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Il primo Novecento riscrive il linguaggio della lirica italiana: dopo le rotture dei Crepuscolari e del Futurismo, e attraverso la stagione dell'Ermetismo, tre voci maggiori ridefiniscono che cosa sia fare poesia. Giuseppe Ungaretti riduce il verso alla parola essenziale forgiata nell'esperienza della trincea; Umberto Saba persegue una «poesia onesta» che dice con chiarezza la verità del vivere quotidiano; Eugenio Montale, dal «male di vivere» degli «Ossi di seppia» fino alla «Bufera», costruisce con il correlativo oggettivo una poesia di cose che pensano. Questo argomento è pienamente «dentro l'Esame di Stato»: i loro testi ricorrono nella prima prova (Tipologia A) e nelle connessioni del colloquio.
5sezionica. 19min di lettura3competenzeLivelloStandard 4 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi del Liceo si richiede di conoscere le tre voci maggiori e di analizzare testi-chiave individuandone temi, scelte metriche e procedimenti retorici fondamentali.
livello avanzato
Negli indirizzi a più forte vocazione umanistica (Classico, Scienze Umane, Linguistico) si approfondisce il dialogo con la tradizione europea (Simbolismo francese, T. S. Eliot) e il confronto stilistico ravvicinato tra i tre autori.
Lesetiefe: Approfondimento
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Linea del tempo dei movimenti poetici del primo Novecento
Dato un breve testo poetico che esalta «l'automobile da corsa» e la «velocità» con verbi all'infinito e senza punteggiatura, individua il movimento di appartenenza e giustifica la risposta con almeno tre elementi testuali.
L'esaltazione della macchina, della velocità e della modernità tecnica è il nucleo ideologico tipico del Futurismo.
L'uso del verbo all'infinito e l'assenza di punteggiatura corrispondono alle prescrizioni del «Manifesto tecnico» futurista (parole in libertà, abolizione della sintassi).
Non è crepuscolare (manca il tono dimesso e malinconico delle piccole cose) né ermetico (manca la brevità allusiva e il silenzio interiore).
Si conclude che il testo è futurista, motivando con tema (velocità/macchina), forma (infiniti, niente punteggiatura) ed esclusione delle altre poetiche.
Risultato: Il testo appartiene al Futurismo: lo provano il mito della velocità e della macchina, l'infinito verbale e l'assenza di punteggiatura, in coerenza con il «Manifesto tecnico» del 1912.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Costruisci una tabella di confronto tra Crepuscolarismo, Futurismo ed Ermetismo, indicando per ciascun movimento: tono dominante, atteggiamento verso la tradizione, scelte formali principali e un autore di riferimento. Poi spiega in un paragrafo perché questi movimenti costituiscono lo sfondo necessario per comprendere Ungaretti, Saba e Montale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema della poetica della parola essenziale in Ungaretti
Analizza la lirica «Soldati» di Ungaretti («Si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie»): individua la figura retorica centrale, parafrasa il testo e spiega il legame tra forma e contenuto.
La condizione dei soldati in guerra è precaria come quella delle foglie sugli alberi in autunno: possono cadere da un momento all'altro.
L'intera poesia è una similitudine-analogia: il «come» istituisce il paragone tra i soldati e le foglie autunnali, simbolo di caducità.
Il verso è frammentato in quattro brevissime unità; la disposizione grafica e il bianco isolano le parole, sospendendo il lettore in attesa, come la vita stessa dei soldati è sospesa.
La brevità estrema e la precarietà del ritmo riproducono iconicamente la fragilità dell'esistenza in trincea: la forma «dice» ciò che il contenuto enuncia.
Risultato: «Soldati» costruisce su un'unica analogia (soldati = foglie d'autunno) una meditazione sulla caducità della vita; la frammentazione del verso e il bianco rendono visivamente la precarietà di quella condizione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Esegui l'analisi guidata di «Soldati» di Ungaretti: trascrivi il testo, individua la figura retorica portante, spiega il rapporto tra la condizione dei soldati e l'immagine autunnale, e commenta l'effetto della brevità e della data/luogo di composizione (Bosco di Courton, luglio 1918).
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema di confronto: poesia onesta di Saba contro estetismo ed Ermetismo
Spiega in che modo «A mia moglie» di Saba realizza il principio della «poesia onesta», analizzando il procedimento analogico e il registro linguistico.
Il poeta celebra l'amore per la moglie attraverso una serie di paragoni con animali domestici (la gallina, la giovenca, la cagna, l'ape).
L'analogia con gli animali, lungi dall'essere irriverente, esprime tenerezza, naturalezza e una visione georgica e fraterna del vivere; la donna è ricondotta alla pienezza semplice della natura.
La lingua è piana, quotidiana, priva di artifici aulici: la sincerità del sentimento prevale sull'ornamento, secondo la «poesia onesta».
Forma e contenuto coincidono: dire la verità affettiva con parole chiare è esattamente il programma della poesia onesta enunciato in «Quello che resta da fare ai poeti».
Risultato: «A mia moglie» è esemplare della poesia onesta: l'analogia con gli animali domestici e il linguaggio piano traducono in versi un affetto reale, senza mascherarlo dietro la bellezza formale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentativo che cosa intende Saba per «poesia onesta», poi mostra come il principio si realizza in «A mia moglie»: individua almeno due scelte (lessicali, retoriche o metriche) che rendono il testo «onesto» e aderente al vero affettivo.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema del correlativo oggettivo in Montale
In «Spesso il male di vivere ho incontrato» di Montale, individua i correlativi oggettivi del «male di vivere» e quelli della «Divina Indifferenza», e spiega come la struttura del testo esprima la visione del poeta.
Il male di vivere è reso da tre immagini concrete: il «rivo strozzato che gorgoglia», la «foglia riarsa» che si incartoccia, il «cavallo stramazzato». Sono oggetti che incarnano l'aridità e lo scacco dell'esistenza.
Al male si oppongono altre tre immagini, segno di un'impassibile distanza: la «statua nella sonnolenza del meriggio», la «nuvola», il «falco alto levato».
Il testo è costruito su due parti speculari (male di vivere / Divina Indifferenza): la simmetria stessa traduce la visione di un'esistenza priva di salvezza, in cui all'unico bene corrisponde l'indifferenza della natura.
Il sentimento non è mai dichiarato in astratto: è interamente affidato agli oggetti, secondo il correlativo oggettivo, che è la cifra stilistica di Montale.
Risultato: La lirica affida il male di vivere e la Divina Indifferenza a due terne di immagini concrete, esempio perfetto di correlativo oggettivo; la struttura binaria esprime una visione dell'esistenza senza riscatto.
Errori frequenti
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Analizza «Spesso il male di vivere ho incontrato» di Montale: individua i tre «correlativi oggettivi» del male di vivere nella prima parte e i tre della «Divina Indifferenza» nella seconda; spiega poi come la struttura binaria del testo esprima la visione montaliana.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Tabella di confronto tra Ungaretti, Saba e Montale
Scrivi un breve paragrafo che confronti Saba e Montale sul rapporto tra poesia e verità, motivando con un riferimento testuale per ciascuno.
Il criterio guida è il rapporto tra poesia e verità: come ciascun poeta concepisce il compito di «dire il vero».
Per Saba la poesia deve essere «onesta»: dire con chiarezza e sincerità la verità degli affetti, come in «A mia moglie», senza mascherarla dietro la bellezza.
Per Montale la verità è il «male di vivere», l'unica cosa che la poesia sa dire; ma viene affidata agli oggetti (la muraglia con i cocci di «Meriggiare»), non dichiarata.
Entrambi rifiutano l'ornamento dannunziano e cercano il vero, ma con strategie opposte: la chiarezza confessiva di Saba e la concretezza allusiva di Montale.
Risultato: Il paragrafo mostra che Saba e Montale condividono il rifiuto dell'estetismo e la ricerca del vero, ma lo perseguono in modi opposti: l'onestà chiara di Saba contro il correlativo oggettivo di Montale.
Errori frequenti
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Redigi un paragrafo argomentativo di circa dieci righe che confronti Ungaretti, Saba e Montale rispetto al loro linguaggio poetico, scegliendo un criterio guida (per esempio il rapporto tra parola e realtà) e sostenendolo con un riferimento testuale per ciascun autore.
Richiamo attivo
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Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti