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La dinamica studia le cause del moto, cioè le forze, e il legame fra forza e variazione del moto. I tre princìpi della dinamica di Newton, formulati nei «Philosophiae Naturalis Principia Mathematica» (1687), permettono di prevedere il comportamento di qualunque sistema meccanico: dal blocco su un piano inclinato al moto circolare di un satellite. Il metodo-cardine è il diagramma di corpo libero, che traduce ogni problema in un'equazione vettoriale.
4sezionica. 15min di lettura3competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
Tutti gli indirizzi devono padroneggiare i tre princìpi, il diagramma di corpo libero, le forze di contatto e la forza centripeta in casi semplici (corpo singolo, sistemi a due masse, attrito).
livello avanzato
Negli indirizzi a maggior monte ore (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si approfondiscono i sistemi a più corpi collegati, l'attrito sul piano inclinato con angolo critico e la distinzione fra massa inerziale e gravitazionale, con cenni ai sistemi non inerziali e alle forze apparenti.
Lesetiefe: Approfondimento
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Mappa concettuale dei tre princìpi della dinamica
1° principio
Principio d'inerzia: risultante nulla equivale a velocità costante (quiete o moto rettilineo uniforme).
2° principio
La risultante delle forze è uguale alla massa inerziale per l'accelerazione; a ha la stessa direzione e verso di F.
3° principio
Azione e reazione: stesso modulo, stessa direzione, verso opposto, ma applicate a corpi diversi.
Un'automobile di massa 1200 kg accelera in linea retta da ferma fino a 25 m/s in 10 s su strada orizzontale. Determina l'accelerazione media e l'intensità della forza risultante che agisce sul veicolo, supponendola costante.
L'accelerazione media è la variazione di velocità divisa per il tempo: parte da fermo (v0 = 0).
La forza risultante si ottiene dal secondo principio della dinamica applicato in modulo, lungo la direzione del moto.
Si esegue il prodotto e si esprime il risultato in newton.
Risultato: L'accelerazione media è 2,5 m/s² e la forza risultante è 3000 N (3,0 kN), diretta nel verso del moto.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un'automobile di massa 1200 kg accelera in linea retta da ferma fino a 25 m/s in 10 s su strada orizzontale. Determina l'accelerazione media e l'intensità della forza risultante che agisce sul veicolo, supponendola costante.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Diagramma di corpo libero di un blocco appoggiato e tirato
Peso
Forza peso: massa per accelerazione di gravità (g ≈ 9,81 m/s²), diretta verticalmente verso il basso.
Attrito
Attrito statico fino al massimo μs·N (impedisce il moto); attrito dinamico μd·N a corpo in moto, con μd < μs.
Legge di Hooke
Forza elastica di richiamo: proporzionale alla deformazione x, di verso opposto; k è la costante elastica.
Una molla di costante elastica k = 200 N/m è appesa verticalmente. Vi si attacca un corpo di massa 0,50 kg che la fa allungare fino all'equilibrio. Determina l'allungamento della molla all'equilibrio (g = 9,81 m/s²).
Sul corpo agiscono il peso verso il basso e la forza elastica di richiamo verso l'alto. All'equilibrio la risultante è nulla.
Il modulo della forza elastica k·x eguaglia il peso m·g.
Si isola x e si sostituiscono i valori numerici.
Risultato: L'allungamento all'equilibrio è circa 0,025 m, cioè 2,5 cm.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Una molla di costante elastica k = 200 N/m è appesa verticalmente. Vi si attacca un corpo di massa 0,50 kg che la fa allungare fino all'equilibrio. Determina l'allungamento della molla all'equilibrio (g = 9,81 m/s²).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Blocco su piano inclinato: scomposizione delle forze
Piano inclinato
Scomposizione del peso: la reazione normale equilibra la componente perpendicolare; la componente parallela causa lo scivolamento.
Discesa con attrito
Accelerazione lungo il piano in presenza di attrito dinamico; senza attrito (μd = 0) si riduce ad a = g·sin θ.
Macchina di Atwood
Accelerazione e tensione per due masse appese su una carrucola ideale, ottenute risolvendo il sistema delle due equazioni del moto.
Due corpi di massa m1 = 3,0 kg ed m2 = 2,0 kg sono collegati da una fune ideale che passa su una carrucola priva di attrito (macchina di Atwood). Determina l'accelerazione del sistema e la tensione della fune (g = 9,81 m/s²).
Il corpo più pesante scende, il più leggero sale; entrambi hanno lo stesso modulo di accelerazione a e la fune ha tensione unica T. Scrivo F = m·a per ciascuno.
Sommando le due equazioni si elimina T e si ricava a.
Sostituisco a in una delle due equazioni, ad esempio nella seconda, per ricavare T.
Risultato: L'accelerazione del sistema è circa 1,96 m/s² (≈ 2,0 m/s²) e la tensione della fune è circa 23,5 N.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Due corpi di massa m1 = 3,0 kg ed m2 = 2,0 kg sono collegati da una fune ideale che passa su una carrucola priva di attrito (macchina di Atwood). Determina l'accelerazione del sistema e la tensione della fune (g = 9,81 m/s²).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Moto circolare: velocità tangenziale e forza centripeta
Accelerazione centripeta
Diretta verso il centro; dipende dalla velocità tangenziale v (o angolare ω) e dal raggio r. Cambia la direzione del moto, non il modulo della velocità.
Forza centripeta
Risultante delle forze reali diretta verso il centro, necessaria a mantenere il corpo sulla traiettoria circolare.
Un'automobile di massa 1000 kg percorre una curva piana di raggio 50 m alla velocità costante di 15 m/s. Determina l'intensità della forza centripeta necessaria e indica quale forza reale la fornisce.
Il moto è circolare uniforme: l'accelerazione è centripeta, di modulo v²/r.
Per il secondo principio, la forza necessaria è massa per accelerazione centripeta.
Su strada piana, l'unica forza orizzontale diretta verso il centro è l'attrito statico fra pneumatici e asfalto: è esso a fornire la forza centripeta.
Risultato: Serve una forza centripeta di 4500 N (4,5 kN), diretta verso il centro della curva, fornita dall'attrito statico fra pneumatici e asfalto.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Un'automobile di massa 1000 kg percorre una curva piana di raggio 50 m alla velocità costante di 15 m/s. Determina l'intensità della forza centripeta necessaria e indica quale forza reale la fornisce.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)