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La Repubblica italiana è una e indivisibile, ma riconosce e promuove le autonomie locali e attua il più ampio decentramento amministrativo (art. 5 Cost.). Questo argomento studia l'articolazione territoriale della Repubblica disegnata dal Titolo V della Parte II (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato), il riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni (artt. 117 e 118) dopo la riforma costituzionale del 2001, e i principi che governano l'azione della pubblica amministrazione (art. 97: legalità, buon andamento e imparzialità). L'obiettivo è comprendere come autonomia, decentramento e sussidiarietà rendano l'amministrazione più vicina al cittadino senza intaccare l'unità dello Stato.
4sezionica. 16min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
È richiesto a tutti il riconoscimento dell'articolazione territoriale della Repubblica, del principio autonomistico (art. 5), della distinzione tra competenze esclusive e concorrenti (art. 117) e dei principi dell'art. 97.
livello avanzato
L'indirizzo del Liceo delle Scienze Umane (e l'opzione economico-sociale) approfondisce il nesso tra sussidiarietà, partecipazione e governance multilivello, valutando criticamente effetti e limiti della riforma del Titolo V del 2001 sul rapporto Stato-Regioni.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Art. 5: i tre pilastri del modello autonomistico
Leggi l'art. 5 della Costituzione e spiega, frase per frase, come esso realizzi un equilibrio tra unità e autonomia.
«La Repubblica, una e indivisibile»: si afferma il principio unitario; la sovranità appartiene al popolo nell'ambito di un unico Stato, le Regioni non possono separarsi né diventare Stati indipendenti.
«riconosce e promuove le autonomie locali»: il verbo «riconosce» presuppone che le autonomie preesistano allo Stato come valore; «promuove» impegna la Repubblica a svilupparle attivamente.
«attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo»: anche nelle materie statali si deve preferire la gestione periferica, più vicina al cittadino.
«adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento»: è un vincolo per il legislatore, che deve orientare le leggi in senso autonomistico (attuato pienamente con la riforma del Titolo V).
Risultato: L'art. 5 conferma che unità e autonomia non si escludono: l'autonomia è esercizio di libertà entro il quadro unitario, e l'unità è il limite invalicabile delle autonomie. È il fondamento dello Stato regionale italiano.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega il significato dell'art. 5 della Costituzione e illustra come esso concili l'unità della Repubblica con il riconoscimento delle autonomie locali, distinguendo i concetti di autonomia, decentramento e sussidiarietà.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'articolazione territoriale della Repubblica (art. 114)
Argomenta in un paragrafo perché l'art. 114, ponendo lo Stato accanto agli altri enti, segna un cambiamento rispetto alla concezione precedente.
Affermare che la nuova formulazione dell'art. 114 introduce il principio di equiordinazione fra gli enti territoriali.
Ricordare che prima del 2001 il sistema era piramidale: lo Stato al vertice, le Regioni e gli enti locali in posizione subordinata e controllata.
Citare l'elenco «Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, Stato»: l'ordine parte dal basso e tutti gli enti sono definiti «autonomi con propri statuti, poteri e funzioni».
Dedurre che lo Stato non è più sovraordinato sul piano formale, anche se conserva funzioni di garanzia dell'unità (potere sostitutivo dell'art. 120, competenze esclusive dell'art. 117).
Risultato: Il paragrafo dimostra che l'art. 114 esprime una Repubblica «policentrica», in cui i livelli di governo sono distinti per funzioni ma equiordinati per dignità costituzionale, pur restando lo Stato il garante ultimo dell'unità.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Descrivi l'articolazione territoriale della Repubblica secondo l'art. 114 e classifica i diversi enti (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni) indicandone organi e funzioni principali; distingui inoltre le Regioni a statuto ordinario da quelle a statuto speciale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il riparto di competenze legislative dell'art. 117
Una Regione vuole disciplinare con legge la «valorizzazione del turismo» sul proprio territorio. In quale fascia di competenza rientra? Lo può fare? E se invece volesse disciplinare l'«ordinamento penale»?
Il turismo non figura tra le materie di competenza esclusiva dello Stato (c.2).
Il turismo non figura nemmeno tra le materie di legislazione concorrente (c.3).
Non essendo elencato, il turismo ricade nella potestà legislativa residuale della Regione: la Regione può quindi legiferare pienamente, nel rispetto del limite del comma 1.
L'ordinamento penale è elencato al comma 2 fra le materie di competenza esclusiva dello Stato: la Regione non può legiferare; una sua legge in materia sarebbe incostituzionale.
Risultato: Sul turismo la Regione ha competenza piena (residuale); sull'ordinamento penale non ha alcuna competenza, riservata in via esclusiva allo Stato. Il metodo è sempre lo stesso: cercare la materia prima nel comma 2, poi nel comma 3; se non c'è, vale la clausola residuale a favore della Regione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza il riparto delle competenze legislative previsto dall'art. 117 della Costituzione dopo la riforma del 2001: distingui competenza esclusiva statale, concorrente e residuale regionale, con almeno un esempio di materia per ciascuna fascia, e spiega come si distribuiscono le funzioni amministrative (art. 118).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I principi dell'azione amministrativa (art. 97)
Un Comune assume un dipendente, parente del Sindaco, senza bandire alcun concorso e senza alcuna selezione comparativa. Quali principi dell'art. 97 risultano violati? Perché?
L'art. 97 prevede che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si acceda di norma mediante concorso pubblico.
Assumere un parente senza selezione viola l'imparzialità: l'amministrazione favorisce un singolo a scapito della parità di trattamento di tutti i potenziali candidati.
Saltare il concorso pregiudica anche il buon andamento, perché non garantisce la scelta del candidato più capace e quindi l'efficienza del servizio.
L'omissione del concorso viola la legalità: la P.A. ha agito al di fuori della procedura prevista dalla legge.
Risultato: L'assunzione lede insieme legalità, imparzialità e buon andamento; l'atto è illegittimo e impugnabile davanti al giudice amministrativo. Il concorso pubblico è proprio lo strumento che attua quei tre principi nella scelta del personale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra i principi costituzionali che regolano l'azione della Pubblica Amministrazione secondo l'art. 97 (legalità, buon andamento, imparzialità), spiega il significato del concorso pubblico e indica almeno due principi del procedimento amministrativo introdotti dalla legge 241/1990.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)