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L'evoluzione biologica è il processo per cui le popolazioni dei viventi cambiano nel tempo, e costituisce il paradigma unificante di tutta la biologia. Si parte dal superamento del fissismo (Lamarck e poi, soprattutto, Charles Darwin con la selezione naturale), si esaminano le numerose prove dell'evoluzione (paleontologiche, anatomiche, embriologiche, biogeografiche e molecolari) e si arriva alla sintesi moderna (neodarwinismo), che integra il darwinismo con la genetica delle popolazioni, l'equilibrio di Hardy-Weinberg e i meccanismi della speciazione. L'argomento appartiene pienamente al programma valutabile all'Esame di Stato (seconda prova e colloquio).
4sezionica. 18min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi liceali è richiesta la padronanza del passaggio dal fissismo a Darwin, del meccanismo della selezione naturale, delle principali prove dell'evoluzione e dei concetti di base della sintesi moderna (mutazione, selezione, deriva, flusso genico, specie e speciazione).
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la genetica delle popolazioni con l'uso quantitativo dell'equilibrio di Hardy-Weinberg, i tipi di selezione (stabilizzante, direzionale, divergente) letti su distribuzioni di frequenza e i modelli di speciazione (allopatrica e simpatrica).
Lesetiefe: Approfondimento
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La logica della selezione naturale secondo Darwin
In una popolazione di insetti trattata con un insetticida, dopo alcune generazioni la maggior parte degli insetti risulta resistente al prodotto. Spiega il fenomeno in chiave darwiniana e mostra perché non si tratta di un adattamento lamarckiano «su richiesta».
Già prima del trattamento, per mutazioni casuali, nella popolazione esistevano pochi individui con alleli che conferiscono resistenza all'insetticida. La variabilità c'era prima della pressione ambientale, non è stata creata da essa.
L'insetticida uccide gli individui sensibili; sopravvivono soprattutto gli individui già resistenti, che hanno quindi una fitness maggiore in quel nuovo ambiente.
Gli individui resistenti si riproducono e trasmettono gli alleli di resistenza: generazione dopo generazione la frequenza dell'allele di resistenza aumenta nella popolazione.
Gli insetti non sono diventati resistenti perché esposti all'insetticida né hanno trasmesso una modificazione acquisita: l'ambiente ha selezionato una variabilità già presente, non l'ha indotta.
Risultato: La resistenza all'insetticida è un classico esempio di selezione naturale: l'insetticida seleziona gli alleli di resistenza preesistenti, facendone aumentare la frequenza; non è un adattamento lamarckiano indotto dal bisogno.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega, usando l'esempio del collo della giraffa, in che cosa differiscono la spiegazione lamarckiana e quella darwiniana dell'evoluzione di un carattere, chiarendo perché solo la seconda è coerente con le attuali conoscenze sull'ereditarietà.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Organi omologhi e organi analoghi a confronto
Albero filogenetico e radiazione adattativa da un antenato comune
Classifica le seguenti coppie come «omologhe» o «analoghe», giustificando ciascuna scelta: (a) la pinna della balena e il braccio dell'uomo; (b) l'ala del pipistrello e l'ala della farfalla; (c) la spina della rosa e quella del biancospino (entrambe modificazioni di organi).
Sono omologhe le strutture con la stessa origine embrionale/evolutiva ma anche funzioni diverse; sono analoghe quelle con funzione simile ma origine diversa. L'omologia indica discendenza comune (divergenza), l'analogia indica convergenza.
Pinna di balena e braccio umano condividono lo schema osseo dei vertebrati (omero, radio, ulna, ...): stessa origine, funzioni diverse (nuotare/afferrare). Sono OMOLOGHE → evoluzione divergente.
L'ala del pipistrello è un arto di vertebrato modificato; quella della farfalla è un'estroflessione del corpo di un insetto. Stessa funzione (volare) ma origini del tutto diverse: sono ANALOGHE → evoluzione convergente.
Le spine indicate sono entrambe modificazioni di strutture vegetali con funzione protettiva simile; se derivano da organi diversi (es. fusto vs foglia) sono analoghe. In generale, va confrontata l'origine: stessa origine → omologia, origine diversa con stessa funzione → analogia.
Risultato: (a) omologhe (divergenza); (b) analoghe (convergenza); (c) la classificazione dipende dall'origine dell'organo modificato: stessa origine = omologhe, origine diversa con funzione simile = analoghe.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Osservando l'arto anteriore di un uomo, di una balena e di un pipistrello si ritrova lo stesso schema di ossa (omero, radio, ulna, carpo, metacarpo, falangi) adattato a funzioni diverse. Spiega di quale tipo di prova si tratta e che cosa dimostra riguardo alla loro storia evolutiva.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Selezione stabilizzante (confronto con la distribuzione iniziale)
I fattori che modificano le frequenze alleliche
Per ciascuna situazione indica il meccanismo evolutivo prevalente (selezione naturale, deriva genetica, flusso genico o mutazione): (a) un'eruzione vulcanica uccide a caso gran parte di una popolazione di lucertole, lasciando pochi sopravvissuti; (b) farfalle scure sopravvivono meglio su tronchi anneriti dall'inquinamento; (c) il polline trasportato dal vento porta nuovi alleli in una popolazione vegetale vicina.
La strage è casuale, non legata ai caratteri delle lucertole; la popolazione superstite è piccola e le sue frequenze alleliche sono determinate dal caso. È DERIVA GENETICA (in particolare un effetto collo di bottiglia).
La sopravvivenza differenziale dipende da un carattere (il colore) che aumenta la fitness nell'ambiente annerito: gli alleli per il colore scuro aumentano in modo non casuale. È SELEZIONE NATURALE (direzionale).
Alleli vengono trasferiti da una popolazione all'altra tramite i gameti (polline): è FLUSSO GENICO, che tende a rendere più simili le due popolazioni.
Solo nel caso (b) il cambiamento è non casuale e produce adattamento; (a) e (c) modificano le frequenze ma non per adattamento.
Risultato: (a) deriva genetica (collo di bottiglia); (b) selezione naturale direzionale; (c) flusso genico. Solo (b) genera adattamento.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Una popolazione di uccelli mostra una distribuzione della lunghezza del becco. Descrivi come cambierebbe la distribuzione in tre scenari distinti: (a) selezione stabilizzante; (b) selezione direzionale verso becchi più lunghi; (c) selezione divergente. Specifica in ciascun caso che cosa accade alla media e alla variabilità.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Frequenze dei genotipi in funzione di p
Frequenze alleliche
Per un gene con due alleli A e a, la somma delle loro frequenze (p per A, q per a) è 1, perché esauriscono tutte le possibilità.
Equilibrio di Hardy-Weinberg
Sviluppo del quadrato (p + q)^2: p^2 è la frequenza degli omozigoti dominanti AA, 2pq quella degli eterozigoti Aa, q^2 quella degli omozigoti recessivi aa.
Calcolo inverso
Dalla frequenza degli individui omozigoti recessivi (q^2, gli unici a manifestare un carattere recessivo) si risale alla frequenza dell'allele recessivo q estraendone la radice quadrata; quindi p = 1 - q.
In una popolazione in equilibrio di Hardy-Weinberg, una malattia autosomica recessiva colpisce 1 individuo ogni 10 000. Determina la frequenza dell'allele recessivo q, la frequenza dell'allele dominante p e la frequenza dei portatori sani eterozigoti.
Gli individui malati sono gli omozigoti recessivi aa, la cui frequenza è q². Quindi q² = 1/10 000 = 0,0001.
Si estrae la radice quadrata di q²: q = √0,0001 = 0,01. La frequenza dell'allele recessivo è 0,01 (1 %).
Poiché p + q = 1, si ha p = 1 - q = 1 - 0,01 = 0,99.
La frequenza degli eterozigoti portatori sani è 2pq = 2 · 0,99 · 0,01 = 0,0198, cioè circa l'1,98 % della popolazione (quasi 1 individuo su 50).
Risultato: q = 0,01; p = 0,99; i portatori sani (2pq) sono circa 0,0198, cioè quasi il 2 % della popolazione, molto più numerosi dei malati (0,01 %).
Errori frequenti
Ripasso attivo
In una popolazione in equilibrio di Hardy-Weinberg, una malattia autosomica recessiva colpisce 1 individuo ogni 10 000. Determina la frequenza dell'allele recessivo q, quella dell'allele dominante p e la frequenza dei portatori sani eterozigoti (2pq).
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti