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Karl Marx (1818-1883) rovescia la dialettica idealistica di Hegel in chiave materialistica e fa della concreta vita economica degli uomini il fondamento di ogni forma di coscienza, diritto, religione e cultura. Attraverso le nozioni di alienazione del lavoro, struttura e sovrastruttura, plusvalore e lotta di classe, egli legge la storia come successione di modi di produzione e annuncia il superamento rivoluzionario del capitalismo nel comunismo. L'appunto ricostruisce questo itinerario teorico nel rispetto delle Indicazioni Nazionali per il triennio del Liceo e del profilo del colloquio dell'Esame di Stato.
5sezionica. 17min di lettura4competenzeLivelloStandard 4 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali è richiesta la padronanza dei nuclei essenziali: critica a Hegel e a Feuerbach, alienazione, materialismo storico (struttura/sovrastruttura), merce-plusvalore, lotta di classe e prospettiva comunista.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore vocazione storico-sociale (in particolare il Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale) si approfondisce l'analisi economica del Capitale e il nesso fra teoria marxiana e nascita delle scienze sociali, mentre nei licei a indirizzo scientifico e classico si valorizza la dimensione filosofico-dialettica e il rapporto con Hegel.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Il rovesciamento materialistico della dialettica hegeliana
Commenta la frase di Marx: « I filosofi hanno soltanto interpretato diversamente il mondo; ma si tratta di trasformarlo », chiarendone il significato filosofico e il rapporto con Hegel e Feuerbach.
La frase chiude le Tesi su Feuerbach (1845), testo programmatico in cui Marx prende congedo sia dall'idealismo hegeliano sia dal materialismo contemplativo di Feuerbach.
« Interpretare » indica la filosofia tradizionale, idealistica e contemplativa, che si limita a spiegare la realtà come manifestazione del pensiero, senza intervenire su di essa.
« Trasformarlo » introduce il primato della prassi: il pensiero vero è quello che diventa azione storica, capace di modificare i rapporti reali fra gli uomini.
Feuerbach aveva smascherato la religione come proiezione, ma era rimasto sul piano teorico; Marx esige di passare dalla critica delle idee alla trasformazione delle condizioni materiali che le producono.
Risultato: La frase sintetizza il passaggio dalla filosofia come interpretazione del mondo alla filosofia come prassi rivoluzionaria, fondata sulla critica materialistica di Hegel e sul superamento del materialismo astratto di Feuerbach.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega, in un testo argomentativo di circa quindici righe, in che senso secondo Marx la dialettica hegeliana va « rimessa in piedi » e quale ruolo svolge in questo passaggio la critica a Feuerbach.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le quattro forme dell'alienazione del lavoro
Analizza la condizione dell'operaio di fabbrica secondo i Manoscritti del 1844, distinguendo ordinatamente le quattro dimensioni dell'alienazione.
Il bene che l'operaio crea non gli appartiene: diventa proprietà del capitalista e si erge di fronte a lui come potenza ostile; più produce ricchezza, più si impoverisce.
Il lavoro non è espressione libera ma mezzo coatto di sopravvivenza: l'operaio si sente sé stesso fuori dal lavoro e fuori di sé nel lavoro.
L'uomo perde il rapporto con la propria natura specifica, la capacità di produrre liberamente e universalmente, ridotta a sforza-lavoro venduta.
Il rapporto sociale si deforma in antagonismo fra operaio e capitalista e in concorrenza fra lavoratori.
Risultato: L'operaio risulta estraniato dal prodotto, dall'attività, dalla propria essenza e dagli altri uomini: quattro volti di un'unica alienazione radicata nella proprietà privata dei mezzi di produzione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra le quattro forme dell'alienazione del lavoro secondo i Manoscritti del 1844 e mostra come esse preparino il principio del materialismo storico.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Struttura e sovrastruttura nel materialismo storico
Mostra come, secondo il materialismo storico, una concezione giuridica della proprietà possa essere letta come sovrastruttura di determinati rapporti di produzione.
In una società capitalistica i rapporti di produzione si fondano sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e sul lavoro salariato.
Il diritto codifica e protegge questa proprietà, presentandola come diritto naturale e inviolabile dell'individuo.
La dottrina che fa della proprietà privata un diritto eterno occulta la sua origine storica e l'interesse della classe proprietaria, presentandolo come interesse di tutti.
La norma giuridica non è autonoma: riflette e legittima i rapporti economici dominanti, mutando con essi nel passaggio da un modo di produzione all'altro.
Risultato: La concezione giuridica della proprietà appare come sovrastruttura ideologica dei rapporti di produzione capitalistici, che ne dissimula il carattere storico e di classe.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Definisci i concetti di struttura, sovrastruttura e ideologia e spiega, con un esempio, come secondo Marx le idee dominanti riflettano i rapporti di produzione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dal ciclo M-D-M al ciclo D-M-D' e il plusvalore
Composizione del valore
Il valore di una merce si scompone in capitale costante c (mezzi di produzione, materie prime), capitale variabile v (salario, valore della forza-lavoro) e plusvalore s (l'eccedenza prodotta dal pluslavoro).
Saggio di plusvalore (sfruttamento)
Il saggio di plusvalore (o saggio di sfruttamento) è il rapporto fra plusvalore s e capitale variabile v: misura quanto pluslavoro l'operaio fornisce rispetto al lavoro necessario a riprodurre il proprio salario.
Una giornata lavorativa dura 8 ore; il lavoro necessario (equivalente al salario) è di 4 ore. Posto che 1 ora di lavoro produca 10 unità di valore, determina il plusvalore prodotto e il saggio di plusvalore.
In 4 ore l'operaio produce il valore corrispondente al proprio salario: capitale variabile v = 4 × 10 = 40 unità.
Le restanti 8 − 4 = 4 ore sono pluslavoro non pagato; il valore prodotto è il plusvalore: s = 4 × 10 = 40 unità.
Il saggio di sfruttamento è il rapporto fra plusvalore e capitale variabile.
Risultato: Il plusvalore prodotto è 40 unità di valore e il saggio di plusvalore è del 100%: l'operaio lavora tanto per sé quanto gratuitamente per il capitalista.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega come Marx, ne Il Capitale, definisce il plusvalore e perché lo considera l'origine del profitto e dello sfruttamento; servendoti dei dati seguenti, calcola il plusvalore e il saggio di sfruttamento di una giornata lavorativa di 8 ore in cui il lavoro necessario è di 4 ore (1 ora di lavoro = 10 unità di valore).
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I modi di produzione nella storia e l'esito comunista
Commenta l'affermazione « La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe », chiarendone il significato all'interno del materialismo storico.
Marx ed Engels propongono una chiave universale di lettura della storia: ogni società divisa in classi è attraversata da un conflitto fra chi possiede i mezzi di produzione e chi ne è privo.
La lotta assume forme diverse secondo l'epoca: liberi e schiavi, patrizi e plebei, signori e servi, infine borghesia e proletariato.
Il conflitto di classe, radicato nella struttura economica, è la forza che spinge il passaggio da un modo di produzione all'altro attraverso le rivoluzioni sociali.
La lotta del proletariato, ultima classe sfruttata, mira non a sostituire una dominazione con un'altra, ma ad abolire le classi stesse, aprendo alla società comunista.
Risultato: L'incipit del Manifesto condensa il materialismo storico: la storia è mossa dal conflitto di classe legato ai rapporti di produzione, e il suo esito atteso è il superamento di ogni divisione in classi.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Ricostruisci la teoria marxiana della lotta di classe e della rivoluzione, spiegando perché secondo Marx il proletariato è la classe destinata a superare il capitalismo e quali fasi conducono alla società senza classi.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti