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La biologia molecolare studia come l'informazione genetica sia conservata, copiata ed espressa a livello delle molecole. Si parte dalla struttura a doppia elica degli acidi nucleici (Watson, Crick e Franklin) per descrivere la duplicazione semiconservativa del DNA, la trascrizione e la maturazione dell'RNA negli eucarioti, fino alla traduzione del codice genetico nelle proteine. Tutto è unificato dal «dogma centrale» (DNA → RNA → proteina). L'argomento appartiene pienamente al programma valutabile all'Esame di Stato (seconda prova e colloquio).
4 sezioni~19 min di lettura4 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi liceali è richiesta la padronanza della struttura del DNA, della duplicazione semiconservativa, della trascrizione e della traduzione, con il significato del codice genetico e del dogma centrale.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono il ruolo dettagliato degli enzimi della replicazione (primasi, DNA polimerasi, ligasi), il meccanismo dello splicing eucariotico e le prove sperimentali (Meselson e Stahl).
Profondità di lettura: Approfondimento
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Struttura della doppia elica e appaiamento delle basi
Un tratto di DNA ha il filamento 5'-ATGCGTTAC-3'. Scrivi la sequenza del filamento complementare (con le estremità) e verifica la coerenza con le regole di Chargaff contando le basi della doppia elica.
Ad ogni base si associa la complementare: A↔T, T↔A, G↔C, C↔G. Procedendo base per base sul filamento dato si ottiene la sequenza appaiata.
Il filamento complementare è antiparallelo: dove il primo è 5'→3', il secondo si legge 3'→5'. La sequenza complementare al 5'-ATGCGTTAC-3' è 3'-TACGCAATG-5'.
Filamento 1 (5'-ATGCGTTAC-3'): A=2, T=3, G=2, C=2 (9 basi). Nel filamento complementare gli appaiamenti danno T=2, A=3, C=2, G=2; sommando i due filamenti A_tot=T_tot=5 e G_tot=C_tot=4, in accordo con A=T e G=C (Chargaff).
Nella doppia elica il totale delle A uguaglia il totale delle T e quello delle G uguaglia quello delle C, in accordo con A=T e G=C.
Risultato: Il filamento complementare è 3'-TACGCAATG-5'; nella doppia elica A=T e G=C, come previsto dalle regole di Chargaff.
Errori frequenti
Approfondimento
Che il DNA — e non le proteine — fosse il materiale ereditario non era ovvio: lo dimostrarono l'esperimento di trasformazione di Griffith reinterpretato da Avery, MacLeod e McCarty (1944) e l'esperimento con i batteriofagi marcati di Hershey e Chase (1952). Il modello a doppia elica nacque poi dall'incrocio di due prove quantitative: le regole di Chargaff («[A] = [T]», «[G] = [C]») e la fotografia di diffrazione ai raggi X n. 51 di Rosalind Franklin, il cui schema «a X» rivelava una struttura elicoidale regolare con ripetizioni a «0.34 nm» e «3.4 nm». Un secondo grande tema strutturale è la compattazione: una cellula umana contiene circa «2 m» di DNA che devono stare in un nucleo di pochi micrometri. Il DNA si avvolge attorno a ottameri di istoni formando i nucleosomi («≈ 147» coppie di basi per nucleosoma), che a loro volta si ripiegano nella fibra di cromatina e infine nel cromosoma. Enzimi detti topoisomerasi tagliano e risaldano i filamenti per gestire la torsione e il superavvolgimento («supercoiling») che si accumulano quando l'elica viene aperta. Questo impacchettamento non è solo un problema di spazio: il grado di condensazione della cromatina regola l'accessibilità dei geni e quindi la loro espressione, tema centrale della genetica eucariotica.
Ripasso attivo
Dato il filamento di DNA 5'-ATGCGTTAC-3', scrivi la sequenza del filamento complementare indicandone correttamente le estremità 5' e 3'.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La forcella di replicazione e i suoi enzimi
Batteri coltivati a lungo in azoto pesante (15N) hanno DNA «pesante». Vengono poi trasferiti in terreno con azoto leggero (14N). Spiega che cosa si osserva sulla densità del DNA dopo una e dopo due generazioni e perché ciò dimostra la replicazione semiconservativa.
Tutto il DNA contiene 15N: la doppia elica è interamente pesante (densità alta).
Ogni nuova molecola ha un filamento vecchio (15N, pesante) e uno nuovo (14N, leggero): il DNA risulta tutto a densità intermedia. Questo già esclude il modello conservativo (che darebbe metà pesante e metà leggero).
I filamenti pesanti generano molecole intermedie, quelli leggeri molecole leggere: si osservano due bande, una intermedia e una leggera, in parti uguali.
La comparsa di DNA intermedio dopo una generazione e poi della miscela intermedio/leggero è prevista solo dal modello semiconservativo.
Risultato: Dopo una generazione tutto il DNA è a densità intermedia, dopo due generazioni metà intermedio e metà leggero: la replicazione è semiconservativa.
Errori frequenti
Approfondimento
La forcella di replicazione è servita da una macchina molecolare, il replisoma, che coinvolge più enzimi oltre a quelli citati. La topoisomerasi (DNA girasi nei batteri) precede l'elicasi e allenta il superavvolgimento che si accumulerebbe davanti alla forcella man mano che l'elica viene svolta; le proteine leganti il singolo filamento (SSB) mantengono separati i due stampi impedendo loro di riappaiarsi; una «pinza scorrevole» (sliding clamp) tiene ancorata la DNA polimerasi allo stampo aumentandone la processività. La replicazione parte da ogni origine in modo bidirezionale, con due forcelle che divergono. Un limite intrinseco riguarda i cromosomi lineari degli eucarioti: quando l'ultimo primer dell'RNA sul filamento lento viene rimosso, la DNA polimerasi non può riempire il vuoto lasciato all'estremità 3' dello stampo, perché mancherebbe un 3'-OH a monte (problema di replicazione delle estremità). A ogni divisione i cromosomi si accorcerebbero, se non intervenisse la telomerasi, che allunga i telomeri — sequenze ripetute e non codificanti alle estremità. Nelle cellule somatiche la telomerasi è per lo più inattiva, e il progressivo accorciamento dei telomeri contribuisce al limite di Hayflick e all'invecchiamento cellulare; la sua riattivazione è invece tipica delle cellule tumorali. L'attività di correzione della polimerasi, unita alla riparazione degli appaiamenti errati (mismatch repair), abbassa il tasso di errore a circa «1 su 10⁹» basi.
Ripasso attivo
Spiega perché, a causa della direzionalità della DNA polimerasi e dell'antiparallelismo dei filamenti, uno dei due nuovi filamenti viene sintetizzato in modo continuo e l'altro in modo discontinuo. Nomina gli enzimi coinvolti in ciascun passaggio.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Trascrizione e splicing dell'mRNA eucariotico
Il filamento stampo di un gene è 3'-TACGGCATT-5'. Determina la sequenza dell'mRNA trascritto, indicando le estremità, e spiega quale regola hai applicato per le basi.
L'RNA è complementare allo stampo: davanti a A→U, T→A, G→C, C→G. La differenza rispetto al DNA è che alla A dello stampo corrisponde U (non T).
Stampo 3'-T A C G G C A T T-5' → RNA: A U G C C G U A A.
L'RNA è antiparallelo allo stampo e si sintetizza 5'→3': si legge quindi 5'-AUGCCGUAA-3'.
La sequenza inizia con AUG, il codone di inizio, e termina con UAA, un codone di stop: è un mRNA leggibile dal ribosoma.
Risultato: L'mRNA trascritto è 5'-AUGCCGUAA-3', ottenuto per complementarità dallo stampo con la sostituzione della timina con l'uracile.
Errori frequenti
Approfondimento
Lo splicing non è solo rifinitura: negli eucarioti lo splicing alternativo permette a un singolo gene di dare origine a più mRNA maturi diversi, combinando gli esoni in modi differenti, e quindi a più proteine. È il motivo per cui il genoma umano, con «≈ 20 000» geni, può codificare un proteoma assai più ampio: il numero di geni non corrisponde al numero di proteine. Lo spliceosoma che esegue il taglio è un complesso di piccole ribonucleoproteine nucleari (snRNP) in cui la catalisi è svolta dall'RNA stesso: alcuni introni («introni del gruppo I e II») sono addirittura autocatalitici (ribozimi), scoperta che ha rafforzato l'ipotesi del «mondo a RNA», in cui l'RNA precedette le proteine come catalizzatore e il DNA come depositario dell'informazione. Negli eucarioti esistono inoltre tre RNA polimerasi distinte (Pol I, II, III) specializzate per classi diverse di RNA, mentre i procarioti ne hanno una sola. Il riconoscimento del promotore da parte della Pol II richiede fattori di trascrizione che si assemblano su sequenze consenso come la «TATA box». Cap al 5' e coda poli-A al 3', infine, non proteggono soltanto l'mRNA: regolano anche l'efficienza della traduzione e la sua emivita, offrendo alla cellula ulteriori leve di controllo post-trascrizionale.
Ripasso attivo
Dato il filamento stampo di DNA 3'-TACGGCATT-5', scrivi la sequenza dell'mRNA trascritto indicando l'estremità 5' e 3' e ricordando la sostituzione T→U.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il dogma centrale della biologia molecolare
Traduzione: ribosoma, mRNA e tRNA
Numero di codoni
Con 4 basi prese a triplette si ottengono 64 combinazioni: 61 codificano amminoacidi e 3 sono codoni di stop. Questo giustifica la ridondanza del codice (64 codoni per 20 amminoacidi).
Considera l'mRNA 5'-AUG GCA UGA-3'. Identifica i codoni, traduci la sequenza in amminoacidi (AUG = metionina, GCA = alanina, UGA = stop) e indica la lunghezza della catena. Spiega quale tRNA interviene per il primo codone.
L'mRNA si legge a triplette dal codone di inizio: AUG / GCA / UGA.
AUG è il codone di inizio (metionina); UGA è un codone di stop, che non codifica alcun amminoacido ma fa terminare la traduzione.
AUG → metionina; GCA → alanina. Il codone UGA arresta la sintesi: nessun amminoacido viene aggiunto.
Il primo codone AUG è riconosciuto da un tRNA con anticodone complementare e antiparallelo 3'-UAC-5', che porta la metionina.
Risultato: Il peptide è metionina-alanina (2 amminoacidi); la traduzione termina al codone di stop UGA. Il codone AUG è letto da un tRNA con anticodone UAC che porta la metionina.
Errori frequenti
Approfondimento
La ridondanza del codice ha una spiegazione molecolare elegante nell'ipotesi del vacillamento (wobble) formulata da Crick nel 1966: l'appaiamento tra la terza base del codone e la prima dell'anticodone è meno rigido delle altre due, così un solo tRNA può riconoscere più codoni che differiscono solo nella terza posizione. È per questo che bastano una quarantina di tRNA a leggere i 61 codoni codificanti. La fedeltà della traduzione dipende però da un altro livello, spesso definito «secondo codice genetico»: gli enzimi amminoacil-tRNA sintetasi caricano ciascun tRNA con l'amminoacido corretto, e un errore a questo stadio non verrebbe corretto a valle. Il ribosoma stesso è un ribozima: il legame peptidico è catalizzato dall'rRNA della subunità maggiore (attività peptidil-transferasica), non da una proteina — altra prova a sostegno del «mondo a RNA». Durante l'allungamento l'mRNA scorre attraverso tre siti del ribosoma, «A» (arrivo dell'amminoacil-tRNA), «P» (peptidil-tRNA che porta la catena) ed «E» (uscita del tRNA scarico), con una traslocazione a ogni codone. Più ribosomi possono tradurre lo stesso mRNA contemporaneamente formando un polisoma. Il dogma centrale, infine, ammette un'eccezione: nei retrovirus la trascrittasi inversa copia l'RNA in DNA, invertendo il verso abituale del flusso dell'informazione.
Ripasso attivo
Data la sequenza di mRNA 5'-AUG GCA UGA-3', individua il codone di inizio e quello di stop, indica quanti amminoacidi compongono il peptide tradotto e spiega il ruolo dei tRNA.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti