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L'arte greca, dall'eta geometrica all'ellenismo, costituisce il fondamento della cultura figurativa occidentale: in essa nascono la rappresentazione naturalistica e idealizzata del corpo umano, il sistema degli ordini architettonici e l'idea stessa di « canone » come misura razionale della bellezza. Questo appunto ricostruisce la periodizzazione storica, l'architettura del tempio, l'evoluzione della scultura dal kouros arcaico all'equilibrio classico e infine la stagione ellenistica del pathos e del movimento. L'argomento e pienamente valutabile all'Esame di Stato, sia nella seconda prova del Liceo artistico sia nel colloquio degli altri indirizzi del Liceo.
4sezionica. 15min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi del Liceo si richiede di riconoscere e collocare le opere-chiave (Partenone, Doriforo, Discobolo, Laocoonte) e di descriverne in modo corretto periodo, tecnica e caratteri formali con il lessico specifico.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore peso storico-artistico (e in vista della seconda prova del Liceo artistico) si chiede inoltre di argomentare l'evoluzione interna dei linguaggi, mettendo in relazione canone, proporzione e contesto culturale attraverso il confronto critico tra opere.
Lesetiefe: Approfondimento
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Asse cronologico dell'arte greca
Davanti a una statua di giovane nudo, stante, perfettamente frontale, con le braccia lungo i fianchi, il piede sinistro lievemente avanzato e un accenno di sorriso, in quale fase dell'arte greca la collocheresti e perche?
Giovane nudo stante e in posizione rigida e frontale: si tratta di un kouros, tipo scultoreo caratteristico.
La frontalita assoluta, le braccia aderenti al corpo, l'avanzamento del piede senza spostamento del peso e il « sorriso arcaico » sono i tratti convenzionali della scultura arcaica.
Manca l'equilibrio asimmetrico (chiasmo) del classico e ogni torsione o emozione dell'ellenismo: dunque non e ne classica ne ellenistica.
Risultato: L'opera appartiene al periodo arcaico (VII-VI secolo a.C.): la rigidita frontale e il sorriso arcaico ne sono le prove formali.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Disponi su un asse cronologico le cinque fasi dell'arte greca, indicando per ciascuna gli estremi temporali e una caratteristica formale distintiva; poi spiega in un breve paragrafo perche lo « stile severo » e considerato una fase di transizione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema comparativo dei tre ordini architettonici
Pianta schematica del Partenone (tempio dorico periptero octastilo)
Il Partenone e un tempio periptero octastilo con 17 colonne sui lati lunghi. Quante colonne forma in tutto la peristasi (il colonnato perimetrale)? In molti templi dorici classici vale la regola « colonne sul lato lungo = 2 x colonne sul fronte + 1 »: verifica se il Partenone la rispetta.
Sommo fronte + retro + i due lati lunghi, poi sottraggo le 4 colonne d'angolo che altrimenti conterei due volte: (8 + 8) + (17 + 17) - 4.
16 + 34 - 4 = 46 colonne perimetrali.
2 x 8 + 1 = 17, che coincide esattamente con le colonne dei lati lunghi: la regola e rispettata.
Risultato: La peristasi del Partenone conta 46 colonne; il rapporto fronte-fianco (8 e 17) rispetta la regola classica 2n + 1, segno della razionalita proporzionale dell'edificio.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Realizza una tabella di confronto dei tre ordini architettonici, indicando per ciascuno presenza/assenza della base, forma del capitello e tipo di fregio; poi spiega in un paragrafo che cosa sono le correzioni ottiche del Partenone e a quale scopo furono introdotte.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema del chiasmo (ponderazione) nel Doriforo
Canone modulare
L'altezza totale h della figura e n volte il modulo m (per il Doriforo n vale circa 7.5 e m e la testa): la regola esprime la proporzione costante del corpo.
Linea evolutiva della scultura: dalla rigidita al canone
Secondo una lettura modulare del Canone, la testa e l'unita di misura del corpo e la statura totale corrisponde a circa 7 teste e mezzo. Se la testa di un Doriforo misura 24 cm, quale altezza complessiva avra la figura? Spiega poi perche questo procedimento si dice « modulare ».
Il modulo e la testa, qui pari a 24 cm; la statura e definita come multiplo di questo modulo.
Altezza = numero di moduli x lunghezza del modulo = 7.5 x 24 cm.
7.5 x 24 = 180, dunque l'altezza e 180 cm.
Risultato: La figura misura 180 cm. Il metodo e « modulare » perche ogni parte e definita come multiplo o frazione di un'unita di base (il modulo), cosi che le proporzioni restino costanti a qualsiasi scala: e questo il senso del Canone di Policleto.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta un kouros arcaico e il Doriforo di Policleto, analizzando la distribuzione del peso, la simmetria/asimmetria e l'espressione del volto; spiega in che senso il Doriforo rappresenta il « canone » della scultura classica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto: equilibrio classico contro pathos ellenistico
Costruisci un breve paragrafo di analisi del Laocoonte di stile Esame di Stato, individuando: periodo, soggetto, composizione ed effetto espressivo, e collegandolo a un esito della sua fortuna critica.
Indico periodo e ambito: scultura ellenistica, opera di artisti rodii (Agesandro, Polidoro e Atenodoro secondo Plinio).
Il sacerdote troiano Laocoonte e i due figli vengono avvolti e uccisi dai serpenti marini, episodio legato alla guerra di Troia.
La composizione si organizza a piramide; corpi in torsione, muscolatura tesa, volto contratto dal dolore e un fortissimo chiaroscuro realizzano il pathos.
Riscoperto a Roma nel 1506, fu modello del « terribile » michelangiolesco e, per Winckelmann, esempio di « nobile dolore » dominato.
Risultato: Un paragrafo che dichiara periodo (ellenistico) e soggetto (mito troiano), legge la composizione a piramide e il pathos del chiaroscuro, e chiude collegando la riscoperta del 1506 all'influenza su Michelangelo: questa e la struttura di un'analisi completa da colloquio.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta il Doriforo di Policleto e il Laocoonte mettendo a tema l'opposizione tra equilibrio classico e pathos ellenistico; analizza per ciascuna opera composizione, espressione e rapporto con lo spettatore.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti