Loading
Loading
Questo appunto esplora il modo in cui la tradizione cristiana legge il tempo e la storia: non come un susseguirsi cieco di eventi, ma come lo spazio in cui Dio si rivela e opera la salvezza, dalla creazione al compimento finale. Si confronta la visione lineare e finalizzata della storia biblico-cristiana con altre concezioni (in particolare quella ciclica), si ripercorre l'arco della «storia della salvezza» (creazione, alleanza, redenzione, attesa del Regno) e si introduce la prospettiva escatologica. È un approfondimento fuori dall'Esame di Stato: l'IRC non concorre con prova propria all'Esame di Stato del secondo ciclo, dunque qui non si tratta di un obiettivo valutabile in sede d'esame, bensì di un nucleo formativo del secondo biennio orientato alla maturazione di un senso critico e di una lettura culturalmente consapevole della storia.
4sezionica. 13min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi di Liceo si chiede di comprendere il senso cristiano del tempo e della storia e di distinguere con chiarezza la visione lineare-finalizzata da quella ciclica.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte vocazione storico-filosofica (Classico, Scienze Umane, LES) si può approfondire il confronto con Sant'Agostino (La Città di Dio) e con le filosofie della storia moderne (provvidenza, progresso, immanentismo).
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Chronos e kairòs: due modi di intendere il tempo
Storia umana e storia della salvezza: due livelli di lettura
Leggi la frase di San Paolo: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio» (Galàti 4,4). Spiega quale concezione del tempo vi è implicata e perché.
L'espressione «pienezza del tempo» non indica una semplice data del calendario, ma un momento maturo e significativo: è il linguaggio del kairòs, non del semplice chronos.
Parlare di «pienezza» presuppone un tempo orientato a una meta: c'è un prima (l'attesa) e un poi (il compimento). È una visione lineare e finalizzata, non ciclica.
L'invio del Figlio avviene dentro la storia umana (un tempo, un luogo, un popolo), ma viene letto come iniziativa salvifica di Dio: è esattamente il punto in cui i due livelli si incontrano.
Risultato: La frase implica una concezione lineare e finalizzata del tempo, in cui un istante storico (kairòs) diventa il centro della storia della salvezza.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentato la differenza tra chronos e kairòs e mostra, con un esempio a tua scelta, perché la tradizione cristiana legge l'evento di Cristo come kairòs.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
L'arco della storia della salvezza: creazione, alleanza, redenzione, compimento
Disponi nell'ordine corretto le seguenti tappe e spiega il legame che le unisce: redenzione, creazione, compimento nel Regno, alleanza.
L'ordine corretto è: 1) creazione, 2) alleanza, 3) redenzione, 4) compimento nel Regno. Segue la struttura inizio → centro → fine.
La creazione fonda la dignità dell'uomo; l'alleanza è il patto con cui Dio, dentro la storia, promette la salvezza a un popolo e prepara il futuro.
La redenzione in Cristo è il centro che realizza la promessa; il compimento nel Regno è la meta verso cui tutto cammina, nel «già e non ancora» del tempo presente.
Risultato: Le quattro tappe formano un unico arco orientato: dalla creazione (inizio), attraverso l'alleanza (promessa) e la redenzione (centro), fino al compimento nel Regno (fine).
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra in uno schema commentato le quattro grandi tappe della storia della salvezza, spiegando in una frase il significato di ciascuna e il loro legame.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Concezione ciclica e concezione lineare della storia a confronto
Un compagno afferma: «La storia è un eterno ritorno: tutto si ripete, nulla è davvero nuovo». Rispondi argomentando dal punto di vista della concezione lineare cristiana.
La tesi del compagno è la concezione ciclica: il tempo come ripetizione, senza meta. La sua conseguenza è che l'evento singolo perde valore.
La concezione lineare cristiana sostiene che la storia è un cammino unico verso un compimento: ogni evento è irripetibile e perciò carico di valore e di responsabilità.
Se nulla fosse nuovo, non avrebbe senso parlare di scelte, di progresso morale o di novità: l'esperienza dell'irreversibilità (ciò che è fatto resta fatto) sostiene la visione lineare.
Si riconosce che la visione ciclica coglie un dato reale (i ritmi della natura), ma la storia umana, fatta di scelte libere, chiede una lettura orientata a una meta.
Risultato: Un paragrafo argomentativo che oppone alla visione ciclica la concezione lineare, motivando il valore dell'evento irripetibile e mantenendo un atteggiamento di dialogo.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta in una tabella ragionata la concezione ciclica e quella lineare della storia, indicando per ciascuna l'idea di tempo, il valore dell'evento singolo e la presenza o assenza di una meta finale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Il «già e non ancora»: il tempo della Chiesa tra Cristo e il compimento
Un testo afferma che il cristiano vive «già» la salvezza ma la attende «non ancora» pienamente. Spiega la formula e ricavane una conseguenza per la vita nella storia.
Con l'evento pasquale di Cristo la salvezza è già donata e il Regno è già presente e operante nella storia: non è solo un fatto futuro.
Il Regno non è ancora pienamente compiuto: il male e la sofferenza permangono, e la pienezza è attesa come compimento finale.
Poiché il Regno è già iniziato, l'attesa non è passività: è «attesa operosa» che spinge all'impegno per la giustizia, la pace e il bene comune, sostenuta dalla speranza.
Risultato: La formula «già e non ancora» esprime la condizione del tempo presente della Chiesa e fonda un impegno responsabile nella storia, animato dalla speranza nel compimento.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega che cosa significa l'espressione «già e non ancora» riferita al Regno di Dio e mostra quale conseguenza ha sull'impegno del cristiano nella storia.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Riferimenti e fonti
MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012