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Questione ecologica, ecologia integrale e sviluppo sostenibile

La questione ecologica è oggi una delle grandi sfide etiche e spirituali dell'umanità: non riguarda soltanto la difesa della natura, ma il modo stesso in cui l'uomo abita il mondo, si rapporta agli altri e al Creatore. La proposta cristiana, sintetizzata nell'enciclica «Laudato si'» di papa Francesco (2015), parla di «ecologia integrale» — un approccio che lega ambiente, società, economia e persona — e di «cura della casa comune». Questo argomento è un APPROFONDIMENTO etico-sociale del quinto anno: trattandosi di Religione cattolica, è una disciplina fuori dall'Esame di Stato e non costituisce oggetto valutabile delle prove (prima prova, seconda prova, colloquio); il riquadro «Focus Esame di Stato» segnala perciò i collegamenti pluridisciplinari con l'Educazione civica e l'Agenda 2030, utili al colloquio, ma il giudizio dell'IRC resta espresso a parte.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·151515 / 16
Profilo d’esame
Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: confrontarsi con la proposta cristiana di responsabilità verso il creato e le generazioni futureApprofondimento — fuori dall'Esame di Stato: cogliere il contributo del cristianesimo al dibattito su ambiente, economia e sviluppo sostenibileApprofondimento — fuori dall'Esame di Stato: comprendere la questione ecologica come sfida etica e spirituale e promuovere stili di vita responsabili coerenti con la visione cristiana del creato
Operatori:spiegaanalizzaconfrontaillustragiustificainterpretacommentadescrivi

livello base

A tutti gli indirizzi del Liceo si chiede di comprendere il significato di «ecologia integrale» e «sviluppo sostenibile» e di motivare scelte responsabili verso il creato e le generazioni future.

livello avanzato

Gli indirizzi a forte vocazione scientifica (Scientifico, Scienze Applicate) o economico-sociale (LES, Scienze Umane) approfondiscono il nesso fra modello di sviluppo, economia ed ecologia, mettendo in dialogo dati scientifici, scelte economiche e riflessione etico-religiosa.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Questione ecologica, ecologia integrale e sviluppo sostenibile
    • 01La questione ecologica come sfida etica○
    • 02L'ecologia integrale: ambiente, società, persona◐
    • 03La custodia del creato nella visione cristiana◐
    • 04Sviluppo sostenibile e responsabilità verso il futuro●
§ 01

La questione ecologica come sfida etica#

●○○BaseLPOSA-religione-quinto-anno-etica-sociale-creatoLPIndicazioni IRC per i Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — temi etici e sociali del quinto anno

Punti chiave

La questione ecologica nasce quando ci si accorge che il modo in cui l'uomo sfrutta la natura non è neutro, ma ha conseguenze morali: il degrado ambientale, l'inquinamento, la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici non sono soltanto problemi tecnici, bensì interrogativi che toccano la responsabilità dell'uomo verso sé stesso, gli altri e il futuro. Per questo l'IRC la presenta come una vera e propria «sfida etica e spirituale» del nostro tempo, e non come un capitolo di scienze ambientali.
Alla radice del problema, secondo la riflessione cristiana, c'è un atteggiamento che papa Francesco chiama «paradigma tecnocratico»: la convinzione che tutto possa e debba essere dominato, misurato e sfruttato, come se la realtà fosse soltanto materia disponibile per il profitto immediato. A questo si aggiunge l'«antropocentrismo deviato», cioè un'idea dell'uomo come padrone assoluto e non come custode responsabile del creato.
La novità della prospettiva cristiana sta nel riconoscere che la crisi ecologica è inseparabile da una crisi umana e sociale: chi devasta l'ambiente quasi sempre danneggia anche i più poveri, che hanno meno mezzi per difendersi. Francesco parla di «un solo grido», quello della terra e quello dei poveri, perché «non ci sono due crisi separate, una ambientale e un'altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale».
Sul piano del metodo, l'enciclica «Laudato si'» propone uno schema in tre passi che diventa anche un metodo di lavoro per lo studente: «vedere» (conoscere i dati e ciò che accade alla casa comune), «giudicare» (valutarlo alla luce del Vangelo e della ragione) e «agire» (assumere stili di vita e scelte responsabili). Lo schema riprende la tradizione della dottrina sociale e mostra che la fede non offre soluzioni tecniche, ma orienta la coscienza.
Esempio svolto

Analisi guidata di un'espressione-chiave di «Laudato si'»

Commenta l'affermazione secondo cui occorre ascoltare «tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri», collegandola alla nozione di crisi socio-ambientale.

  1. 01Individua le due parti

    L'espressione accosta due «gridi»: quello della terra (il degrado ambientale: inquinamento, riscaldamento, perdita di specie) e quello dei poveri (le persone più vulnerabili colpite per prime e più duramente da quel degrado).

  2. 02Cogli il legame

    Il testo li unisce con la parola «tanto … quanto»: non sono due problemi distinti da affrontare separatamente, ma due facce dello stesso fenomeno. Chi inquina un fiume, ad esempio, toglie acqua potabile a chi non può comprarla altrove.

  3. 03Inquadra nel concetto

    Questa unità è ciò che l'enciclica chiama «una sola e complessa crisi socio-ambientale»: la dimensione ecologica e quella sociale sono intrecciate e vanno pensate insieme.

  4. 04Esprimi una valutazione

    Ne deriva un criterio etico: una soluzione ambientale che peggiora le condizioni dei poveri non è una vera soluzione, perché ignora metà del problema.

Risultato: L'espressione mostra che, nella prospettiva di «Laudato si'», difesa dell'ambiente e giustizia verso i poveri sono inseparabili: è questo il nucleo della «crisi socio-ambientale».

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: l'IRC non è materia d'esame; al colloquio questo tema può però offrire un collegamento pluridisciplinare onesto con l'Educazione civica (Agenda 2030) e con le materie scientifiche.
  • Sii preciso nel distinguere la questione ecologica come problema TECNICO (di competenza delle scienze) dalla questione ecologica come problema ETICO (di competenza della coscienza e della riflessione religiosa): è proprio questa distinzione che giustifica la trattazione del tema nell'IRC.

Errori frequenti

  • Ridurre la questione ecologica a un problema solo «verde», naturalistico, dimenticando la sua dimensione sociale e umana («il grido dei poveri»).
  • Confondere la posizione cristiana con un generico ambientalismo: la cura del creato cristiana nasce dalla fede nella creazione e dalla responsabilità verso Dio, non solo dall'utilità o dall'emergenza.

Approfondimento

Approfondimento — La questione ecologica come «sfida etica» va collocata nella storia del pensiero ambientale del Novecento. Alcune tappe segnano il risveglio della coscienza: «Primavera silenziosa» di Rachel Carson (1962) denunciò gli effetti dei pesticidi, e il rapporto del Club di Roma «I limiti dello sviluppo» (1972) mise in guardia contro una crescita illimitata su un pianeta finito. In questo dibattito si inserisce una tesi che riguarda direttamente il cristianesimo: nel 1967 lo storico Lynn White jr., nel saggio «Le radici storiche della nostra crisi ecologica», sostenne che proprio il comando biblico di «dominare» la terra avrebbe legittimato lo sfruttamento della natura, rendendo la tradizione giudaico-cristiana corresponsabile del disastro ambientale. È esattamente l'accusa a cui «Laudato si'» risponde, rileggendo quel «dominate» come custodia responsabile e non come licenza di rapina. Sul piano filosofico, l'etica ambientale si è divisa fra un'«ecologia superficiale», che cura la natura solo in funzione dell'utilità umana, e un'«ecologia profonda» (Arne Naess) che attribuisce valore intrinseco a ogni essere vivente; e ha ripreso il «principio responsabilità» di Hans Jonas, che estende la morale alla biosfera e al futuro. La posizione dell'enciclica, che parla di «un solo grido» della terra e dei poveri, dialoga con queste prospettive senza appiattirvisi: né sfruttamento antropocentrico, né dissoluzione dell'uomo nella natura, ma responsabilità della persona verso l'intera casa comune.

Ripasso attivo

Spiega in che senso «Laudato si'» afferma che esiste «una sola e complessa crisi socio-ambientale» e non due crisi separate. Illustra la tua risposta con un esempio concreto in cui un danno ambientale produce anche un'ingiustizia sociale.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 02

L'ecologia integrale: ambiente, società, persona#

●●○StandardLPOSA-religione-quinto-anno-etica-sociale-creatoLPPapa Francesco, enciclica Laudato si' (2015) — ecologia integrale

Le dimensioni interconnesse dell'ecologia integrale

Le dimensioni dell'ecologia integraleruota segmentata, 5 segmenti, Dati: Persona, Ambientale, Economica, Sociale, Culturale, VitaAmbientaleEconomicaSocialeCulturaleVitaquotidianaPersona
Fig. 1«Tutto è connesso» (omnia conexa, Laudato si’): le dimensioni dell’ecologia integrale sono intrecciate attorno alla persona e alla sua dignità.

Punti chiave

L'«ecologia integrale» è il cuore della proposta di «Laudato si'»: l'aggettivo «integrale» significa che l'ecologia non riguarda solo la natura «esterna», ma tutte le dimensioni della vita umana, che sono fra loro interconnesse. Non si può curare l'ambiente senza curare anche le relazioni sociali, l'economia, la cultura e la vita interiore della persona.
L'enciclica articola questa visione in più «ecologie» collegate: un'ecologia ambientale (gli ecosistemi naturali), un'ecologia economica (un'economia che non distrugge le risorse), un'ecologia sociale (istituzioni e comunità giuste), un'ecologia culturale (la tutela dei patrimoni e delle identità locali) e infine un'ecologia della vita quotidiana (gli spazi in cui viviamo, la casa, la città). Tutte sono legate alla dignità della persona, posta al centro.
Un'idea-guida è che «tutto è connesso» (in latino «omnia conexa»): proprio come in un ecosistema ogni elemento dipende dagli altri, così nella vita umana ambiente, economia e società formano un'unica trama. Questa connessione è il fondamento dell'aggettivo «integrale» e il criterio per giudicare ogni scelta: ne valuto sempre l'impatto su tutte le dimensioni, non su una sola.
L'ecologia integrale introduce anche il principio della «giustizia fra le generazioni»: la casa comune non è solo dei vivi, ma è ricevuta in prestito da chi verrà dopo di noi. Ne segue il dovere di non consumare oggi ciò che renderebbe invivibile il domani — un principio che fa da ponte verso la nozione di sviluppo sostenibile (Fig. 3).
Esempio svolto

Lettura «integrale» di un caso concreto

Applica la nozione di ecologia integrale al caso di una grande monocoltura intensiva: mostra come una sola scelta tocchi più dimensioni.

  1. 01Dimensione ambientale

    La monocoltura impoverisce il suolo, riduce la biodiversità e spesso richiede grandi quantità di acqua e prodotti chimici: c'è un impatto ecologico misurabile.

  2. 02Dimensione economica

    Può aumentare i profitti nel breve periodo, ma rende il territorio dipendente da un solo prodotto e fragile di fronte alle crisi di mercato.

  3. 03Dimensione sociale

    Spesso concentra la ricchezza in poche mani e mette in difficoltà i piccoli agricoltori e le comunità locali, generando disuguaglianza.

  4. 04Dimensione culturale e della vita quotidiana

    Possono andare perdute conoscenze e tradizioni agricole locali, e cambia il modo stesso di abitare il territorio.

  5. 05Sintesi integrale

    Valutata con il criterio «tutto è connesso», la scelta non può essere giudicata guardando solo al profitto: va pesato l'impatto su ambiente, società, economia e cultura insieme.

Risultato: Lo stesso caso, letto con l'ecologia integrale, rivela impatti su più dimensioni interconnesse: è questo lo sguardo «integrale» richiesto dalla proposta cristiana.

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: sapresti elencare e spiegare con un esempio le diverse dimensioni dell'ecologia integrale (ambientale, economica, sociale, culturale, della vita quotidiana) mostrando come si tengono insieme.
  • Tieni a mente la formula sintetica «tutto è connesso»: è la chiave che spiega perché l'ecologia, per il cristianesimo, è «integrale» e non solo ambientale.

Errori frequenti

  • Pensare che «ecologia integrale» sia un sinonimo elegante di «protezione della natura»: in realtà la novità sta proprio nell'allargare l'ecologia all'uomo, alla società e all'economia.
  • Elencare le dimensioni dell'ecologia integrale come un insieme di voci separate, senza mostrare il principio che le unisce («tutto è connesso», la centralità della persona).

Approfondimento

Approfondimento — L'originalità della nozione di «ecologia integrale» si coglie per contrasto con le posizioni estreme del dibattito ecologico. Da un lato l'«antropocentrismo dispotico», che considera la natura un semplice magazzino di risorse a disposizione dell'uomo; dall'altro il «biocentrismo» radicale di certa ecologia profonda, che, per correggere il primo, tende ad appiattire l'uomo su ogni altra specie, negandogli ogni ruolo particolare. «Laudato si'» rifiuta entrambi: critica esplicitamente il biocentrismo (n. 118) e propone un antropocentrismo «situato» e responsabile, in cui l'essere umano ha una dignità e un compito propri — custodire — proprio perché è parte della trama della creazione, non padrone estraneo. L'aggettivo «integrale» significa appunto che le diverse «ecologie» — ambientale, economica, sociale, culturale e della vita quotidiana — sono interconnesse, secondo il principio «tutto è connesso». Le radici di questa visione affondano anche nella critica novecentesca al dominio tecnico, e non a caso l'enciclica cita ripetutamente Romano Guardini sul rischio di un potere umano senza misura. Presentare con equità il dibattito — l'uomo è «una creatura fra le altre» o ha una responsabilità speciale? — permette di cogliere la proposta cristiana: la centralità della persona non è un privilegio da sfruttare, ma una responsabilità che si estende all'ambiente, ai poveri e alle generazioni future, in un'unica trama di relazioni.

Ripasso attivo

Analizza la nozione di «ecologia integrale» mostrando, con un esempio concreto (ad esempio una grande opera o un modello di consumo), come una stessa scelta tocca contemporaneamente la dimensione ambientale, quella sociale e quella economica.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 03

La custodia del creato nella visione cristiana#

●●○StandardLPOSA-religione-quinto-anno-etica-sociale-creatoLPCustodia del creato; visione biblica della creazione

Dal creato come dono alla custodia responsabile

Dal creato alla custodiaGrafo, Creato · dono di Dio → Custodire e coltivare, Custodire e coltivare → Conversione ecologicaCreato · dono diDioCustodire ecoltivareConversioneecologicaGn 2,15
Fig. 2La conversione ecologica si esprime in gratitudine, legame con le creature e «sobrietà gioiosa». Modello: san Francesco d’Assisi e il «Cantico delle creature».

Punti chiave

La cura del creato, nella tradizione cristiana, ha un fondamento biblico preciso. Nel libro della Genesi l'uomo è posto nel giardino «perché lo coltivasse e lo custodisse» (Genesi 2,15): le due parole-chiave, «coltivare» e «custodire», definiscono il compito dell'uomo come lavoro responsabile e protezione, non come sfruttamento illimitato.
Il celebre comando di «dominare» la terra (Genesi 1,28) va dunque interpretato correttamente. «Laudato si'» chiarisce che non autorizza un dominio dispotico: l'uomo è chiamato a essere «amministratore responsabile» e «custode», non padrone assoluto. Leggere quel «dominate» come licenza di sfruttare è, secondo l'enciclica, un fraintendimento che ha contribuito alla crisi ecologica.
La creazione, nella fede cristiana, ha un valore proprio perché è dono di Dio: il mondo non è un magazzino di risorse, ma una «casa comune» affidata all'uomo. San Francesco d'Assisi — da cui prende nome l'enciclica e il suo «Cantico delle creature» — è il modello di questo sguardo: chiama il sole «fratello» e la terra «sorella e madre», riconoscendo a ogni creatura una dignità che viene da Dio.
La custodia del creato si traduce concretamente in tre atteggiamenti spirituali che l'enciclica chiama «conversione ecologica»: la gratitudine (il mondo è dono), la consapevolezza che siamo legati a tutte le creature e ai poveri, e la sobrietà gioiosa di chi sa godere delle cose senza possederle in modo avido. È una spiritualità che unisce fede e responsabilità quotidiana (Fig. 3).
Esempio svolto

Interpretazione guidata di Genesi 2,15

Interpreta l'espressione «perché lo coltivasse e lo custodisse» (Genesi 2,15) e spiega come orienta il rapporto cristiano con l'ambiente.

  1. 01Analizza i due verbi

    «Coltivare» rimanda al lavoro, alla cura attiva che fa fruttificare la terra; «custodire» rimanda alla protezione, al prendersi cura di qualcosa che non è del tutto nostro.

  2. 02Cogli il significato del rapporto

    L'uomo è collocato nel giardino non come padrone che possiede, ma come custode che riceve un compito: la terra gli è affidata, non consegnata al suo arbitrio.

  3. 03Collega con Genesi 1,28

    Il «dominate» del primo racconto va letto alla luce di questo: è un dominio di servizio e responsabilità, non di sfruttamento. «Laudato si'» tiene insieme i due testi.

  4. 04Trai la conseguenza etica

    Ne nasce il dovere di un uso sobrio e responsabile delle risorse, perché ciò che è affidato va consegnato integro a chi verrà dopo.

Risultato: Genesi 2,15 definisce l'uomo come custode responsabile del creato: «coltivare e custodire» è il fondamento biblico della cura dell'ambiente, opposto allo sfruttamento.

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: sapresti spiegare la corretta interpretazione cristiana del «dominio» della terra (Genesi), distinguendola dallo sfruttamento e collegandola alle parole «coltivare e custodire».
  • Conosci il «Cantico delle creature» di san Francesco come radice spirituale della cura del creato e fonte del titolo «Laudato si'».

Errori frequenti

  • Citare Genesi 1,28 («dominate la terra») come se la Bibbia legittimasse lo sfruttamento illimitato della natura, ignorando l'integrazione con Genesi 2,15 («coltivare e custodire») e l'interpretazione del Magistero.
  • Confondere la spiritualità del creato con un panteismo che divinizza la natura: per il cristianesimo la natura è creatura, dono di Dio, non Dio essa stessa.

Approfondimento

Approfondimento — L'esegesi dei testi della Genesi merita precisione. In Genesi 2,15 i due verbi ebraici sono «avad», che significa «coltivare» ma anche «servire», e «shamar», «custodire, proteggere» (lo stesso verbo usato per il pastore che veglia sul gregge): l'uomo è dunque posto nel giardino non come sfruttatore ma come servitore-custode. Alla luce di questo, il celebre «soggiogatela» e «dominate» di Genesi 1,28 va letto come amministrazione responsabile, non come dominio dispotico — ed è la risposta diretta all'accusa, formulata da Lynn White, che la Bibbia avrebbe legittimato la devastazione. Va riconosciuto onestamente che questa sensibilità ecologica, pur radicata nel testo, è stata sviluppata dal magistero soprattutto in tempi recenti: è un genuino approfondimento della tradizione. Significativa è anche la sua dimensione ecumenica: «Laudato si'» cita ripetutamente il patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, il «patriarca verde», che ha parlato di un vero e proprio «peccato ecologico» contro il creato; e cristiani di diverse confessioni celebrano insieme il «Tempo del Creato». La figura ispiratrice resta san Francesco d'Assisi, che nel «Cantico delle creature» chiama «fratello» il sole e «sorella» la terra: uno sguardo di fraternità cosmica che non diviniza la natura (non è panteismo), ma ne riconosce la dignità di dono di Dio. La «conversione ecologica» che ne deriva unisce così gratitudine, sobrietà e giustizia in un'unica spiritualità responsabile.

Ripasso attivo

Confronta i due testi della Genesi sul rapporto uomo-creato — «riempite la terra e soggiogatela … dominate» (1,28) e «coltivasse e custodisse» (2,15) — e spiega come «Laudato si'» li tiene insieme nella nozione di custodia responsabile.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 04

Sviluppo sostenibile e responsabilità verso il futuro#

●●●ApprofondimentoLPOSA-religione-quinto-anno-etica-sociale-creatoLPSviluppo sostenibile; Obiettivi dell'Agenda 2030 (raccordo con Educazione civica)

I tre pilastri dello sviluppo sostenibile

I tre pilastri dello sviluppo sostenibileDiagramma di Venn con 3 insiemi, Ambiente, Economia, SocietàAmbienteEconomiaSocietàambientaleeconomicosocialesostenibile
Fig. 3Lo sviluppo sostenibile nasce dall’equilibrio dei tre pilastri interdipendenti — ambiente, economia, società — secondo il Rapporto Brundtland (1987).

Punti chiave

Lo «sviluppo sostenibile» è definito, dal celebre Rapporto Brundtland delle Nazioni Unite (1987), come «uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri». La definizione mette al centro proprio la giustizia fra le generazioni, lo stesso principio che l'ecologia integrale fa proprio.
Lo sviluppo sostenibile poggia su tre pilastri interdipendenti: la dimensione ambientale (proteggere gli ecosistemi e le risorse), la dimensione economica (un'economia capace di durare nel tempo) e la dimensione sociale (equità, dignità del lavoro, accesso ai beni). Solo dove le tre dimensioni stanno insieme lo sviluppo è davvero «sostenibile»; se una prevale a scapito delle altre, il modello diventa fragile o ingiusto (Fig. 4).
Questa visione dialoga direttamente con l'Agenda 2030 dell'ONU e i suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (in inglese «Sustainable Development Goals»): obiettivi che vanno dalla lotta alla povertà e alla fame all'energia pulita, alle città sostenibili e alla lotta al cambiamento climatico. È qui che l'IRC si raccorda con l'Educazione civica, mostrando come la proposta cristiana e gli impegni internazionali convergano sulla responsabilità verso la casa comune.
La specificità del contributo cristiano sta nel passare dall'idea di pura «crescita» a quella di «sviluppo umano integrale»: non basta produrre di più, occorre uno sviluppo che faccia crescere ogni persona e tutta la persona. «Laudato si'» insiste sulla sobrietà, sulla solidarietà con i poveri e sulle generazioni future, e propone scelte concrete — ridurre gli sprechi, consumare in modo responsabile, prendersi cura dei beni comuni — come gesti di una vera «conversione ecologica».
Esempio svolto

Costruzione di un paragrafo argomentativo

Costruisci un breve paragrafo argomentativo che risponda alla domanda: «Una crescita economica che danneggia l'ambiente può dirsi sviluppo sostenibile?».

  1. 01Tesi

    Enuncia con chiarezza la posizione: no, una crescita che danneggia l'ambiente non è sviluppo sostenibile, perché manca di uno dei suoi pilastri.

  2. 02Argomento 1 — la definizione

    Richiama il Rapporto Brundtland: lo sviluppo è sostenibile solo se non compromette i bisogni delle generazioni future; distruggere l'ambiente li compromette.

  3. 03Argomento 2 — i tre pilastri

    Mostra che la sostenibilità regge solo se ambiente, economia e società stanno insieme: se l'economia cresce calpestando l'ambiente, l'equilibrio si rompe.

  4. 04Argomento 3 — la prospettiva cristiana

    Aggiungi il criterio dell'ecologia integrale: «tutto è connesso», e lo sviluppo va misurato come crescita integrale della persona, non come puro aumento di ricchezza.

  5. 05Conclusione

    Sintetizza: una crescita che impoverisce la casa comune e le generazioni future è, per definizione, insostenibile e ingiusta.

Risultato: Il paragrafo, articolato in tesi–argomenti–conclusione, dimostra in modo ordinato che una crescita dannosa per l'ambiente non rientra nello sviluppo sostenibile.

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: ottimo collegamento pluridisciplinare al colloquio con l'Educazione civica — sapresti definire lo sviluppo sostenibile (Brundtland), i suoi tre pilastri e il legame con l'Agenda 2030.
  • Sii in grado di distinguere «crescita» (aumento quantitativo) da «sviluppo umano integrale» (crescita di ogni persona e di tutta la persona): è il punto in cui la riflessione cristiana qualifica l'idea di sviluppo.

Errori frequenti

  • Identificare lo sviluppo sostenibile con la sola tutela ambientale, dimenticando i pilastri economico e sociale e la giustizia fra le generazioni.
  • Presentare l'Agenda 2030 come un documento religioso: è un programma dell'ONU; l'IRC lo richiama come terreno di dialogo e raccordo con l'Educazione civica, non come fonte della fede.

Approfondimento

Approfondimento — Il concetto di «sviluppo umano integrale», che la prospettiva cristiana oppone alla pura crescita economica, ha una paternità precisa: fu Paolo VI, nella «Populorum progressio» (1967), a definire il vero sviluppo come quello «di tutto l'uomo e di tutti gli uomini», non riducibile all'aumento del prodotto interno lordo. È interessante notare quanto questa intuizione converga con elaborazioni laiche autorevoli: l'economista premio Nobel Amartya Sen, con l'«approccio delle capacità», ha ridefinito lo sviluppo come «espansione delle libertà reali» delle persone, ispirando l'Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, che misura non solo il reddito ma anche salute e istruzione. Rispetto alla definizione classica di sviluppo sostenibile del Rapporto Brundtland (1987) e ai 17 Obiettivi dell'Agenda 2030, la specificità cristiana sta nell'insistere sulla dimensione morale e spirituale, sulla sobrietà e sull'opzione per i poveri. Va infine presentato lealmente un dibattito aperto: alcuni pensatori, come Serge Latouche con la teoria della «decrescita», ritengono che la stessa espressione «sviluppo sostenibile» sia un ossimoro, perché una crescita infinita è impossibile su un pianeta finito; altri difendono la compatibilità fra crescita e sostenibilità grazie all'innovazione tecnologica. «Laudato si'» invita alla prudenza verso un ottimismo puramente tecnologico e chiede un cambiamento anche degli stili di vita: non solo tecnologie più verdi, ma una conversione del modo stesso di intendere il progresso e il benessere.

Ripasso attivo

Giustifica perché, secondo la prospettiva dell'ecologia integrale, uno sviluppo che aumenta la ricchezza economica ma distrugge l'ambiente e accresce le disuguaglianze non può essere definito «sostenibile». Collega la tua risposta ai tre pilastri e al principio di giustizia fra le generazioni.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01La questione ecologica come sfida etica○
    • 02L'ecologia integrale: ambiente, società, persona◐
    • 03La custodia del creato nella visione cristiana◐
    • 04Sviluppo sostenibile e responsabilità verso il futuro●

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Questione ecologica, ecologia integrale e sviluppo sostenibile

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Riferimenti e fonti

Fonti

MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012

  • Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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