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La questione ecologica è oggi una delle grandi sfide etiche e spirituali dell'umanità: non riguarda soltanto la difesa della natura, ma il modo stesso in cui l'uomo abita il mondo, si rapporta agli altri e al Creatore. La proposta cristiana, sintetizzata nell'enciclica «Laudato si'» di papa Francesco (2015), parla di «ecologia integrale» — un approccio che lega ambiente, società, economia e persona — e di «cura della casa comune». Questo argomento è un APPROFONDIMENTO etico-sociale del quinto anno: trattandosi di Religione cattolica, è una disciplina fuori dall'Esame di Stato e non costituisce oggetto valutabile delle prove (prima prova, seconda prova, colloquio); il riquadro «Focus Esame di Stato» segnala perciò i collegamenti pluridisciplinari con l'Educazione civica e l'Agenda 2030, utili al colloquio, ma il giudizio dell'IRC resta espresso a parte.
4 sezioni~19 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi del Liceo si chiede di comprendere il significato di «ecologia integrale» e «sviluppo sostenibile» e di motivare scelte responsabili verso il creato e le generazioni future.
livello avanzato
Gli indirizzi a forte vocazione scientifica (Scientifico, Scienze Applicate) o economico-sociale (LES, Scienze Umane) approfondiscono il nesso fra modello di sviluppo, economia ed ecologia, mettendo in dialogo dati scientifici, scelte economiche e riflessione etico-religiosa.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Commenta l'affermazione secondo cui occorre ascoltare «tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri», collegandola alla nozione di crisi socio-ambientale.
L'espressione accosta due «gridi»: quello della terra (il degrado ambientale: inquinamento, riscaldamento, perdita di specie) e quello dei poveri (le persone più vulnerabili colpite per prime e più duramente da quel degrado).
Il testo li unisce con la parola «tanto … quanto»: non sono due problemi distinti da affrontare separatamente, ma due facce dello stesso fenomeno. Chi inquina un fiume, ad esempio, toglie acqua potabile a chi non può comprarla altrove.
Questa unità è ciò che l'enciclica chiama «una sola e complessa crisi socio-ambientale»: la dimensione ecologica e quella sociale sono intrecciate e vanno pensate insieme.
Ne deriva un criterio etico: una soluzione ambientale che peggiora le condizioni dei poveri non è una vera soluzione, perché ignora metà del problema.
Risultato: L'espressione mostra che, nella prospettiva di «Laudato si'», difesa dell'ambiente e giustizia verso i poveri sono inseparabili: è questo il nucleo della «crisi socio-ambientale».
Errori frequenti
Approfondimento
Approfondimento — La questione ecologica come «sfida etica» va collocata nella storia del pensiero ambientale del Novecento. Alcune tappe segnano il risveglio della coscienza: «Primavera silenziosa» di Rachel Carson (1962) denunciò gli effetti dei pesticidi, e il rapporto del Club di Roma «I limiti dello sviluppo» (1972) mise in guardia contro una crescita illimitata su un pianeta finito. In questo dibattito si inserisce una tesi che riguarda direttamente il cristianesimo: nel 1967 lo storico Lynn White jr., nel saggio «Le radici storiche della nostra crisi ecologica», sostenne che proprio il comando biblico di «dominare» la terra avrebbe legittimato lo sfruttamento della natura, rendendo la tradizione giudaico-cristiana corresponsabile del disastro ambientale. È esattamente l'accusa a cui «Laudato si'» risponde, rileggendo quel «dominate» come custodia responsabile e non come licenza di rapina. Sul piano filosofico, l'etica ambientale si è divisa fra un'«ecologia superficiale», che cura la natura solo in funzione dell'utilità umana, e un'«ecologia profonda» (Arne Naess) che attribuisce valore intrinseco a ogni essere vivente; e ha ripreso il «principio responsabilità» di Hans Jonas, che estende la morale alla biosfera e al futuro. La posizione dell'enciclica, che parla di «un solo grido» della terra e dei poveri, dialoga con queste prospettive senza appiattirvisi: né sfruttamento antropocentrico, né dissoluzione dell'uomo nella natura, ma responsabilità della persona verso l'intera casa comune.
Ripasso attivo
Spiega in che senso «Laudato si'» afferma che esiste «una sola e complessa crisi socio-ambientale» e non due crisi separate. Illustra la tua risposta con un esempio concreto in cui un danno ambientale produce anche un'ingiustizia sociale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Le dimensioni interconnesse dell'ecologia integrale
Applica la nozione di ecologia integrale al caso di una grande monocoltura intensiva: mostra come una sola scelta tocchi più dimensioni.
La monocoltura impoverisce il suolo, riduce la biodiversità e spesso richiede grandi quantità di acqua e prodotti chimici: c'è un impatto ecologico misurabile.
Può aumentare i profitti nel breve periodo, ma rende il territorio dipendente da un solo prodotto e fragile di fronte alle crisi di mercato.
Spesso concentra la ricchezza in poche mani e mette in difficoltà i piccoli agricoltori e le comunità locali, generando disuguaglianza.
Possono andare perdute conoscenze e tradizioni agricole locali, e cambia il modo stesso di abitare il territorio.
Valutata con il criterio «tutto è connesso», la scelta non può essere giudicata guardando solo al profitto: va pesato l'impatto su ambiente, società, economia e cultura insieme.
Risultato: Lo stesso caso, letto con l'ecologia integrale, rivela impatti su più dimensioni interconnesse: è questo lo sguardo «integrale» richiesto dalla proposta cristiana.
Errori frequenti
Approfondimento
Approfondimento — L'originalità della nozione di «ecologia integrale» si coglie per contrasto con le posizioni estreme del dibattito ecologico. Da un lato l'«antropocentrismo dispotico», che considera la natura un semplice magazzino di risorse a disposizione dell'uomo; dall'altro il «biocentrismo» radicale di certa ecologia profonda, che, per correggere il primo, tende ad appiattire l'uomo su ogni altra specie, negandogli ogni ruolo particolare. «Laudato si'» rifiuta entrambi: critica esplicitamente il biocentrismo (n. 118) e propone un antropocentrismo «situato» e responsabile, in cui l'essere umano ha una dignità e un compito propri — custodire — proprio perché è parte della trama della creazione, non padrone estraneo. L'aggettivo «integrale» significa appunto che le diverse «ecologie» — ambientale, economica, sociale, culturale e della vita quotidiana — sono interconnesse, secondo il principio «tutto è connesso». Le radici di questa visione affondano anche nella critica novecentesca al dominio tecnico, e non a caso l'enciclica cita ripetutamente Romano Guardini sul rischio di un potere umano senza misura. Presentare con equità il dibattito — l'uomo è «una creatura fra le altre» o ha una responsabilità speciale? — permette di cogliere la proposta cristiana: la centralità della persona non è un privilegio da sfruttare, ma una responsabilità che si estende all'ambiente, ai poveri e alle generazioni future, in un'unica trama di relazioni.
Ripasso attivo
Analizza la nozione di «ecologia integrale» mostrando, con un esempio concreto (ad esempio una grande opera o un modello di consumo), come una stessa scelta tocca contemporaneamente la dimensione ambientale, quella sociale e quella economica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Dal creato come dono alla custodia responsabile
Interpreta l'espressione «perché lo coltivasse e lo custodisse» (Genesi 2,15) e spiega come orienta il rapporto cristiano con l'ambiente.
«Coltivare» rimanda al lavoro, alla cura attiva che fa fruttificare la terra; «custodire» rimanda alla protezione, al prendersi cura di qualcosa che non è del tutto nostro.
L'uomo è collocato nel giardino non come padrone che possiede, ma come custode che riceve un compito: la terra gli è affidata, non consegnata al suo arbitrio.
Il «dominate» del primo racconto va letto alla luce di questo: è un dominio di servizio e responsabilità, non di sfruttamento. «Laudato si'» tiene insieme i due testi.
Ne nasce il dovere di un uso sobrio e responsabile delle risorse, perché ciò che è affidato va consegnato integro a chi verrà dopo.
Risultato: Genesi 2,15 definisce l'uomo come custode responsabile del creato: «coltivare e custodire» è il fondamento biblico della cura dell'ambiente, opposto allo sfruttamento.
Errori frequenti
Approfondimento
Approfondimento — L'esegesi dei testi della Genesi merita precisione. In Genesi 2,15 i due verbi ebraici sono «avad», che significa «coltivare» ma anche «servire», e «shamar», «custodire, proteggere» (lo stesso verbo usato per il pastore che veglia sul gregge): l'uomo è dunque posto nel giardino non come sfruttatore ma come servitore-custode. Alla luce di questo, il celebre «soggiogatela» e «dominate» di Genesi 1,28 va letto come amministrazione responsabile, non come dominio dispotico — ed è la risposta diretta all'accusa, formulata da Lynn White, che la Bibbia avrebbe legittimato la devastazione. Va riconosciuto onestamente che questa sensibilità ecologica, pur radicata nel testo, è stata sviluppata dal magistero soprattutto in tempi recenti: è un genuino approfondimento della tradizione. Significativa è anche la sua dimensione ecumenica: «Laudato si'» cita ripetutamente il patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, il «patriarca verde», che ha parlato di un vero e proprio «peccato ecologico» contro il creato; e cristiani di diverse confessioni celebrano insieme il «Tempo del Creato». La figura ispiratrice resta san Francesco d'Assisi, che nel «Cantico delle creature» chiama «fratello» il sole e «sorella» la terra: uno sguardo di fraternità cosmica che non diviniza la natura (non è panteismo), ma ne riconosce la dignità di dono di Dio. La «conversione ecologica» che ne deriva unisce così gratitudine, sobrietà e giustizia in un'unica spiritualità responsabile.
Ripasso attivo
Confronta i due testi della Genesi sul rapporto uomo-creato — «riempite la terra e soggiogatela … dominate» (1,28) e «coltivasse e custodisse» (2,15) — e spiega come «Laudato si'» li tiene insieme nella nozione di custodia responsabile.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
I tre pilastri dello sviluppo sostenibile
Costruisci un breve paragrafo argomentativo che risponda alla domanda: «Una crescita economica che danneggia l'ambiente può dirsi sviluppo sostenibile?».
Enuncia con chiarezza la posizione: no, una crescita che danneggia l'ambiente non è sviluppo sostenibile, perché manca di uno dei suoi pilastri.
Richiama il Rapporto Brundtland: lo sviluppo è sostenibile solo se non compromette i bisogni delle generazioni future; distruggere l'ambiente li compromette.
Mostra che la sostenibilità regge solo se ambiente, economia e società stanno insieme: se l'economia cresce calpestando l'ambiente, l'equilibrio si rompe.
Aggiungi il criterio dell'ecologia integrale: «tutto è connesso», e lo sviluppo va misurato come crescita integrale della persona, non come puro aumento di ricchezza.
Sintetizza: una crescita che impoverisce la casa comune e le generazioni future è, per definizione, insostenibile e ingiusta.
Risultato: Il paragrafo, articolato in tesi–argomenti–conclusione, dimostra in modo ordinato che una crescita dannosa per l'ambiente non rientra nello sviluppo sostenibile.
Errori frequenti
Approfondimento
Approfondimento — Il concetto di «sviluppo umano integrale», che la prospettiva cristiana oppone alla pura crescita economica, ha una paternità precisa: fu Paolo VI, nella «Populorum progressio» (1967), a definire il vero sviluppo come quello «di tutto l'uomo e di tutti gli uomini», non riducibile all'aumento del prodotto interno lordo. È interessante notare quanto questa intuizione converga con elaborazioni laiche autorevoli: l'economista premio Nobel Amartya Sen, con l'«approccio delle capacità», ha ridefinito lo sviluppo come «espansione delle libertà reali» delle persone, ispirando l'Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, che misura non solo il reddito ma anche salute e istruzione. Rispetto alla definizione classica di sviluppo sostenibile del Rapporto Brundtland (1987) e ai 17 Obiettivi dell'Agenda 2030, la specificità cristiana sta nell'insistere sulla dimensione morale e spirituale, sulla sobrietà e sull'opzione per i poveri. Va infine presentato lealmente un dibattito aperto: alcuni pensatori, come Serge Latouche con la teoria della «decrescita», ritengono che la stessa espressione «sviluppo sostenibile» sia un ossimoro, perché una crescita infinita è impossibile su un pianeta finito; altri difendono la compatibilità fra crescita e sostenibilità grazie all'innovazione tecnologica. «Laudato si'» invita alla prudenza verso un ottimismo puramente tecnologico e chiede un cambiamento anche degli stili di vita: non solo tecnologie più verdi, ma una conversione del modo stesso di intendere il progresso e il benessere.
Ripasso attivo
Giustifica perché, secondo la prospettiva dell'ecologia integrale, uno sviluppo che aumenta la ricchezza economica ma distrugge l'ambiente e accresce le disuguaglianze non può essere definito «sostenibile». Collega la tua risposta ai tre pilastri e al principio di giustizia fra le generazioni.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)