. Vale infine, come sempre, la regola della validazione: prima di fidarsi di un'implementazione su un problema nuovo, la si prova su casi di cui si conosce la risposta esatta (la radice di 2, un integrale calcolabile a mano), perché un programma che «gira» non è ancora, di per sé, un programma corretto.
Ripasso attivo
Scrivi lo pseudocodice di un algoritmo che implementa il metodo di bisezione per una funzione f su un intervallo [a, b], ricevendo in ingresso una tolleranza tol e un numero massimo di iterazioni maxIter, e restituendo l'approssimazione della radice. Indica esplicitamente inizializzazione, ciclo e criterio di arresto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti