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Con i presocratici la cultura greca compie il passaggio dal «mythos» al «logos»: la realtà non è più spiegata attraverso il racconto degli dèi, ma cercata in un principio razionale, l'«arché» della «physis». Da Talete agli atomisti si succedono modelli alternativi del reale, fino al grande contrasto fra l'essere immutabile di Parmenide e il divenire di Eraclito; con i sofisti l'indagine si sposta dalla natura all'uomo, al linguaggio e alla «pólis». Questo argomento è pienamente in programma e oggetto dell'Esame di Stato (colloquio orale e possibile percorso pluridisciplinare).
5sezionica. 18min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi è richiesto conoscere la nascita della filosofia, i principali naturalisti, il contrasto Parmenide/Eraclito e la sofistica (Protagora e Gorgia), sapendone usare il lessico e ricostruire le argomentazioni essenziali.
livello avanzato
Negli indirizzi a più ore (in particolare il Liceo Classico e le Scienze Umane) si approfondiscono i testi e i frammenti, la struttura logica dei paradossi di Zenone e l'analisi retorico-linguistica della sofistica, anche in dialogo con il greco antico e con la storia.
Lesetiefe: Approfondimento
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Dal mythos al logos: il quadro concettuale
Componi un breve paragrafo (stile colloquio) che spieghi perché la nascita della filosofia coincide con il passaggio dal mito al logos.
Enuncia la tesi: la filosofia nasce quando la spiegazione del mondo passa dall'autorità del racconto sacro alla forza dell'argomento razionale.
Chiarisci i due termini: il «mythos» spiega per genealogie divine ed è autorevole perché tramandato; il «logos» spiega per cause naturali ed è valido perché dimostrabile.
Aggiungi una condizione storica: la «pólis» e l'agone politico educano al confronto pubblico delle ragioni, modello del confronto filosofico.
Concludi mostrando l'oggetto nuovo: la ricerca dell'«arché», principio razionale unitario della «physis».
Risultato: Un paragrafo coeso che, in quattro mosse (tesi, distinzione, causa, esito), mostra la nascita della filosofia come conquista del discorso razionale sulla domanda dell'«arché».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in che senso la nascita della filosofia rappresenta il passaggio «dal mythos al logos», illustrando almeno due condizioni storico-culturali che lo resero possibile e chiarendo il significato del termine «arché».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La ricerca dell'arché: dalle proposte materiali al numero
Consonanze pitagoriche
I rapporti tra le lunghezze delle corde vibranti che producono gli intervalli musicali consonanti sono numeri interi semplici: per i pitagorici è la prova che il numero ordina il reale.
Una corda lunga 60 cm produce una certa nota. Quale lunghezza deve avere una seconda corda, dello stesso materiale e tensione, per produrre la quinta giusta (rapporto 3:2)? E quale per l'ottava (2:1)?
La quinta corrisponde al rapporto di lunghezze 3:2; la corda più corta dà la nota più acuta.
Da 60/l = 3/2 si ricava l = 60 · 2 / 3 = 40 cm.
L'ottava corrisponde al rapporto 2:1: la corda dell'ottava superiore è la metà.
l = 60 / 2 = 30 cm.
Risultato: Quinta giusta: 40 cm; ottava: 30 cm. I rapporti interi semplici tra lunghezze mostrano concretamente perché i pitagorici videro nel numero il principio ordinatore del reale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta le risposte di Talete, Anassimandro e Anassimene alla domanda sull'«arché», mostrando in che modo ciascuno corregge il precedente, e spiega poi perché i pitagorici spostano il principio dalla materia al numero.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Parmenide contro Eraclito: essere e divenire
Ricostruisci l'argomento di Zenone «Achille e la tartaruga» e spiega quale tesi esso intende difendere e con quale metodo.
Si assume per ipotesi (la tesi avversaria) che il movimento esista e che lo spazio sia infinitamente divisibile. La tartaruga parte con un vantaggio.
Quando Achille raggiunge il punto di partenza della tartaruga, questa ha già avanzato di un tratto; quando copre quel tratto, la tartaruga è di nuovo più avanti, e così via senza fine: i tratti da percorrere sono infiniti.
Dovendo Achille percorrere infiniti tratti in un tempo finito, non raggiungerà mai la tartaruga: il movimento, che pareva ovvio, conduce a una conclusione assurda.
Poiché l'ipotesi (movimento + spazio infinitamente divisibile) genera contraddizione, va respinta: si conferma così l'immobilità dell'essere parmenideo. Il metodo è la «reductio ad absurdum».
Risultato: Il paradosso non nega l'esperienza, ma mostra che pensare il movimento secondo l'infinita divisibilità porta all'assurdo: è un'arma logica a difesa dell'essere uno e immobile di Parmenide.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta la concezione dell'essere di Parmenide e quella del divenire di Eraclito, chiarendo il ruolo del «logos» in entrambi e illustrando come i paradossi di Zenone si inseriscano a difesa della tesi eleatica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I pluralisti e l'atomismo: rispondere a Parmenide
Spiega, passo per passo, in che modo l'atomismo di Democrito riesce a conciliare il divenire dell'esperienza con il principio parmenideo dell'immutabilità dell'essere.
Da Parmenide resta fermo che l'essere non può nascere dal nulla né perire nel nulla: ciò che è vero essere deve essere eterno e immutabile.
Democrito identifica come «essere» gli atomi (pieni, indivisibili, eterni) e ammette il «vuoto» come non-essere reale in cui gli atomi si muovono.
Ciò che chiamiamo nascita è l'aggregarsi degli atomi, ciò che chiamiamo morte è il loro disgregarsi: gli atomi in sé non mutano, cambia solo la loro configurazione.
I movimenti avvengono per necessità meccanica, senza fini: ne risulta un materialismo meccanicistico in cui ogni qualità sensibile dipende da forma, ordine e posizione degli atomi.
Risultato: L'atomismo salva insieme i due dati: l'immutabilità dei principi (gli atomi) e la realtà del divenire (le loro combinazioni), risolvendo la tensione lasciata aperta da Parmenide.
Errori frequenti
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Illustra come Empedocle, Anassagora e gli atomisti rispondano, in modi diversi, alla sfida di Parmenide, e spiega perché l'atomismo è considerato la prima forma compiuta di materialismo e meccanicismo.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La svolta sofistica: dalla physis all'uomo
Analizza la formula di Protagora «l'uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono», individuandone il senso e le conseguenze.
Va inteso sia come singolo individuo (ciò che appare a me è vero per me) sia, secondo molti interpreti, come comunità umana: la misura è umana, non divina né cosmica.
È il criterio di ciò che è vero e di ciò che esiste: non c'è un metro assoluto sopra l'uomo, ma è l'uomo stesso a stabilire come le cose sono.
La verità è relativa al soggetto: ogni percezione e ogni opinione è vera per chi la ha; cade la nozione di verità unica e oggettiva.
Anche i valori e le leggi sono convenzioni («nómos») relative; tuttavia esistono opinioni più «utili» per la convivenza, e il sofista insegna a rafforzarle: il relativismo non sfocia nell'anarchia ma fonda la vita della «pólis» sull'accordo.
Risultato: La formula esprime un relativismo gnoseologico ed etico: l'uomo, non un principio assoluto, è il criterio del vero e del valore; ne deriva la centralità dell'opinione utile e della parola persuasiva nella vita democratica.
Errori frequenti
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Commenta il principio «l'uomo è misura di tutte le cose» di Protagora e confrontalo con le tre tesi del «Sul non essere» di Gorgia, mostrando in che senso la sofistica sposta l'attenzione dalla natura all'uomo e al linguaggio.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti