EuraStudy
La produzione scritta nella terza lingua del Liceo Linguistico è la competenza con cui lo studente pianifica, redige e rivede testi chiari e coesi — lettere ed e-mail, brevi saggi, recensioni, testi descrittivi e argomentativi — su argomenti noti e di attualità, attestandosi sul livello B1 del QCER. La seconda prova scritta dell'Esame di Stato riguarda la prima lingua straniera; la terza lingua (livello B1) è verificata durante il triennio e può essere coinvolta nel colloquio. Questo appunto insegna il processo della scrittura (pianificare, redigere, rivedere), le principali tipologie testuali, gli strumenti della coesione e della coerenza e i criteri di accuratezza lessicale e grammaticale che reggono la valutazione.
4 sezioni~22 min di lettura4 competenzeLivello Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
Si richiede di produrre testi brevi e coerenti (lettera/e-mail, breve descrizione o narrazione) su argomenti familiari, rispettando consegna, scopo e destinatario con un controllo grammaticale sufficiente a garantire la comprensibilità.
livello avanzato
Nell'indirizzo linguistico ci si attende inoltre la padronanza del testo argomentativo e della recensione, l'uso consapevole dei connettivi e di un lessico vario e appropriato, e la capacità di rielaborare e sintetizzare fonti diverse in chiave critica e interculturale.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Impalcature delle tre tipologie testuali
Consegna d'esame (esempio): « Hai trascorso una settimana di stage in un'azienda all'estero. Scrivi una lettera al responsabile per ringraziarlo e raccontare la tua esperienza (130–160 parole) ».
La parola-chiave « lettera » + un destinatario istituzionale fissano una lettera formale di ringraziamento. Struttura obbligatoria: intestazione/data, formula di apertura, corpo, formula di chiusura, firma.
Scopo doppio: ringraziare (funzione fàtica/sociale) e raccontare l'esperienza (funzione informativa). Destinatario: il responsabile = persona non familiare, gerarchicamente superiore → registro formale.
Apertura formale (« Egregio/Gentile Signor… »), niente abbreviazioni né contrazioni, lessico controllato, formula di chiusura di cortesia (« Distinti saluti »). Mantenere questo registro per tutto il testo.
§1 ringraziamento e motivo della lettera; §2 racconto sintetico dell'esperienza (1–2 episodi significativi); §3 chiusura con un augurio o una richiesta cortese; firma.
Risultato: Si redige una lettera formale, coerente per registro e completa di tutte le parti, che ringrazia e racconta restando entro 130–160 parole.
Errori frequenti
Approfondimento
La nozione di «genere» ha un fondamento preciso nella linguistica testuale: un genere non è un contenitore vuoto, ma una forma di azione sociale ricorrente, cui la comunità ha associato una struttura, un registro e formule attese. Chi scrive una lettera formale, un articolo d'opinione o una recensione entra in un «contratto» con il lettore, che si aspetta certe mosse in un certo ordine, e disattenderle disorienta anche quando le frasi sono corrette. Molti generi si lasciano descrivere come una sequenza di «mosse» retoriche: una lettera formale si articola in formula di saluto, esposizione dello scopo, sviluppo per blocchi tematici, richiesta o conclusione, formula di chiusura e firma; una recensione presenta l'opera, ne illustra gli aspetti salienti senza svelare tutto, esprime un giudizio motivato e chiude con una raccomandazione. Conoscere in anticipo questa «impalcatura» libera energie cognitive da dedicare alla lingua e impedisce di dimenticare elementi obbligatori. Due variabili governano poi ogni scelta: il destinatario e lo scopo, da cui discende il registro, che deve restare coerente per l'intero testo, perché un'apertura formale seguita da una chiusura colloquiale segnala mancato controllo. Una nota interculturale completa il quadro: le convenzioni dei generi — quanto una lettera sia diretta, quali formule di cortesia siano d'obbligo, come ci si congedi — variano da lingua a lingua e non si possono ricalcare pari pari sull'italiano, ma vanno apprese come parte della competenza testuale nella lingua d'arrivo.
Ripasso attivo
Hai letto sul giornale della scuola un articolo che propone di vietare i telefoni cellulari in classe. Scrivi un'e-mail (120–150 parole) al redattore in cui esprimi e motivi la tua opinione. Prima di redigere, dichiara per iscritto: genere, destinatario, scopo e registro che intendi adottare.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il processo della scrittura: pianificare, redigere, rivedere
Scrivi un breve testo argomentativo (150 parole circa): « I social network avvicinano o allontanano le persone? » Esprimi e motiva la tua opinione.
Genere: argomentativo. Scopo: prendere posizione e motivare. Destinatario: lettore generico/esaminatore. Limite: ~150 parole. Compito doppio (« avvicinano O allontanano »): occorre una tesi netta.
Pro-avvicinano: contatti a distanza, comunità di interessi. Contro: relazioni superficiali, isolamento dal mondo reale. Si sceglie la tesi: « avvicinano, a patto di un uso consapevole ».
§1 Introduzione + tesi (~25 parole). §2 Primo argomento: mantenere legami a distanza, con esempio (~45). §3 Secondo argomento: comunità di interessi (~45). §4 Obiezione (rischio di superficialità) + risposta, conclusione (~35).
25 + 45 + 45 + 35 = 150 parole: la scaletta rientra esattamente nel limite richiesto, lasciando spazio a ciascun argomento.
Risultato: Una scaletta a quattro blocchi, con tesi esplicita, due argomenti sviluppati, un'obiezione e una conclusione, dimensionata sulle 150 parole.
Errori frequenti
Approfondimento
La ricerca sui processi di scrittura ha smontato l'idea che si scriva «di getto». Comporre è un'attività «ricorsiva», in cui pianificazione, stesura e revisione non si succedono in fila ma si intrecciano: mentre si redige si torna a pianificare, mentre si rilegge si riscrive. Soprattutto, gli studi distinguono due modi di scrivere: quello del principiante, che «racconta ciò che sa» buttando giù le idee nell'ordine in cui affiorano, e quello dell'esperto, che «trasforma la conoscenza», cioè adatta le idee allo scopo e al destinatario, ristrutturandole. Il salto verso la scrittura esperta passa proprio dalla pianificazione: analizzare la consegna (genere, scopo, destinatario, punti obbligatori, limite di parole), generare le idee e poi ordinarle in una scaletta prima di redigere. Per la terza lingua c'è un accorgimento specifico: generare le idee direttamente nella lingua d'arrivo, e non «pensare in italiano e tradurre», perché la traduzione mentale è la fonte principale di calchi e falsi amici. L'unità di base dell'organizzazione è il paragrafo, retto da un'idea-guida (la «frase-argomento») e da uno sviluppo coerente: la regola «un'idea per paragrafo» rende il testo immediatamente leggibile per il valutatore. Anche il rispetto del limite di parole è pianificazione, non dettaglio: stimare in anticipo quanto «pesa» ciascuna parte — apertura, corpo, chiusura — trasforma il vincolo in guida e previene i due difetti opposti, il testo troppo breve che non sviluppa la tesi e quello troppo lungo che perde il filo e moltiplica gli errori.
Ripasso attivo
Per la consegna « Scrivi un breve testo argomentativo (150–180 parole): è meglio studiare le lingue all'estero o nel proprio Paese? », redigi SOLO la scaletta: tesi, due argomenti a favore con un esempio ciascuno, una possibile obiezione con risposta, e la frase conclusiva. Stima per ogni parte il numero di parole.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Connettivi logici per funzione
Migliora questo paragrafo curandone coesione e coerenza: « La lettura è importante. Sviluppa il vocabolario. Tante persone non leggono. Preferiscono i video. La lettura richiede concentrazione. »
Le frasi sono corrette ma giustapposte (nessun connettivo) e l'ordine logico salta: si passa dal valore della lettura a chi non legge e di nuovo alla lettura. Coerenza e coesione entrambe deboli.
Raggruppare: prima il valore (importante → sviluppa il vocabolario, richiede concentrazione), poi il contrasto sociale (molti preferiscono i video). L'ordine ora ha una progressione.
Aggiunta « inoltre », causa « perché », contrasto « tuttavia / al contrario ». Riprese pronominali per evitare di ripetere « la lettura ».
« La lettura è importante perché sviluppa il vocabolario; richiede tuttavia concentrazione. Molte persone, al contrario, non leggono e preferiscono i video. »
Controllo accordi (« molte persone »), tempi (tutto al presente, coerente), punteggiatura (punto e virgola per legare frasi affini).
Risultato: Un paragrafo coerente nell'ordine e coeso nei legami, con connettivi appropriati e riprese variate, ottenuto senza aggiungere idee nuove.
Errori frequenti
Approfondimento
La revisione è la fase in cui si vede la differenza tra chi scrive da principiante e chi scrive da esperto, e la ricerca lo documenta: il principiante «rivede» limitandosi a ritoccare parole e a correggere errori locali, l'esperto «ri-vede» il testo nel suo insieme, ne verifica la tenuta logica e all'occorrenza lo ristruttura. Alla base c'è una distinzione utile: la prosa «centrata su chi scrive» segue l'ordine in cui le idee sono affiorate nella mente dell'autore, mentre la prosa «centrata su chi legge» le riorganizza per il destinatario, e rivedere significa compiere questo passaggio. Sul piano degli strumenti, la coerenza del testo si costruisce anche attraverso la «progressione tematica»: ogni frase riprende un elemento noto (il tema) e vi aggiunge un'informazione nuova (il rema), che a sua volta diventa il noto della frase seguente, così che il testo avanzi come una catena. I connettivi, scelti per la relazione logica esatta, rendono visibile questa progressione, mentre un connettivo sbagliato — un «tuttavia» dove serviva un «quindi» — confonde il lettore anche quando le singole frasi sono corrette. Poiché la revisione, sotto pressione d'esame, è la fase più sacrificata, conviene renderla mirata e per obiettivi separati: una rilettura per la coerenza e la copertura della consegna, una per la coesione (connettivi, concordanza dei tempi, riferimenti), una per la correttezza locale (accordi, ortografia, punteggiatura). Riservare pochi minuti finali a questa revisione ordinata recupera quasi sempre i punti che la fretta aveva tolto.
Ripasso attivo
Riscrivi il seguente paragrafo « a elenco » collegandone le frasi con connettivi appropriati e variando le riprese: « Studiare le lingue è utile. Apre nuove opportunità di lavoro. Richiede molto tempo. Vale la pena impegnarsi. ». Poi rileggi e correggi accordi e tempi.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le tre aree valutate nella produzione scritta
Individua e correggi gli errori in questo testo italiano modello, prodotto da uno studente che « pensa in italiano » e li trasferisce: « Le persone è molto stressato. Loro fanno una decisione di lavorare meno. Questo è una problema grande. »
« Le persone è … stressato » → soggetto plurale femminile: « Le persone SONO molto stressATE ». Si correggono insieme verbo e aggettivo.
« fanno una decisione » è un calco; la collocazione corretta è « PRENDERE una decisione »: « Loro prendono la decisione di lavorare meno ».
« una problema grande » → « problema » è maschile: « un problema grande / un grande problema ».
« Le persone sono molto stressate. Prendono la decisione di lavorare meno. Questo è un grande problema. »
Risultato: Tre frasi corrette negli accordi e nelle collocazioni: gli errori derivavano dal trasferimento meccanico di strutture, non da ignoranza delle regole.
Errori frequenti
Approfondimento
La valutazione della lingua nello scritto non pesa gli errori tutti allo stesso modo, e conoscere i criteri aiuta a dare priorità. I descrittori del QCER per la produzione scritta parlano di «ampiezza» e «correttezza»: al livello B1 non si pretende l'assenza di errori, ma un repertorio adeguato ai temi noti e un controllo sufficiente a non compromettere la comprensione. Da qui la nozione di «gravità dell'errore»: un errore «globale», che oscura il senso di una frase, pesa molto più di un errore «locale» (un accordo, una preposizione) che resta visibile ma lascia passare il messaggio; a parità di numero, sono i primi a incidere davvero. Ciò che la griglia soppesa, di fatto, è la densità d'errore in rapporto alla quantità prodotta, sicché conviene un testo un po' più breve ma controllato che uno lungo e disseminato di sviste. Sul lessico, l'obiettivo è la «precisione» più della rarità: una parola comune usata con esattezza, e collocata correttamente, vale più di un termine ricercato usato a sproposito, ed evitare i verbi-passepartout quando esiste un verbo più esatto è una strategia più efficace dell'inseguire il vocabolario «difficile». La fonte principale degli errori resta la traduzione mentale dall'italiano, con il suo strascico di falsi amici e strutture inesistenti nella lingua d'arrivo. La contromisura è duplice: comporre direttamente nella lingua straniera durante la pianificazione e dedicare la revisione finale a una caccia mirata agli errori ricorrenti tipici di chi parte dall'italiano — accordi, reggenze delle preposizioni, ordine delle parole, falsi amici — costruendo nel tempo una «lista personale» degli errori da controllare.
Ripasso attivo
Riprendi un tuo testo recente e svolgi una revisione lessico-grammaticale mirata: sostituisci tre verbi-passepartout (« fare », « dire », « cosa ») con verbi più precisi, individua e correggi due errori di accordo, e verifica la concordanza dei tempi. Annota gli errori per costruire la tua « lista personale ».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti