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Il lessico e le funzioni comunicative costituiscono il cuore «operativo» della competenza linguistico-comunicativa della terza lingua: il primo è il repertorio di parole, espressioni e collocazioni che permette di nominare la realtà, le seconde sono gli «scopi» del parlare e dello scrivere (chiedere e dare informazioni, esprimere opinioni, accordo e disaccordo, formulare ipotesi). Al livello B1 del QCER l'obiettivo è disporre di un repertorio adeguato per affrontare i temi del quotidiano e dello studio, scegliendo lessico, esponenti linguistici e registro in base allo scopo, al contesto e al destinatario. Questo appunto è interamente «in esame di Stato»: tutti i contenuti rientrano nelle Indicazioni Nazionali per i Licei e concorrono direttamente al colloquio e, nelle articolazioni linguistiche, alla seconda prova.
4sezionica. 18min di lettura4competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali con terza lingua si richiede di disporre di un lessico di base relativo alla sfera personale, sociale, di studio e di attualità, e di saper realizzare le principali funzioni comunicative (informare, opinare, accordo/disaccordo, ipotesi) con esponenti linguistici corretti e registro adeguato al livello B1.
livello avanzato
Nel Liceo Linguistico, dove la terza lingua è disciplina caratterizzante, si approfondiscono l'ampiezza e la precisione lessicale (collocazioni, sinonimi e sfumature di significato, lessico tematico e di attualità) e la flessibilità di registro, anche in prospettiva contrastiva con le altre lingue studiate e in vista dei collegamenti pluridisciplinari del colloquio.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Mappa semantica di un'area lessicale (esempio: l'ambiente)
Le relazioni di significato fra le parole
Dato il tema «il lavoro», organizza il lessico individuando: un iperonimo, due iponimi, una coppia di sinonimi, una coppia di contrari e due collocazioni. Spiega ogni scelta.
Si sceglie un termine generale che racchiude gli altri: «professione». È il termine-ombrello sotto cui si collocano i mestieri specifici.
Si scelgono due termini specifici inclusi nell'iperonimo: «medico» e «ingegnere». Entrambi sono professioni, dunque iponimi di «professione».
Si individua una coppia di significato simile nel contesto del lavoro: «assumere» e «impiegare» (dare un posto di lavoro a qualcuno).
Si individua una coppia opposta tipica dell'area: «assumere» / «licenziare» (dare vs togliere il lavoro).
Si annotano due combinazioni fisse e frequenti: «cercare lavoro» e «fare un colloquio». Sono i blocchi pronti che rendono naturale l'espressione.
Risultato: Il campo semantico del lavoro risulta organizzato in rete: l'iperonimo «professione» raccoglie gli iponimi «medico» e «ingegnere»; la coppia di sinonimi «assumere/impiegare» e quella di contrari «assumere/licenziare» mostrano le relazioni di significato; le collocazioni «cercare lavoro» e «fare un colloquio» forniscono i blocchi d'uso. Questa struttura rende il lessico più memorizzabile e più preciso.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scegli l'area lessicale dell'«ambiente». Costruisci una mappa con almeno otto parole, organizzandole per relazioni di significato: indica un iperonimo, due iponimi, una coppia di sinonimi e una coppia di contrari, e per ogni parola annota una collocazione tipica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dalla funzione comunicativa agli esponenti linguistici
Costruisci un breve scambio in cui un parlante chiede l'opinione, l'altro la esprime motivandola, il primo manifesta disaccordo in modo cortese e infine formula un'ipotesi. Indica per ciascuna battuta la funzione e l'esponente usato.
Funzione: richiesta di opinione. Esponente: «Che cosa ne pensi del lavoro a distanza?». La domanda aperta invita l'altro a esporre il proprio punto di vista.
Funzione: opinione + motivazione. Esponente: «Secondo me è una buona soluzione, perché fa risparmiare tempo negli spostamenti». L'opinione («secondo me») è seguita da un connettivo causale («perché») che la motiva.
Funzione: disaccordo attenuato. Esponente: «Capisco il tuo punto di vista, ma non sono del tutto convinto: si rischia di lavorare di più». Il riconoscimento iniziale («capisco...») attenua il disaccordo introdotto da «ma».
Funzione: ipotesi. Esponente con periodo ipotetico (ripaso di grammatica): «Se ci fossero regole chiare sugli orari, forse il problema si risolverebbe». La struttura «se + condizione, conseguenza» esprime una situazione possibile.
