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I vulcani e i terremoti sono le manifestazioni più immediate della dinamica endogena del nostro pianeta: rivelano l'energia che si genera all'interno della Terra e la sua distribuzione lungo i margini delle placche litosferiche. Studiare la struttura di un edificio vulcanico, il legame fra composizione del magma e stile eruttivo, l'origine dei terremoti e la propagazione delle onde sismiche significa comprendere come la Terra trasforma e libera energia. Questo appunto collega i meccanismi fisici dei due fenomeni alla loro misurazione e alla valutazione del rischio, secondo le Indicazioni Nazionali per le Scienze della Terra del triennio liceale.
4sezionica. 16min di lettura4competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi è richiesto di descrivere struttura e prodotti dei vulcani, l'origine dei terremoti, le onde sismiche e le scale di misura, e di collegare i fenomeni alla distribuzione dei margini di placca.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si approfondiscono gli aspetti quantitativi (relazione magnitudo-energia, uso dei tempi di arrivo P-S per la distanza epicentrale) e l'integrazione con la tettonica delle placche e lo studio dell'interno terrestre.
Lesetiefe: Approfondimento
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Sezione di un edificio vulcanico
Spiega perché un vulcano alimentato da magma riolitico tende a dare eruzioni esplosive, mentre un vulcano alimentato da magma basaltico tende a dare eruzioni effusive. Collega la risposta al tipo di edificio vulcanico atteso.
Il magma riolitico è acido, con contenuto di silice superiore al 63 %; il magma basaltico è basico, con silice intorno al 45-52 %.
Maggiore è il contenuto di silice, maggiore è la viscosità del magma, perché la silice forma reticoli che ostacolano lo scorrimento.
Un magma molto viscoso trattiene i gas disciolti fino a pressioni elevate: l'improvvisa liberazione dei gas frammenta il magma e genera l'esplosione. Un magma fluido lascia sfuggire i gas gradualmente, dando eruzioni tranquille.
Il magma viscoso costruisce strato-vulcani ripidi o duomi; il magma fluido costruisce vulcani a scudo larghi e bassi.
Risultato: Il magma riolitico, viscoso, trattiene i gas e produce eruzioni esplosive con strato-vulcani o duomi; il magma basaltico, fluido, libera i gas gradualmente e produce eruzioni effusive con vulcani a scudo.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Due vulcani emettono magmi diversi: il primo ha lave fluide e contenuto di silice intorno al 49 %; il secondo ha contenuto di silice intorno al 68 % e lave pastose. Per ciascuno indica, motivando, il tipo di magma, lo stile eruttivo prevalente e il tipo di edificio vulcanico atteso.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Ipocentro, epicentro e faglia
Una faglia accumula deformazione per molti anni senza rompersi. Spiega, usando la teoria del rimbalzo elastico, che cosa accade dal punto di vista energetico durante la fase di carico e durante la rottura, e individua dove nasce il terremoto.
Gli sforzi tettonici deformano elasticamente le rocce ai due lati della faglia: l'energia meccanica viene immagazzinata come energia potenziale elastica (le rocce si comportano come una molla caricata).
Quando lo sforzo supera la resistenza delle rocce, queste si rompono o scivolano improvvisamente lungo la faglia.
I blocchi rimbalzano verso una configurazione meno deformata; l'energia elastica accumulata si libera in pochi secondi sotto forma di onde sismiche e di calore per attrito.
La rottura inizia nell'ipocentro, in profondità; la sua proiezione in superficie è l'epicentro.
Risultato: Durante il carico le rocce accumulano energia elastica; alla rottura l'energia si libera come onde sismiche partendo dall'ipocentro, la cui proiezione in superficie è l'epicentro.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Lungo un margine convergente le rocce sono sottoposte a sforzi di compressione. Indica quale tipo di faglia ci si aspetta, descrivi come la teoria del rimbalzo elastico spiega il terremoto associato e di' dove si trovano ipocentro ed epicentro.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Sismogramma con onde P e S
energia cinetica
Richiamo (ripasso) di fisica: l'energia accumulata e liberata in un sisma deriva dalla deformazione elastica delle rocce; le onde sismiche trasportano questa energia attraverso il mezzo.
magnitudo ed energia
Relazione (di Gutenberg-Richter) tra magnitudo M ed energia E (in joule) liberata da un terremoto: un aumento di una unità di M corrisponde a un'energia circa 31.6 volte maggiore (poiché 10^{1.5} ≈ 31.6).
distanza dall'epicentro
Dalla differenza dei tempi di arrivo Δt = t_S − t_P delle onde P e S e dalle loro velocità si ricava la distanza d della stazione dall'epicentro; con tre stazioni si triangola la posizione.
Velocità delle onde P e S in funzione della distanza
In una stazione le onde P arrivano alle 10:00:20 e le onde S alle 10:00:35. Con v_P = 8 km/s e v_S = 4,5 km/s, stima la distanza della stazione dall'epicentro.
Differenza tra i tempi di arrivo: Δt = 10:00:35 − 10:00:20 = 15 s.
La distanza è d = Δt · (v_P · v_S) / (v_P − v_S).
d = 15 · (8 · 4,5) / (8 − 4,5) = 15 · 36 / 3,5.
15 · 36 = 540; 540 / 3,5 ≈ 154,3 km.
Risultato: La stazione dista circa 154 km dall'epicentro. Per localizzare l'epicentro servono almeno tre stazioni (triangolazione).
Errori frequenti
Ripasso attivo
In una stazione sismica le onde P arrivano alle 10:00:20 e le onde S alle 10:00:35. Sapendo che v_P ≈ 8 km/s e v_S ≈ 4,5 km/s, stima la distanza della stazione dall'epicentro e spiega quante stazioni servono per localizzarlo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I tre fattori del rischio
Un comune sorge in un'area ad alta pericolosità sismica, con molti edifici storici non adeguati e un centro storico densamente abitato. Analizza il rischio sismico individuando i tre fattori e proponi misure di mitigazione.
L'area è ad alta pericolosità: la storia sismica e le faglie attive indicano un'elevata probabilità di terremoti forti.
Gli edifici storici non adeguati hanno alta vulnerabilità: tendono a subire danni gravi anche per scuotimenti moderati.
Il centro storico densamente abitato comporta un'alta esposizione: molte persone e beni nell'area a rischio.
Rischio = pericolosità × vulnerabilità × esposizione: qui tutti i fattori sono elevati, quindi il rischio è alto. Si agisce riducendo i fattori controllabili: adeguamento antisismico degli edifici (vulnerabilità) e pianificazione dell'emergenza con educazione della popolazione (esposizione/danni attesi).
Risultato: Il rischio è elevato perché pericolosità, vulnerabilità ed esposizione sono tutte alte; non potendo ridurre la pericolosità, si interviene sull'adeguamento antisismico e sulla preparazione della popolazione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Due città subiscono un terremoto della stessa magnitudo a uguale distanza dall'epicentro, ma una riporta crolli e vittime, l'altra danni lievi. Usando i concetti di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, spiega come è possibile e indica due misure di prevenzione efficaci.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti