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Biologia molecolare: DNA, duplicazione e sintesi proteica

La biologia molecolare studia come l'informazione genetica sia conservata, copiata ed espressa a livello delle molecole. Si parte dalla struttura a doppia elica degli acidi nucleici (Watson, Crick e Franklin) per descrivere la duplicazione semiconservativa del DNA, la trascrizione e la maturazione dell'RNA negli eucarioti, fino alla traduzione del codice genetico nelle proteine. Tutto è unificato dal «dogma centrale» (DNA → RNA → proteina). L'argomento appartiene pienamente al programma valutabile all'Esame di Stato (seconda prova e colloquio).

4 sezioni·~19 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0444 / 13
Profilo d’esame
Comprendere il flusso dell'informazione genetica dal DNA alle proteineEffettuare connessioni tra la struttura degli acidi nucleici e i processi di espressione genicaInterpretare schemi e modelli dei processi molecolari della cellulaCollegare la complementarità delle basi alla fedeltà della duplicazione e della traduzione
Operatori:descrivispiegaanalizzaconfrontaillustrainterpretagiustificadeterminatraduciclassifica

livello base

Per tutti gli indirizzi liceali è richiesta la padronanza della struttura del DNA, della duplicazione semiconservativa, della trascrizione e della traduzione, con il significato del codice genetico e del dogma centrale.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono il ruolo dettagliato degli enzimi della replicazione (primasi, DNA polimerasi, ligasi), il meccanismo dello splicing eucariotico e le prove sperimentali (Meselson e Stahl).

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Biologia molecolare: DNA, duplicazione e sintesi proteica
    • 01La struttura degli acidi nucleici e il modello a doppia elica○
    • 02La duplicazione del DNA: meccanismo ed enzimi◐
    • 03La trascrizione e la maturazione dell'RNA◐
    • 04Il codice genetico e la sintesi proteica●
§ 01

La struttura degli acidi nucleici e il modello a doppia elica#

●○○BaseLPOSA-scienze-naturali-biologia-molecolare: struttura del DNA e degli RNA; modello a doppia elica (Watson, Crick, Franklin)

Punti chiave

Gli acidi nucleici sono le macromolecole che custodiscono e trasmettono l'informazione genetica. Il loro monomero è il nucleotide, costituito da tre parti unite tra loro: uno zucchero pentoso (desossiribosio nel DNA, ribosio nell'RNA), un gruppo fosfato e una base azotata. Le basi azotate sono cinque: le purine adenina (A) e guanina (G), a doppio anello, e le pirimidine citosina (C), timina (T) e uracile (U), a singolo anello. Nel DNA compaiono A, G, C, T; nell'RNA la timina è sostituita dall'uracile (U).
I nucleotidi si legano fra loro mediante legami fosfodiesterici, che uniscono il gruppo fosfato legato al carbonio 5' di un nucleotide all'ossidrile legato al carbonio 3' del nucleotide successivo. Si forma così uno scheletro zucchero-fosfato orientato, con un'estremità 5' e un'estremità 3': il filamento ha quindi una polarità. Questa direzionalità è fondamentale perché tutti gli enzimi che leggono e sintetizzano gli acidi nucleici operano in un verso ben preciso.
Nel 1953 James Watson e Francis Crick, grazie anche ai dati di diffrazione ai raggi X ottenuti da Rosalind Franklin, proposero il modello a doppia elica del DNA: due filamenti antiparalleli (uno orientato 5'→3', l'altro 3'→5') avvolti a spirale attorno a un asse comune, con lo scheletro zucchero-fosfato all'esterno e le basi rivolte verso l'interno (Fig. 1). I due filamenti sono tenuti uniti da legami a idrogeno tra le basi affacciate.

Struttura della doppia elica e appaiamento delle basi

Doppia elica e appaiamento delle basiSchema con 10 elementi, A = T, G ≡ C, T = A, C ≡ G, 5′, 3′, 3′, 5′A = TG ≡ CT = AC ≡ G5′3′3′5′
Fig. 1Lo scheletro esterno zucchero-fosfato regge le basi appaiate al centro. I filamenti sono antiparalleli; A–T formano 2 legami idrogeno, G–C ne formano 3 (appaiamento più stabile).
L'appaiamento delle basi non è casuale ma obbedisce alla regola della complementarità: l'adenina si appaia sempre con la timina (A=T, due legami a idrogeno) e la guanina con la citosina (G≡C, tre legami a idrogeno). Ne deriva che i due filamenti sono complementari: nota la sequenza di uno, è determinata quella dell'altro. Questa complementarità è la base molecolare sia della fedele duplicazione del DNA sia della trascrizione, ed è coerente con le regole di Chargaff (in ogni DNA la quantità di A uguaglia quella di T e quella di G uguaglia quella di C).
Esempio svolto

Filamento complementare e contenuto in basi

Un tratto di DNA ha il filamento 5'-ATGCGTTAC-3'. Scrivi la sequenza del filamento complementare (con le estremità) e verifica la coerenza con le regole di Chargaff contando le basi della doppia elica.

  1. 01Applicare la complementarità

    Ad ogni base si associa la complementare: A↔T, T↔A, G↔C, C↔G. Procedendo base per base sul filamento dato si ottiene la sequenza appaiata.

  2. 02Imporre l'antiparallelismo

    Il filamento complementare è antiparallelo: dove il primo è 5'→3', il secondo si legge 3'→5'. La sequenza complementare al 5'-ATGCGTTAC-3' è 3'-TACGCAATG-5'.

  3. 03Contare le basi nella doppia elica

    Filamento 1 (5'-ATGCGTTAC-3'): A=2, T=3, G=2, C=2 (9 basi). Nel filamento complementare gli appaiamenti danno T=2, A=3, C=2, G=2; sommando i due filamenti A_tot=T_tot=5 e G_tot=C_tot=4, in accordo con A=T e G=C (Chargaff).

  4. 04Verificare Chargaff

    Nella doppia elica il totale delle A uguaglia il totale delle T e quello delle G uguaglia quello delle C, in accordo con A=T e G=C.

Risultato: Il filamento complementare è 3'-TACGCAATG-5'; nella doppia elica A=T e G=C, come previsto dalle regole di Chargaff.

Obiettivo Maturità

  • Saper descrivere la struttura del nucleotide e distinguere DNA e RNA per zucchero (desossiribosio/ribosio), basi (T/U) e numero di filamenti.
  • Conoscere la regola di complementarità delle basi (A-T, G-C), l'antiparallelismo dei filamenti e il significato dei legami a idrogeno nella stabilità della doppia elica.

Errori frequenti

  • Confondere purine e pirimidine o attribuire all'RNA la timina: nell'RNA al posto della timina c'è l'uracile.
  • Dimenticare che i due filamenti sono antiparalleli e che A-T sono uniti da 2 legami a idrogeno mentre G-C da 3 (per questo il DNA ricco di G-C è più stabile).

Approfondimento

Che il DNA — e non le proteine — fosse il materiale ereditario non era ovvio: lo dimostrarono l'esperimento di trasformazione di Griffith reinterpretato da Avery, MacLeod e McCarty (1944) e l'esperimento con i batteriofagi marcati di Hershey e Chase (1952). Il modello a doppia elica nacque poi dall'incrocio di due prove quantitative: le regole di Chargaff («[A] = [T]», «[G] = [C]») e la fotografia di diffrazione ai raggi X n. 51 di Rosalind Franklin, il cui schema «a X» rivelava una struttura elicoidale regolare con ripetizioni a «0.34 nm» e «3.4 nm». Un secondo grande tema strutturale è la compattazione: una cellula umana contiene circa «2 m» di DNA che devono stare in un nucleo di pochi micrometri. Il DNA si avvolge attorno a ottameri di istoni formando i nucleosomi («≈ 147» coppie di basi per nucleosoma), che a loro volta si ripiegano nella fibra di cromatina e infine nel cromosoma. Enzimi detti topoisomerasi tagliano e risaldano i filamenti per gestire la torsione e il superavvolgimento («supercoiling») che si accumulano quando l'elica viene aperta. Questo impacchettamento non è solo un problema di spazio: il grado di condensazione della cromatina regola l'accessibilità dei geni e quindi la loro espressione, tema centrale della genetica eucariotica.

Ripasso attivo

Dato il filamento di DNA 5'-ATGCGTTAC-3', scrivi la sequenza del filamento complementare indicandone correttamente le estremità 5' e 3'.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

La duplicazione del DNA: meccanismo ed enzimi#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-biologia-molecolare: duplicazione (replicazione) semiconservativa del DNA; ruolo di DNA polimerasi, primasi, ligasi; esperimento di Meselson e Stahl

Punti chiave

La duplicazione (o replicazione) del DNA è il processo con cui, prima della divisione cellulare, ogni molecola di DNA viene copiata in due molecole identiche. Il meccanismo è semiconservativo: i due filamenti della doppia elica si separano e ciascuno funge da stampo per la sintesi di un nuovo filamento complementare. Ogni molecola figlia è quindi formata da un filamento «vecchio» (parentale) e da uno «nuovo». L'esperimento di Matthew Meselson e Franklin Stahl (1958), basato sul DNA marcato con azoto pesante, confermò proprio questo modello, escludendo l'ipotesi conservativa e quella dispersiva.
La replicazione inizia in punti specifici detti origini di replicazione, dove l'enzima elicasi rompe i legami a idrogeno tra le basi e separa i due filamenti, formando la forcella (o bolla) di replicazione (Fig. 2). Poiché la DNA polimerasi non sa iniziare un filamento da zero, interviene la primasi, che sintetizza un breve innesco di RNA, il primer, fornendo l'estremità 3'-OH da cui partire.

La forcella di replicazione e i suoi enzimi

Forcella di replicazioneSchema con 6 elementi, DNA parentale, elicasi, guida: continuo 5′→3′, lento: frammenti di OkazakiDNA parentaleelicasiguida: continuo5′→3′lento: frammentidi Okazaki
Fig. 2L’elicasi apre la doppia elica alla forcella. Sul filamento guida la DNA polimerasi sintetizza in modo continuo verso la forcella; sul filamento lento si formano i frammenti di Okazaki, uniti poi dalla DNA ligasi.
L'enzima centrale è la DNA polimerasi, che aggiunge nucleotidi complementari allo stampo, ma esclusivamente in direzione 5'→3': può cioè allungare il nuovo filamento solo aggiungendo nucleotidi all'estremità 3'. A causa dell'antiparallelismo dei due stampi, la sintesi avviene in modo diverso sui due filamenti. Sul filamento veloce (filamento guida o leading) la sintesi è continua e segue la forcella; sul filamento lento (in ritardo o lagging) procede in senso opposto, a frammenti discontinui detti frammenti di Okazaki.
I frammenti di Okazaki, ciascuno preceduto da un primer, vengono poi rifiniti: i primer di RNA sono rimossi e sostituiti con DNA, e infine l'enzima DNA ligasi salda i frammenti adiacenti ricostituendo un filamento continuo. La DNA polimerasi possiede inoltre un'attività di correzione (proofreading) che riconosce e rimuove i nucleotidi appaiati in modo errato: grazie a questo controllo la replicazione è estremamente fedele, con pochissimi errori per miliardo di basi copiate.
Esempio svolto

Interpretare l'esperimento di Meselson e Stahl

Batteri coltivati a lungo in azoto pesante (15N) hanno DNA «pesante». Vengono poi trasferiti in terreno con azoto leggero (14N). Spiega che cosa si osserva sulla densità del DNA dopo una e dopo due generazioni e perché ciò dimostra la replicazione semiconservativa.

  1. 01Situazione iniziale

    Tutto il DNA contiene 15N: la doppia elica è interamente pesante (densità alta).

  2. 02Dopo una generazione

    Ogni nuova molecola ha un filamento vecchio (15N, pesante) e uno nuovo (14N, leggero): il DNA risulta tutto a densità intermedia. Questo già esclude il modello conservativo (che darebbe metà pesante e metà leggero).

  3. 03Dopo due generazioni

    I filamenti pesanti generano molecole intermedie, quelli leggeri molecole leggere: si osservano due bande, una intermedia e una leggera, in parti uguali.

  4. 04Concludere

    La comparsa di DNA intermedio dopo una generazione e poi della miscela intermedio/leggero è prevista solo dal modello semiconservativo.

Risultato: Dopo una generazione tutto il DNA è a densità intermedia, dopo due generazioni metà intermedio e metà leggero: la replicazione è semiconservativa.

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare il significato di replicazione semiconservativa e descrivere l'esito atteso dell'esperimento di Meselson e Stahl.
  • Conoscere il ruolo specifico di elicasi, primasi, DNA polimerasi e ligasi e distinguere filamento guida (continuo) e filamento lento (frammenti di Okazaki) sulla base della direzione 5'→3'.

Errori frequenti

  • Affermare che la DNA polimerasi sintetizza in entrambe le direzioni: essa allunga il nuovo filamento solo in direzione 5'→3', il che spiega i frammenti di Okazaki sul filamento lento.
  • Confondere la replicazione (DNA → DNA, intera molecola, prima della divisione) con la trascrizione (DNA → RNA, solo un gene).

Approfondimento

La forcella di replicazione è servita da una macchina molecolare, il replisoma, che coinvolge più enzimi oltre a quelli citati. La topoisomerasi (DNA girasi nei batteri) precede l'elicasi e allenta il superavvolgimento che si accumulerebbe davanti alla forcella man mano che l'elica viene svolta; le proteine leganti il singolo filamento (SSB) mantengono separati i due stampi impedendo loro di riappaiarsi; una «pinza scorrevole» (sliding clamp) tiene ancorata la DNA polimerasi allo stampo aumentandone la processività. La replicazione parte da ogni origine in modo bidirezionale, con due forcelle che divergono. Un limite intrinseco riguarda i cromosomi lineari degli eucarioti: quando l'ultimo primer dell'RNA sul filamento lento viene rimosso, la DNA polimerasi non può riempire il vuoto lasciato all'estremità 3' dello stampo, perché mancherebbe un 3'-OH a monte (problema di replicazione delle estremità). A ogni divisione i cromosomi si accorcerebbero, se non intervenisse la telomerasi, che allunga i telomeri — sequenze ripetute e non codificanti alle estremità. Nelle cellule somatiche la telomerasi è per lo più inattiva, e il progressivo accorciamento dei telomeri contribuisce al limite di Hayflick e all'invecchiamento cellulare; la sua riattivazione è invece tipica delle cellule tumorali. L'attività di correzione della polimerasi, unita alla riparazione degli appaiamenti errati (mismatch repair), abbassa il tasso di errore a circa «1 su 10⁹» basi.

Ripasso attivo

Spiega perché, a causa della direzionalità della DNA polimerasi e dell'antiparallelismo dei filamenti, uno dei due nuovi filamenti viene sintetizzato in modo continuo e l'altro in modo discontinuo. Nomina gli enzimi coinvolti in ciascun passaggio.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

La trascrizione e la maturazione dell'RNA#

●●○StandardLPOSA-scienze-naturali-biologia-molecolare: trascrizione e maturazione dell'mRNA (splicing) negli eucarioti; tipi di RNA

Punti chiave

La trascrizione è il processo con cui l'informazione contenuta in un gene del DNA viene copiata in una molecola di RNA. A differenza della replicazione, riguarda solo un tratto del DNA (un gene) e produce un RNA a singolo filamento. L'enzima responsabile è la RNA polimerasi, che si lega a una regione del DNA detta promotore e usa come stampo uno solo dei due filamenti, detto filamento stampo (o templato). L'RNA viene sintetizzato in direzione 5'→3', aggiungendo ribonucleotidi complementari allo stampo: davanti a una A del DNA viene inserita una U, perché nell'RNA la timina è sostituita dall'uracile.
Si distinguono tre tipi principali di RNA, tutti trascritti dal DNA: l'RNA messaggero (mRNA), che porta l'informazione per la sequenza di una proteina; l'RNA di trasporto (tRNA), che durante la traduzione trasporta gli amminoacidi e riconosce i codoni; e l'RNA ribosomiale (rRNA), che insieme alle proteine costituisce i ribosomi. La trascrizione procede in tre fasi: inizio (legame della RNA polimerasi al promotore), allungamento (sintesi del filamento di RNA) e terminazione (rilascio dell'RNA al raggiungimento di una sequenza di stop).
Negli eucarioti il trascritto iniziale (pre-mRNA o trascritto primario) non è ancora funzionale: deve subire la maturazione. I geni eucariotici sono infatti interrotti: contengono regioni codificanti, gli esoni, alternate a regioni non codificanti, gli introni. Durante lo splicing un complesso di proteine e piccoli RNA (lo spliceosoma) rimuove gli introni e salda tra loro gli esoni, producendo l'mRNA maturo (Fig. 3).

Trascrizione e splicing dell'mRNA eucariotico

Grafo, 3 nodi, 2 archiGrafo, Gene (esoni + introni) → Pre-mRNA, Pre-mRNA → mRNA maturo (cap + poli-A)Gene (esoni +introni)Pre-mRNAmRNA maturo (cap+ poli-A)trascrizionesplicing
Fig. 3La trascrizione copia il gene in pre-mRNA (con esoni e introni); lo splicing rimuove gli introni e salda gli esoni; infine si aggiungono il cap al 5′ e la coda poli-A al 3′.
La maturazione comprende anche l'aggiunta, all'estremità 5', di un «cappuccio» (cap) e, all'estremità 3', di una coda di molte adenine (coda poli-A): queste modifiche proteggono l'mRNA dalla degradazione e ne favoriscono l'esportazione dal nucleo e il riconoscimento da parte del ribosoma. Solo l'mRNA maturo esce dal nucleo verso il citoplasma, dove avverrà la traduzione. Nei procarioti, privi di nucleo e di introni, trascrizione e traduzione sono invece accoppiate e non c'è splicing.
Esempio svolto

Dalla sequenza stampo all'mRNA

Il filamento stampo di un gene è 3'-TACGGCATT-5'. Determina la sequenza dell'mRNA trascritto, indicando le estremità, e spiega quale regola hai applicato per le basi.

  1. 01Regola di complementarità RNA-DNA

    L'RNA è complementare allo stampo: davanti a A→U, T→A, G→C, C→G. La differenza rispetto al DNA è che alla A dello stampo corrisponde U (non T).

  2. 02Trascrivere base per base

    Stampo 3'-T A C G G C A T T-5' → RNA: A U G C C G U A A.

  3. 03Stabilire la direzione

    L'RNA è antiparallelo allo stampo e si sintetizza 5'→3': si legge quindi 5'-AUGCCGUAA-3'.

  4. 04Osservazione

    La sequenza inizia con AUG, il codone di inizio, e termina con UAA, un codone di stop: è un mRNA leggibile dal ribosoma.

Risultato: L'mRNA trascritto è 5'-AUGCCGUAA-3', ottenuto per complementarità dallo stampo con la sostituzione della timina con l'uracile.

Obiettivo Maturità

  • Saper descrivere le fasi della trascrizione, distinguere filamento stampo e filamento codificante e ricordare che nell'RNA all'adenina del DNA corrisponde l'uracile.
  • Conoscere la maturazione dell'mRNA eucariotico: splicing (rimozione degli introni e saldatura degli esoni), cap al 5' e coda poli-A al 3'; saper confrontare eucarioti e procarioti.

Errori frequenti

  • Scambiare introni ed esoni: gli esoni restano nell'mRNA maturo (sono espressi), gli introni vengono rimossi.
  • Pensare che la trascrizione copi entrambi i filamenti o tutto il DNA: copia un solo gene usando un solo filamento come stampo.

Approfondimento

Lo splicing non è solo rifinitura: negli eucarioti lo splicing alternativo permette a un singolo gene di dare origine a più mRNA maturi diversi, combinando gli esoni in modi differenti, e quindi a più proteine. È il motivo per cui il genoma umano, con «≈ 20 000» geni, può codificare un proteoma assai più ampio: il numero di geni non corrisponde al numero di proteine. Lo spliceosoma che esegue il taglio è un complesso di piccole ribonucleoproteine nucleari (snRNP) in cui la catalisi è svolta dall'RNA stesso: alcuni introni («introni del gruppo I e II») sono addirittura autocatalitici (ribozimi), scoperta che ha rafforzato l'ipotesi del «mondo a RNA», in cui l'RNA precedette le proteine come catalizzatore e il DNA come depositario dell'informazione. Negli eucarioti esistono inoltre tre RNA polimerasi distinte (Pol I, II, III) specializzate per classi diverse di RNA, mentre i procarioti ne hanno una sola. Il riconoscimento del promotore da parte della Pol II richiede fattori di trascrizione che si assemblano su sequenze consenso come la «TATA box». Cap al 5' e coda poli-A al 3', infine, non proteggono soltanto l'mRNA: regolano anche l'efficienza della traduzione e la sua emivita, offrendo alla cellula ulteriori leve di controllo post-trascrizionale.

Ripasso attivo

Dato il filamento stampo di DNA 3'-TACGGCATT-5', scrivi la sequenza dell'mRNA trascritto indicando l'estremità 5' e 3' e ricordando la sostituzione T→U.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Il codice genetico e la sintesi proteica#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-naturali-biologia-molecolare: codice genetico (tripletta, ridondanza, universalità); traduzione e sintesi proteica (ribosomi, tRNA, mRNA); dogma centrale

Il dogma centrale della biologia molecolare

Grafo, 3 nodi, 2 archiGrafo, DNA → mRNA, mRNA → ProteinaDNAmRNAProteinatrascrizionetraduzione
Fig. 5Il dogma centrale: l’informazione fluisce dal DNA all’RNA messaggero (trascrizione) e da questo alla proteina (traduzione).

Punti chiave

La traduzione è il processo con cui la sequenza di nucleotidi dell'mRNA viene «letta» e tradotta in una sequenza di amminoacidi, cioè in una proteina. Il legame tra i due linguaggi è il codice genetico: le basi dell'mRNA vengono lette a gruppi di tre, detti codoni. Esistono 4³ = 64 codoni possibili, di cui 61 codificano amminoacidi e 3 (UAA, UAG, UGA) sono codoni di stop che segnalano la fine. Il codone AUG, che codifica la metionina, funge da codone di inizio.
Il codice genetico possiede tre proprietà fondamentali. È a triplette (ogni codone = tre basi). È ridondante (o degenerato): poiché 61 codoni codificano solo 20 amminoacidi, quasi ogni amminoacido è specificato da più codoni, ma ciascun codone indica un solo amminoacido (il codice non è ambiguo). È infine pressoché universale: lo stesso codone codifica lo stesso amminoacido in quasi tutti gli organismi, dai batteri all'uomo, prova dell'origine comune dei viventi.
La traduzione richiede tre attori: l'mRNA (che porta i codoni), i tRNA (ciascuno con un anticodone, una tripletta complementare a un codone, e con l'amminoacido corrispondente legato all'estremità) e i ribosomi (formati da rRNA e proteine), che fanno scorrere l'mRNA e catalizzano la formazione dei legami peptidici. Il riconoscimento avviene per complementarità tra codone dell'mRNA e anticodone del tRNA (Fig. 4).

Traduzione: ribosoma, mRNA e tRNA

Tabella con 3 colonne e 3 righeTabella con 3 colonne e 3 righe, Dati: Codone (mRNA) · Anticodone · Amminoacido; AUG · UAC · Met (avvio); GCA · CGU · Ala; UGA · — · STOPCODONE (MRNA)ANTICODONEAMMINOACIDOAUGUACMet (avvio)GCACGUAlaUGA—STOP
Fig. 4Il ribosoma scorre l’mRNA leggendo i codoni in direzione 5′→3′; ogni tRNA porta l’amminoacido corrispondente al proprio anticodone, complementare al codone. I codoni di stop terminano la sintesi.
La sintesi proteica procede in tre fasi. Nell'inizio il ribosoma si assembla sull'mRNA in corrispondenza del codone AUG, dove arriva il primo tRNA con la metionina. Nell'allungamento il ribosoma avanza di un codone alla volta: ogni nuovo tRNA porta il suo amminoacido, che viene unito alla catena mediante un legame peptidico, mentre il tRNA precedente si stacca. Nella terminazione, raggiunto un codone di stop, la catena polipeptidica viene rilasciata e il ribosoma si dissocia. L'intero flusso DNA → RNA → proteina costituisce il dogma centrale della biologia molecolare, enunciato da Crick: l'informazione passa dal DNA all'RNA (trascrizione) e dall'RNA alla proteina (traduzione).
43=644^3 = 6443=64

Numero di codoni

Con 4 basi prese a triplette si ottengono 64 combinazioni: 61 codificano amminoacidi e 3 sono codoni di stop. Questo giustifica la ridondanza del codice (64 codoni per 20 amminoacidi).

Esempio svolto

Tradurre un mRNA in un peptide

Considera l'mRNA 5'-AUG GCA UGA-3'. Identifica i codoni, traduci la sequenza in amminoacidi (AUG = metionina, GCA = alanina, UGA = stop) e indica la lunghezza della catena. Spiega quale tRNA interviene per il primo codone.

  1. 01Suddividere in codoni

    L'mRNA si legge a triplette dal codone di inizio: AUG / GCA / UGA.

  2. 02Riconoscere inizio e stop

    AUG è il codone di inizio (metionina); UGA è un codone di stop, che non codifica alcun amminoacido ma fa terminare la traduzione.

  3. 03Tradurre i codoni utili

    AUG → metionina; GCA → alanina. Il codone UGA arresta la sintesi: nessun amminoacido viene aggiunto.

  4. 04Ruolo del tRNA iniziale

    Il primo codone AUG è riconosciuto da un tRNA con anticodone complementare e antiparallelo 3'-UAC-5', che porta la metionina.

Risultato: Il peptide è metionina-alanina (2 amminoacidi); la traduzione termina al codone di stop UGA. Il codone AUG è letto da un tRNA con anticodone UAC che porta la metionina.

Obiettivo Maturità

  • Saper usare la tabella del codice genetico per tradurre una sequenza di mRNA in amminoacidi, riconoscendo codone di inizio (AUG) e di stop.
  • Conoscere le proprietà del codice (a triplette, ridondante, non ambiguo, universale), il ruolo di tRNA/anticodone e ribosomi e saper enunciare il dogma centrale.

Errori frequenti

  • Confondere codone e anticodone: il codone è sull'mRNA, l'anticodone sul tRNA ed è ad esso complementare e antiparallelo.
  • Considerare il codice «ambiguo» perché è ridondante: la ridondanza significa che più codoni indicano lo stesso amminoacido, ma ogni codone codifica un solo amminoacido.

Approfondimento

La ridondanza del codice ha una spiegazione molecolare elegante nell'ipotesi del vacillamento (wobble) formulata da Crick nel 1966: l'appaiamento tra la terza base del codone e la prima dell'anticodone è meno rigido delle altre due, così un solo tRNA può riconoscere più codoni che differiscono solo nella terza posizione. È per questo che bastano una quarantina di tRNA a leggere i 61 codoni codificanti. La fedeltà della traduzione dipende però da un altro livello, spesso definito «secondo codice genetico»: gli enzimi amminoacil-tRNA sintetasi caricano ciascun tRNA con l'amminoacido corretto, e un errore a questo stadio non verrebbe corretto a valle. Il ribosoma stesso è un ribozima: il legame peptidico è catalizzato dall'rRNA della subunità maggiore (attività peptidil-transferasica), non da una proteina — altra prova a sostegno del «mondo a RNA». Durante l'allungamento l'mRNA scorre attraverso tre siti del ribosoma, «A» (arrivo dell'amminoacil-tRNA), «P» (peptidil-tRNA che porta la catena) ed «E» (uscita del tRNA scarico), con una traslocazione a ogni codone. Più ribosomi possono tradurre lo stesso mRNA contemporaneamente formando un polisoma. Il dogma centrale, infine, ammette un'eccezione: nei retrovirus la trascrittasi inversa copia l'RNA in DNA, invertendo il verso abituale del flusso dell'informazione.

Ripasso attivo

Data la sequenza di mRNA 5'-AUG GCA UGA-3', individua il codone di inizio e quello di stop, indica quanti amminoacidi compongono il peptide tradotto e spiega il ruolo dei tRNA.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01La struttura degli acidi nucleici e il modello a doppia elica○
    • 02La duplicazione del DNA: meccanismo ed enzimi◐
    • 03La trascrizione e la maturazione dell'RNA◐
    • 04Il codice genetico e la sintesi proteica●

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Biologia molecolare: DNA, duplicazione e sintesi proteica

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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