Loading
Loading
Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato. L'uomo è l'unico essere che si interroga sul senso del proprio esistere: «chi sono?», «da dove vengo?», «dove vado?», «perché il dolore e la morte?». Questo percorso dell'IRC, previsto dalle Indicazioni Nazionali per il secondo biennio e il quinto anno dei Licei, mette a fuoco l'esperienza religiosa come dimensione costitutiva dell'umano e ricerca dell'Assoluto, ne confronta le risposte (religione, filosofia, cultura) e ne mostra la proposta cristiana, senza presentarsi come obiettivo valutabile nelle prove dell'Esame di Stato.
4sezionica. 15min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi di Liceo si chiede di riconoscere le grandi domande di senso e di comprendere l'esperienza religiosa come fenomeno umano universale, sapendo descrivere la proposta cristiana di significato.
livello avanzato
Negli indirizzi con forte impianto filosofico-umanistico (Classico, Scienze Umane, LES) e in quelli scientifici (Scientifico e Scienze Applicate) l'approfondimento privilegia rispettivamente il confronto critico fra le risposte filosofico-religiose e il dialogo fra ricerca di senso e sapere scientifico, mostrando la complementarità di ragione e fede.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Le quattro domande di senso
Spiega, con un esempio, la differenza tra un «problema» e un «mistero» applicandola alla domanda «perché soffro?».
Un problema è una difficoltà esterna al soggetto, che si può isolare, descrivere e risolvere con uno strumento o un calcolo: per esempio «come curare un'infezione» si risolve con la diagnosi e la terapia adatte.
Un mistero, nel senso di Gabriel Marcel, è una questione in cui il soggetto stesso è coinvolto e che non può osservare «da fuori»: non si tratta di un dato mancante, ma di un significato che mi riguarda interamente.
La domanda «perché soffro?» non chiede la causa biologica del dolore (quello è un problema), ma il senso del mio soffrire: nessuna terapia lo elimina come domanda, perché tocca chi io sono e che cosa vale la mia vita.
Il dolore presenta entrambe le dimensioni: come problema chiama la medicina, come mistero chiama una risposta di senso, che la persona cerca nella religione, nella filosofia o nelle relazioni.
Risultato: La sofferenza è insieme un problema (curabile) e un mistero (interrogante): solo cogliendo questa doppia natura si evita di ridurre la domanda di senso a una questione tecnica.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Scegli una delle quattro domande di senso («chi sono?», «da dove vengo?», «dove vado?», «perché il dolore?») e scrivi un paragrafo argomentativo (8-10 righe) in cui spieghi perché non può ricevere una risposta puramente scientifica, distinguendo con chiarezza fra «problema» e «mistero».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
L'esperienza religiosa come fenomeno umano universale
Spiega che cosa intende Mircea Eliade con «sacro», «profano» e «ierofania», applicando i concetti all'esperienza di un luogo di culto.
Il «profano» è lo spazio-tempo ordinario, omogeneo e indifferente; il «sacro» è ciò che si percepisce come pieno di realtà e di potenza, separato dall'ordinario perché manifesta una presenza superiore.
La «ierofania» è la manifestazione del sacro nel profano: un punto dello spazio o un momento del tempo in cui il sacro «irrompe» e fonda un centro, un orientamento, un significato.
Una chiesa, un tempio o una moschea sono spazi consacrati: varcandone la soglia si passa dal profano al sacro: l'edificio orienta i gesti (silenzio, preghiera), il tempo (la festa) e la comunità che vi si raccoglie.
Il luogo di culto è una ierofania istituzionalizzata: rende stabilmente presente il sacro e struttura attorno a sé la vita dell'homo religiosus.
Risultato: Per Eliade il sacro non è un'idea astratta ma una presenza che si manifesta (ierofania) e organizza lo spazio, il tempo e i gesti dell'uomo religioso, come accade nel luogo di culto.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza una festa o un rito a tua scelta (anche del calendario civile o familiare) individuando in esso gli elementi strutturali dell'esperienza religiosa descritti nella mappa (tempo sacro, segni, comunità, senso) e spiega quali sono presenti e quali no.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Tre vie di risposta alla domanda di senso
Commenta il versetto «Vanità delle vanità, tutto è vanità» (Qo 1,2) spiegando come la tradizione sapienziale biblica tiene aperta la domanda di senso.
Il Qoèlet (o Ecclesiaste) è un libro sapienziale dell'Antico Testamento: l'autore osserva la realtà «sotto il sole» con sguardo disincantato e radicale.
L'ebraico «hevel» indica un soffio, un vapore: ciò che è inconsistente e fuggevole. «Vanità» non significa «inutilità morale», ma caducità: tutto passa e sfugge alla presa dell'uomo.
Constatando che ricchezza, sapienza e piacere non saziano, il Qoèlet non chiude nel cinismo ma mantiene viva la domanda sul senso ultimo, che nessun bene terreno colma.
Proprio togliendo ogni falsa risposta, il libro spinge a cercare il senso oltre il «sotto il sole», aprendo, nella lettura cristiana, lo spazio per la fiducia in Dio.
Risultato: Il Qoèlet usa la denuncia della «vanità» (caducità) non per negare il senso, ma per scavare la domanda e impedire che venga soffocata da risposte illusorie.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Costruisci una tabella di confronto (in forma di paragrafo) tra la risposta religiosa, quella filosofica e quella culturale-consumistica alla domanda «che senso ha la mia vita?», indicando per ciascuna il fondamento, il punto di forza e il limite, e cita un versetto del Qoèlet a sostegno della tua analisi.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Fede e ragione: le due vie alla verità
Spiega, costruendo un breve testo argomentativo, perché secondo «Fides et ratio» fede e ragione non sono in conflitto.
Tesi: fede e ragione non si escludono, ma collaborano nella ricerca della verità, come due vie che convergono sullo stesso fine.
Argomento 1: l'enciclica «Fides et ratio» (1998) le definisce «le due ali con cui lo spirito umano si innalza verso la contemplazione della verità»: un'ala sola non basta a volare.
Argomento 2: la ragione difende la fede dalla superstizione e dal fanatismo; la fede allarga la ragione oltre il misurabile, custodendo le domande ultime che la scienza non può chiudere.
Conclusione: separare fede e ragione impoverisce entrambe; tenerle insieme permette all'uomo di cercare la verità con tutto se stesso, intelligenza e libertà.
Risultato: Un paragrafo argomentativo coerente: tesi (non conflitto) → immagine delle due ali → reciproca funzione → conclusione, che dimostra la complementarità di fede e ragione secondo «Fides et ratio».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Elabora una breve riflessione argomentata (10-12 righe) in cui spieghi in che senso, per il cristianesimo, Gesù Cristo è una «risposta» e non solo una «teoria» alla domanda di senso, usando in modo corretto la citazione di «Gaudium et spes» 22 e mantenendo un registro rispettoso delle altre posizioni.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)
Riferimenti e fonti
MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012