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Genetica mendeliana ed ereditarietà

La genetica mendeliana spiega come i caratteri ereditari si trasmettono dai genitori ai figli attraverso unità discrete, i geni, presenti in forme alternative dette alleli. A partire dai celebri incroci di Gregor Mendel sul pisello da orto si ricavano le tre leggi dell'ereditarietà — dominanza, segregazione e assortimento indipendente — che oggi interpretiamo alla luce del comportamento dei cromosomi durante la meiosi. Questo appunto guida dalle leggi fondamentali e dai quadrati di Punnett alle estensioni del modello mendeliano, alla teoria cromosomica con linkage e ricombinazione, fino alla determinazione del sesso, all'eredità legata al sesso e alle principali malattie genetiche.

4 sezioni·~23 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0666 / 13
Profilo d’esame
Applicare i modelli probabilistici dell'ereditarietà alla risoluzione di problemi di genetica (quadrati di Punnett, calcolo delle probabilità genotipiche e fenotipiche)Effettuare connessioni tra meiosi, ereditarietà e variabilità genetica, collegando il comportamento dei cromosomi alle leggi di MendelInterpretare alberi genealogici e dati genetici per riconoscere il tipo di trasmissione di un carattereComprendere le estensioni e le eccezioni della genetica mendeliana e collegarle alla complessità dei fenotipi reali
Operatori:calcoladeterminaspiegadescriviconfrontaanalizzainterpretagiustificaillustra

livello base

Tutti gli indirizzi liceali padroneggiano le tre leggi di Mendel, l'uso dei quadrati di Punnett negli incroci monoibridi e diibridi e i concetti di genotipo, fenotipo, dominanza e recessività.

livello avanzato

Negli indirizzi a maggiore monte ore di scienze (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la base citologica delle leggi, il linkage con il calcolo della frequenza di ricombinazione, le mappe genetiche e l'analisi quantitativa di alberi genealogici complessi.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Genetica mendeliana ed ereditarietà
    • 01Le leggi di Mendel e i quadrati di Punnett○
    • 02Le estensioni della genetica mendeliana◐
    • 03La teoria cromosomica, il linkage e la ricombinazione●
    • 04Determinazione del sesso, eredità legata al sesso e malattie genetiche◐
§ 01

Le leggi di Mendel e i quadrati di Punnett#

●○○BaseLPOSA-scienze-naturali-genetica-mendeliana

Punti chiave

La genetica nasce a metà Ottocento con il lavoro di Gregor Mendel, che fra il 1856 e il 1863 incrociò sistematicamente migliaia di piante di pisello da orto (Pisum sativum) e, contando i discendenti, scoprì che i caratteri ereditari si trasmettono come unità discrete e non si «mescolano» come voleva la teoria dell'ereditarietà per fusione allora dominante. La scelta del pisello fu felice: si autoimpollina naturalmente (garantendo linee pure), è facile da impollinare in modo controllato e presenta caratteri ben distinti con due sole varianti, come il colore del seme (giallo o verde) o la forma (liscio o rugoso).
Per leggere correttamente gli esperimenti occorre fissare il lessico (ripasso e nuovi termini). Un gene è il tratto di DNA responsabile di un carattere; gli alleli sono le sue forme alternative (per convenzione si indica con la lettera maiuscola, ad esempio A, l'allele dominante e con la minuscola, a, quello recessivo). Il genotipo è la coppia di alleli posseduta dall'individuo (AA, Aa, aa); il fenotipo è la manifestazione osservabile. Un individuo si dice omozigote quando i due alleli sono uguali (AA oppure aa) ed eterozigote quando sono diversi (Aa). Un allele è dominante se si manifesta nel fenotipo anche in eterozigosi, recessivo se si manifesta solo in omozigosi.
La prima legge, o legge della dominanza, emerge dall'incrocio di due linee pure che differiscono per un carattere (generazione parentale P): tutti gli individui della prima generazione filiale (F1) sono uguali fra loro e mostrano il carattere di uno solo dei due genitori, quello dominante. Incrociando una pianta a seme giallo (omozigote dominante, AA) con una a seme verde (omozigote recessivo, aa), l'intera F1 è gialla ed eterozigote (Aa): il carattere verde non è scomparso, è semplicemente «mascherato».
La seconda legge, o legge della segregazione, si rivela facendo autoimpollinare gli individui della F1: nella seconda generazione filiale (F2) ricompare il carattere recessivo, con un rapporto fenotipico di circa 3 dominanti : 1 recessivo. Mendel interpretò il risultato ipotizzando che ogni individuo possieda due «fattori» per ciascun carattere e che, nella formazione dei gameti, i due fattori si separino (segreghino) in modo che ogni gamete ne riceva uno solo. Lo strumento per prevedere i risultati è il quadrato di Punnett, una tabella a doppia entrata in cui i gameti di un genitore stanno sulle righe e quelli dell'altro sulle colonne: combinandoli si ottengono i genotipi della prole con le rispettive frequenze (vedi Fig. 1).

Quadrato di Punnett dell'incrocio monoibrido Aa × Aa

Matrice: Tabella con 3 colonne e 2 righe, cella evidenziata: aaTabella con 3 colonne e 2 righe, Dati: A · a; A · AA · Aa; a · Aa · aa, cella evidenziata: aaAAAAAAaAAaaa
Fig. 1Incrocio monoibrido Aa × Aa: i gameti A e a si combinano nel quadrato di Punnett dando genotipi 1 AA : 2 Aa : 1 aa e fenotipi 3 dominanti : 1 recessivo.
La terza legge, o legge dell'assortimento indipendente, riguarda l'eredità simultanea di due caratteri (incrocio diibrido) ed afferma che gli alleli di geni diversi si distribuiscono nei gameti in modo indipendente l'uno dall'altro. Dall'incrocio di una linea pura a seme giallo-liscio (AABB) con una a seme verde-rugoso (aabb), la F1 è tutta gialla-liscia (AaBb) e la F2, ottenuta per autoimpollinazione, mostra un rapporto fenotipico 9 : 3 : 3 : 1 (vedi Fig. 2). Questa indipendenza, va sottolineato, vale rigorosamente solo per geni situati su cromosomi diversi o molto distanti sullo stesso cromosoma: è il limite che la teoria cromosomica chiarirà.

Quadrato di Punnett dell'incrocio diibrido AaBb × AaBb

Matrice: Tabella con 5 colonne e 4 righe, cella evidenziata: aabbTabella con 5 colonne e 4 righe, Dati: AB · Ab · aB · ab; AB · AABB · AABb · AaBB · AaBb; Ab · AABb · AAbb · AaBb · Aabb; aB · AaBB · AaBb · aaBB · aaBb; ab · AaBb · Aabb · aaBb · aabb, cella evidenziata: aabbABABABABABAABBAABbAaBBAaBbABAABbAAbbAaBbAabbABAaBBAaBbaaBBaaBbABAaBbAabbaaBbaabb
Fig. 2Incrocio diibrido AaBb × AaBb: i quattro tipi di gameti (AB, Ab, aB, ab) generano 16 combinazioni e il classico rapporto fenotipico 9 : 3 : 3 : 1.
P(evento)=casi favorevolicasi possibiliP(\text{evento}) = \frac{\text{casi favorevoli}}{\text{casi possibili}}P(evento)=casi possibilicasi favorevoli​

Probabilità classica

Ogni casella del quadrato di Punnett è un caso ugualmente possibile: la probabilità di un genotipo è il numero di caselle che lo contengono diviso il numero totale di caselle.

P(A e B)=P(A)×P(B)P(A \text{ e } B) = P(A) \times P(B)P(A e B)=P(A)×P(B)

Regola del prodotto

Per eventi indipendenti — come la trasmissione di alleli di geni su cromosomi diversi — la probabilità che si verifichino insieme è il prodotto delle singole probabilità. È il fondamento dell'assortimento indipendente.

Esempio svolto

Incrocio monoibrido in F2

Nel pisello il seme giallo (A) è dominante sul verde (a). Si autoimpollinano piante eterozigoti Aa. Determina i rapporti genotipici e fenotipici attesi nella prole e la probabilità di ottenere un seme verde.

  1. 01Individua i gameti

    Ogni genitore Aa produce due tipi di gameti in egual misura: metà portano A, metà portano a.

  2. 02Costruisci il quadrato di Punnett

    Combinando A,a (righe) con A,a (colonne) si ottengono le quattro caselle: AA, Aa, Aa, aa.

  3. 03Ricava i rapporti

    Genotipi: 1 AA : 2 Aa : 1 aa. Fenotipi: i gialli sono AA + Aa = 3 caselle su 4, i verdi sono aa = 1 casella su 4, quindi 3 gialli : 1 verde.

  4. 04Calcola la probabilità del seme verde

    Il seme verde corrisponde al genotipo aa, presente in 1 casella su 4.

Risultato: Rapporto genotipico 1 : 2 : 1 (AA : Aa : aa); rapporto fenotipico 3 : 1 (giallo : verde); la probabilità di un seme verde è 1/4, cioè 25%.

Obiettivo Maturità

  • Saper distinguere con sicurezza i termini genotipo/fenotipo, omozigote/eterozigote, dominante/recessivo: la confusione fra essi è uno degli errori più penalizzati nelle domande di genetica.
  • Costruire correttamente un quadrato di Punnett e ricavarne i rapporti genotipici e fenotipici attesi, sapendo motivare il rapporto 3 : 1 (monoibrido) e 9 : 3 : 3 : 1 (diibrido) sulla base della segregazione e dell'assortimento indipendente.

Errori frequenti

  • Scrivere i gameti dell'eterozigote AaBb come «Aa» e «Bb» invece dei quattro tipi corretti AB, Ab, aB, ab: ogni gamete riceve un solo allele per ciascun gene.
  • Confondere il rapporto fenotipico con quello genotipico nel monoibrido: in F2 il rapporto fenotipico è 3 : 1, ma quello genotipico è 1 (AA) : 2 (Aa) : 1 (aa).

Approfondimento

Per gli incroci con molti geni il quadrato di Punnett diventa impraticabile (un triibrido richiederebbe una tabella «8×8»): conviene calcolare le probabilità con due regole del calcolo combinatorio. La regola del prodotto dà la probabilità che più eventi indipendenti avvengano insieme moltiplicando le singole probabilità — così in «AaBbCc × AaBbCc» la probabilità di un figlio «aabbcc» è «(1/4)·(1/4)·(1/4) = 1/64», trattando ogni gene separatamente. La regola della somma dà invece la probabilità di eventi che si escludono a vicenda, addizionandole. Per stabilire se i dati sperimentali confermano un rapporto atteso si usa il test del chi-quadrato, «χ² = Σ (O − A)² / A», dove «O» sono i valori osservati e «A» quelli attesi: confrontando il valore ottenuto con una tabella (in funzione dei gradi di libertà) si decide se lo scostamento è compatibile con il caso o se il modello va respinto. Mendel stesso, privo di questo strumento, si affidò a grandi numeri per rendere trascurabili le fluttuazioni statistiche. Per determinare infine il genotipo sconosciuto di un individuo con fenotipo dominante si esegue l'incrocio di prova (testcross): lo si incrocia con un omozigote recessivo; se compare anche un solo discendente recessivo, l'individuo era eterozigote.

Ripasso attivo

In una pianta di pisello il fiore violetto (V) è dominante sul fiore bianco (v). Si incrociano due piante eterozigoti (Vv × Vv). Costruisci il quadrato di Punnett, determina i rapporti genotipici e fenotipici della prole e calcola la probabilità che una pianta presa a caso abbia il fiore bianco.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Le estensioni della genetica mendeliana#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-genetica-mendeliana

Genotipi e fenotipi del sistema sanguigno AB0

Tabella con 3 colonne e 4 righe, cella evidenziata: IA IBTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Gruppo · Genotipi · Antigeni; A · IA IA, IA i · A; B · IB IB, IB i · B; AB · IA IB · A e B; 0 · i i · nessuno, cella evidenziata: IA IBGRUPPOGENOTIPIANTIGENIAIA IA, IA iABIB IB, IB iBABIA IBA e B0i inessuno
Fig. 3Il sistema AB0 ha tre alleli (IA, IB, i). IA e IB sono codominanti: il gruppo AB esprime entrambi gli antigeni. L’allele i è recessivo rispetto a IA e IB.

Punti chiave

I rapporti «puliti» 3 : 1 e 9 : 3 : 3 : 1 si osservano quando vale la dominanza completa fra due soli alleli di un gene che agisce su un carattere indipendente. La realtà biologica è più ricca: molti caratteri seguono modalità di trasmissione che ampliano — senza contraddire — il modello mendeliano, perché la segregazione degli alleli resta valida; cambia solo il rapporto fra genotipo e fenotipo. Conoscere queste estensioni permette di interpretare correttamente incroci i cui risultati sembrano «anomali».
Nella dominanza incompleta l'eterozigote presenta un fenotipo intermedio fra i due omozigoti, perché nessun allele riesce a mascherare completamente l'altro. L'esempio classico è la bocca di leone (Antirrhinum majus): l'incrocio fra una pianta a fiori rossi (RR) e una a fiori bianchi (rr) dà una F1 tutta a fiori rosa (Rr), e in F2 ricompare il rapporto 1 rosso : 2 rosa : 1 bianco. Qui il rapporto fenotipico coincide con quello genotipico (1 : 2 : 1), perché ogni genotipo ha un fenotipo riconoscibile.
Nella codominanza entrambi gli alleli dell'eterozigote si manifestano contemporaneamente e in modo distinto, senza fondersi. Il caso più importante è il sistema dei gruppi sanguigni AB0 nell'uomo, che combina codominanza e allelia multipla: esistono tre alleli (IA, IB, i), ma ogni individuo ne possiede solo due. IA e IB sono codominanti fra loro (il genotipo IA IB dà gruppo AB), mentre entrambi dominano sull'allele recessivo i (vedi Fig. 1). Si parla di allelia multipla quando un gene esiste in più di due forme alleliche nella popolazione, pur restando due gli alleli per individuo.
Altre estensioni riguardano l'azione dei geni su più caratteri o di più geni su un carattere. Nella pleiotropia un singolo gene influenza più caratteri apparentemente non collegati: è il caso dell'anemia falciforme, in cui la mutazione dell'emoglobina altera la forma dei globuli rossi e produce a cascata effetti su circolazione, milza, ossa e resistenza alla malaria. Nella poligenia (eredità quantitativa), invece, più geni concorrono a determinare un unico carattere, come la statura, il colore della pelle o il peso: il fenotipo varia con continuità e la sua distribuzione nella popolazione tende alla curva «a campana» (distribuzione normale, vedi Fig. 2). Va inoltre ricordato il ruolo dell'ambiente, che modula l'espressione di molti caratteri.
IAIB×ii→12 IAi  (gruppo A)  +  12 IBi  (gruppo B)I^A I^B \times ii \rightarrow \tfrac{1}{2}\,I^A i \;(\text{gruppo A}) \;+\; \tfrac{1}{2}\,I^B i \;(\text{gruppo B})IAIB×ii→21​IAi(gruppo A)+21​IBi(gruppo B)

Incrocio AB × 0

L'incrocio fra un genitore AB (codominante) e uno 0 (omozigote recessivo) genera figli per metà di gruppo A e per metà di gruppo B: nessun figlio è AB né 0.

Esempio svolto

Incrocio con dominanza incompleta

Nella bocca di leone il fiore rosso (RR) incrociato con il bianco (rr) dà una F1 a fiori rosa. Si incrociano due piante rosa della F1. Determina i rapporti genotipici e fenotipici della F2.

  1. 01Identifica il genotipo della F1

    La F1 a fiori rosa è eterozigote Rr: la dominanza è incompleta, quindi l'eterozigote ha colore intermedio.

  2. 02Imposta l'incrocio Rr × Rr

    I gameti sono R e r per ciascun genitore; il quadrato di Punnett dà RR, Rr, Rr, rr.

  3. 03Ricava i rapporti

    Genotipi 1 RR : 2 Rr : 1 rr. Poiché ogni genotipo ha un fenotipo distinto, il rapporto fenotipico coincide.

Risultato: La F2 mostra rapporto 1 rosso : 2 rosa : 1 bianco, con coincidenza fra rapporto genotipico e fenotipico tipica della dominanza incompleta.

Obiettivo Maturità

  • Riconoscere dal rapporto fenotipico il tipo di eredità: 3 : 1 indica dominanza completa, 1 : 2 : 1 fenotipico indica dominanza incompleta o codominanza.
  • Saper risolvere problemi sui gruppi sanguigni AB0, deducendo genotipi e gruppi possibili dei figli a partire da quelli dei genitori (esercizio tipico del colloquio e della seconda prova).

Errori frequenti

  • Confondere dominanza incompleta e codominanza: nella prima l'eterozigote ha un fenotipo intermedio e nuovo (rosa), nella seconda esprime entrambi i caratteri parentali contemporaneamente (gruppo AB).
  • Credere che nell'allelia multipla un individuo possa portare tre alleli: in un organismo diploide gli alleli per gene restano sempre due; i tre alleli esistono a livello di popolazione.

Approfondimento

Il rapporto «9 : 3 : 3 : 1» può risultare mascherato dall'epistasi, l'interazione fra geni per cui un gene nasconde l'effetto di un altro. A seconda del tipo, il rapporto diibrido si trasforma: «9 : 3 : 4» (epistasi recessiva), «9 : 7» (doppia epistasi recessiva), «12 : 3 : 1» (epistasi dominante). Un esempio legato ai gruppi sanguigni è il fenotipo Bombay: un individuo omozigote recessivo per un secondo gene non produce la sostanza «H», il precursore su cui si costruiscono gli antigeni A e B, e appare di gruppo 0 pur possedendo alleli «IA» o «IB». Sul piano molecolare, la dominanza si spiega quasi sempre come rapporto fra dosaggio genico e fenotipo: molti alleli recessivi sono varianti «di perdita di funzione», e quando una sola copia funzionante basta a garantire il fenotipo normale (aplosufficienza) l'allele funzionante appare dominante; quando invece mezza dose di prodotto non basta, l'eterozigote mostra un fenotipo intermedio, cioè la dominanza incompleta. Va infine ricordato che il legame genotipo-fenotipo non è sempre netto: la penetranza incompleta (non tutti i portatori del genotipo manifestano il carattere) e l'espressività variabile (il carattere si manifesta con intensità diverse) spiegano molte apparenti eccezioni alle regole di Mendel.

Ripasso attivo

Una donna di gruppo sanguigno AB ha figli con un uomo di gruppo 0. Determina i possibili genotipi dei genitori, i gruppi sanguigni possibili dei figli e le relative probabilità.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

La teoria cromosomica, il linkage e la ricombinazione#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-naturali-genetica-mendeliana

La meiosi spiega l'assortimento indipendente di due coppie di omologhi

Grafo, 5 nodi, 4 archiGrafo, Omologhi Aa, Bb (metafase I) → Orientamento 1, Omologhi Aa, Bb (metafase I) → Orientamento 2, Orientamento 1 → Gameti AB, ab, Orientamento 2 → Gameti Ab, aBOmologhi Aa, Bb(metafase I)Orientamento 1Orientamento 2Gameti AB, abGameti Ab, aB
Fig. 4In metafase I le due coppie di omologhi si dispongono in due modi equiprobabili, generando quattro tipi di gameti in egual numero: è l’assortimento indipendente dei caratteri.

Punti chiave

Mendel ignorava l'esistenza dei cromosomi: la base fisica dei suoi «fattori» fu compresa solo all'inizio del Novecento. Nel 1902-1903 Walter Sutton e Theodor Boveri, osservando la meiosi, notarono che i cromosomi si comportano esattamente come i fattori mendeliani — sono presenti in coppie (omologhi), si separano nella formazione dei gameti e si ricombinano alla fecondazione. Nacque così la teoria cromosomica dell'ereditarietà: i geni sono porzioni di cromosomi e occupano una posizione precisa, il locus.
La teoria cromosomica spiega elegantemente le leggi di Mendel. La legge della segregazione corrisponde alla separazione dei cromosomi omologhi nell'anafase I della meiosi: i due alleli di un gene, situati su omologhi diversi, finiscono in gameti diversi. La legge dell'assortimento indipendente corrisponde all'orientamento casuale delle coppie di omologhi sulla piastra metafasica: le coppie si dispongono in modo indipendente, perciò gli alleli di geni su cromosomi diversi si combinano liberamente nei gameti (vedi Fig. 1).
L'assortimento indipendente, però, ha un limite chiarito dagli esperimenti di Thomas Hunt Morgan sul moscerino della frutta (Drosophila melanogaster): i geni situati sullo stesso cromosoma tendono a essere ereditati insieme, perché viaggiano sulla medesima molecola di DNA. Questo fenomeno è detto associazione o linkage. Due geni associati non danno il rapporto 9 : 3 : 3 : 1 atteso, ma un eccesso delle combinazioni parentali.
Il linkage non è mai assoluto, perché durante la profase I della meiosi i cromosomi omologhi si appaiano e possono scambiarsi tratti corrispondenti mediante il crossing-over (ricombinazione). Ogni scambio genera cromosomi ricombinanti, con nuove combinazioni alleliche (vedi Fig. 2). La frequenza di ricombinazione fra due geni è tanto maggiore quanto più essi sono distanti sul cromosoma, perché aumenta la probabilità che un crossing-over cada fra loro. Morgan e i suoi allievi sfruttarono questa proporzionalità per costruire le mappe genetiche, in cui la distanza fra i geni si misura in unità di mappa o centimorgan (cM): 1 cM corrisponde all'1% di gameti ricombinanti. Il crossing-over, insieme all'assortimento indipendente e alla fecondazione casuale, è una delle grandi fonti di variabilità genetica.
Frequenza di ricombinazione=ricombinantitotale dei discendenti×100\text{Frequenza di ricombinazione} = \frac{\text{ricombinanti}}{\text{totale dei discendenti}} \times 100Frequenza di ricombinazione=totale dei discendentiricombinanti​×100

Frequenza di ricombinazione

Rapporto percentuale fra il numero di individui con combinazione allelica nuova (ricombinanti) e il numero totale dei discendenti. Vale al massimo 50% (geni non associati).

1 cM=1% di gameti ricombinanti1\ \text{cM} = 1\%\ \text{di gameti ricombinanti}1 cM=1% di gameti ricombinanti

Unità di mappa (centimorgan)

La distanza genetica fra due geni si esprime in centimorgan: ogni punto percentuale di ricombinazione corrisponde a 1 cM. È la base delle mappe genetiche di Morgan.

Crossing-over e cromosomi ricombinanti

Tabella con 2 colonne e 2 righeTabella con 2 colonne e 2 righe, Dati: Cromatidi · Alleli; parentali · AB, ab; ricombinanti · Ab, aBCROMATIDIALLELIparentaliAB, abricombinantiAb, aB
Fig. 5Il crossing-over in profase I scambia tratti fra cromosomi omologhi: oltre ai cromatidi parentali (AB, ab) nascono i ricombinanti (Ab, aB). La frequenza di ricombinazione cresce con la distanza fra i geni e permette di costruire le mappe genetiche (in cM).
Esempio svolto

Calcolo della distanza di mappa

Da un incrocio di prova si ottengono 410 individui parentali e 90 ricombinanti, su un totale di 500 discendenti. Calcola la frequenza di ricombinazione e la distanza di mappa fra i due geni.

  1. 01Identifica i ricombinanti

    I discendenti ricombinanti sono 90; il totale dei discendenti è 500.

  2. 02Applica la formula della frequenza di ricombinazione

    Si calcola il rapporto percentuale fra ricombinanti e totale.

  3. 03Converti in distanza di mappa

    Poiché 1% di ricombinazione equivale a 1 cM, la distanza fra i due geni è di 18 cM.

Risultato: La frequenza di ricombinazione è 18%; i due geni distano 18 centimorgan (cM): sono associati ma sufficientemente lontani da ricombinare con regolarità.

Obiettivo Maturità

  • Saper collegare ciascuna legge di Mendel a una fase precisa della meiosi (segregazione → anafase I; assortimento indipendente → orientamento casuale in metafase I): è una connessione richiesta tipicamente nel colloquio orale.
  • Calcolare la frequenza di ricombinazione e la distanza in centimorgan fra due geni a partire dal numero di discendenti ricombinanti, sapendo che il 50% massimo indica geni non associati (assortimento indipendente).

Errori frequenti

  • Pensare che i geni associati non si separino mai: il crossing-over può sempre ricombinarli, tanto più frequentemente quanto più sono distanti.
  • Confondere i cromatidi fratelli con i cromosomi omologhi: il crossing-over avviene fra cromatidi NON fratelli di omologhi appaiati, non fra cromatidi fratelli identici.

Approfondimento

La mappatura si affina con l'incrocio a tre punti (three-point testcross), che analizza simultaneamente tre geni associati. Fra le otto classi di gameti prodotte, le due meno frequenti derivano dal doppio crossing-over e permettono di stabilire l'ordine dei geni: il gene «centrale» è quello che, nelle classi a doppio scambio, risulta scambiato rispetto alle combinazioni parentali. Sommando le frequenze dei ricombinanti (contando i doppi crossing-over per entrambi gli intervalli in cui cadono) si ottengono le distanze fra le coppie di geni. Gli scambi vicini, però, non sono indipendenti: la presenza di uno tende a ridurre la probabilità di un altro nelle vicinanze, fenomeno detto interferenza e quantificato dal coefficiente di coincidenza. Un limite concettuale importante è che la frequenza di ricombinazione non supera mai il «50 %»: geni molto distanti sullo stesso cromosoma subiscono così tanti scambi da comportarsi come se assortissero in modo indipendente, indistinguibili da geni su cromosomi diversi. Per questo la distanza genetica dedotta dalla ricombinazione sottostima la distanza fisica reale su intervalli lunghi — i doppi scambi «non contati» accorciano la mappa — e le mappe genetiche si costruiscono sommando molti intervalli brevi e additivi, anziché misurare direttamente i geni agli estremi.

Ripasso attivo

In Drosophila, da un incrocio di prova fra una femmina eterozigote per due geni associati e un maschio omozigote recessivo si ottengono 410 individui parentali e 90 ricombinanti su 500 totali. Calcola la frequenza di ricombinazione e la distanza di mappa fra i due geni.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Determinazione del sesso, eredità legata al sesso e malattie genetiche#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-genetica-mendeliana

Determinazione cromosomica del sesso (XX / XY)

Matrice: Tabella con 3 colonne e 2 righe, cella evidenziata: XYTabella con 3 colonne e 2 righe, Dati: X · Y; X · XX · XY; X · XX · XY, cella evidenziata: XYXYXXXXYXXXXY
Fig. 6La madre (XX) fornisce sempre un cromosoma X; il padre (XY) fornisce X o Y. L’incrocio dà 50% femmine (XX) e 50% maschi (XY): è il gamete paterno a determinare il sesso.

Punti chiave

Nella nostra specie il corredo cromosomico comprende 23 coppie di cromosomi: 22 coppie di autosomi, uguali nei due sessi, e una coppia di cromosomi sessuali (eterocromosomi). La femmina è XX (omogametica: produce gameti tutti con X), il maschio è XY (eterogametica: metà dei suoi spermatozoi porta X, metà Y). Poiché il sesso del figlio dipende dallo spermatozoo, il padre determina il sesso della prole, con probabilità teorica del 50% per ciascun sesso (vedi Fig. 1). Il cromosoma Y porta il gene SRY, che innesca lo sviluppo maschile.
I geni situati sui cromosomi sessuali danno luogo all'eredità legata al sesso, che non segue gli schemi mendeliani classici perché i due sessi non possiedono lo stesso numero di copie di tali geni. Il caso più importante è quello dei caratteri legati all'X recessivi: il maschio, avendo un solo cromosoma X, è emizigote — basta un allele recessivo perché il carattere si manifesti, mentre la femmina deve essere omozigote recessiva. Per questo molte malattie recessive legate all'X colpiscono assai più spesso i maschi.
Esempi classici di malattie recessive legate all'X sono il daltonismo (difetto nella percezione dei colori) e l'emofilia (difetto della coagulazione del sangue). Una femmina eterozigote è portatrice sana: non manifesta la malattia ma può trasmettere l'allele recessivo. Tipicamente la malattia «salta» una generazione e ricompare nei maschi: una portatrice ha il 50% di probabilità di trasmettere l'allele a ciascun figlio, perciò metà dei figli maschi risulta malata e metà delle figlie risulta portatrice (vedi Fig. 2).
Le malattie genetiche e cromosomiche si classificano in più gruppi (ripasso integrato). Le malattie autosomiche recessive (per esempio la fibrosi cistica, l'anemia falciforme) si manifestano solo in omozigosi e possono essere trasmesse da genitori sani portatori. Le malattie autosomiche dominanti (per esempio la corea di Huntington) si manifestano anche in eterozigosi. Le malattie cromosomiche derivano invece da alterazioni del numero o della struttura dei cromosomi, spesso per non disgiunzione durante la meiosi: la sindrome di Down è una trisomia del cromosoma 21 (47 cromosomi totali), mentre fra le aneuploidie dei cromosomi sessuali si ricordano la sindrome di Turner (X0) e la sindrome di Klinefelter (XXY). Lo strumento per ricostruire la trasmissione di un carattere in una famiglia è l'albero genealogico (pedigree), in cui quadrati indicano i maschi, cerchi le femmine e simboli pieni gli individui affetti.
XHXh×XHY→XHXH,  XHXh,  XHY,  XhYX^H X^h \times X^H Y \rightarrow X^H X^H,\; X^H X^h,\; X^H Y,\; X^h YXHXh×XHY→XHXH,XHXh,XHY,XhY

Incrocio portatrice × uomo sano (emofilia)

Dall'incrocio fra una portatrice (XH Xh) e un uomo sano (XH Y): figlie metà sane e metà portatrici; figli maschi metà sani (XH Y) e metà emofiliaci (Xh Y).

Albero genealogico di un carattere recessivo legato all'X

Albero genealogico con 6 persone, 1 affetteAlbero genealogico con 6 persone, sano, portatrice, portatrice, sano, affetto (affette), portatricesanoportatriceportatricesanoaffettoportatrice
Fig. 7Carattere recessivo legato all’X: le femmine portatrici (eterozigoti, non affette) trasmettono l’allele; i maschi emizigoti (XY) che lo ricevono sono affetti. Quadrato = maschio, cerchio = femmina, simbolo pieno = affetto.
Esempio svolto

Probabilità di emofilia nei figli di una portatrice

Una donna portatrice sana di emofilia (XH Xh) ha figli con un uomo sano (XH Y). Determina la probabilità che un figlio maschio sia emofiliaco e quella che una figlia sia portatrice.

  1. 01Scrivi i gameti dei genitori

    La madre XH Xh produce gameti XH e Xh in egual misura; il padre XH Y produce gameti XH e Y in egual misura.

  2. 02Costruisci il quadrato di Punnett

    Le combinazioni sono: XH XH (figlia sana), XH Xh (figlia portatrice), XH Y (figlio sano), Xh Y (figlio emofiliaco).

  3. 03Analizza i figli maschi

    I maschi ricevono Y dal padre e X dalla madre: metà ottiene XH (sano), metà Xh (emofiliaco).

  4. 04Analizza le figlie

    Le figlie ricevono XH dal padre e X dalla madre: metà è XH XH (sana), metà XH Xh (portatrice); nessuna figlia è malata.

Risultato: Tra i figli maschi, metà (50%) è emofiliaca; tra le figlie, metà (50%) è portatrice e nessuna è malata. Considerando l'intera prole, 1/4 sono maschi emofiliaci e 1/4 femmine portatrici.

Obiettivo Maturità

  • Spiegare perché le malattie recessive legate all'X colpiscono più frequentemente i maschi (emizigosi del cromosoma X) e saper individuare le femmine portatrici in un albero genealogico.
  • Distinguere con precisione malattie geniche (autosomiche/legate al sesso, dominanti/recessive) da malattie cromosomiche (aneuploidie da non disgiunzione), riportando un esempio corretto per ciascuna categoria.

Errori frequenti

  • Affermare che è la madre a determinare il sesso del nascituro: poiché la madre fornisce sempre un cromosoma X, è lo spermatozoo paterno (X o Y) a stabilire il sesso.
  • Definire la sindrome di Down una «mutazione genica»: si tratta di una mutazione cromosomica (trisomia 21), cioè un'alterazione del numero dei cromosomi, non di un singolo gene.

Approfondimento

Oltre all'eredità legata all'X recessiva esistono altri schemi non mendeliani riconoscibili dall'albero genealogico. Nell'eredità legata all'X dominante un solo allele mutato manifesta il carattere anche nelle femmine, e un padre affetto lo trasmette a tutte le figlie ma a nessun figlio maschio. L'eredità legata all'Y (olandrica) passa di padre in figlio maschio. L'eredità mitocondriale è invece esclusivamente materna: i mitocondri, con il loro piccolo DNA, provengono dalla cellula uovo, perciò una madre affetta trasmette la condizione a tutti i figli — maschi e femmine — mentre un padre affetto a nessuno. Sul versante cromosomico, la non disgiunzione è la mancata separazione di una coppia di omologhi (in meiosi I) o di due cromatidi fratelli (in meiosi II) e produce gameti con un cromosoma in più o in meno; la probabilità di trisomia 21 cresce nettamente con l'età materna, perché gli oociti restano bloccati in profase I per decenni prima di completare la meiosi. Le malattie da espansione di triplette, come la corea di Huntington, mostrano infine il fenomeno dell'anticipazione: la ripetizione «CAG» si allunga di generazione in generazione, e la patologia tende a comparire prima e in forma più grave nei discendenti, un'informazione preziosa nella consulenza genetica.

Ripasso attivo

Una donna portatrice sana di emofilia (allele recessivo legato all'X) ha figli con un uomo sano. Costruisci il quadrato di Punnett, determina la probabilità che un figlio maschio sia emofiliaco e quella che una figlia sia portatrice.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Le leggi di Mendel e i quadrati di Punnett○
    • 02Le estensioni della genetica mendeliana◐
    • 03La teoria cromosomica, il linkage e la ricombinazione●
    • 04Determinazione del sesso, eredità legata al sesso e malattie genetiche◐

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Genetica mendeliana ed ereditarietà

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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