Risultato: Il dialogo realizza in sequenza le quattro funzioni: la domanda d'opinione apre lo scambio, l'opinione motivata fornisce il contenuto, il disaccordo cortese reagisce attenuando il contrasto e l'ipotesi propone una soluzione. Ogni funzione è marcata da un esponente adeguato al registro neutro-cortese, mostrando un controllo comunicativo di livello B1.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scrivi un breve scambio dialogico (6-8 battute) tra due persone che discutono se sia meglio studiare una lingua all'estero o nel proprio paese. Realizza esplicitamente quattro funzioni — chiedere un'opinione, esprimere la propria opinione motivandola, manifestare disaccordo in modo cortese e formulare un'ipotesi — e sottolinea l'esponente di ciascuna.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I tre registri e lo stesso contenuto comunicativo
Riscrivi in registro formale la richiesta informale «Ciao, mi mandi il programma del corso? Grazie!», aggiungendo apertura e chiusura adeguate e una collocazione appropriata; giustifica le scelte.
Il testo è colloquiale: saluto «Ciao», forma «mi mandi» (tu), niente formule. Il destinatario formale (una segreteria, un docente) richiede invece distanza e cortesia.
Si sostituisce il saluto colloquiale con una formula di apertura: «Gentile Segreteria,» (o «Egregio Professore,»). È una formula fissa del registro formale.
Si riformula la richiesta con il condizionale di cortesia e una collocazione appropriata: «Le sarei grato se potesse inviarmi il programma del corso». «Essere grato» e «inviare il programma» sono combinazioni naturali e formali.
Si aggiunge una formula di ringraziamento e congedo: «La ringrazio per la disponibilità. Cordiali saluti, [Nome Cognome]». Le formule chiudono il testo in modo coerente con il registro.
Risultato: Il testo riformulato — «Gentile Segreteria, Le sarei grato se potesse inviarmi il programma del corso. La ringrazio per la disponibilità. Cordiali saluti, [Nome Cognome]» — realizza la stessa funzione (richiesta) ma in registro formale: apertura e chiusura fisse, condizionale di cortesia, forma di cortesia «Lei» e collocazioni appropriate. La coerenza di registro è mantenuta dall'inizio alla fine.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Riscrivi questa richiesta informale in registro formale, mantenendo lo stesso contenuto: «Ciao, mi mandi il programma del corso? Grazie!». Aggiungi le formule di apertura e di chiusura adeguate e almeno una collocazione appropriata; poi spiega le scelte di registro effettuate.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il ciclo della ripetizione dilazionata (spaced repetition)
Inferire e ampliare con la formazione delle parole
In un testo di livello B1 sull'ambiente incontri la parola sconosciuta «riciclabile» (o il suo equivalente nella lingua studiata) nella frase: «I rifiuti riciclabili devono essere separati da quelli che non si possono riutilizzare». Spiega come deduci il significato senza dizionario.
Si analizza la parola: prefisso «ri-» (di nuovo) + radice «ricicl-» (riferita al ciclo dei materiali) + suffisso «-bile» (che si può/che è possibile). Il suffisso «-bile» segnala sempre una possibilità.
Nella frase «riciclabile» è opposto a «quelli che non si possono riutilizzare»: il contrasto esplicito guida verso un significato vicino a «che si può riutilizzare/trattare di nuovo».
Il tema è l'ambiente e i rifiuti: il campo semantico restringe il significato plausibile a un'azione di recupero dei materiali, coerente con «separare» e «riutilizzare».
Combinando morfologia (ri- + ricicl- + -bile = «che si può riciclare»), contesto (opposto a non riutilizzabile) e area lessicale (rifiuti/ambiente), si conclude il significato senza ricorrere al dizionario.
Risultato: «Riciclabile» significa «che si può riciclare, cioè trattare di nuovo per riutilizzarlo». Il significato è ricavato unendo tre strategie — scomposizione in prefisso/radice/suffisso, lettura del contesto contrastivo e collocazione nell'area lessicale dell'ambiente — dimostrando come la formazione delle parole consenta di ampliare il lessico ricettivo in autonomia.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Prepara cinque schede di vocabolario (flashcard) per cinque parole nuove di un'area a tua scelta. Per ciascuna scheda annota: la parola, una collocazione tipica, una frase d'esempio in contesto e un sinonimo o una parafrasi utile come strategia compensativa. Poi pianifica gli intervalli di ripasso secondo la ripetizione dilazionata.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti