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Questo appunto raccoglie gli strumenti per leggere un testo latino non solo come sistema grammaticale, ma come tessuto di parole scelte, di figure e di forme metriche. Si parte dal lessico — la sua organizzazione per famiglie e per settori, l'etimologia e la continuità nelle lingue romanze — per arrivare al riconoscimento delle principali figure retoriche e agli elementi di metrica (esametro dattilico e distico elegiaco). L'obiettivo, pienamente dentro l'Esame di Stato, è interpretare le scelte espressive di un autore e renderle consapevolmente in italiano.
4sezionica. 17min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali sono richiesti il riconoscimento del lessico di base e settoriale, la consapevolezza della continuità latino-italiano e l'individuazione delle figure retoriche più comuni in un testo già tradotto o in prosa.
livello avanzato
Al Liceo Classico si aggiunge la scansione metrica autonoma dell'esametro e del distico elegiaco e l'analisi stilistica integrata di un testo poetico, anche in funzione della seconda prova e del colloquio.
Lesetiefe: Approfondimento
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Famiglia lessicale della radice CAP- (capio)
Partendo dalla radice di «capio, capere» (prendere), individua quattro composti con prefisso diverso, spiega il valore di ciascun prefisso e proponi traduzione e derivato italiano.
La radice è CAP-, con apofonia (mutamento vocalico) in -CIP- nei composti: capio in composizione diventa -cipio.
ac-cipio (ad + capio): il prefisso ad- indica avvicinamento, «prendere verso di sé» = ricevere. Derivato italiano: accettare.
con-cipio (cum + capio): il prefisso cum- indica unione/raccolta, «prendere insieme dentro di sé» = concepire. Derivato italiano: concepire.
re-cipio (re + capio): il prefisso re- indica ripetizione/ritorno, «riprendere, accogliere». Derivato italiano: ricevere, ricetta.
de-cipio (de + capio): il prefisso de- ha qui valore peggiorativo/di allontanamento, «prendere male, distogliere» = ingannare. Derivato italiano: «decettivo» (ingannevole), dal participio deceptus (cfr. l'inglese to deceive).
Risultato: I quattro composti accipio, concipio, recipio, decipio mostrano come uno stesso nucleo radicale generi significati diversi attraverso il prefisso, e come questi significati si siano trasmessi all'italiano: la conoscenza della famiglia rende leggibile un verbo composto anche al primo incontro.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Data la radice del verbo «capio, capere» (prendere), elenca almeno quattro composti latini con prefisso diverso, indica per ciascuno il valore del prefisso e proponi la traduzione, poi individua almeno un derivato italiano per ciascuno.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dal latino classico all'italiano: la via popolare e la via dotta
Spiega come dal latino «factum» si arrivi all'italiano «fatto»: indica la base di partenza, la legge fonetica applicata e l'eventuale doppione dotto.
La base è l'accusativo del latino volgare «factum» (la -m finale era già caduta nella pronuncia): factu.
Il nesso latino -CT- si assimila regolarmente in italiano in -TT-: lo stesso esito si osserva in lactem > latte, octo > otto, noctem > notte.
factu(m) con -ct- > -tt- da «fatto», parola ereditata per via orale ininterrotta.
Dalla stessa radice, per ripresa colta diretta dal latino, l'italiano possiede anche cultismi come «fattuale» e, dalla forma latina facti-, parole come «fattispecie»; il participio dotto è conservato in «de facto».
Risultato: factum (accusativo, sermo vulgaris) + legge -ct- > -tt- = «fatto»: un esempio tipico di parola popolare la cui forma è spiegata da una legge fonetica regolare, affiancata da cultismi che conservano il nesso latino.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Per le parole latine «factum», «aurum» e «causa» indica l'esito italiano popolare, la legge fonetica che lo spiega e, dove esiste, l'eventuale doppione dotto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le tre famiglie delle figure retoriche
Analizza il verso di Cicerone «abiit, excessit, evasit, erupit» (Catilinaria II): individua la figura, classificala e spiegane la funzione.
Quattro verbi all'indicativo perfetto in sequenza serrata, senza congiunzioni che li colleghino: si nota subito l'assenza di et.
L'eliminazione delle congiunzioni è un asindeto (figura di posizione): accelera il ritmo e dà concitazione alla frase.
I quattro verbi non sono equivalenti ma in gradazione ascendente: abiit (se n'è andato) < excessit (è uscito) < evasit (è scappato via) < erupit (è fuggito precipitosamente). È un climax.
Asindeto e climax insieme comunicano l'enfasi sollevata e quasi liberatoria di Cicerone per la partenza di Catilina da Roma: il ritmo incalzante imita l'urgenza dell'evento.
Risultato: Il verso unisce asindeto (figura di posizione, niente congiunzioni) e climax (gradazione ascendente dei verbi): la loro funzione è imprimere alla frase un crescendo di intensità che traduce l'enfasi retorica dell'oratore.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Nel verso enniano «O Tite tute Tati tibi tanta tyranne tulisti» individua la figura di suono dominante, classificala nella sua famiglia e spiega quale effetto produce sul lettore.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema dell'esametro dattilico e del distico elegiaco
Schema dell'esametro dattilico
Sei piedi: i primi quattro sono dattilo (lunga + due brevi) o spondeo (due lunghe), il quinto di norma dattilo, il sesto bisillabo con ultima sillaba indifferente (X).
Schema del distico elegiaco
Una coppia esametro + pentametro; il pentametro ha due emistichi separati da cesura centrale, con i due piedi della seconda metà obbligatoriamente dattili.
Scandisci il primo verso dell'Eneide di Virgilio «Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris»: dividi i sei piedi, segna le quantità e indica la cesura principale.
Ar- è lunga per posizione (a breve + r+m); -ma breve; vi- breve; -rum- lunga per posizione; -que resta (virumque cano, niente elisione davanti a c-); ca- breve, -no scande lunga in questa sede metrica (la cesura cade dopo, non la allunga); Troiae ha il dittongo «ae» lungo per natura e «Tro-» lunga (la i seguente vale consonante); qui lunga; pri- lunga, -mus breve; ab breve; o-ris lunga.
Ar-ma vi- = — ∪ ∪ (dattilo); -rum-que ca- = — ∪ ∪ (dattilo); -no Troi- = — — (spondeo).
piede 4 = «-iae qui» = — — (spondeo: -ae di Troiae è lunga, qui è lunga); piede 5 = «pri-mus ab» = — ∪ ∪ (dattilo aperto dalla lunga «pri-», seguita dalle brevi «-mus» e «ab»); piede 6 = «o-ris» = — X (bisillabo, ultima sillaba indifferente).
Dopo «cano» cade la cesura semiquinaria (pentemimere), nel terzo piede: «Arma virumque cano || Troiae qui primus ab oris».
Risultato: Schema del verso: — ∪∪ | — ∪∪ | — — | — — | — ∪∪ | — X, con cesura pentemimere dopo «cano». La prevalenza di spondei al centro conferisce gravità all'esordio del poema epico.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scandisci il primo verso dell'Eneide «Arma virumque cano, Troiae qui primus ab oris» dividendolo nei sei piedi, segna le quantità con — e ∪ e indica dove cade la cesura principale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti