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La comprensione scritta è la capacità di leggere e interpretare testi di tipologia diversa — descrittivi, informativi, argomentativi e narrativi — cogliendone il senso globale, le informazioni specifiche e i significati impliciti. Nel triennio del Liceo Linguistico la terza lingua mira al traguardo B1/B1+ del QCER: lo studente impara a scegliere la tecnica di lettura adatta allo scopo (skimming, scanning, lettura intensiva), a ricostruire la struttura del testo e a inferire il lessico nuovo dal contesto. È una competenza pienamente valutabile all'Esame di Stato, dove la comprensione del testo costituisce la prima parte della seconda prova nelle articolazioni linguistiche.
4 sezioni~23 min di lettura4 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A livello comune ci si attende che lo studente comprenda il senso globale e le informazioni esplicite di testi su argomenti noti, rispondendo a quesiti puntuali con un controllo linguistico sufficiente.
livello avanzato
L'indirizzo linguistico richiede in più la comprensione analitica del testo — inferenze, tesi e argomenti, registro e intenzioni dell'autore — e la capacità di giustificare le risposte con riferimenti precisi al testo.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Mappa delle tecniche di lettura per scopo
Per ciascuno dei seguenti compiti, indica la tecnica di lettura più adatta e motiva brevemente la scelta: (a) decidere se un articolo di 800 parole tratta di energie rinnovabili; (b) trovare in un programma di viaggio l'orario di partenza del treno; (c) comprendere perché l'autore di un editoriale è contrario a una certa legge.
Lo scopo è capire l'argomento generale, non i dettagli: si fa uno skimming leggendo titolo, sottotitoli e parole chiave. Tecnica: skimming.
Lo scopo è localizzare un dato preciso (un orario): si fa scanning, scorrendo il testo fino a trovare il numero cercato. Tecnica: scanning.
Lo scopo è cogliere l'argomentazione e le intenzioni: serve una lettura intensiva del passaggio in cui l'autore espone le ragioni del suo rifiuto. Tecnica: lettura intensiva.
Risultato: (a) skimming, (b) scanning, (c) lettura intensiva: la tecnica si sceglie sempre a partire dallo scopo della lettura.
Errori frequenti
Approfondimento
Anche la lettura, come l'ascolto, è un processo «interattivo»: combina un'elaborazione «dal basso» (riconoscere lettere, parole, strutture) e una «dall'alto» (attivare conoscenze, generare attese, prevedere il seguito). Le tecniche di lettura non sono che modi diversi di dosare questi due processi secondo lo scopo. Sul piano fisiologico l'occhio non scorre in modo continuo, ma procede a scatti («saccadi») alternati a brevi fissazioni: è ciò che rende possibile lo «skimming», in cui si fissano solo i punti ad alta resa informativa — titoli, prime frasi di paragrafo, parole chiave — lasciando cadere il resto. Va poi distinta la lettura «intensiva» (analitica, su testi brevi e difficili) dalla lettura «estensiva» (ampia e scorrevole, su testi facili e piacevoli): la ricerca mostra che proprio la lettura estensiva, per il volume di lingua che espone in contesto, è uno dei motori più potenti della crescita del lessico e della scioltezza. Un principio ha però un peso particolare per la terza lingua: la cosiddetta «ipotesi della soglia linguistica». Le abilità di lettura che lo studente possiede in italiano si trasferiscono alla lingua straniera solo al di sopra di un certo livello di competenza; al di sotto di quella soglia la fatica di decodificare consuma tutte le risorse, e persino un buon lettore in L1 «va in cortocircuito», leggendo parola per parola senza poter usare le sue strategie. Ne deriva un'indicazione chiara: consolidare il lessico e le strutture di base è la condizione perché skimming, scanning e inferenza possano davvero funzionare.
Ripasso attivo
Prendi un articolo di giornale nella lingua studiata. In 60 secondi fai uno skimming e scrivi in una frase di che cosa parla; poi, in scanning, trova e annota tre dati numerici (date, cifre, percentuali); infine leggi in modo intensivo il primo paragrafo e spiega quale funzione svolge nel testo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Struttura di un testo argomentativo (tesi, argomenti, conclusione)
Leggi questo breve paragrafo argomentativo (parafrasi in italiano di un testo in lingua): « La lettura quotidiana dovrebbe essere incoraggiata a scuola. Chi legge regolarmente, infatti, amplia il proprio vocabolario: studi recenti mostrano che gli studenti lettori conoscono in media molte più parole dei loro coetanei. Inoltre la lettura sviluppa l'empatia. Per questo la scuola dovrebbe dedicarle più tempo. » Individua la tesi, gli argomenti e l'esempio/dato di sostegno.
La frase iniziale e quella finale esprimono l'opinione sostenuta: « La lettura quotidiana dovrebbe essere incoraggiata a scuola » / « la scuola dovrebbe dedicarle più tempo ». Questa è la tesi.
Le ragioni a favore sono due: (1) la lettura amplia il vocabolario; (2) la lettura sviluppa l'empatia. Sono introdotti da « infatti » e « inoltre », connettivi che aggiungono prove a sostegno.
« studi recenti mostrano che gli studenti lettori conoscono in media molte più parole » è il dato che illustra e sostiene il primo argomento — non è un argomento autonomo, ma la prova del primo.
Risultato: Tesi: la lettura va incoraggiata a scuola. Argomenti: amplia il vocabolario; sviluppa l'empatia. Dato di sostegno: gli studi sul vocabolario dei lettori. I connettivi « infatti / inoltre / per questo » segnalano la struttura logica.
Errori frequenti
Approfondimento
Comprendere in profondità un testo significa ricostruirne la «macrostruttura», cioè la gerarchia delle idee: non solo le singole informazioni, ma il modo in cui si organizzano attorno a un nucleo, con alcune idee principali e molte subordinate. Il lettore esperto non tratta tutte le frasi allo stesso modo, ma le pesa, distinguendo ciò che regge il testo da ciò che lo illustra. Ogni tipo di testo offre a questo scopo una struttura prevedibile: il testo informativo dispone i dati secondo la «piramide rovesciata» (l'essenziale prima, i dettagli in ordine decrescente) e risponde alle «cinque W»; il testo argomentativo dispiega una tesi, gli argomenti che la sostengono, gli esempi che li illustrano e, spesso, un'obiezione confutata. Per l'argomentazione è utile un modello che scompone ogni passaggio in «affermazione», «dati» a sostegno e «garanzia» che collega i due: distinguere la tesi (l'opinione da far accettare) dai dati (le prove) e dagli esempi (le illustrazioni) è l'operazione centrale, e si appoggia alle spie linguistiche dell'opinione (verbi come «sostenere» e «ritenere», modali, aggettivi valutativi). I connettivi, in questo quadro, sono i «segnali stradali» del ragionamento: un avversativo annuncia un'obiezione o un capovolgimento, un conclusivo introduce una deduzione, un additivo accumula prove. Una cautela interculturale, infine: la «retorica contrastiva» ha mostrato che le culture organizzano l'argomentazione in modi diversi — chi va subito al punto, chi procede per giri più ampi — e riconoscere lo stile del testo aiuta a non perdere il filo della sua logica.
Ripasso attivo
Leggi un breve editoriale nella lingua studiata. Individua e trascrivi: (1) la tesi dell'autore in una frase; (2) due argomenti a sostegno; (3) un eventuale connettivo che introduce un'obiezione. Poi spiega in due righe come la conclusione riprende la tesi iniziale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Indizi per l'inferenza lessicale e la coesione
Nel passaggio (parafrasi): « Il ghiacciaio si sta ritirando rapidamente; questo fenomeno preoccupa gli scienziati, che lo studiano da decenni. L'innevamento, cioè la quantità di neve caduta, è in costante diminuzione. » (a) Inferisci il significato di « innevamento ». (b) Indica a che cosa si riferisce « lo » nella seconda riga.
Il testo offre una definizione esplicita introdotta da « cioè »: « l'innevamento, cioè la quantità di neve caduta ». L'indizio è dunque contestuale (una definizione tra virgole). Significato: la quantità di neve accumulata/caduta.
« lo » è un pronome oggetto: bisogna trovare a che cosa rinvia. La frase è « gli scienziati, che lo studiano da decenni »: si studia qualcosa di già nominato.
Risalendo la catena anaforica, l'elemento studiato dagli scienziati è « questo fenomeno », cioè il ritiro del ghiacciaio. « lo » si riferisce quindi al fenomeno del ritiro del ghiacciaio.
Risultato: (a) « innevamento » = la quantità di neve caduta/accumulata (definizione data dal testo dopo « cioè »). (b) « lo » si riferisce al fenomeno del ritiro del ghiacciaio.
Errori frequenti
Approfondimento
Un dato di ricerca dà la misura di quanto sia realistica l'inferenza lessicale: per leggere un testo con comprensione autonoma occorre conoscere già circa il 95-98% delle parole che vi ricorrono; solo allora il contesto circostante è abbastanza denso da far «indovinare» con metodo le poche parole ignote. Al di sotto di quella copertura le lacune si moltiplicano, gli indizi si assottigliano e l'inferenza si riduce a un tirare a indovinare. Questo spiega perché la crescita del lessico di base e l'inferenza non siano alternative, ma si sostengano a vicenda. Sul piano degli strumenti, la coesione — descritta in modo classico come l'insieme dei legami di superficie che tengono insieme un testo — comprende alcuni meccanismi ricorrenti: il «riferimento» (pronomi, dimostrativi e avverbi che rinviano a un elemento detto prima o dopo), la «sostituzione» e l'«ellissi» (che evitano ripetizioni), la coesione lessicale (ripetizioni, sinonimi, iperonimi) e i connettivi. Il caso più insidioso è la «catena anaforica»: risalire con precisione al referente di un pronome — controllando accordo di genere e numero, e non fermandosi al nome più vicino — è spesso decisivo per non capovolgere il senso di una frase. La coesione, si badi, non garantisce da sola la «coerenza», che è invece la tenuta logica del contenuto: un testo può essere ben cucito in superficie e tuttavia incoerente. Per il lettore italofono resta infine il tranello dei «falsi amici», parole formalmente vicine ma di significato diverso: l'unico antidoto è verificare sempre l'ipotesi con il contesto, che smentisce l'analogia ingannevole.
Ripasso attivo
In un testo nella lingua studiata, sottolinea tre parole che non conosci e, senza dizionario, scrivi per ciascuna il significato che inferisci, indicando l'indizio usato (contesto, morfologia o parola affine). Poi individua due pronomi e indica con precisione il referente di ciascuno.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Tipologie di quesiti e strategia di risposta
Testo (parafrasi): « Il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì. L'ingresso è gratuito per gli studenti sotto i 18 anni; gli altri visitatori pagano un biglietto di dieci euro. » Quesito (vero/falso con giustificazione): « Tutti i visitatori pagano l'ingresso. » Indica se è vero o falso e giustifica con il testo.
Con lo scanning trovo la parte sull'ingresso: « L'ingresso è gratuito per gli studenti sotto i 18 anni; gli altri visitatori pagano un biglietto di dieci euro ».
L'affermazione « tutti i visitatori pagano » è contraddetta dal testo: gli studenti sotto i 18 anni entrano gratis. Quindi è FALSO.
Cito/parafraso la prova: « È falso, perché il testo afferma che l'ingresso è gratuito per gli studenti sotto i 18 anni: non tutti, dunque, pagano. »
Risultato: Falso. Giustificazione: il testo dice che « l'ingresso è gratuito per gli studenti sotto i 18 anni », quindi non tutti i visitatori pagano. La risposta è completa solo con la prova testuale.
Errori frequenti
Approfondimento
Affrontare i quesiti con metodo richiede di capire che cosa ciascuno «misura». La comprensione si articola infatti su livelli: c'è una comprensione «letterale» (l'informazione esplicita nel testo), una «inferenziale» (ciò che il testo lascia dedurre) e una «valutativa o critica» (giudicare, interpretare, collegare). Le diverse tipologie di quesito mirano a livelli diversi, e riconoscerlo indica dove cercare la risposta. La regola aurea attraversa tutti i formati: la risposta deve venire dal testo, non dalle proprie conoscenze del mondo. Nella scelta multipla i «distrattori» sono costruiti proprio su questo scarto: sono spesso affermazioni vere in generale ma non dette nel testo, oppure dette ma riferite a un altro elemento, oppure quasi giuste con una sola parola che le rende false; la strategia è eliminare le opzioni non ancorabili a un punto preciso e scegliere quella di cui si sa indicare la conferma testuale. Nel vero/falso con giustificazione e nelle domande aperte vale la formula «risposta più prova»: localizzare con lo scanning la frase pertinente e citarla o parafrasarla, senza copiare interi periodi, perché la copiatura pedissequa non dimostra comprensione e viene penalizzata. Sul fondo c'è la consapevolezza che la prova è essa stessa un «genere», con proprie convenzioni: leggere le domande prima della rilettura analitica, rispondere esattamente a ciò che è chiesto — né più né meno — e distribuire il tempo tra comprensione e giustificazioni sono comportamenti strategici quanto la comprensione del testo, e la griglia della seconda prova li premia sotto le voci di pertinenza, completezza e correttezza della rielaborazione.
Ripasso attivo
Su un testo nella lingua studiata, prepara tu stesso tre quesiti di tipologie diverse — uno a scelta multipla (con tre opzioni di cui due distrattori), un vero/falso con giustificazione e una domanda aperta — e poi rispondi, indicando per ciascuno il passaggio del testo che giustifica la risposta.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti