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Produzione scritta

La produzione scritta nella terza lingua del Liceo Linguistico è la competenza con cui lo studente pianifica, redige e rivede testi chiari e coesi — lettere ed e-mail, brevi saggi, recensioni, testi descrittivi e argomentativi — su argomenti noti e di attualità, attestandosi sul livello B1 del QCER. La seconda prova scritta dell'Esame di Stato riguarda la prima lingua straniera; la terza lingua (livello B1) è verificata durante il triennio e può essere coinvolta nel colloquio. Questo appunto insegna il processo della scrittura (pianificare, redigere, rivedere), le principali tipologie testuali, gli strumenti della coesione e della coerenza e i criteri di accuratezza lessicale e grammaticale che reggono la valutazione.

4 sezioni·~22 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0777 / 14
Profilo d’esame
Produrre testi scritti chiari e articolati di livello B1, adeguati a scopo e destinatarioPianificare, redigere e rivedere il testo curandone coerenza, coesione e correttezzaRiassumere e rielaborare informazioni provenienti da fonti diverseEsprimere opinioni e argomentare in forma scritta con lessico appropriato
Operatori:descriviraccontaspiegaargomentaesprimi la tua opinioneconfrontariassumirielaboracommentagiustificapianificarivedi

livello base

Si richiede di produrre testi brevi e coerenti (lettera/e-mail, breve descrizione o narrazione) su argomenti familiari, rispettando consegna, scopo e destinatario con un controllo grammaticale sufficiente a garantire la comprensibilità.

livello avanzato

Nell'indirizzo linguistico ci si attende inoltre la padronanza del testo argomentativo e della recensione, l'uso consapevole dei connettivi e di un lessico vario e appropriato, e la capacità di rielaborare e sintetizzare fonti diverse in chiave critica e interculturale.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Produzione scritta
    • 01Tipologie testuali: lettera/e-mail, saggio breve, recensione◐
    • 02Pianificazione e organizzazione del testo◐
    • 03Coesione, coerenza e revisione◐
    • 04Lessico e accuratezza grammaticale nella scrittura●
§ 01

Tipologie testuali: lettera/e-mail, saggio breve, recensione#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-3-produzione-scrittaLPQCER livello B1 — produzione scritta

Punti chiave

Scrivere bene comincia dal riconoscere che ogni testo appartiene a un genere, e che ogni genere ha convenzioni proprie di struttura, registro e formule: la prima decisione dello scrittore competente non è « cosa dico », ma « che tipo di testo mi è richiesto ». Nella terza lingua del triennio le tipologie ricorrenti sono tre — la lettera o e-mail, il breve testo argomentativo (spesso chiamato « saggio breve » o « composizione »), e la recensione — alle quali si affiancano il testo descrittivo e quello narrativo come modalità di base.
La lettera e l'e-mail sono testi di interazione scritta: hanno un destinatario esplicito e uno scopo pratico (chiedere informazioni, ringraziare, invitare, reclamare, candidarsi). La loro struttura è codificata — formula di apertura, corpo organizzato per blocchi tematici, formula di chiusura, firma — e il registro varia nettamente tra la versione formale (destinatario sconosciuto o gerarchicamente superiore, formule di cortesia, niente abbreviazioni) e quella informale (amico o familiare, tono colloquiale, formule affettive). Confondere i due registri è uno degli errori più penalizzati, perché tradisce un'inadeguatezza al destinatario.
Il testo argomentativo (il « saggio breve ») è il banco di prova della scrittura del triennio: presenta una tesi, la sostiene con argomenti ordinati e con esempi, prende in considerazione una possibile obiezione e si chiude con una conclusione che riprende e rilancia la tesi. La sua forza non sta nella quantità di idee, ma nella loro organizzazione logica resa visibile dai connettivi. La recensione, infine, unisce descrizione e valutazione: presenta brevemente l'opera (libro, film, mostra), ne illustra gli aspetti salienti senza svelare tutto, ed esprime un giudizio motivato corredato da una raccomandazione finale al lettore.
Per ogni tipologia conviene tenere a mente una « impalcatura » mentale, cioè uno schema-tipo da riempire (Fig. 1): conoscere in anticipo le parti del testo libera energie cognitive da dedicare alla lingua e impedisce di dimenticare elementi obbligatori — la formula di chiusura in una lettera, la presa di posizione esplicita in un'argomentazione, il giudizio in una recensione.

Impalcature delle tre tipologie testuali

Le tre tipologie testualiTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Lettera · Argomentativo · Recensione; apertura · tesi · presentazione; corpo · argomenti · aspetti salienti; chiusura · obiezione · giudizio; firma · conclusione · raccomandazione, cella evidenziata: tesiLETTERAARGOMENTATIVORECENSIONEaperturatesipresentazionecorpoargomentiaspetti salientichiusuraobiezionegiudiziofirmaconclusioneraccomandazione
Fig. 1Ogni genere è un'impalcatura da riempire, con parti obbligatorie in sequenza dall'alto in basso. Mantieni il registro coerente dall'apertura alla chiusura.
Esempio svolto

Identificare genere, scopo, destinatario e registro a partire dalla consegna

Consegna d'esame (esempio): « Hai trascorso una settimana di stage in un'azienda all'estero. Scrivi una lettera al responsabile per ringraziarlo e raccontare la tua esperienza (130–160 parole) ».

  1. 01Riconoscere il genere

    La parola-chiave « lettera » + un destinatario istituzionale fissano una lettera formale di ringraziamento. Struttura obbligatoria: intestazione/data, formula di apertura, corpo, formula di chiusura, firma.

  2. 02Definire scopo e destinatario

    Scopo doppio: ringraziare (funzione fàtica/sociale) e raccontare l'esperienza (funzione informativa). Destinatario: il responsabile = persona non familiare, gerarchicamente superiore → registro formale.

  3. 03Scegliere registro e formule

    Apertura formale (« Egregio/Gentile Signor… »), niente abbreviazioni né contrazioni, lessico controllato, formula di chiusura di cortesia (« Distinti saluti »). Mantenere questo registro per tutto il testo.

  4. 04Tracciare l'impalcatura prima di scrivere

    §1 ringraziamento e motivo della lettera; §2 racconto sintetico dell'esperienza (1–2 episodi significativi); §3 chiusura con un augurio o una richiesta cortese; firma.

Risultato: Si redige una lettera formale, coerente per registro e completa di tutte le parti, che ringrazia e racconta restando entro 130–160 parole.

Obiettivo Maturità

  • La consegna della seconda prova fissa il genere (lettera, e-mail, articolo, breve composizione argomentativa, recensione): il primo punto valutato è l'aderenza alla tipologia e al destinatario — rispondi al compito che è stato dato, non a quello che avresti preferito.
  • Registro e formule devono essere coerenti con il genere e con il destinatario per l'intero testo: un'apertura formale seguita da chiusura informale (o viceversa) segnala mancato controllo del registro e viene penalizzata nel descrittore « adeguatezza/efficacia comunicativa ».

Errori frequenti

  • Scegliere il genere « a orecchio » e dimenticare un elemento obbligatorio: una lettera senza formula di chiusura, una recensione senza giudizio, un'argomentazione senza una tesi dichiarata.
  • Mescolare i registri — iniziare con « Gentile Direttore » e poi usare abbreviazioni e tono colloquiale — perdendo l'adeguatezza al destinatario.

Approfondimento

La nozione di «genere» ha un fondamento preciso nella linguistica testuale: un genere non è un contenitore vuoto, ma una forma di azione sociale ricorrente, cui la comunità ha associato una struttura, un registro e formule attese. Chi scrive una lettera formale, un articolo d'opinione o una recensione entra in un «contratto» con il lettore, che si aspetta certe mosse in un certo ordine, e disattenderle disorienta anche quando le frasi sono corrette. Molti generi si lasciano descrivere come una sequenza di «mosse» retoriche: una lettera formale si articola in formula di saluto, esposizione dello scopo, sviluppo per blocchi tematici, richiesta o conclusione, formula di chiusura e firma; una recensione presenta l'opera, ne illustra gli aspetti salienti senza svelare tutto, esprime un giudizio motivato e chiude con una raccomandazione. Conoscere in anticipo questa «impalcatura» libera energie cognitive da dedicare alla lingua e impedisce di dimenticare elementi obbligatori. Due variabili governano poi ogni scelta: il destinatario e lo scopo, da cui discende il registro, che deve restare coerente per l'intero testo, perché un'apertura formale seguita da una chiusura colloquiale segnala mancato controllo. Una nota interculturale completa il quadro: le convenzioni dei generi — quanto una lettera sia diretta, quali formule di cortesia siano d'obbligo, come ci si congedi — variano da lingua a lingua e non si possono ricalcare pari pari sull'italiano, ma vanno apprese come parte della competenza testuale nella lingua d'arrivo.

Ripasso attivo

Hai letto sul giornale della scuola un articolo che propone di vietare i telefoni cellulari in classe. Scrivi un'e-mail (120–150 parole) al redattore in cui esprimi e motivi la tua opinione. Prima di redigere, dichiara per iscritto: genere, destinatario, scopo e registro che intendi adottare.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Pianificazione e organizzazione del testo#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-3-produzione-scrittaLPQCER livello B1 — produzione scritta

Punti chiave

La qualità di un testo si decide in larga parte prima di scrivere la prima parola: la scrittura è un processo, non un gesto, e si articola in tre fasi — pianificare, redigere, rivedere (Fig. 2). Saltare la pianificazione è l'errore strategico più comune: produce testi che ripetono le stesse idee, dimenticano parti della consegna o si esauriscono prima di sviluppare l'argomento. Dedicare anche solo cinque minuti a una scaletta paga in coerenza e in tempo risparmiato.

Il processo della scrittura: pianificare, redigere, rivedere

Il processo della scritturaGrafo, Pianifica → Redigi, Redigi → Rivedi, Rivedi → PianificaPianificaRedigiRivedi
Fig. 2La scrittura è un processo ciclico: pianificare (analisi della consegna, idee, scaletta), redigere (paragrafi, coesione), rivedere (coerenza, correttezza) — e la revisione può riportare alla pianificazione.
Pianificare significa, prima di tutto, analizzare la consegna: individuare il genere, lo scopo, il destinatario, i punti obbligatori e il limite di parole. Subito dopo si raccoglie il materiale con una breve fase di generazione di idee (brainstorming, lista, mappa) nella lingua di arrivo, per evitare di « pensare in italiano e tradurre », e infine si ordinano le idee in una scaletta: che cosa va nell'introduzione, quali idee diventano paragrafi, in quale ordine, che cosa va nella conclusione.
L'unità di base dell'organizzazione è il paragrafo. Un buon paragrafo ha un'idea-guida (la « topic sentence » che apre o orienta il paragrafo), uno sviluppo (spiegazioni, esempi, dettagli) e un legame con ciò che segue. Un testo argomentativo ben fatto destina un paragrafo a ogni argomento principale: questa regola, « un'idea per paragrafo », rende il testo immediatamente leggibile e impedisce i blocchi indistinti di prosa che affaticano il lettore-valutatore.
Il rispetto del limite di parole fa parte della pianificazione, non è un dettaglio. Se la consegna chiede 120–150 parole, un testo di 70 parole non potrà sviluppare la tesi e sarà incompleto; uno di 250 parole tende a perdere il filo e a contenere più errori. Calcolare in anticipo quante parole « pesa » ciascun paragrafo (per esempio, su 150 parole: ~25 di apertura, ~95 di corpo in tre blocchi, ~30 di chiusura) trasforma il limite da vincolo in guida.
Esempio svolto

Dalla consegna alla scaletta di un testo argomentativo

Scrivi un breve testo argomentativo (150 parole circa): « I social network avvicinano o allontanano le persone? » Esprimi e motiva la tua opinione.

  1. 01Analisi della consegna

    Genere: argomentativo. Scopo: prendere posizione e motivare. Destinatario: lettore generico/esaminatore. Limite: ~150 parole. Compito doppio (« avvicinano O allontanano »): occorre una tesi netta.

  2. 02Generazione di idee

    Pro-avvicinano: contatti a distanza, comunità di interessi. Contro: relazioni superficiali, isolamento dal mondo reale. Si sceglie la tesi: « avvicinano, a patto di un uso consapevole ».

  3. 03Ordinare in scaletta

    §1 Introduzione + tesi (~25 parole). §2 Primo argomento: mantenere legami a distanza, con esempio (~45). §3 Secondo argomento: comunità di interessi (~45). §4 Obiezione (rischio di superficialità) + risposta, conclusione (~35).

  4. 04Bilancio parole

    25 + 45 + 45 + 35 = 150 parole: la scaletta rientra esattamente nel limite richiesto, lasciando spazio a ciascun argomento.

Risultato: Una scaletta a quattro blocchi, con tesi esplicita, due argomenti sviluppati, un'obiezione e una conclusione, dimensionata sulle 150 parole.

Obiettivo Maturità

  • All'esame la coerenza e l'organizzazione sono un descrittore esplicito della griglia: un testo con introduzione, sviluppo per paragrafi e conclusione chiari ottiene un punteggio più alto a parità di lingua rispetto a uno disorganizzato.
  • Il rispetto della lunghezza richiesta e di TUTTI i punti della consegna è valutato: pianifica per coprire ogni punto e per restare nella fascia di parole indicata.

Errori frequenti

  • Iniziare a scrivere « di getto » senza scaletta, finendo per ripetere le stesse idee e dimenticare un punto obbligatorio della consegna.
  • Produrre un unico paragrafo-blocco per tutto il testo (o, all'opposto, andare a capo a ogni frase): in entrambi i casi la struttura logica non è visibile al lettore.

Approfondimento

La ricerca sui processi di scrittura ha smontato l'idea che si scriva «di getto». Comporre è un'attività «ricorsiva», in cui pianificazione, stesura e revisione non si succedono in fila ma si intrecciano: mentre si redige si torna a pianificare, mentre si rilegge si riscrive. Soprattutto, gli studi distinguono due modi di scrivere: quello del principiante, che «racconta ciò che sa» buttando giù le idee nell'ordine in cui affiorano, e quello dell'esperto, che «trasforma la conoscenza», cioè adatta le idee allo scopo e al destinatario, ristrutturandole. Il salto verso la scrittura esperta passa proprio dalla pianificazione: analizzare la consegna (genere, scopo, destinatario, punti obbligatori, limite di parole), generare le idee e poi ordinarle in una scaletta prima di redigere. Per la terza lingua c'è un accorgimento specifico: generare le idee direttamente nella lingua d'arrivo, e non «pensare in italiano e tradurre», perché la traduzione mentale è la fonte principale di calchi e falsi amici. L'unità di base dell'organizzazione è il paragrafo, retto da un'idea-guida (la «frase-argomento») e da uno sviluppo coerente: la regola «un'idea per paragrafo» rende il testo immediatamente leggibile per il valutatore. Anche il rispetto del limite di parole è pianificazione, non dettaglio: stimare in anticipo quanto «pesa» ciascuna parte — apertura, corpo, chiusura — trasforma il vincolo in guida e previene i due difetti opposti, il testo troppo breve che non sviluppa la tesi e quello troppo lungo che perde il filo e moltiplica gli errori.

Ripasso attivo

Per la consegna « Scrivi un breve testo argomentativo (150–180 parole): è meglio studiare le lingue all'estero o nel proprio Paese? », redigi SOLO la scaletta: tesi, due argomenti a favore con un esempio ciascuno, una possibile obiezione con risposta, e la frase conclusiva. Stima per ogni parte il numero di parole.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Coesione, coerenza e revisione#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-3-produzione-scrittaLPQCER livello B1 — produzione scritta

Punti chiave

Un testo non è una somma di frasi corrette: è un tessuto. Due proprietà lo tengono insieme — la coerenza e la coesione — e all'esame entrambe sono valutate. La coerenza è la tenuta logica del contenuto: le idee si succedono in un ordine sensato, non si contraddicono e restano pertinenti allo scopo. La coesione è il legame linguistico esplicito tra le parti: i connettivi, i pronomi e i riferimenti, la concordanza dei tempi verbali, la ripresa lessicale. Si può avere un testo coeso ma incoerente (frasi ben collegate che però non hanno senso insieme) e, più spesso a B1, un testo coerente ma poco coeso (idee giuste ma giustapposte senza legami).
Lo strumento principale della coesione sono i connettivi, da scegliere in base alla relazione logica che si vuole segnalare (Fig. 3): aggiunta (« inoltre », « inoltre/in più »), causa (« perché », « poiché »), conseguenza (« quindi », « di conseguenza »), contrasto (« ma », « tuttavia », « al contrario »), esemplificazione (« per esempio »), conclusione (« in conclusione », « infine »). Usare il connettivo giusto rende visibile il ragionamento; usarne uno sbagliato — un « tuttavia » dove serviva un « quindi » — confonde il lettore anche quando le singole frasi sono corrette.

Connettivi logici per funzione

Connettivi logici per funzioneTabella con 2 colonne e 6 righe, Dati: Funzione · Connettivi; aggiunta · inoltre, in più, anche, per di più; causa · perché, poiché, dato che, siccome; conseguenza · quindi, perciò, di conseguenza; contrasto · ma, tuttavia, al contrario, invece; esempio · per esempio, ad esempio, come; conclusione · in conclusione, infine, insomma, cella evidenziata: ma, tuttavia, al contrario, inveceFUNZIONECONNETTIVIaggiuntainoltre, in più, anche, perdi piùcausaperché, poiché, dato che,siccomeconseguenzaquindi, perciò, diconseguenzacontrastoma, tuttavia, al contrario,inveceesempioper esempio, ad esempio,comeconclusionein conclusione, infine,insomma
Fig. 3Il connettivo giusto rende visibile il ragionamento: scegli l'esponente in base alla funzione logica.
Accanto ai connettivi agiscono i meccanismi di ripresa: i pronomi e gli aggettivi che rinviano a un elemento già detto evitano ripetizioni pesanti, mentre la variazione lessicale (sinonimi, iperonimi) tiene il testo elegante. Attenzione però all'eccesso opposto: una catena di pronomi senza un referente chiaro genera ambiguità. La concordanza dei tempi e dei modi verbali — il « filo temporale » del testo — è essa stessa coesione: un racconto al passato che scivola al presente perde compattezza.
La revisione è la terza fase del processo e quella più trascurata sotto pressione d'esame: rileggere è un atto di scrittura, non un controllo facoltativo. Conviene una rilettura mirata, una per « obiettivo »: prima la coerenza e la copertura della consegna (ho risposto a tutto? l'ordine regge?), poi la coesione (i connettivi sono giusti? i tempi concordano?), infine la correttezza locale (accordi, ortografia, punteggiatura, lessico). Riservare cinque minuti finali alla revisione recupera quasi sempre punti che la fretta aveva tolto.
Esempio svolto

Revisione mirata di un paragrafo poco coeso

Migliora questo paragrafo curandone coesione e coerenza: « La lettura è importante. Sviluppa il vocabolario. Tante persone non leggono. Preferiscono i video. La lettura richiede concentrazione. »

  1. 01Diagnosi

    Le frasi sono corrette ma giustapposte (nessun connettivo) e l'ordine logico salta: si passa dal valore della lettura a chi non legge e di nuovo alla lettura. Coerenza e coesione entrambe deboli.

  2. 02Riordinare le idee (coerenza)

    Raggruppare: prima il valore (importante → sviluppa il vocabolario, richiede concentrazione), poi il contrasto sociale (molti preferiscono i video). L'ordine ora ha una progressione.

  3. 03Inserire i connettivi (coesione)

    Aggiunta « inoltre », causa « perché », contrasto « tuttavia / al contrario ». Riprese pronominali per evitare di ripetere « la lettura ».

  4. 04Riscrittura

    « La lettura è importante perché sviluppa il vocabolario; richiede tuttavia concentrazione. Molte persone, al contrario, non leggono e preferiscono i video. »

  5. 05Rilettura finale

    Controllo accordi (« molte persone »), tempi (tutto al presente, coerente), punteggiatura (punto e virgola per legare frasi affini).

Risultato: Un paragrafo coerente nell'ordine e coeso nei legami, con connettivi appropriati e riprese variate, ottenuto senza aggiungere idee nuove.

Obiettivo Maturità

  • « Coerenza e coesione » è una voce esplicita della griglia: collega le frasi con i connettivi giusti e mantieni un ordine logico riconoscibile — è qui che molti testi linguisticamente corretti perdono punti.
  • I cinque minuti di revisione finale sono parte della prova: pianifica il tempo per rileggere e correggere, perché accordi e tempi verbali sono valutati nel descrittore di correttezza.

Errori frequenti

  • Giustapporre le frasi senza connettivi (« stile elenco »): il testo è corretto ma piatto e il ragionamento non è visibile al lettore.
  • Usare un connettivo per un'altra relazione logica — « tuttavia » al posto di « quindi », « perché » al posto di « anche se » — segnalando un rapporto sbagliato tra le idee.

Approfondimento

La revisione è la fase in cui si vede la differenza tra chi scrive da principiante e chi scrive da esperto, e la ricerca lo documenta: il principiante «rivede» limitandosi a ritoccare parole e a correggere errori locali, l'esperto «ri-vede» il testo nel suo insieme, ne verifica la tenuta logica e all'occorrenza lo ristruttura. Alla base c'è una distinzione utile: la prosa «centrata su chi scrive» segue l'ordine in cui le idee sono affiorate nella mente dell'autore, mentre la prosa «centrata su chi legge» le riorganizza per il destinatario, e rivedere significa compiere questo passaggio. Sul piano degli strumenti, la coerenza del testo si costruisce anche attraverso la «progressione tematica»: ogni frase riprende un elemento noto (il tema) e vi aggiunge un'informazione nuova (il rema), che a sua volta diventa il noto della frase seguente, così che il testo avanzi come una catena. I connettivi, scelti per la relazione logica esatta, rendono visibile questa progressione, mentre un connettivo sbagliato — un «tuttavia» dove serviva un «quindi» — confonde il lettore anche quando le singole frasi sono corrette. Poiché la revisione, sotto pressione d'esame, è la fase più sacrificata, conviene renderla mirata e per obiettivi separati: una rilettura per la coerenza e la copertura della consegna, una per la coesione (connettivi, concordanza dei tempi, riferimenti), una per la correttezza locale (accordi, ortografia, punteggiatura). Riservare pochi minuti finali a questa revisione ordinata recupera quasi sempre i punti che la fretta aveva tolto.

Ripasso attivo

Riscrivi il seguente paragrafo « a elenco » collegandone le frasi con connettivi appropriati e variando le riprese: « Studiare le lingue è utile. Apre nuove opportunità di lavoro. Richiede molto tempo. Vale la pena impegnarsi. ». Poi rileggi e correggi accordi e tempi.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Lessico e accuratezza grammaticale nella scrittura#

●●●ApprofondimentoLPOSA-lingua-straniera-3-produzione-scrittaLPQCER livello B1 — produzione scritta

Le tre aree valutate nella produzione scritta

Le tre aree della valutazioneDiagramma ad albero, 4 percorsi, Dati: Aderenza; Organizzazione; Lingua → Lessico; Lingua → GrammaticaLinguaValutazioneAderenzaOrganizzazioneLessicoGrammatica
Fig. 4La produzione scritta si valuta su tre aree: aderenza alla consegna, organizzazione (coerenza e coesione) e lingua, a sua volta scomposta in lessico e correttezza grammaticale/ortografica. La correttezza si valuta in rapporto alla quantità prodotta.

Punti chiave

La lingua è il terzo grande blocco della valutazione, accanto all'aderenza alla consegna e all'organizzazione. Si articola in due voci distinte: il lessico (ampiezza, precisione, appropriatezza al registro) e la correttezza grammaticale e ortografica (morfosintassi, ortografia, punteggiatura). A livello B1 non si pretende l'assenza di errori, ma un controllo sufficiente a non compromettere la comprensione e un repertorio adeguato ai temi del quotidiano e dello studio.
Sul lessico, l'obiettivo è la precisione più che la rarità: una parola comune usata con esattezza vale più di un termine ricercato usato a sproposito. Conta saper usare le collocazioni (le combinazioni abituali di parole, come « prendere una decisione », « svolgere un compito »), che sono la spia più chiara della padronanza, e saper adeguare il lessico al registro — formale o informale — del genere. Strategie di precisione: evitare i verbi-passepartout (« fare », « dire », « cosa ») quando esiste un verbo più esatto, e variare il vocabolario senza forzature.
Sulla grammatica, gli errori più costosi nella scrittura sono quelli che intaccano la chiarezza: gli accordi (genere e numero tra nome, articolo e aggettivo; soggetto e verbo), la concordanza dei tempi e dei modi verbali, l'uso corretto delle subordinate. Un singolo accordo sbagliato raramente blocca la comprensione, ma la loro accumulazione abbassa nettamente il descrittore di correttezza. Il rapporto tra errori e numero di parole prodotte — la densità d'errore — è ciò che la griglia, di fatto, soppesa.
La traduzione mentale dall'italiano è la fonte di gran parte degli errori e dei falsi amici: chi compone « pensando in italiano » trasferisce strutture e parole che nella lingua di arrivo non esistono o significano altro. La contromisura è duplice — generare le idee direttamente nella lingua straniera durante la pianificazione, e dedicare la revisione finale a una caccia mirata agli errori ricorrenti tipici di chi parte dall'italiano (accordi, preposizioni, ordine delle parole, falsi amici).
Esempio svolto

Correzione mirata di errori da traduzione e di accordo

Individua e correggi gli errori in questo testo italiano modello, prodotto da uno studente che « pensa in italiano » e li trasferisce: « Le persone è molto stressato. Loro fanno una decisione di lavorare meno. Questo è una problema grande. »

  1. 01Accordo soggetto-verbo

    « Le persone è … stressato » → soggetto plurale femminile: « Le persone SONO molto stressATE ». Si correggono insieme verbo e aggettivo.

  2. 02Collocazione errata

    « fanno una decisione » è un calco; la collocazione corretta è « PRENDERE una decisione »: « Loro prendono la decisione di lavorare meno ».

  3. 03Accordo nome-articolo

    « una problema grande » → « problema » è maschile: « un problema grande / un grande problema ».

  4. 04Testo corretto

    « Le persone sono molto stressate. Prendono la decisione di lavorare meno. Questo è un grande problema. »

Risultato: Tre frasi corrette negli accordi e nelle collocazioni: gli errori derivavano dal trasferimento meccanico di strutture, non da ignoranza delle regole.

Obiettivo Maturità

  • Ricchezza e appropriatezza del lessico è un descrittore della griglia: usa collocazioni corrette e un registro coerente; la precisione (la parola giusta) pesa più della rarità (la parola difficile).
  • La correttezza è valutata in rapporto alla quantità prodotta: meglio un testo un po' più breve ma controllato che uno lungo e disseminato di errori di accordo e di tempo verbale.

Errori frequenti

  • Tradurre alla lettera dall'italiano, importando falsi amici e strutture inesistenti nella lingua di arrivo invece di formulare direttamente nella lingua straniera.
  • Inseguire il lessico « difficile » a costo della precisione, usando termini ricercati ma sbagliati nel contesto, e trascurare gli accordi di base che la griglia penalizza.

Approfondimento

La valutazione della lingua nello scritto non pesa gli errori tutti allo stesso modo, e conoscere i criteri aiuta a dare priorità. I descrittori del QCER per la produzione scritta parlano di «ampiezza» e «correttezza»: al livello B1 non si pretende l'assenza di errori, ma un repertorio adeguato ai temi noti e un controllo sufficiente a non compromettere la comprensione. Da qui la nozione di «gravità dell'errore»: un errore «globale», che oscura il senso di una frase, pesa molto più di un errore «locale» (un accordo, una preposizione) che resta visibile ma lascia passare il messaggio; a parità di numero, sono i primi a incidere davvero. Ciò che la griglia soppesa, di fatto, è la densità d'errore in rapporto alla quantità prodotta, sicché conviene un testo un po' più breve ma controllato che uno lungo e disseminato di sviste. Sul lessico, l'obiettivo è la «precisione» più della rarità: una parola comune usata con esattezza, e collocata correttamente, vale più di un termine ricercato usato a sproposito, ed evitare i verbi-passepartout quando esiste un verbo più esatto è una strategia più efficace dell'inseguire il vocabolario «difficile». La fonte principale degli errori resta la traduzione mentale dall'italiano, con il suo strascico di falsi amici e strutture inesistenti nella lingua d'arrivo. La contromisura è duplice: comporre direttamente nella lingua straniera durante la pianificazione e dedicare la revisione finale a una caccia mirata agli errori ricorrenti tipici di chi parte dall'italiano — accordi, reggenze delle preposizioni, ordine delle parole, falsi amici — costruendo nel tempo una «lista personale» degli errori da controllare.

Ripasso attivo

Riprendi un tuo testo recente e svolgi una revisione lessico-grammaticale mirata: sostituisci tre verbi-passepartout (« fare », « dire », « cosa ») con verbi più precisi, individua e correggi due errori di accordo, e verifica la concordanza dei tempi. Annota gli errori per costruire la tua « lista personale ».

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Tipologie testuali: lettera/e-mail, saggio breve, recensione◐
    • 02Pianificazione e organizzazione del testo◐
    • 03Coesione, coerenza e revisione◐
    • 04Lessico e accuratezza grammaticale nella scrittura●

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Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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EuraStudy·Appunti T·07·MMXXVI

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