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La Costituzione repubblicana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, è la norma fondamentale dell'ordinamento italiano e il patto di convivenza nato dall'esperienza dell'Assemblea Costituente. Questo appunto ne ricostruisce la genesi storica (dallo Statuto Albertino alla Carta del 1948), ne analizza la struttura e i caratteri (rigida, lunga, scritta, votata, compromissoria), illustra i principi fondamentali degli articoli 1-12 e spiega il procedimento di revisione costituzionale (artt. 138-139) con i suoi limiti. L'argomento rientra a pieno titolo nell'Esame di Stato, sia nel colloquio sia come quadro di riferimento per l'educazione civica.
4sezionica. 15min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
È richiesta la conoscenza sicura della genesi storica della Costituzione, della sua struttura, dei caratteri e del contenuto essenziale dei principi fondamentali artt. 1-12.
livello avanzato
L'indirizzo Economico-Sociale (LES) approfondisce il nesso tra principi costituzionali e modello di Stato sociale, e analizza criticamente i limiti alla revisione costituzionale (artt. 138-139) e il valore della rigidità.
Lesetiefe: Approfondimento
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Linea del tempo: dallo Statuto Albertino alla Costituzione
Confronta lo Statuto Albertino e la Costituzione repubblicana del 1948 con riferimento a tre aspetti: l'origine, la modificabilità e l'ampiezza dei contenuti.
Lo Statuto è « ottriato », cioè concesso unilateralmente dal re Carlo Alberto (1848); la Costituzione è « votata », approvata da un'Assemblea Costituente eletta dal popolo (1946-47): la differenza riflette il passaggio dalla sovranità del monarca a quella popolare (art. 1).
Lo Statuto è « flessibile » (modificabile con legge ordinaria); la Costituzione è « rigida » (modificabile solo con il procedimento aggravato dell'art. 138 e con i limiti dell'art. 139).
Lo Statuto è « breve » (poche disposizioni, soprattutto sull'organizzazione dello Stato); la Costituzione è « lunga » (139 articoli più 18 disposizioni transitorie e finali, con un'ampia parte dedicata ai diritti).
Risultato: Lo Statuto Albertino era ottriato, flessibile e breve; la Costituzione del 1948 è votata, rigida e lunga: il mutamento dei caratteri esprime il passaggio dalla monarchia costituzionale alla repubblica democratica fondata sulla sovranità popolare.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega perché lo Statuto Albertino, pur non essendo mai stato formalmente abrogato, non impedì l'instaurazione del regime fascista, e indica quale carattere della Costituzione del 1948 è stato introdotto proprio per evitare il ripetersi di una simile vicenda.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema della struttura della Costituzione
Il Parlamento approva con maggioranza semplice una legge ordinaria che limita la libertà di stampa garantita dall'art. 21. Spiega, richiamando i caratteri della Costituzione, perché questa legge non può prevalere sulla Carta.
Il carattere chiamato in causa è la « rigidità »: la Costituzione si modifica solo con il procedimento aggravato dell'art. 138, non con una normale legge ordinaria.
Essendo rigida, la Costituzione è al vertice delle fonti del diritto: la legge ordinaria le è subordinata e non può contraddirla.
Una legge ordinaria contraria all'art. 21 è incostituzionale; la Corte costituzionale (art. 134) può dichiararla illegittima, facendola cessare di avere efficacia.
Risultato: Per effetto della rigidità della Costituzione, la legge ordinaria che comprime la libertà di stampa è subordinata alla Carta e, se contraria all'art. 21, può essere dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra la struttura della Costituzione italiana indicando le sue partizioni con i relativi articoli, e spiega perché la collocazione dei diritti (Parte I) prima dell'organizzazione dei poteri (Parte II) non è casuale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa concettuale dei principi fondamentali (artt. 1-12)
Leggi l'art. 3 della Costituzione e analizzalo: individua i due commi, spiega la differenza tra uguaglianza formale e sostanziale e indica un esempio di attuazione del secondo comma.
« Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. » Vieta ogni discriminazione: la legge si applica a tutti allo stesso modo.
« È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana. » Impone allo Stato un intervento attivo per correggere le disuguaglianze reali.
Il diritto allo studio garantito con borse di studio e gratuità dei libri per gli studenti meno abbienti (art. 34) attua l'uguaglianza sostanziale: rimuove l'ostacolo economico che impedirebbe di proseguire gli studi.
Risultato: L'art. 3 unisce il divieto di discriminazione (uguaglianza formale, comma 1) all'impegno della Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali (uguaglianza sostanziale, comma 2); le borse di studio sono un tipico esempio di attuazione del secondo comma.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza l'articolo 3 della Costituzione distinguendo i due commi: spiega che cosa si intende per uguaglianza formale e per uguaglianza sostanziale e proponi un esempio concreto di misura con cui la Repubblica attua il secondo comma.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Diagramma di flusso del procedimento di revisione (art. 138)
Maggioranza assoluta
La maggioranza assoluta richiesta nella seconda deliberazione è pari alla metà dei componenti N della Camera più uno (con N pari). Per la Camera dei deputati a 400 membri occorrono almeno 201 voti.
Maggioranza dei due terzi
La maggioranza qualificata che rende definitiva la legge senza possibilità di referendum è pari a due terzi dei componenti N (arrotondati all'intero superiore). Per la Camera a 400 membri occorrono almeno 267 voti.
Una legge di revisione costituzionale, alla seconda deliberazione, ottiene alla Camera dei deputati (400 componenti) 230 voti favorevoli. Stabilisci se è approvata, con quale maggioranza, e quale percorso seguirà.
Con N = 400, la maggioranza assoluta è 400 / 2 + 1 = 201 voti. I 230 voti la superano: la legge è approvata.
I due terzi di 400 sono (2/3) x 400 = 266,67, arrotondati a 267 voti. I 230 voti NON raggiungono questa soglia.
Essendo approvata a maggioranza assoluta ma inferiore ai due terzi, la legge può essere sottoposta a referendum costituzionale se, entro tre mesi, lo richiedono un quinto dei membri di una Camera, 500.000 elettori o cinque Consigli regionali.
Risultato: Con 230 voti su 400 la legge è approvata a maggioranza assoluta (>= 201) ma non a maggioranza dei due terzi (< 267): non è quindi definitiva e può essere sottoposta a referendum costituzionale, che la confermerà se otterrà la maggioranza dei voti validi (senza quorum di partecipazione).
Errori frequenti
Ripasso attivo
Descrivi il procedimento di revisione costituzionale previsto dall'art. 138, distinguendo i due casi (approvazione a maggioranza dei due terzi e approvazione a maggioranza assoluta) e spiega quali sono i limiti, espliciti e impliciti, alla revisione.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti