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Sotto il dominio di Roma la cultura greca non si spegne, ma si reinventa come custode di un'eredità classica: Plutarco fonde biografia ed etica, la Seconda Sofistica rilancia la retorica e l'atticismo, il romanzo dà voce a un pubblico nuovo, e il Nuovo Testamento porta la koinè a essere lingua di un messaggio universale. Questo appunto ricostruisce autori, generi e fenomeni linguistici dell'età imperiale e tardoantica (I-III sec. d.C. e oltre), collocandoli nel quadro greco-romano e cristiano. L'argomento appartiene a pieno titolo al programma dell'Esame di Stato: i suoi testi possono comparire nella seconda prova (in traduzione e con quesiti di comprensione e contestualizzazione) e nel colloquio orale.
4sezionica. 17min di lettura3competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
È richiesto a tutti il quadro storico-letterario dell'età imperiale, la conoscenza degli autori-chiave (Plutarco, Luciano, i romanzieri) e la distinzione netta tra atticismo e koinè, con la lettura in traduzione di passi rappresentativi.
livello avanzato
Nel Liceo Classico si aggiungono la lettura in lingua di brani di Plutarco e Luciano, l'analisi stilistica dell'atticismo e dei tratti della koinè, e il confronto interno al genere (biografia, satira, romanzo) e con la cultura latina e cristiana.
Lesetiefe: Approfondimento
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L'opera di Plutarco: i due grandi corpi
A partire dall'affermazione plutarchea di scrivere « vite, non storie », costruisci un paragrafo argomentativo che spieghi il metodo biografico delle « Vite parallele ».
Formulo la tesi: per Plutarco la biografia ha un fine etico, non documentario, e mira a rivelare il carattere (ἦθος) del personaggio.
Cito e parafraso il proemio della « Vita di Alessandro »: l'autore dichiara di scrivere βίους οὐχ ἱστορίας, perché spesso un piccolo gesto o una battuta rivelano l'indole più di grandi battaglie.
Mostro come ciò giustifichi la selezione del materiale: aneddoti, dettagli privati, motti, anziché la cronaca completa degli eventi militari e politici.
Collego il metodo alla forma: la coppia greco-romano e la synkrisis finale servono a confrontare modelli di virtù, offrendo al lettore esempi morali su cui misurarsi.
Concludo che la biografia plutarchea è uno strumento pedagogico: insegna l'etica attraverso vite esemplari, non attraverso la pura ricostruzione storica.
Risultato: Un paragrafo coeso (tesi, prova testuale, spiegazione, struttura, conclusione) che dimostra come il fine etico determini sia la selezione del materiale sia la forma comparativa delle « Vite ».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Leggi in traduzione il proemio della « Vita di Alessandro » di Plutarco e, in un paragrafo argomentativo di circa 12 righe, spiega in che senso l'autore distingue la « biografia » dalla « storia », indicando quali strumenti narrativi (aneddoto, dettaglio, battuta) egli privilegia per rivelare il carattere e perché.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La Seconda Sofistica e i suoi protagonisti
Atticismo e koinè a confronto
Spiega come Luciano usi la lingua attica della Seconda Sofistica e in che modo questo uso entri in rapporto satirico con la tradizione.
Colloco Luciano nel II sec. d.C., nel pieno della Seconda Sofistica, di cui condivide la perfetta padronanza dell'attico classico.
Osservo che Luciano possiede la lingua e le forme dei classici come ogni sofista: l'attico è il suo medium espressivo, segno di alta paideia.
Mostro che egli volge questo strumento contro i suoi stessi contenuti: usa il prestigioso dialogo platonico per deridere dèi, filosofi e creduloni (Dialoghi degli dèi, Vendita delle vite).
Individuo l'invenzione del « dialogo comico »: l'innesto della comicità della commedia attica sul dialogo filosofico produce un genere ironico e originale.
Concludo che Luciano è atticista nella forma ma anticonformista nei contenuti: domina la tradizione proprio per poterla mettere in discussione con il sorriso.
Risultato: Una breve analisi che dimostra il paradosso di Luciano: massima fedeltà linguistica all'attico, massima libertà critica nei confronti dei valori che quell'attico tradizionalmente veicolava.
Errori frequenti
Ripasso attivo
In un testo di circa 15 righe confronta atticismo e koinè come due risposte diverse al rapporto con la tradizione: definisci ciascuno, spiega le ragioni culturali dell'atticismo nella Seconda Sofistica e indica perché Luciano, pur scrivendo in attico impeccabile, ne rappresenta un uso paradossale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Lo schema narrativo del romanzo greco
Applica lo schema-tipo del romanzo d'amore e d'avventura a « Cherea e Calliroe » di Caritone, individuando le fasi e la loro funzione.
Due giovani di straordinaria bellezza, Cherea e Calliroe, si innamorano e si uniscono: è l'equilibrio di partenza, segnato dall'amore reciproco.
Un evento drammatico (gelosia, apparente morte e sepoltura di Calliroe, poi rapita dai pirati) spezza l'unione: interviene la tyche, la fortuna che scatena l'avventura.
Seguono viaggi nel Mediterraneo e in Oriente, equivoci, prove e pericoli; entrambi restano fedeli nonostante le separazioni, mantenendo la sophrosyne.
Dopo molte vicende i due si ritrovano e si riconoscono (anagnorisis): l'ordine iniziale è ristabilito nel lieto fine.
Riconosco che la fortuna è il vero motore dell'intreccio: separa e poi riavvicina, mettendo alla prova la costanza dei protagonisti e garantendo la suspense.
Risultato: Uno schema in quattro fasi (equilibrio - rottura - peripezie - scioglimento) che evidenzia la struttura convenzionale del genere e il ruolo decisivo della tyche come principio narrativo.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Ricostruisci in uno schema lo « scarto narrativo » del romanzo greco (situazione iniziale, elemento di rottura, peripezie, scioglimento) applicandolo a « Cherea e Calliroe » di Caritone; poi, in poche righe, spiega quale funzione svolge la tyche nel passaggio da una fase all'altra.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La koinè: dalla lingua comune al Nuovo Testamento
Dato un breve brano evangelico in traduzione che presenta una catena di proposizioni unite da « e », riconosci e commenta i tratti linguistici della koinè del Nuovo Testamento.
Noto che le proposizioni sono brevi e accostate per coordinazione, collegate ripetutamente da « e » (gr. καί): è la paratassi tipica della koinè neotestamentaria.
Riconosco in questo uso insistito del καί un semitismo, calco della prosa narrativa ebraica (il waw consecutivo): la sintassi greca riflette la matrice ebraico-aramaica degli autori.
Osservo un lessico concreto, quotidiano e privo di ricercatezze atticiste, con eventuali termini nuovi del vocabolario cristiano (euangelion, agape).
Collego la forma al contenuto: la lingua semplice e universale rende il messaggio accessibile a tutti, coerentemente con la sua destinazione popolare.
Concludo che il brano è un esempio di koinè popolare con semitismi: la scelta linguistica non è un limite, ma una strategia comunicativa del cristianesimo nascente.
Risultato: Un commento che identifica paratassi, semitismo (καί), lessico quotidiano e lessico cristiano nuovo, e ne ricava il senso: una lingua umile e universale al servizio di un messaggio rivolto a tutti.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza in traduzione l'incipit del Vangelo di Marco (o un breve passo evangelico) e individua almeno tre tratti tipici della koinè neotestamentaria (paratassi, uso del « e », semplicità del lessico, eventuale semitismo); spiega poi, in poche righe, perché la scelta di una lingua umile è coerente con il messaggio cristiano.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)